Spesi più di 81mila euro: ma il canile non c’è

Qualche tempo fa avevamo auspicato che l'edificazione dell'agognato canile, per altro con un contributo europeo, potesse essere l'ultimo lascito della Comunità montana - prima del suo scioglimento previsto a fine anno - alla sua popolazione. Oggi riceviamo questa nota dai consiglieri di minoranza nell'ente stesso.

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Si è conclusa con la presentazione dei conti delle spese sostenute per la mancata realizzazione del canile comprensoriale, su interpellanza a risposta scritta del consigliere Emiliano Pedrini la seduta del 30 maggio in Comunità Montana con 13 punti all’odg. tra i quali l’approvazione del rendiconto di gestione Esercizio finanziario 2012 e sul quale, ma non solo, la Minoranza nel suo complesso si è espressa in modo contrario.

In particolare le spese  per il canile fantasma sono state illustrate  suddividendole sulle 5 zone ipotizzate per la sua fantomatica realizzazione.

Per lo studio di impatto acustico, incarico di progettazione al Consorzio Bentivoglio Enza e acquisto terreno (acconto a compromesso) sono stati spesi, con fondi a carico della Comunità Montana, 14.300 euro.

Di questi i 12.500 euro per acquisto del terreno in località Croce si spera di poterli recuperare.

Per il sito di Casina per rilievo planimetrico, studio impatto acustico, ed integrazione studio impatto acustico, le spese ammontano a 5592 euro (1° sub totale spese Bonifica) mentre per il sito di Canova di Ramiseto per progettazione, indagini geognostiche, relazione geologica geotecnica e sismica, nonché rilevamento topografico e spese tecniche concordate per progettazione definitiva, sono stati spesi euro 49.408  (secondo sub totale spese Bonifica) che, sommate alle precedenti spese  portano ad un totale spese per incarico Consorzio Bonifica di  55.000 euro.

Inoltre per Canova di Ramiseto si sono spese anche per studio impatto acustico altri 1684 euro.

Per il sito di Gazzolo di Ramiseto invece per stima impatto acustico e per stima terreno altri 3334,76 euro.

Infine per il sito Fora di Cavola per studio impatto acustico solo 1573 euro.

La montagna non ha partorito nemmeno il topolino e le spese ammontano a 81.483,76 euro! con la sola speranza di recupero dei 12.500 euro di cui sopra e relativi ad un terreno di fatto non acquistato, anche se per recuperare questi 12.500 euro bisognerà forse spenderne quasi altrettanti per una azione legale.

Il Presidente Napolitano in questi giorni sta dando un segnale forte per una festa della Repubblica del 2 giugno sobria, con  eliminazione del ricevimento e ridimensionamento della parata, risparmiando così qualche migliaio di euro (anche Papa Francesco ha pure dato segnali in termini di contenimento e sobrietà eliminando le gratifiche del periodo di  sede vacante e del Conclave, risparmiando 6 milioni di euro da destinare ai poveri)  mentre noi in montagna abbiamo vissuto allegramente, non certo al risparmio, senza concludere niente…

Qualcuno che lamentava che non si è dato lavoro alle ditte rifletta che più di uno Studio questi soldi li ha intascati…peccato senza risultato alcuno!

Si potevano almeno evitare le spese per la progettazione definitiva, 24.772,40 euro, visto che non c’è mai stato un via…definitivo al progetto di realizzazione!

(I consiglieri di minoranza Franco Baccini, Luisa Bezzi, Maria Alberta Ferrari, Renzino Fiori, Emiliano Pedrini, Bruno Tozzi)

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27 Commenti

  1. E rammentiamo sempre che il canile sanitario è un obbligo di legge dal 1954.

    (Rossella Ognibene)

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  2. A Gazzolo di Ramiseto, pochi anni fa, è stata acquistata dal Comune e credo in parte dalla Comunità Montana una casa a torre da un privato, di grande interesse storico anche perchè credo risalga la costruzione a fine Medioevo ad una cifra iperbolica, credo 200.000 euro. Tale casa in condizioni critiche, adeguatamente ristrutturata, doveva essere, nelle intenzioni, la sede del Parco del Gigante, si è cambiato idea e ora questa casa tra poco crollerà in quanto, dopo aver speso un ingente capitale, non si ci preoccupa neanche di tenerla coperta. Un vero sperpero di denaro e un vero peccato vedere crollare una casa del genere. Chiedo che qualcuno che abbia la facoltà di farlo si occupi di questa vicenda.

