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Se c’è pericolo forte di valanghe sono vietate le attività scialpinistiche sul crinale in territorio di Villa Minozzo

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Cima Cusna

Con l'ordinanza n. 233 del 15/1/13 il Sindaco di Villa Minozzo: "ordina a tutti i frequentatori del comprensorio montano di questo Comune il divieto assoluto di effettuare qualsiasi attività di tipo escursionistico e scialpinistico, nelle zone poste al di sopra del limite superiore della vegetazione arborea, di tale comprensorio, fino al predurare della situazione di pericolo marcato 3 o superiore (forte 4 o molto forte 5), fatti salvi provvedimenti più restrittivi".

Tale ordinanza non è una novità in quanto già negli scorsi anni 2011 e 2012 ne erano state emanate di simili. E' quindi ancor più indispensabile, per chiunque voglia affrontare la montagna in questo periodo, informarsi sul bollettino valanghe e sullo stato di allarme previsto.

 

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35 Commenti

  1. Ci sarà qualche attività turistico ricettiva ancora funzionante da far chiudere nel territorio di Villaminozzo!? Siamo alle solite, per evitare le responsabilità vietiamo vietiam vietiamo! La soluzione è prevenzione non divieto!

    (Nicola Campani)

  2. I soliti incompetenti si lasciano consigliare da chi è peggio di loro, mai che chiedano agli esperti, poi questo è proprio il modo per dire alla gente che invece di crescere culturalmente, imparare a valutare devono sottostare a regolamenti fatti per impedire la libertà di coloro che vogliono andare in montagna. Poi una mazzata la turismo che dovrebbero sostenere.

    (Beppe Stauder)

  3. I Sindaci possono e dovrebbero emettere ordinanze di questo genere solo e soltanto quando una specifica attività “umana” potrebbe generare pericolo per persone – cose o infrastrutture. In tutti gli altri casi ordinanze di questo genere interferiscono con un sacrosanto principio che è “la libera frequentazione della montagna”. Pertanto il Sindaco in questione farebbe cosa buona e giusta a ritirare o almeno a modificare la suddetta ordinanza, attenendosi a quanto previsto e prescritto dalla PC dell’Emilia Romagna.

    (Alessandro Sterpini – Presidente SVI – CAI)

  4. Allora bisognerebbe anche emettere un’ordinanza di divieto quando c’è ghiaccio, quando c’è nebbia o cattivo tempo, quando è buio… (tutte situazioni a rischio) analogamente un’ordinanza di divieto di circolazione quando c’è il fondo stradale innevato o quando c’è nebbia… (ops non saranno suggerimenti per un primo cittadino che si preoccupa dell’incolumità dei suoi sudditi!!!).

    (Elia Monica)

  5. Credo che voi siate tutti esperti… purtroppo però “la mamma degli imbecilli è sempre incinta” quindi per evitare di mettere in moto la macchina dei soccorsi (che sono a carico di tutta la comunità) per degli incoscienti che vanno a scorrazzare sui monti senza la dovuta attrezzatura come se si fosse in riva al Po, ci rimettono tutti purtroppo…

    (Mauro)

  6. Forse per il sindaco era meglio la settimana scorsa quando di neve non ce n’era…. e se non ne venisse più forse si eviterebbe anche il rimorso di coscienza di non provare a far ripartire il turismo in una zona meravigliosa che tanto ha da dare e che tanto potrebbe ricevere con un piano di valorizzazione adeguato!

    (Fabrizio Cavazzuti)

  7. Cosi facendo si perde di vista il vero problema, il pericolo reale di distacco di slavine, se c’è questo pericolo e questo caso secondo me c’è, va comunicato, perché chi decide di fare scialpinismo deve essere consapevole, il divieto serve solo a voi politici per pararvi da eventuali responsabilità, troppo facile! Comunicate il grado di pericolo, quale ente lo ha stabilito e a questo punto ognuno decide cosa vuole fare.

