Fa il giro d’Italia la foto del Re dei cervi ucciso

 

Picciati Toso e il cervo maestoso abbattuto

Un’altra esibizione di un cervo sanguinolento abbattuto. Questa volta su una rivista di diffusione nazionale, Armi e Tiro. Nel numero di dicembre, un intero articolo a firma di Luigi Colli è dedicato, infatti, all’abbattimento del primo cervo in provincia di Reggio Emilia: lo segnala un commento pervenuto a Redacon.

A dare mostra del ‘trofeo’ sono il carpinetano Marco Picciati – tecnico faunistico noto anche per il suo impegno per la salvaguardia della castanicoltura – e Silvano Toso, già a capo dell’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica e dirigente Ispra

“Una foto truculenta che dimostra il modo sprezzante col quale viene ‘governato’ il patrimonio dello stato. E non si capisce perché – lamentano l’Associazione Amici della Terra – quello che è un patrimonio di tutti (appunto, dello Stato), debba diventare patrimonio di parte (delle Atc). Questo accade in quanto per abbattere un cervo, pur essendo selcontrollori, occorre pagare un contributo aggiuntivo. E i soldi incassati rimangono a disposizione dell’organizzazione degli stessi cacciatori – mentre diverse associazioni degli agricoltori pare stiano muovendo azioni legali contro qualche Atc per vedere maggiormente risarciti gli agricoltori ndr -. Ci sono diversi altri aspetti che turbano, a partire dal primo che colpisce l’opinione pubblica: è legittimo utilizzare animali morti e insanguinati come elemento di trofeo, esposizione se non anche vanto? Queste foto dell’orrore che finalità hanno, oltre a un macabro esibizionismo? Ma davvero l’uomo è superiore agli animali quando gioisce di simili mostruosità?”

Dopo i casi di Castelnovo e Villa Minozzo è intervenuto anche Umberto Gianferrari, selcontrollore e Commissario Straordinario C.P.A per Reggio Emilia che così replica alle associazioni ambientaliste. “Certo, ricordo quando in occasione del mio abbattimento di una volpe a Ferragosto una foto dell’animale abbattuto urtò la sensibilità di alcune persone che cacciatori non sono; con quelle persone mi sono quindi scusato pubblicamente ritenendo sacrosanto il loro diritto di indignarsi. Ma ciò premesso, vorrei precisare che, per ‘trofeo’ si intende ritenere un qualsiasi segno, posto a testimonianza di una vittoria. Cacciare il cervo è impresa il più delle volte assai ardua... e comprendo chi, una volta abbattuto l'animale sente il desiderio (legittimo dal nostro punto di vista !) di mostrare l'animale ai colleghi cacciatori”.

Ma Gianferrari aggiunge una considerazione: “Da bambino, mi insegnavano che la mia libertà finisce, laddove comincia quella dell'altro ; che sia così anche per le diverse sensibilità? Ritengo che il mio diritto di abbattere un cervo sia secondario a quello di una persona che, affacciandosi al balcone, spera di non vedere cadaveri parcheggiati sotto casa”.

Ecco, spiegati, anche, i notevoli motivi di polemica: le foto dei cervi sanguinolenti ammazzati e il loro trasporto pubblico stanno urtando le diverse sensibilità di chi cacciatore non è.

E mentre Gianferrari propone “di trasportare i cervi abbattuti, coperti da un telo verde di plastica, che costa pochi euro” un lettore di Redacon lamenta: “non vogliamo che il nostro Appennino sia ricordato per queste immagini. Le nostre sono montagne di vita e non di morte. L’ultima foto del cacciatore carpinetano si commenta da sola”.

 

IL PRIMO ESEMPLARE ABBATTUTO ERA ANOMALO NELLA SUA MAESTOSITA’

Così è stato ucciso il “Re” dei cervi

 

Nell’articolo sull’abbattimento del cervo, Marco Picciati descrive la sua impresa tra Bismantova e la Valle dei Gessi: “Il piano era di prelevare un vecchio maschio che tute le sere fa bella mostra di sé spesso anche vicino alla strada. Al termine dell’uscita facendo manovra con la macchina, davanti ai fari si è palesato un coronato in compagnia di sei tra femmine e piccoli e un branco di più di trenta cinghiali. Un’immagine degna del miglio Parco nazionale africano!