    (anonimo)

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    • Non sono solito produrre commenti se non per contribuire in modo concreto ad azioni che possano migliorare la qualità della vita di coloro che abitano il nostro crinale ed in particolare il Comune di Ramiseto, di cui mi onoro di essere rappresentante da parecchi anni. Cerco di dare il mio contributo a questa amabile discussione precisando che il Comune di Ramiseto ha dato disponibilità alla costruzione del canile comprensoriale sul proprio territorio e solo approfondimenti tecnici negativi lo hanno impedito. Al contempo cerco di migliorare le informazioni alla persona che si è interessata alla Casa a Torre di Gazzolo, acquistata tramite un progetto europeo “Ape: Appennino Parco d’Europa” con il contributo di molti enti tra i quali il Parco, con l’intento di recuperare una delle testimonianze storiche di maggior pregio del nostro Appennino. La somma spesa, in lire, è stata di 250 milioni. Questa straordinaria testimonianza storica è in attesa di essere ristrutturata con la partecipazione attiva di privati interessati al recupero, con finalità ricettive. I nostri comuni stanno lottando con “patto di stabilità” e frane a non finire quindi, fatti salvi gli interventi urgenti già eseguiti, non hanno risorse sufficienti per azioni di recupero esaustive. Queste iniziative di recupero e salvaguardia devono trovare il coinvolgimento di persone attente come il signor “Anonimo” che si possano mettere in gioco per recuperare il nostro patrimonio storico e portarlo all’antico splendore, ricavandone un reddito sostenibile, con il sostegno del pubblico. Porte aperte in Municipio ad ogni approfondimento del caso con ogni documento consultabile liberamente, da chiunque ed in qualunque momento.

      (Enrico Baisi)

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  3. E io pago! Speriamo che tolgano l’IMU, anche per impedire ulteriori sprechi di denaro da parte delle Amministrazioni.

    (Alex)

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    • Caro Alex, speriamo che tolgano l’Imu per dare un po’ di respiro ai contribuenti, ma che che lo Stato versi ai Comuni l’introito che verrà a mancare, altrimenti le posso garantire che per i cittadini ci saranno problemi ben maggiori rispetto a quelli della mancata realizzazione del canile in montagna (e parlo come Sindaco del Comune di Toano, che aveva dato il via libera alla realizzazione del canile a Fora di Cavola, ultimo sito individuato).

      (Michele Lombardi)

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      • Ma se i pochi denari si utilizzasero in modo opportuno e sensato, evitando gli sprechi come quelli sopraelencati, forse si darebbe respiro a noi contribuenti e i servizi indispensabili sarebbero comunque garantiti. Se il canile nessuno lo vuole almeno che non si buttino dei soldi inutilmente. Comunque non ritengo che solo i Comuni sprechino, anzi, proprio le Regioni e lo Stato sono esempi quotidiani di sprechi e non solo. Cordialmente.

        (Alex)

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  4. Ogni commento è inutile, tanto paga sempre il signor Pantalone!

    (Il Grillo Parlante)

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  5. Si rammenta che i Comuni devono dotarsi di strutture adeguate, in alternativa esiste la possibilità di stipulare convenzioni. Ovviamente non abbiamo nè l’una nè l’altra. Siccome qualche tempo fa il sindaco di Villa Minozzo aveva spiegato con gran fragore che tale struttura non serve, perchè è meglio destinare quei capitali ad altro, sarebbe interessante carpire qualche parere in merito. Mamma mia, gente, per i soldi, tanti, buttati, non serve andare a vedere a Roma. Ma tanto che lo si dice a fare? Anche i nostri piccoli amministratori non hanno nulla di interessante da dire.