    (Luigi Borghesi)

    • Eh no, signor Borghesi. La sua tesi presuppone tutti dotati di buon senso e prudenza. Ma i fatti insegnano che ci sono molte persone che sono sprezzanti del pericolo o lo sottovalutano. Pagano di borsa sua dirà lei. Invece no. Vengono poi utilizzati mezzi pubblici e costosissimi per andare a recuperarli a salvarli poverini di qui e di là. Per poi incolpare le autorità che dovevano dirlo prima, quando la tragedia è avvenuta. Se io fossi un politico eccome mi parerei dalle responsabilità postume. Ha ragione il sindaco.

      (A.)

  8. E’ risaputo che in certe attività sportive fatte in montagna o in mare la prudenza è fondamentale, la natura non perdona se viene bistrattata e se si prende gioco di essa, ma ciò non può impedire ,a chi si muove con correttezza e professionalità, di lavorare o praticare lo sport preferito. Ci sono tanti imbecilli ,inconsapevoli del rischio a cui vanno incontro, che si credono esperti , ma questo non è un buon motivo per emettere ordinanze di divieto assoluto. Le amministrazioni dovrebbero comunicare il bollettino valanghe ed il grado di rischio, sarà poi responsabilità del singolo rispettare la comunicazione. Il signor A ha ragione per cui a questo punto metterei a carico della persona le spese del soccorso come già succede in certi Paesi, ma siccome noi siamo italiani e tutto ci è dovuto, sarà una impresa ardua arrivare a ciò. Che cosa ne dite? Cordialmente.
    (M.B)

    • Responsabilità del singolo se l’incosciente non mettesse a rischio anche la vita di altre persone per andarlo a salvare. Non è soltanto una questione di costi ma sono importanti anche quelli.
      (A.M.)

  9. Caro Signor A., parliamo di costi?? Allora parliamo del costo elevatissimo a carico Nostro per la gestione dell’ordine pubblico per tutte le manifestazioni sportive (calcio in primis)!!! Seguendo il suo ragionamento dovremmo impedire alle persone di seguire qualunque manifestazione sportiva.
    (Omar Bartoli)

  10. Guardate cosa e’ successo… Sveglia… Migliaia di euro spesi… Dovrebbero fargli pagare tutto… e per fortuna sono anche di quelli capaci..
    Cerreto 16-01-2013.. Per fortuna è andata bene…

    (P.S.)

  11. Ma si può vietare di camminare o di andare in montagna? E’ legale?
    Perchè non vietare anche di circolare in auto visti i tanti che quando nevica visti i tanti che appena vedono un fiocco di neve vanno nel panico, che non sanno montare le catene e che si ricordano dell’esistenza delle gomme invernali solo quando slittano, quanti incidenti stradali o domestici rispetto agli incidenti di montagna.
    Queste sono ordinanze fatte da persone che conoscono la montagna solo superficialmente e che pensano che vietare sia l’unica soluzione per evitare gli incidenti, è il classico modo di fare su un po’ di soldi con le multe e scaricarsi da responsabilità (quali poi?).
    E poi se i bollettini fossero fatti in modo serio! Nel dubbio mettono sempre pericolo da 3 in su così scatta la multa.
    Anche quando la montagna è un blocco di ghiaccio il rischio valanghe non è mai inferiore a due.
    Siamo tutti stanchi di sentire dire che chi frequenta la montagna sia un pazzo irresponsabile e amante del rischio, siamo semplicemente persone che amano l’ambiente e che cercano di frequentarlo in modo responsabile.