(…) “Aspettiamo quasi due ore sotto la pioggia (…) “Improvvisamente vediamo tra le fronde di una quercia due cervi, molto più grandi che entrano nel campo e iniziano a salire di circa cento metri di distanza. Altra femmina e piccolo. Poi, la magia! Compaiono simultaneamente due cervi, molto più grandi, che marciano in parallelo, salgono lungo il campo. (…) La nostra attenzione è tutta per il cervo che mostra un trofeo da wapiti. Nessuno aveva segnalato quel cervo con stanche così lunghe da raggiungere le reni con la dicotomia (forca) tipica del cervo americano. E’ un anomalo, uno dei famosi 8, anzi 10 punte ‘eterni’ descritti così bene dal compianto Fulvio Ponti. Uno sguardo d’intesa e la scelta sull’animale da prelevare è fatta. L’accompagnatore autorizza lo sparo. Un tiro al collo con la .30-06 monolitica e il cervo rimane a terra sotto la pioggia battente. Raggiunta la preda la soddisfazione è massima per avere prelevato un animale anomalo, ma stupendo alo stesso tempo”.

Non è finita: “Reso onore all’animale come da tradizione mitteleuropea, sempre assistito da Silvano – Toso, il dirigente Inspra – abbiamo provveduto all’eviscerazione e poi alla valutazione biometrica presso il centro di raccolta di Rosano. Ovviamente io ho tenuto solo la carne e lui ho dato solo il trofeo. Mi sembrava doveroso. Grazie al grande compagno di caccia”.

Agenzia Redacon ©
E' vietata la riproduzione totale o parziale e la distribuzione con qualsiasi mezzo delle notizie di REDACON, salvo espliciti e specifici accordi in materia e con citazione della fonte. Violazioni saranno perseguite ai sensi della legge sul diritto d’autore.

38 Commenti

  1. Una foto orribile, da pieno medioevo……una brutta pagina che non rappresenta questo Appennino…..e mi viene anche da chiedere al “barbuto eroe” cosa ci sia da sorridere……..quando invece ci si dovrebbe soltanto vergognare……
    (Indignato)

    Rispondi
  2. La mia versione diversa della storia: “Improvvisamente vediamo tra le fronde di una quercia due cervi, molto più grandi che entrano nel campo e iniziano a salire di circa cento metri di distanza. Altra femmina e piccolo. Poi, la magia! Compaiono simultaneamente due cervi, molto più grandi, che marciano in parallelo, salgono lungo il campo. (…) La nostra attenzione è tutta per il cervo che mostra un trofeo da wapiti. Nessuno aveva segnalato quel cervo con stanche così lunghe da raggiungere le reni con la dicotomia (forca) tipica del cervo americano. E’ un anomalo, uno dei famosi 8, anzi 10 punte ‘eterni’ descritti così bene dal compianto Fulvio Ponti. Uno sguardo d’intesa e la scelta è fatta: abbassiamo i fucili e lo lasciamo andare.
    Questa foto è raccapricciante per chi come me ama la natura in tutte le sue manifestazioni.
    (MC)

    Rispondi
  3. Ma davvero non capite che noi cacciatori siamo i tutori dell’ambiente? Ve lo immaginate un cervo così nel vostro orto che danno che sarebbe? Noi siamo i veri cultori della difesa del territorio. Mi spiace che il cacciatore citato nell’articolo non abbia reso conto della tradizione mitteleuropea. Di solito tagliamo i testicoli alla bestia e ce li buttiamo alle spalle dicendo “questi non ti servono più”. Chi è più delicato mette un ramoscello in bocca al selvatico: l’ultima pasto di queste bestiacce. Noi cacciatori siamo anche portatori di tradizione. Picciati sindaco

    (FlP)

    Rispondi
  4. Ci sono vari modi di guardare la foto.
    Ad alcuni salta agli occhi solo il sangue, il macabro, l’uccisione di un’amimale.
    Ad altri il rosso passa in secondo piano e la vista va solo al trofeo, allo sguardo soddisfatto dei due cacciatori.
    Vi è la massima libertà di come si vuol guardare la foto, di una cosa sono sicuro, conoscendo Marco, la carne non andrà sprecata, sarà cucinata e offerta ai commensali che la gusteranno appieno.
    Il resto è solo pro o contro la caccia, polemica tra chi è favorevole o contrario, senza voler comprendere che la stessa gestita a dovere è una risorsa per il territorio, ma anche questo da alcuni sarà negato.
    (Roberto Malvolti)