    (Andrea Ganapini)

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  6. Canile. “Approfondimenti tecnici negativi lo hanno impedito”: nulla da ridire sull’impegno del Comune di Ramiseto che a differenza degli altri comuni si è dato da fare fino all’inverosimile per svolgere, lui, il ruolo di ricerca di siti idonei dove la Comunità Montana non l’aveva fatto col metodo giusto. Premesso questo, non sono gli “approfondomenti tecnici negativi” ad avere tolto di mezzo l’opera in questione, bensì la non volontà della Comunità Montana di realizzarlo. Le opposizioni che sarebbero potute intervenire sarebbero state fondate su questioni di principio ex codice civile e non di impercorribilità tecnica in materia specifica, almeno non in tutti i casi esaminati.
    In conclusione, rinnovando tutto il riconoscimento dovuto per l’impegno profuso dal Comune di Ramiseto, non capisco questa levata di scudi a difesa delle scelte della Comunità Montana.
    Infatti se un’oera pubblica non la si dovesse fare ogni volta che si contempla l’eventualità di qualche opposizione di partito preso che trae origine da eventuali opposizioni su temi generali e non tecnici specifici, non si farebbe quasi niente. Una Amministrazione c’è per “scegliere” e questa volta infatti “ha scelto”…, solo che ha scelto in un certo modo anzichè in un altro.

    (Marco Leonardi)

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  7. Quanto alla cosiddetta casa a torre di Gazzolo, di certo ci sarà stato un venditore fortunato nell’acquisto e senza avervi destinato alcuna spesa di conservazione dal tempo delle Lire (dunque da ben prima della “crisi”) l’oggetto architettonico e storico sarà andato in rovina. Bisognava inventarvi una funzione, nonostante la posizione eccentrica di Gazzolo rispetto all’insieme del territorio dell’Unione dei Comuni: avere rinviato la soluzione del problema fino a questo momento, in cui è intervenuta una crisi economica esageratamente negativa, rende perfino improprio parlarne. Ma è un po’ troppo comodo risolverla così. Bisognava farlo prima, quando era il momento. E anche sperare in qualche “privato” che la ricompri, posto che dovrebbe essere proposta ad un prezzo pari a quello di acquisto con la maggiorazione degli interessi a meno che si ammetta una cattiva gestione dei fondi utilizzati, si andrebbe a sbattere contro una normativa intervenuta, troppo penalizzante nelle ristrutturazioni: questo perchè l’Italia è abilissima col suo buorocratese a complicare e rendere sempre più impercorribile la conservazione la ristrutturazione del suo patrimonio edilizio. Fatto anacronistico questo, se si considera che invece è proprio sulla proposta di un territorio ben tenuto, coi suoi beni ambientali e architettonici, che avrebbe questo paese migliore occasione di un migliormaneto economico.

    (Marco Leonardi)

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  8. Casa di Gazzolo: al signor Baisi voglio dire che a me risulta che sia stata pagata di più, se così non fosse chiedo scusa per l’imprecisione ma comunque, anche 250 milioni (125 mila euro), sono 2 o 3 volte di più il suo reale valore. O forse pensa sia stato un affare? Vorrei sapere: adesso che è stata comprata cosa si aspetta per lo meno per cambiarci quattro tegole e cercare di salvarla? Guardi, signor Baisi, a me non interessa far polemica con nessuno, i soldi… pazienza, l’unico mio intento è di porre l’attenzione su questo problema perchè veder crollare questa casa che, come la definisce lei, “è una delle testimonianze storiche di maggior pregio del nostro Appennino”, fa veramente male al cuore, più che al portafogli. Saluti.

    (anonimo)

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  9. I berluscones locali frignano per 81mila miseri euro, dimentichi che il grande capo centomila euro (uno schiocco delle dita ebbe a dire una volta) li deve (o dovrebbe) dare ogni santo giorno alla signora Bartolini (non suscita qualche repulsione nel loro animo?). La lobby dei canili invece pervicacemente reclama e il Pd, partito di governo locale, anzichè fare proposte da partito di governo si impappina con grande spregio del ridicolo. Ecco, signori e signore, l’Italia in piccolo!

    (ellebi)

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  10. Non voglio mettere in discussione l’impegno dell’Amministrazione Comunale di Ramiseto sulla realizzazione del canile, ma che la partita sia stata gestita allegramente dalla Comunità Montana, questo sì. Pazienza i soldi spesi per i rilievi audiometrici, ma quelli spesi per il progetto senza avere la sicurezza di realizzare l’opera, questa è una clamorosa vergogna. Se a qualcuno 80.000 euro sembrano sciocchezze, beato lui, vi posso assicurare che per un Comune come quello di Ramiseto di questi tempi sono una cifra importante, al di là di tutto l’introito di lavoro che ci sarebbe stato intorno e che sarebbe stato comunque un toccasana per la nostra economia locale. Pensare che in un territorio vasto e con una densità abitativa bassissima, come quello della Comunità Montana, non si trovi un sito per realizzare il canile, non ci crede nessuno, è stata una chiara mancanza di responsabilità da parte dell’ente.