    (marcof)

  12. Il comune di Villa è un piccolo comune nel contesto di tutte le Alpi e di tutti gli Appennini. Cosa fanno gli altri sindaci, sia che siano italiani, francesi, svizzeri o austriaci . INFORMANO!!, punto e basta (avete mai visto un bollettino valanghe esposto da qualche parte nei bar o nei locali pubblici del comune? basterebbe poco e non costa nulla), poi sta al singolo decidere,Il comune di Canazei ha avuto 4 morti tra i soccorritori ma nessuno ha mai pensato a vietare. Dobbiamo fare prevenzione, informare. Solo così si migliora e si cresce culturalmente sui rischi della montagna. Vietare è tornare ai tempi della pietra e gli incidenti non potranno che crescere anzichè diminuire. Nelle regioni alpine i comuni, le province fanno formazione non divieti. I divieti li fa Ponzio Pilato che si vuole lavare le mani e togliersi dalle responsabilità. Un sindaco responsabile costruisce un progetto formativo che non costa nulla (ci sono tanti a cominciare dal Servizio Valanghe Italiano) che possono dare un contributo. I costi del Soccorso vanno ripensati (ora a carico della comunità), chi è iscritto è giusto che non paghi ( paga già la sua quota) chi non lo è dovrebbe pagare il contributo, e a questo punto i costi sarebbero coperti. Già tante regioni lo fanno, l’Emilia invece si ritiene ricca e lo da gratis a tutti.

    (Beppe)

  13. Credo che la notizia riportata stasera della valanga sulla Nuda che ha travolto anche l’autore del secondo commento, per fortuna senza conseguenze, dia una degna risposta a tutti.

    Amministrazione di Villa Minozzo
    (Davide Marazzi)

  14. Penso che l’incommentabile commento dell’Amministratore di Villa Minozzo si commenti da solo e che, molto più che degnamente, dimostri di che pasta sono fatti i nostri amministratori. Spero che rileggendolo a freddo, domani, con calma, almeno gli venga il piccolissimo, lieve dubbio di aver scritto una tremenda cavolata. Non c’è bisogno che lo ammetta, sia chiaro. Ma che il dubbio, intimo e personale almeno gli venga. Potrebbe essere un piccolissimo passo avanti verso una nuova, sconosciuta, via di lungimiranza che, per quell’amministrazione, riguardo temi di cultura del turismo e della montagna fin’ora è stata pari a zero, capace di partorire soltanto ordinanze, divieti e poco più. Lungimiranza, informazione, formazione, progetto, cultura, valorizzazione, apertura, condivisione… che parole strane e sconosciute.

    (T.G.)

    • Condivido e appoggio in pieno i commenti di T.G. e Beppe. Spero che “l’amministratore di Villa Minozzo” chieda che il suo commento venga cancellato.

      (ldp)

  15. Polemiche a parte credo che le ordinanze servano a poco. Il territorio va valorizzato ed i divieti, in questo senso, non sono sicuramente un bel biglietto da visita. Il nostro Appennino non ha bisogno di divieti, non ha bisogno di restrizioni, non ha bisogno di polemiche. Non parlo volutamente di costi, non saprei da che parte iniziare; di tasse ne paghiamo una quantità talmente folle da poter fruire di servizi che neanche possiamo immaginare. La sfortuna vuole che sia cronaca di oggi una sfortunata vicenda al Cerreto. Tutto è bene quel che finisce bene; un grosso abbraccio a Ruffo ed un grazie a nome di tutti ai soccorritori (volontari e non).

    (Tazza)

  16. Ieri è andata bene, molte altre volte male. Io lascerei girare liberamente le persone lasciando al loro buon senso la decisione da prendere. Spesso sono proprio i più esperti a lasciarci lo zampino e con soldi pubblici bisogna andarli a “riprendere”. Io farei semplicemente pagare gli oneri del soccorso se questo avviene quando i bollettini sconsigliano di frequentare la montagna.

    (Fabio)

    • I bollettini non sconsigliano mai di andare in montagna, ma suggeriscono di farlo coscienti dei rischi che in cui si puó incorrere. Sta alle persone che li leggono decidere se assumersi la responsabilità di andare o meno. I divieti non servono a nulla. Le persone che ci vogliono andare lo fanno lo stesso, nonostante i divieti. L’opinione pubblica peró demonizza un genere di attività perché rimane nell’ignoranza. Bisogna fare informazione anziché proibire indistintamente.
      Questa ordinanza di Villa Minozzo é unica nel suo genere, non ne esistono altre, né in Italia nè in Europa, questo dovrebbe far riflettere chi la ha emessa.

