Home Cronaca “L’impianto sul torrente Lucola modifica in modo irreversibile l’ecosistema”

“L’impianto sul torrente Lucola modifica in modo irreversibile l’ecosistema”

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CascataIl "Comitato Lucola da salvare" scrive al sindaco di Villa Minozzo, alla Provincia di Reggio Emilia e alla Regione Emilia-Romagna in relazione alla situazione del torrente che dovrebbe essere oggetto di una costruzione di centrale idroelettrica.

Premette Gianni Bertucci: "Il progetto è stato presentato il 14 marzo 2012 e illustrato alla popolazione il 3 febbraio 2013, in una giornata da lupi, dopo la maxinevicata, esattamente 11 mesi dopo. Teniamo presente che ci sono 60 giorni per presentare osservazioni dalla data del progetto; ma se nessuno sa niente come si fa a presentare osservazioni? Stiamo facendo una maxiraccolta firme per avversare il progetto, nel mentre il sindaco ha convocato un’altra assemblea pubblica per il 10 marzo alle ore 9,45 presso il salone parrocchiale a Sologno".
 
"Si ritiene - scrive il Comitato nella lettera datata 19 febbraio 2013 - che l’intervento proposto modifichi in maniera irreversibile l’ecosistema ambientale del torrente Lucola, in quanto il progetto prevede il suo intubamento a monte dell’abitato di Sologno e la successiva reimmissione delle acque prelevate a valle dell’abitato stesso. Questa operazione determinerebbe l’inevitabile prosciugamento del torrente Lucola, togliendo all’ambiente naturale circostante,  ove è in atto un programma provinciale pluriennale di ripopolamento ittico con esemplari tipici delle nostre acque montane, un bene di primaria necessità per oltre due chilometri. Inoltre, il torrente Lucola è il principale affluente delle Fonti di Poiano, identificate come un’area turistica del Parco nazionale dell'Appennino tosco–emiliano con la più copiosa sorgente carsica della Regione Emilia-Romagna, zona apprezzata particolarmente da ambientalisti e naturalisti".

Gli aderenti al Comitato sostengono poi che "la tecnologia dell’intubamento delle acque in ambienti naturali incontaminati è devastante, in quanto causa modifiche irreparabili all’habitat naturale circostante; riteniamo che il territorio in questione sia un ambiente incontaminato da qualunque tipo d’inquinamento e vogliamo che rimanga un patrimonio da difendere e da conservare soprattutto per le future generazioni".

Nel tratto interessato dalla deviazione, sito a monte del “ponte” della strada provinciale nel tratto Sologno–Minozzo, da sempre è ubicato un punto di ritrovo accessibile (anche in caso di persone diversamente abili) denominato "spiaggetta di Sologno". "Il luogo è particolarmente apprezzato dai bambini, che si dilettano a giocare con acqua corrente cristallina in assenza assoluta di pericoli. In questo luogo vengono anche organizzati momenti culturali per bambini ed anziani particolarmente suggestivi, quale ad esempio “Sologno narra”, apprezzato da tutti".

(Comitato Lucola da salvare)

 

12 COMMENTS

  1. Anche noi ormai da molti mesi stiamo contrastando un progetto simile che coinvolge il torrente Dolo. Fateci sapere dove possiamo firmare, avrete tutto l’appoggio che saremo in grado di darvi. I fiumi e i torrenti sono un bene preziosissimo per tutti anche se non scorrono dietro a casa nostra, distruggiamoli e ne pagheremo tutti le conseguenze.

    (Lorena Lugari)

    • Firma - LorenaLugari
    • Caro Benny, hai perfettamente ragione ma è importante anche valutare costi e benefici, in altre parole la “resa” rispetto alla “distruzione”. Sono convinto che in questo specifico caso è maggiore la seconda. Basta pensare alle portate medie dei nostri torrenti che si chiamano appunto così in quanto hanno una forte escursione stagionale. Non siamo sulle Alpi. Sono convinto che amministratori di buon senso non permetterebbero mai un tale scempio.

      (ldp)

      • Firma - ldp
  2. Rispondo al Comitato. Dal comitato per la difesa dei fiumi torrente Dolo, come vi è stato già detto dalla Lugari, noi da mesi ci stiamo opponendo ad un progetto assurdo sul torrente Dolo, dove l’intubazione dello stesso è di 6km, inutile ribadire tutta la nostra storia che veramente di strada ne ha fatta tanta ed ancora non è finita! Siamo comunque pienamente d’accordo con voi è ora di far basta, dobbiamo sensibilizzare la popolazione su questi esuberi costantemente in crescita ed immotivati. Di qualsiasi cosa abbiate bisogno siamo al vostro fianco, per l’adesione e per l’eventuale supporto.

