“Provincia, sospendi quella determina!”

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In data 6 settembre u.s. ci è pervenuta la risposta, a firma del responsabile Gualerzi (prot. 4565814/2012 del 5/6/2012), alla nostra richiesta di accesso agli atti e informazioni relativi alla delibera in oggetto. Suddetta risposta ha ulteriormente creato perplessità a riguardo delle motivazioni della delibera n. 187 del l0 luglio u.s., infatti vi sono dei dati che non sono chiari e che appaiono addirittura in contrasto con quanto scritto in delibera.

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1) ll 23 marzo u.s. la Provincia di Reggio Emilia ha inoltrato a ISPRA la richiesta di parere del piano di controllo della volpe, in questa si legge che è allegato:
resoconto dei piani di controllo della volpe forniti dagli Atc relativamente all'anno 2010; il resoconto dell'anno 2011 verrà trasmesso non appena ricevuti i piani annuali degli Atc (la consegna dei piani è prevista per il 31 marzo 2012).

Chiediamo:
- qual è il motivo per cui la Provincia ha inoltrato la richiesta di parere ad ISPRA quando non aveva ancora i dati aggiornati? Sarebbe bastato aspettare 8 giorni per averli, si tenga presente che la delibera provinciale è stata fatta a luglio;

- quali sono le date in cui gli Atc hanno inviato i resoconti dei piani di controllo della volpe?
- copia (eventualmente anche in formato digitale) dell'integrazione mandata a ISPRA con i piani aggiornati degli Atc.

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2) Leggendo la risposta inviataci apprendiamo che di fatto il principale metodo ecologico utilizzato per il controllo della volpe è la sospensione o limitazione dell'immissione della fauna selvatica di allevamento, in particolare sono fortemente limitate quelle di fagiani.
Chiediamo:
- quanti fagiani sono stati immessi negli anni 2009 - 2010 - 2011 - 2012?
- da quando è vietata I'immissione di lagomorfi?
- è possibile avere i numeri di quanti piccoli mammiferi e uccelli sono stati immessi dal 2010 al 2012 divisi per anno? Si sa che la volpe non mangia solo fagiani e lagomorfi;
- come mai non sono stati valutati altri metodi ecologici prima di arrivare ad autorizzare lo sparo dall'auto e la caccia in tana?

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3) Dal momento che in delibera si legge che: "Si ritiene opportuno proseguire nel controllo numerico della specie di fauna selvatica in oggetto" e più volte si dice che la volpe è in aumento, per noi è sbalorditiva la risposta alla nostra domanda di sapere il numero complessivo delle volpi sul territorio provinciale.

La metodologia applicata, in quanto suggerita dall'lSPRA, per valutare la dinamica della popolazione della volpe nel tempo è quella dell'elaborazione di appositi indici di abbondanza che non determinano una stima numerica delle presenza ma forniscono un'indicazione sull'evoluzione della popolazione nel medio-lungo periodo.

"Non determinano una stima numerica"

Chiediamo:
- ciò vuol dire che non si sa il numero delle volpi sul territorio provinciale?
- se si sa perché non c'è stato fornito?
- come si è arrivati a stabilire il numero di 1200 volpi da uccidere?
- copia (eventualmente anche in formato digitale) dell'elaborazione degli indici di abbondanza che hanno portato alla definizione del trend positivo.

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4) Abbiamo letto negli allegati alla risposta che tra gli IKA vi è anche il fagiano di cui la Provincia ha fortemente limitato le immissioni, di conseguenza il calo del numero di questi animali non è imputabile alla volpe ma alla non immissione di essi.

Chiediamo: come mai si è deciso comunque di mantenere tra gli IKA il fagiano?

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5) Nella delibera n. 187 del 10 luglio u.s. si legge che: "Considerato che il trend demografico della volpe è attualmente positivo su tutto il territorio provinciale e che la specie mostra una tendenza all'espansione dell'areale distributivo verso la pianura, determinando un progressivo incremento delle segnalazioni di danni al patrimonio faunistico di interesse gestionale e agli animali di bassa corte [...], si rende necessorio, al fine di contenere i danni al patrintonio zootecnico e faunistico, proseguire con un piano di controllo della volpe all'interno delle Z.R.C. e delle altre zone prevalentemente interdette all'attività venatoria ove viene attuata una gestione in tutto assimilabile o quella delle Z.R.C. nonchè all'interno delle aree interessate da progetti di reintroduzioni di specie sensibili alla predazione del canide".

DUBBIO

Alla nostra richiesta di avere il numero delle segnalazioni dei danni causati da questi animali negli anni dal 2008 al 2011 compresi e quante di esse vengono da imprese agricole il responsabile Gualerzi risponde:

Per quanto concerne i danni alle attività questi consistono in larga misura in predazioni su animali selvatici e su animali da cortile o domestici per cui non è previsto alcun indennizzo e questo fa sì che non ci sia una raccolta delle segnalazioni che, anzi, proprio perché non sono preordinate al ristoro economico spesso non vengono neppure formalmente presentate.

Chiediamo: com'è possibile che ci sia stato un aumento delle segnalazioni se non c'è una raccolta delle segnalazioni?

Dal momento che le motivazioni addotte a sostegno della decisione di uccidere 1200 volpi non appaiono chiare, anzi a volte appaiono contraddittorie con quanto ci ha scritto il responsabile del servizio Gualerzi, tenendo anche conto della nostra richiesta urgente, inviata il 24 agosto u.s., di sospensione della delibera della giunta provinciale n. 187 del 10/07/2012 con oggetto: "Approvazione della prosecuzione del piano di controllo della specie volpe (prot. 37617/2012)", ribadiamo la richiesta di sospensione di suddetta delibera. Cogliamo l'occasione per chiedere copia delle direttive impartite, anche tramite mail, dall'ufficio caccia e pesca direttamente ai singoli coaudiutori a partire dal 10 luglio a oggi.

 

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2 Commenti

  1. Tra le motivazioni per uccidere 1200 volpi nella delibera di Giunta Provinciale c’è scritto che vi è: “Un progressivo incremento delle segnalazioni di danni”. Il responsabile della Provincia scrive che non c’è una raccolta delle segnalazioni. Eppure nessuno si muove e la strage continua.

    (Clizia Ferrarini)

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  2. Rammentiamo che la BCE ha chiesto ad agosto 2011 l’abolizione delle province… Forse qualche ragione aveva per tale richiesta… E dato che è alquanto possibile che l’Italia debba richiedere aiuto del fondo salvastati, con sottoposizione alle condizionalità ex ante ed ex post, credo che stavolta la richiesta di abolizione sarà più perentoria… Se devo assere sincera non rimpiangerò affatto tale ente territoriale.

    (Rossella Ognibene)

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