    Rispondi
  5. Selezione naturale…100 anni fa non esisteva facebook internet ecc ecc….e magari nessuno si lamentava…ora visti i mezzi di comunicazione che abbiamo le immagini, le notizie arrivano più lontane e a più persone e qualcuno può storcere il naso….ma è normale caccia…che è sempre esistita fin da quando l’uomo è nato… anzi, ora è più controllata…mentre penso 100 anni fa si tirava a tutto quello che si muoveva….
    E visto che c’è chi si lamenta degli animali uccisi, chi ascolta invece chi si lamenta degli animali di troppo??
    (GP)

    Rispondi
    • E allora gli ATC incomincino a smettere di introdurre ogni anno centinaia e centinaia di animali allo scopo di abbatterli dopo qualche tempo.
      Però così facendo non ci sarebbe bisogno di selezione. Ma guarda un po’!
      (Jarno Dall’Asta)

      Rispondi
      • Cinghiali e caprioli sono sempre esistiti… non vengono rilasciati, ma sono state fatte zone di ripopolamento dove non si possono cacciare e crescono e si moltiplicano liberamente, per questo secondo me sono presenti in quantità esagerate. Stessa cosa stà accadendo con i cervi, io da 30 anni che abito in Appennino, di cervi non ne ho mai visti, solo negli ultimi anni ne ho sentito parlare e visto qualcuno. Stessa cosa per i lupi e stessa cosa vale per la caccia, è sempre esistita e sempre esisterà, dico solo che in confronto ad anni fa, ci sono regole più precise, se vuoi sbagliate per uno o per l’altro, ma più precise. Scommetto che 100 anni fa non si facevano tanto scrupolo di rispettare una zona o un periodo dell’anno per andare a caccia e, ripeto, si sparava a un po’ a tutto quello che avesse 4 zampe e del pelo…

        (GP)

        Rispondi
        • A titolo di esempio riporto un estratto del “Consuntivo Attività 2011/12 e Programma Annuale di Attività 2012/13 ATC RE 3 Collina”, documento consultabile in rete.
          Al capitolo 4 “Programmazione delle presenze faunistiche”, paragrafo 4.1 “Catture e ripopolamenti realizzati” si evince che nella stagione 2010/11 sono stati immessi in territorio cacciabile 594 lepri, 11505 fagiani, 225 starne e 1688 pernici rosse. Interessante il dato relativo ai fagiani, 11505 di cui 594 da cattura, 2224 riproduttori e 8687 provenienti da allevamento e ambientati in recinto.
          Al capitolo 10 “Programmazione delle presenze faunistiche”, paragrafo 10.1 “Catture e ripopolamenti previsti” si riporta una tabella recante le seguenti cifre: Fagiano 12000 + altri 2500 da cattura, lepre 2500 da cattura, pernice rossa 2000, starna 500.
          Pare quindi evidente che i capi introdotti non provengono solamente da aree di ripopolamento.
          A titolo di soddisfazione riporto che sempre nel documento in questione era caldeggiato un piano di selezione (uccisione) di volpi con richiesta di autorizzazione allo sparo notturno. Consiglio recepito in pieno dalla Provincia di Reggio Emilia con la famosa delibera di Luglio 2012. Piano di selezione così scientifico e lungimirante da essere annullato dal TAR sezione di Parma.

          (Jarno Dall’Asta)

          Rispondi
  6. “buttare i testicoli alle spalle”: bella tradizione, capolavoro di cultura!
    Poi l’espressione “di queste bestiacce”: proprio carina!.
    Ma perchè ci si sente così violenti verso delle povere creature che non ci hanno fatto niente?
    Di sicuro quando qualche selvatico mi ha danneggiato un orto, gestito sia pure con fatica, me ne dolgo molto meno che quando qualche altro fenomeno antropico rovina sia l’orto che tutto questo pianeta.
    Infine con meno egoismo, forse anche “altri” avrebbero potuto vedere quel cervo, invece così non c’è più, c’è solo il suo trofeo contro qualche muro al chiuso, non più a comparire fra alberi e radure: una vera conquista!
    (marco)

    Rispondi
  7. E’ veramente triste e davvero dolorosa questa foto ma lui di cosa si vanta di un trofeo davvero raccapricciante e orrendo ma lui si vede che ne va fiero …
    (LUCIANA)

    Rispondi
  8. Vorrei chiedere a chi si scandalizza tanto… se non i cacciatori, chi li uccide???
    mettiamo anche leoni e pantere??
    oppure li lasciamo moltiplicare all’infinito??
    Inoltre, immagino siate tutti vegetariani…
    o l’uccisione di un coniglio,un pollo, un bovino…
    è differente da cervo o capriolo???
    Non sono un cacciatore, ma un minimo di buon senso ci vuole..