    (Il Comitato per la difesa dei fiumi Torrente Dolo di Cerredolo)

    • Firma - schenetti.o
  3. Siamo tutti d’accordo che la natura vuole curata e conservata, ma noi che abitiamo in questi sperduti paesi da 100 anime li vediamo morire giorno dopo giorno. Il Parco non c’è, la Regione non c’è, il Comune non c’è e chi sta in città capita 10 giorni in agosto. Non si tratta di vendere l’acqua, che tra l’altro non è nostra, si tratta di arrivare ad un compromesso o una soluzione in grado di darci un po di ossigeno (soldi) per sopravvivere, in cambio di diminuire per 2 km e 10 mesi all’anno la portata del fiume. Può essere considerata una bestemmia far intubare dell’acqua in cambio di soldi, però nemmeno così esagerata visto che l’hanno già fatto su centinaia di torrenti. Poiano avrebbe comunque la sua acqua visto che a valle viene restituita e noi avremmo l’oasi al ponte invariata per i 2 mesi estivi, in quanto la centralina verrebbe chiusa. Inoltre la Regione Emilia Romagna è da sempre la più severa in fatto di regole sulla natura, e siccome l’hanno autorizzata… Dovranno anche risponderne. Non voglio sembrare bastian contrario o darvi l’idea che della natura non mi importi nulla, ma provo a pormi dei dubbi credo ragionevoli. Facciamo tanto gli ambientalisti e poi ogni anno raccogliamo lavatrici nei boschi. Agli inizi tutto ciò che era fonti rinnovabili andava bene, ora non possiamo sempre dire NO, NO NO NO a tutto NO, il paese muore, certo non lo salverà una centralina, ma potrebbe essere un piccolo salvagente.

    (Roberto)

    • Firma - roberto
  4. Concordo pienamente con Roberto e consideriamo il fatto che queste costruzioni porterebbero molto lavoro per le imprese addette ai lavori e i loro dipendenti, di conseguenza anche alle piccole attività di ristorazione della zona ecc ecc.

    (Carlo Rivi)

    • Firma - CarloRivi
  5. Sarà che sono cresciuto a Ligonchio, vicino alla Centrale dove mio papà lavorava, sarà che sono sempre stato favorevole alle “rinnovabili” che sicuramente hanno un impatto ambientale ma non sono ecologicamente invasive, sarà che mi si stringe il cuore a pensare ai nostri paesi che fra vent’anni saranno “chiusi” o giù di lì, ebbene, tutte le volte che sento levare gli scudi contro i mulini a vento perché sono brutti, contro le centrali a biomasse perché qualcuno poi ci può bruciare i rifiuti, contro i pannelli solari perché fra vent’anni poi come facciamo col silicio, contro i digestori perché fanno puzza, e adesso contro una centrale idroelettrica di dimensioni modeste perché toglie acqua per nove mesi ad un torrente che é già stato depredato della sua identità qualche anno fa (vena della Lucola) senza che nessuno dicesse niente; ma via su, discutiamo se sia il caso di farla partire sopra il fatidico ponte o se invece non possa bastare farla partire da sotto, ma non mandiamo via chi ci aiuta a non chiuderlo ‘sto benedetto paese; tiriamo invece su gli scudi contro chi non fa nulla per incentivare una demografia decente e non occasionale come ora; il nostro territorio, tutto, non solo quello dove ci sono tanti voti, è sacro e va presidiato da persone e da un’economia che se fatica a restare deve essere aiutata e nell’interesse di tutti perché appunto il beneficio anche energetico che viene dalla montagna é dell’intera comunità nazionale; sono decisamente d’accordo con Roberto.

    (Lino Giorgini)

    • Firma - LinoGiorgini
  6. Intubare torrenti con una portata piuttosto modesta come la Lucola dispiace, perchè altera in modo significativo l’ambiente per un tratto di qualche km. Penso che su questi torrenti siano più adatti piccoli impianti a coclea su briglia, magari anche più microimpianti su più briglie. Le produzioni energetiche sono più modeste, ma l’integrazione nell’ambiente mi sembra meno problematica. Forse si potrebbe rivedere il progetto in questa direzione. Una condizione fondamentale è che questi piccoli impianti dovrebbero essere gestiti da cooperative di paese, sia idroelettrici che a biomassa. Se l’impianto è gestito da un’impresa esterna al territorio questa avrà sempre l’interesse a privilegiare la resa energetica a scapito di qualsiasi altro parametro. Spesso viene riferito di impianti miniidroelettrici in cui non viene rispettato il Deflusso Minimo Vitale di legge. Basta “sistemare” qualche sasso in modo opportuno… Tanto nessuna autorità passa a controllare e se qualcuno si lamenta non è colpa di nessuno. Se sono i residenti a gestire l’impianto sono loro ad ottenerne quel po’ di profitto che può dare e a bilanciare gli aspetti di resa economica con quelli di impatto ambientale. Purtroppo dopo la costruzione dell’impianto, magari da parte di un impresa esterna, un impianto mini-idro non genera posti di lavoro perchè è totalmente automatizzato o telecontrollato. Giorgini ha assolutamente ragione per quanto riguarda le captazioni alle vene della Lucola: un fatto passato totalmente sotto silenzio. Ha ragione anche sul fatto che impianti idroelettrici, eolici, a biomassa e digestori non sono sempre negativi e vanno valutati caso per caso con il coinvolgimento dei montanari. La Montagna dovrebbe essere consultata per decisioni e azioni così importanti, e non considerata solamente una risorsa da depredare o il contenitore dei rifiuti della provincia.