      (Carlo Alberto Montorsi)

  17. Rispondo al signor Davide Marazzi (Amministrazione di Villa Minozzo) che approfitta di quello che è successo ieri sera per rafforzare una sua teoria, veramente grande sensibilità.

    (Luigi Borghesi)

  18. Forse pretendiamo troppo dalle amministrazioni locali e dalle persone che al momento le amministrano?
    Vivono in territori dalle enormi potenzialità, è vero, ma esistono i presupposti culturali che permetterebbero loro di fare quel salto di mentalità, fuori dai propri recinti, per saperli valorizzare?
    Sono per lo più brave persone, semplici cittadini, con le proprie attività, i propri interessi locali, ancorati a campanilismi di maniera. L’inverno, il territorio, la neve, i “piansani” che girano per monti sono solo poco più che scocciature, tra il nuovo regolamento edilizio da approvare, le strade da sistemare, i fondi che scarseggiano, l’agricoltore che chiede i danni per i cinghiali, il cittadino medio che polemizza per l’IMU, i servizi che mancano, le elezioni amministrative, l’articolo scomodo sul giornale al quale replicare, ecc… e poi c’è la propria attività da portare avanti. Vivono in un territorio montano, con le proprie esigenze, difficoltà, peculiarità, valori, diverso eppure simile a tanti altri in Italia e oltre. Ma ce li vedete (ed esempio, ma potremmo estenderlo a chiunque altro) il buon Fiocchi e il pur bravo Marazzi, andare in giro e darsi il tempo e l’opportunità di imparare, conoscere, apprendere, prendere esempi, ascoltare consigli, capire altrove cosa si fa e come ci si comporta? Ce li vedete invitare e far sedere attorno a uno stesso tavolo esperti competenti del settore per aprire un vero progetto lungimirante di formazione, informazione, prevenzione e valorizzazione? Un progetto che comporterebbe innanzitutto la profonda conoscenza del territorio, la sua suddivisione in aree di rischio, l’installazione di una rete di monitoraggio nivo-meteorologico, l’investimento in formazione e informazione, attraverso l’emissione periodica di bollettini seri, particolari e competenti… Incoraggiando le persone ad andare in giro, ma a farlo in modo informato e consapevole, dando loro gli STRUMENTI per esserlo. Non scoraggiandole o, peggio, apponendo divieti. Vedete, c’è una enorme differenza tra l’incoraggiare, informare, formare, rendere consapevoli (parole che ho ripetuto più volte, forse abusandone, ma non l’ho fatto a caso) e lo scoraggiare, vietare. Nel primo caso si valorizza, si crea cultura, si fondano le basi affinché gli escursionisti/turisti/fruitori del domani portino valore aggiunto. E’ un investimento a lungo termine me ne rendo conto. Nel secondo caso, scusate il termine, ci si para semplicemente il culo. E’ un investimento comodo nel brevissimo termine, ma si tagliano le gambe a qualsiasi iniziativa volta a creare una nuova coscienza del territorio.
    Io purtroppo (ancora) non ce li vedo a cambiare mentalità e far tutto ciò. Li capisco. Si fa prima a emettere ordinanze “paracule” da poter ritirar fuori alla bisogna al motto di “beh, vedete, l’avevamo detto!”.
    Detto ciò, l’imprudenza, il fanatismo, l’incoscienza che porta le persone a far cavolate (a volte anche in buona fede, senza sottovalutare il ruolo della sfortuna e dell’imponderabile) esisteranno sempre e non ci sono progetti o ordinanza che tengano. Ma rimango fermo nella convinzione che mentre con i primi si possa almeno rendere più consapevoli le persone e abbassare il livello di rischio, con i divieti non si fa altro che chiudere la porta al mondo che sta fuori.
    Tante buone cose a tutti. Vi voglio bene.