    (luca rivi)

    Rispondi
  9. Che schifo …. e non aggiungo altro.
    (Alex)

    Rispondi
  10. Bravi Rambo “made in carp’neda”. In effetti la carne oggigiorno è merce rara, come il buon senso. Auguri e felicitazioni!

    (Sincero Bresciani)

    Rispondi
  11. Si lasciamo moltiplicarli all’infinito..cervi, caprioli, cinghiali, tassi, perche non mettiamo anche camosci e stambecchi, sono così carini!!!!
    così gente che come me vive di agricoltura va a casa di chi li osanna tanto a prendere lo stipendio per mangiare!!
    Per me va bene, così dopo vado in giro a fotografarli, tanto lo stipendio c’è chi me lo da..………….
    (C.D)

    Rispondi
    • Chi come lei vive di agricoltura dovrebbe ben sapere che gli agricoltori hanno sempre avuto a che fare con gli animali selvatici, inoltre la vita dei contadini fino a qualche decennio fa era sicuramente più disagiata: niente mezzi meccanici in campagna e nemmeno in stalla, niente prodotti chimici (fertilizzanti, alimentari, anticrittogamici, ecc.). Pertanto non sono certo gli animali selvatici la causa del malessere dell’agricoltura italiana. Sarebbe interessante sapere quanti finanziamenti pubblici arrivano alla caccia, finanziamenti che potrebbero andare direttamente al mondo agricolo, magari insieme a qualche legge di tutela del made in Italy.
      (Clizia Ferrarini)

      Rispondi
  12. Che pena… e il bello che si sentono dei super eroi… sparare ad un animale inerme con armi infallibili, solo per il gusto di ammazzare gratuitamente, per divertimento (cosa ci sia poi da divertirsi?). Concordo con “indignato”, roba da medioevo, complimenti anche per la foto, il cattivo gusto non ha limiti. E basta con gli animali che rovinano, insediano ecc. ecc., l’unico animale che ha rovinato l’ecosistema perfetto del mondo è l’uomo.

    (Marco Galeazzi)

    Rispondi
  13. Come sempre l’uomo da il peggio di sè, infatti sono gli animali che uccidono, rubano ecc… Io non sono vegetariana ma ci vuole rispetto nell’uccidere un animale cercando di non farlo soffrire e non per farsi una foto o per un trofeo da mostrare ad amici per farsi grandi. E non dico altro!!!

    (Stefy80)

    Rispondi
  14. Credo che sarebbe bastato solo scrivere un articolo, senza dover esibire l’animale abbattuto, io sono un cacciatore e trovo così ridicolo e da ignoranti e poco sensibili immortalarsi con un animale ucciso, a che scopo, far vedere a tutti quanto si è bravi ad uccidere animali con fucile. Non è meglio tenersi queste emozioni per sè?, io credo sia molto meglio, ne gioverebbe l’eleganza dell’animo. Ultima considerazione la caccia sta sempre diventando una pratica per chi ha soldi, per andare al cinghiale ci vogliono soldi aggiuntivi, idem caprioli e daini, ora i cervi che paghi salato in base al trofeo e per chi come me che va solo a lepri e fagiani il futuro e sempre più nero. Comunque le foto vanno fatte ai fiori, ai figli, alla vita, a tutto ciò che vive.

    (Angelo)

    Rispondi
  15. Ai nostri “amici” trionfatori dico: un terrificante esempio di educazione, senso civico e responsabilità verso le più giovani generazioni, oltre che di orrida immagine della gente della nostra montagna.
    E ai sostenitori di tale nefandezza, chiedo un applauso… Ma anche un gesto: stasera, prima di andare a dormire, mostrate a vostro figlio o a vostro nipote quelle foto e poi domandategli cosa ne pensano… dei cacciatori e del cervo… poi, se non vi vergognate delle risposte che vi daranno, pubblicatele qui o su Facebook o dove volete! 100 anni fa non esisteva la possibilità di far girare una fotografia in poco tempo su un grande territorio ma nessuno si sarebbe mai sognato, nemmeno il più feroce cacciatore, di immortalare il suo trofeo in quella maniera. I gesti di proclamazione comunitari erano ben altri e il senso che si dava alle proprie azioni era ben diverso! Non mancava di certo il senso di responsabilità e il rispetto degli altri. Oggi basterebbe un minimo di buon senso, solamente quello!!!