    (SC)

    • Firma - SC
  7. Mi pare che le preoccupazioni del comitato riguardo la costruzione dell’impianto idroelettrico siano alquanto esagerate e catastrofiste. Sembra di parlare delle conseguenze dovute alla costruzione della diga delle Tre Gole in Cina, o della diga del Vajont. Un semplice impianto idroelettrico ad acqua fluente dimensionato per un funzionamento stagionale non provoca ne irreversibili danni all’ecosistema ne prosciuga il torrente. Forse ci siamo scordati che la presa che andrà ad alimentare la centrale deve obbligatoriamente per legge, rilasciare un DMV, cioè un Deflusso Minimo Vitale, che non è una quantità d’acqua casuale stabilita “a naso” ma calcolata secondo precisi criteri regionali a seconda della valenza naturalistica del luogo, del bacino imbrifero a monte dell’opera di presa, e altri fattori tra cui la fauna ittica. Verrà quindi rilasciata una quantità d’acqua sicuramente sufficiente per permettere la sopravvivenza della fauna ittica della Lucola. L’impianto proprio per la presenza del DMV non potrà funzionare in’estate, e capterà zero litri/secondo di acqua, non andando quindi minimamente a variare la portata del torrente alla “spiaggetta di Sologno”. Risulta evidente come un’impianto mini-idroelettrico come questo invece potrebbe produrre energia pulita e rinnovabile. Non vedo motivi per cui opporsi alla costruzione di un’opera come questa. Dopo aver votato al referendum contro le centrali nucleari bisognerebbe ricordarsi che comunque in qualche modo la corrente elettrica bisogna produrla, e avendo l’opportunità di poterlo farlo in modo sostenibile non devono esserci prerogative per non permetterlo.

    (E.M.)

    • Firma - E.M.
  8. Apprendo dalle pagine della Gazzetta di Reggio di questa mattina che l’amministrazione comunale è tornata sui suoi passi. Questa volta i complimenti sono d’obbligo visto che a qualche migliaio di euro sono stati preferiti i rapporti con la gente. Mi auguro che questa apertura mentale venga applicata anche in altri ambiti, intanto rinnovo i complimenti per la decisione presa.

    (Pierpaolo Prandi)

    • Firma - PierpaoloPrandi
  9. Rispondo ai commenti, dicendo SI’ alle energie rinnovabili e NO al furto dell’acqua. Le nostre montagne sono ricche di torrenti e l’acqua è un bene prezioso dato a disposizione della collettività e dell’ambiente, regalarlo al primo che passa mi sembra assurdo. I Comuni sono allettati da un po’ di soldi che entrano nelle casse ma finito questo non rimane nulla, solo grossi profitti per gli investitori. Forse bisogna ragionare in termini diversi i Comuni dovrebbero vedere queste risorse come bene prezioso e metterle a frutto, magari creando in modo rispettoso dell’ambiente piccole centrali idro che potrebbero così contribuire a produrre energia per l’illuminazione pubblica o andare a ridurre la bolletta dei residenti e vendere a loro volta energia, avendo introiti da rinvestire nel territorio. Certo un problema c’è dove prendere i soldi per partire? Se non erro danno anche incentivi e finanziamenti per progetti del genere. E per la gestione e manutenzione? In primo luogo il Comune e poi i residenti “assunti” e volontari, forse così si potrebbe offrire qualche opportunità ai montanari e anche invogliare i villeggianti a investire nel territorio (esempio acquistare casa in Comuni dove grazie alla produzione di energia si riesce a ridurre IMU e altre tasse). Sarebbe un connubio perfetto: ambiente salvaguardato e energia pulita da mettere a disposizione della collettività, forse ci sarebbe anche un ripopolamento. Troppo bello!

    (G.F. – V.B.)

    • Firma - (G.F.-V.B.))
  10. Questi sono i risultati dei due nefasti referendum sul nucleare e l’avversione al carbone. Mentre la Germania inaugura la più grande centrale a carbone al mondo, l’India la centrale nucleare più grande al mondo, noi popolo italiano esultiamo sull’incremento delle rinnovabili che, oltre al danno all’ambiente, sono una vera ingiustizia sociale. I pannelli fotovoltaici sono solamente sulle abitazioni dei benestanti, pagati al 50% con incentivi statali, cioè soldi di tutti i poveri diavoli che abitano in case popolari!

    (Renato Rovelli)

    • Firma - Renato Rovelli