    (T.G.)
    Nota bene post scriptum: quando ho parlato di esperti attorno a un tavolo, lo davo per scontato ma è forse è meglio puntualizzarlo, non parlavo del vigile urbano di zona o della Forestale che, con il Defender, arriva al bar, massimo a Pianvallese se non c’è troppo freddo, dà uno sguardo verso l’alto e trae conclusioni.

    • Carissimo T.G., che fai un così puntuale e capillare bilancio dell’operato del sindaco Fiocchi e del buon diavolo Marazzi e, bontà tua, ci assolvi per manifesta inadeguatezza culturale, dovresti tenere presente che l’operato delle amministrazioni comunali ha effettivamente dei limiti e che è improbabile che un sindaco abbia competenze da guida alpina e risorse da CAI… Quello che è in nostro potere, oltre all’imparare dall’esperienza del proprio vissuto ed affidarci agli enti preposti per la valutazione dei rischi, è diffondere informazione e se necessario porre divieti.
      Villa si sta anche dotando di un distaccamento di volontari VVF, proprio per potenziare la risposta alle emergenze soprattutto in montagna. Ma forse ti capisco e forse anche io ti assolvo. Si fa presto a buttare uno sguardo a Redacon, arrivare tutt’al più al bar e trarre conclusioni.

      (Davide Marazzi)

  19. Dopo aver riflettuto a lungo sull’importanza della prevenzione in ogni ambito del vivere, privato e comune, ci sorge un dubbio… Fare prevenzione in caso di possibilità di valanghe non significa forse: “stare a casa”? E’ ovvio che per esperti alpinisti i divieti forse nn servono a nulla (!), ma purtroppo la prudenza non è mai troppa. Ricordiamo che la sensibilità del nostro sindaco e dei suoi collaboratori forse è stata toccata più da vicino rispetto ad altri per passati avvenimenti neanche troppo lontani. Non una giustificazione, ma un modo di comprendere l’operato loro fatto solo a fin di bene.

    (Michela Viviana)

  20. Per quanto riguarda i costi a carico della collettività, prima di parlare – scrivere o sentenziare, bisognerebbe conoscere qualche dato e di seguito ne riporto solo alcuni, non per polemica o per giustificare nessuno, solo per riportare la discussione su un piano appena un po’ più consapevole e ragionato. Le statistiche servono anche a questo. Anno 2012 quasi 400 vittime per annegamento in Italia. Dal 1 settembre al 24 novembre 2012, 22 vittime e 75 feriti di caccia in Italia. Anno 2012 nell’arco di 2 settimane sono morti 18 cercatori di funghi in Italia.
    Dal 1 gennaio al 17 dicembre 2012, 605 morti sul lavoro in Italia. Stagione invernale 2011/2012, 9 vittime da valanga in Italia. E mancano quelli stradali. Ognuno di questi incidenti ha avuto un costo per le operazioni di soccorso – per eventuale ricovero – per trasporto – ecc. ecc. Se dobbiamo mandare la fattura, mandiamola a tutti senza discriminazioni.

    (A. Sterpini)

    • Sai qual’è il problema, Alessandro? Che i casi che citi fanno parte, chi più chi meno, della quotidianità della maggior parte delle persone, ne hanno avuto esperienza diretta o indiretta, nell’immaginario collettivo sono riconosciute e percepite come attività “normali”. Se ci mettiamo gli incidenti stradali poi, il ragionamento diviene ancora più chiaro. La Montagna, l’Alpinismo, lo Scialpinismo sono invece ritenuti mondi “estremi”, per pochi cerebrolesi che amano il rischio e praticano queste attività sprezzanti del pericolo. Mondi ignorati, sottovalutati, snobbati. Tabù. Salvo poi riempirsene la bocca alla prima occasione buona, utile per giudicare e sparare sentenze prive di ogni base consapevole e ragionata. Da qui l’ignoranza di certi messaggi, di certi discorsi, di certi ragionamenti che qui si leggono, ma che pari pari si ripetono altrove. Ignoranza in senso stretto del termine, come mancanza di conoscenza e volontà di approfondire l’argomento. Da qui lo scarso interesse per un territorio che potrebbe dare tanto. Da qui le ordinanze.