    (Annalisa)

    Rispondi
  16. Io penso che quello che non ammazza, ingrassa, poi in tutto c’è una misura.

    (Marco Notari)

    Rispondi
  17. Che qualcuno debba tutelare l’ambiente e che non si possa farli moltiplicare all’infinito va bene, ma almeno non costringete le persone che non sono d’accordo con voi a vedere foto del genere semplicemente aprendo la homepage di Redacon.

    (S.F)

    Rispondi
  18. Secondo me ognuno dovrebbe accettare l’opinione altrui. Dico solo che.. a volte ci dimentichiamo che le bestie peggiori siamo NOI non loro.

    (Giorgia)

    Rispondi
  19. I soliti ritornelli e frasi fatte senza fondamento, sentite fino alla nausea… Le specie animali non si moltiplicano all’infinito, vivevano e si riproducevano migliaia di anni prima della comparsa dell’uomo sulla terra, esiste la selezione naturale ed esistono milioni di specie animali non cacciabili dall’uomo.
    L’uomo non è mai stato in grado di selezionare correttamente nessuna specie animale, ha fatto sempre danni, soprattutto a se stesso. I cervi come altre specie di ungulati sono state introdotti sul nostro territorio con il secondo fine della caccia selettiva non certo perchè sono belli e carini. Personalmente non vedo proprio nessun merito a uccidere tranquilli erbivori con fucili di precisione, vedo solo foto con cadaveri sanguinolenti che rispecchiano la prepotenza, l’arroganza e la totale mancanza di rispetto verso le altre persone. Oltre che rischiare la vita in luoghi pubblici perchè una minoranza si diverte ancora a uccidere, dobbiamo anche sopportare l’esibizionismo inutile e le solite scuse per giustificare l’ingiustificabile. Per quanto riguarda la scusa dell’indotto economico, andate a visitare il Parco Nazionale del Gran Paradiso o dello Stelvio e fatevi due conti su quanto turismo porta un animale vivo! Persino il Costarica e il Kenya hanno abolito la caccia sul loro territorio perchè hanno capito che un animale vivo rende 100 volte di più di uno morto, ci arriveremo a capirlo anche noi.
    Con tutti i morti e feriti che fa la caccia ogni anno in Italia, speriamo di non fare la fine di quel bellissimo Cervo, UCCISO PER DIVERTIMENTO ED ESIBIZIONISMO NON PER NECESSITA’.

    (GG)

    Rispondi
    • E’ veramente un piacere constatare che nel nostro Appennino esistano personaggi come FIP. Non saprei se provare più pena per il Cervo o per questo tipo di persone che, a sentire, si adoperano faticosamente per la tutela dell’ambiente. Voglio sperare che nei selezionatori i FIP siano in minoranza. Mi scusino gli animali ma per il bene del resto della società forse è meglio lasciare che certe persone passino molto tempo nei boschi alla ricerca di testicoli piuttosto che in giro a fare danni perché oltre a essere privi di testicoli forse difettano anche di cervello. Si deve sentire di tradizione, di tutela dell’ambiente, di danni al’agricoltura, di incremento demografico… quando l’unico incremento demografico veramente preoccupante è quello dei FIP. E pensare che ci preoccupavamo dei Maya!

      (Lup)

      Rispondi
  20. Scandalizziamoci del fatto che questi animali sono stati introdotti per soddisfare un interesse meramente economico. Fra qualche anno assisteremo all’abbattimento dei lupi. In qualche modo questi Rambo dei poveri devono pure passare il loro tempo libero.

    (S.V)

    Rispondi
  21. Veramente sconsolante, gravissima poi la partecipazione al “trofeo” di un dirigente di un Ente pubblico, spero che qualcuno in ISPRA valuti se ci sono regole comportamentali violate. Per il resto condivido pienamente le considerazioni di GG.

