Maltempo / Il ponte crollato lungo la statale 63

Il violento nubifragio che ha letteralmente investito gran parte del nord Italia non ha mancato di creare grosse difficoltà anche sulla viabilità locale. Lungo il versante toscano della strada statale 63, nel comune di Fivizzano, nelle prime ore del mattino è crollato un ponte, forse per via dei cumuli di legname che il torrente ha portato violentemente a valle. Fortunatamente non vi sono state conseguenze per le persone e in quel momento sul quel tratto di strada non circolavano autovetture. L’allarme è stato immediatamente lanciato e sul posto si è portata una squadra della protezione civile che ha chiuso la strada ed ha effettuato il monitoraggio dell’intera zona.

Sul versante reggiano, per controllare la situazione della viabilità, si sono susseguite per tutto il giorno alcune pattuglie della Polizia stradale di Castelnovo ne' Monti, coordinate dal comandante del distaccamento, l’ispettore superiore Roberto Rocchi, che si è portato sul posto.

Alcune difficoltà, anche se minime, si sono registrate su strade secondarie della nostra montagna, ma non hanno causato grossi disagi alla circolazione e non si è resa necessaria la chiusura della strada. In allerta anche alcune squadre della protezione civile che hanno operato lungo il Secchia dove l’abbondante acqua ha invaso alcuni terrapieni, mentre il fiume Enza è stato continuamente monitorato dalle forze dell’ordine.

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8 Commenti

  1. Ecco puntuale le rovine dei torrenti!! Una volta si poteva raccogliere legna dai fiumi, così facendo si puliva il greto dai tronchi più grossi assieme ai rami che con le piogge copiose come la scorsa notte facevano da diga specialmente in prossimità dei pilastri dei ponti; ORA è assolutamente vietato, anzi si prende una denuncia per furto contro il patrimonio italiano… Ma se il buon senso regnasse, bisognerebbe premiare coloro i quali si rendono disponibili a tale opera. D’accordo che raccoglierebbero un po’ di legna, ma alla fine il fiume sarebbe sgombro da tronchi che causano dighe naturali come di conseguenza…. crolli di ponti naturali. Come mai nel Secchiello stanno spendendo soldi per far manutenzione (a causa di una frana ormai quindicennale?). A chi girare la domanda? Corpo Forestale dello Stato? Politici? Provincia, Regione?? Fatevi una domanda e cercate la risposta da comuni mortali o chiedete a quei pochi contadini ancora rimasti come proteggono i loro campi!!

    (Eros Tamburini)

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  2. Abbiamo maltrattato il nostro territorio ora paghiamo il conto.

    (Angelo Covili)

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  3. Tutto ciò a cui l’acqua togli l’acqua si riprende. Il buon senso, Eros, è morto da molto tempo, ma mi sa che non resusciti! Purtroppo. Avete visto che a dare addosso ai contadini ce ne sono sempre meno. Ma se ce ne fosse di più tante aree e corsi di fiumi sarebbero bonificati e non ci sarebbe perdita di capitali per ripristinare almeno al minimo le situazioni. E forse senza dispersione di esseri viventi! Ho preso una cantonata forse a dire così?

    (mariapia.corsi@gmail.com)

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  4. Recatevi sul ponde della Rossendola (oltrepassato Caprile), sul ponde di rio Riccò (strada per Ca’ Manari), rio Rondino a monte del ponte della SS 63 e comunque su tutti i torrenti della montagna, vedrete che bello spettacolo. Dimenticavo, oltre alle Bonifiche, ci sono i comuni, l’Unione dei comuni, la Comunità montana ed il Parco nazionale, organismi del territorio, cosa fanno? Qualcuno spende a pioggia pur di accontentare gli elettori, altri costruiscono le “porte” ed i “biliti”, altri osservano il degrado ed altri stanno comodi nelle poltrone pubbliche.
    Il discorso è lungo, fatto e rifatto, nessuno ci sente, nemmeno i montanari, qualcuno è rassegnato, qualcuno che sempre si è battuto per questi problemi ha cambiato sponda, altri sono rassegnati.
    Arriva dicembre, aumenti, Imu alle stelle, lavoro sempre meno, sviluppo zero, prospettive di sviluppo zero, edilizia zero, programmazione del territorio (parlo sempre della montagna) zero (PSC mai terminato e addirittura dopo 14 anni buttato nel cestino ed affidato nuovo incarico, quindi cestinati 168000 euro…….), viabilità zero, ambiente zero (tolte le porte ed i biliti).
    A Busana, ad esempio, con soldi della Bonifica è stata asfaltata una strada in pieno abitato e rivestito un muro in pietra a lato della scuola media, appropriati vero? Ora chi ricostruisce il ponte crollato? Siamo sempre noi che paghiamo la malagestione dell’ambiente. Ci svegliamo o siamo tutti presi dalle “primarie”? Ricordiamoci che questi signori sono gli autisti della macchina ormai distrutta.
    Cordialmente.

    (Fabio Leoncelli, minoranza di Busana)

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  5. Pensiamo anche agli operatori del Cerreto (visto che la stagione si avvicina) che sul versante toscano vivono; se la strada è interrotta i turisti non riusciranno più a usufruire delle piste da sci del nostra stazione sciistica… Speriamo che si mettano apposto il più presto possibile le cose, altrimenti oltre al danno sul versante toscano anche sul lato emiliano bisognerà fare qualcosa per gli operatori che perderanno la stagione.

    (Mauro)

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  6. Bravo Fabio, siamo alle solite: spendiamo molti denari pubblici per cose inutili o quasi e non ci preoccupiamo di tutelare il territorio, attraverso un programma di manutenzione ordinaria (e straordinaria), che non è solo necessaria ma fondamentale per la nostra sopravvivenza. Domanda: avete mai visto uno “stradino” (come si chiamavano allora) fare manutenzione alle cunette poste ai lati della SS 63 o delle strade provinciali??? Bella domanda, vero? Ma dove sono gli addetti alla manutenzione? Sono tutti stati promossi impiegati? E’ una vergogna mondiale!!!

    (Enrico60, Collagna)

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  7. Poi si ripresentano e si riciclano con il rottamatore per eccellenza Renzi dopo una vita politica all’insegna di non aver fatto nulla, neanche regimentare i fossi; la politica non è un mestiere ma deve essere un momento limitato nel tempo in cui una persona dà un contributo alla societa civile.

    (Gabriele Ferrari)

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