      (T.G.)

  21. Aveva ragione il sindaco a mettere il divieto (sicuramente ritengo consigliato da qualche esperto) e ha ragione il sig. Marazzi a ribadire che il divieto era giusto e che per fortuna non è successo niente a differenza di altre volte in cui la tragedia ci ha colpito. Io non giudico chi non lo rispetta (sono problemi suoi e dei suoi cari), però ricordiamoci che si mette in pericolo anche la vita dei soccorritori, non solo la propria. Il sig. T.G. del commento precedente si firmi con nome e cognome per esteso, quando i nostri amministratori si siederanno intorno al tavolo per un progetto con esperti del settore ecc. ecc. verrà chiamato per portare la sua enorme competenza in materia. Per un confronto costruttivo mettiamo sempre nome e cognome, non abbiamo sicuramente niente da nascondere, o forse no? Ciao a tutti.

    (Paolo Diambri)

  22. Grazie per l’invito Paolo, ma se fin’ora il sindaco ha ritenuto di ascoltare chi, come te, ritiene giusto emettere ordinanze e divieti, e l’Amministrazione ha scelto di ribadirlo qui, nei modi e tempi che tutti hanno letto, non credo che al momento sia ben disposto a ragionare su punti di vista differenti.Nel caso lo facesse, il mio consiglio è comunque quello di non affidarsi a qualcuno che, come me, commenta una notizia ed espone dialetticamente opinioni altre “nascondendosi” (se lo dici tu) dietro una sigla e che è ben lungi dal considerarsi “competente in materia”. Piuttosto inviti e consideri il parere dei veri esperti, ben noti e conosciuti, qualcuno qui presente. Compresa la persona protagonista della notizia sopra citata. Uno che ha, e per fortuna avrà ancora, tanto tanto da insegnare a chi avrà voglia di imparare qualcosa in fatto di passione, competenza e dedizione al territorio e alla montagna. Chiaro che stare sempre seduti in poltrona è la migliore delle prevenzioni. Lì di errori non se ne commettono. Lì comodi è molto più semplice giudicare. Senza conoscere.
    Pace e amore a tutti. Vecchi e non…

    (T.G.)

  23. Leggo ora la valanga di considerazioni sulla vicenda e sul mio intervento, che tra le altre cose non voleva assolutamente essere provocatorio.
    RIBADISCO E RIMARCO OGNI PAROLA. Un’amministrazione non può e non deve assumersi responsabilità che spettano unicamente al singolo, un’amministrazione HA IL DOVERE DELLA TUTELA, per quanto in proprio potere, di quanti praticano attività a rischio sul proprio territorio. Va bene la formazione, va bene la disponibilità dei soccorsi, va bene la prevenzione (che cita Nicola Campani, di cui ho grandissima stima ma che dovrebbe chiarire a chi spetta e in che modo), ma quando il rischio valanghe è 4 E’ FOLLE NON SCONGIURARE CON OGNI MEZZO a disposizione di un’ente tanto “limitato” come un comune l’accesso al pericolo. A chi come Luigi Borghesi, idp, TG, e altri traggono conclusioni sulla mia sensibilità, dico che, mio malgrado, sono oltremodo sensibile e addirittura suscettibile su questi argomenti. Immaginate se la vostra supponenza sarebbe altrettanto marcata se la storia fosse finita come quella al Passone due anni fa! Chiedete alla famiglia di Ruffo se siamo incompetenti da biasimare, a istituire dei divieti! E abbiate voi la sensibilità di scindere le responsabilità individuali (sè stessi e al massimo i compagni di escursione), da quelle collettive (i propri cittadini, gli operatori del soccorso, le famiglie, ecc.).

    (Davide Marazzi)

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