    (GC)

    Rispondi
  22. Premetto che da cacciatore non amo fotografare le prede, ma questo è un mio pensiero… vorrei però far notare che la foto era stata pubblicata su una rivista di settore, rivista che avrà sicuramente un responsabile, che avrà valutato la correttezza o meno della sua pubblicazione…. forse, se questa foto era davvero da censurare perchè provoca così tanta indignazione, non andava neanche pubblicata su queste pagine?!… come mai è stato fatto? ma così non si contribuisce allo “scempio?” e allora qual’è il vero scopo?
    Ci tengo a precisare che non mi riferisco alla redazione di Redacon, che naturalmente avrà ricevuto quindi pubblicato notizia e fotografia, ma piuttosto alla mente arguta che si è preoccupato di andarla a reperire e farla pervenire alla redazione, facendo vedere ancora una volta in modo distorto la Caccia e le sue tradizioni.

    (Roberto)

    Rispondi
  23. Io sono un cacciatore e spesso me ne vergogno. Le foto ricordo andrebbero tenute per sè ed occorrerebbe un po’ di furbizia per capire che al prossimo delle nostre manie di protagonismo non importa nulla. L’unica reazione puntualmente ottenuta è un tumulto dell’opinione pubblica e delle associazioni ambientaliste… cavoli… non è difficile, eh!? Si potrebbero poi aggiungere molte critiche al fotografo e ai soggetti in posa, fotografati in un contesto eticamente allucinante e macabro. Le foto di caccia di solito ritraggono animali in posizione dignitosa, in un prato, celando sangue e ferite. Anche così, secondo me, meglio evitare i media e l’esibizionismo. L’attività venatoria è consentita per legge, ma non esortata, è sufficiente mantenere i diritti senza cercare consensi.

    (F.M.)

    Rispondi
  24. Vorrei far notare che la rivista “Armi e tiro” in ogni numero propone foto come questa, la cui unica differenza è il collegamento con il nostro territorio. Quella rivista la comprano gli appassionati di caccia per cui le polemiche non nascono come nel nostro caso. Per cui devo dire che concordo con Roberto: secondo me tra l’altro chi ha sollevato il tema lo fa anche per possibile tornaconto personale (vedi polemica sulle quote aggiuntive per gli abbattimenti)…

    (Commento Firmato)

    Rispondi
  25. Anche noi ci moltiplichiamo liberamente e,purtroppo,questi sono i risultati…

    (Tiziana)

    Rispondi
  26. Non c’è nulla di male nell’essere cacciatori, soprattutto se si fa caccia di selezione e si “aiuta” la natura a regolarsi, visto che l’uomo è riuscito a rompere ogni equilibrio naturale in meno di un secolo. La cosa che non capisco però è perchè debbano essere i cacciatori a mantenere questi equilibri essendo che sono loro la causa dell’esplosione di ungulati generata dall’immissione in varie riserve di daini, cervi e caprioli fatta senza alcun criterio una ventina di anni fa. Ed è poi anche questa la causa del tanto temuto ritorno del lupo.Per fortuna che ci sono loro, i lupi,che, senza clamori e senza farsi fotografare sorridenti davanti al cadavere di un così magnifico animale, svolgono ottimamente il loro lavoro di selettori!
    (Roberto Tedeschi)

    Rispondi
  27. Io pago le tasse e pretendo che si rispetti la mia sensibilità oppure basta pagare una tassa in più per non tener conto della sensibilità della gente? E’ solo una questione di soldi? Crto, si dice che non si può toccare la caccia perchè entrano nella cassa dello Stato un sacco di miliardi… il diritto alla vita di tutti questi animali non conta niente… non c’è scusa se non il meschino desiderio di sentirvi uomini…

    (Simona Sentieri)

    Rispondi
  28. Io ho una domanda, vorrei proprio sapere come mai la foto di un animale, legalmente ucciso da persone autorizzate a farlo, urta la sensibilità mentre i poveri gatti uccisi sull’asfalto rimangono lì, sfracellati, o gonfi e puzzolenti d’estate e nessuna sensibilità viene urtata. Ma chi ha deciso che un cervo, capriolo, fagiano, vale di più di un gatto?

    (Barbara)

    Rispondi
    • Barbara, ma chi ti ha detto che un povero gatto ucciso lungo la strada non urti la sensibilità?!? A mio avviso la foto è ancora più grave per il ruolo “istituzionale” che ricoprono i due uomini accanto al povero cervo.

      (Clizia Ferrarini)

      Rispondi
  29. …la passione, l’arte è la caccia, non l’uccisione in sé..

    (Amedeo Guillet)

    Rispondi

Lascia un Commento

Se sei registrato puoi accedere con il tuo utente e la tua password. Se vuoi registrarti al sito clicca qui.

Altrimenti lascia un commento utilizzando il form sottostante.

Privacy Policy

Powered by WordPress | Officina48