    (Emiliano Pedrini)

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  11. I soldi che Berlusconi deve a sua moglie sono suoi e quindi affari suoi, quelli del canile erano della gente e sono stati sperperati. Finchè la sinistra si occuperà solo e soltanto di annientare Berlusconi e non di occuparsi e di entrare nel merito dei problemi della gente, lui diventerà sempre più forte!

    (Emiliano Pedrini)

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  12. A Carpineti fino a poche settimane fa c’era un allevamento privato di cani, poi è stato chiuso per fallimento. Dato che la struttura e il luogo (piuttosto isolato) hanno già ospitato molti cani, perchè non pensare di farlo lì, il canile? Se potevano starci prima tutti quei cani, sicuramente la struttura sarà ancora idonea. E’ una bella occasione!

    (Luciano Franchini)

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  13. Diciamo la verità, secondo me ha ragione Enrico Bussi: il canile in montagna non serve, perchè in montagna nessuno abbandona un cane. Il canile in montagna serve per consentire ai cittadini di venire su ad abbandonare i propri cani…

    (SC)

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    • Ciò che ha scritto è una enorme sciocchezza.

      (Jarno Dall’Asta)

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    • Non è assolutamente vero che in montagna non vi sono abbandoni, almeno non più di qualche mese fa nella zona Sparavalle ne abbiamo trovati almeno 5 nel giro di pochi giorni l’uno dall’altro, basta chiedere ai veterinari di zona che si sono occupati di loro, solo che a volte queste notizie non vengono divulgate, se non in appositi siti che si occupano tramite tantissimi volontari, di dare uno stallo provvisorio a questi poveri cani ed è grazie a queste persone che molti di loro trovano una nuova famiglia, per altri purtroppo si aprono i canili, nello specifico proprio due mesi fa un bellissimo pastore maremmano abbandonato proprio in zona Sparavalle, dopo un breve stallo è finito al canile, in pianura. Per cui, i cani abbandonati in montagna, finiscono nei canili della bassa. La domanda nasce spontanea: serve il canile in montagna? Io credo di sì perché, purtroppo, nonostante i grandi progressi, la nostra è una società fatta da persone incivili che ancora prendono un cane o un gatto senza rendersi conto che da quel momento hanno dei doveri nei loro confronti, li devono accudire, li devono curare se si ammalano, gli devono dare da mangiare. Invece quando si rendono conto che non possono o non vogliono fare fede agli impegni presi cosa fanno? Li scaricano in autostrada, sulle statali, li legano ai pali dei guardrail con magari una ciotola vicino. Ed è a questo che servono i canili: a dare un riparo, una speranza, una ciotola d’acqua e di cibo a quei cani che non hanno più una famiglia, a quei cani regalati per Natale al proprio figlio, perché voleva un cucciolo, ai quei cani che sono diventati un peso, perché i padroni devono andare al mare e non sanno come fare. Ecco a cosa serve un canile. Sarebbe meglio che si spendessero i soldi per riprogrammare i cervelli umani ad avere comportamenti più civili e allora sì che potremmo fare a meno dei canili! Il nostro è un bacino abbastanza vasto, abbiamo spazi a sufficienza ed è assurdo che non si trovi una soluzione, visti anche i molti soldi già spesi, senza parlare di quelle opere inutili fatte nel corso degli ultimi anni, si poteva già realizzare anni or sono. Pazienza, aspettiamo e speriamo nel buon senso delle persone. L’estate si avvicina e gli abbandoni continueranno, inesorabili.

      (Maria Rosaria Ghinoi)

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      • Aggiungerei, alle ignominie elencate da Maria Rosaria, anche quella perpetrata da certi cacciatori che, vista la scarsa propensione delle proprie bestiole all’attività venatoria (non diventano bravi a puntare o a riportare), non si fanno scrupolo di abbandonarli. Tanto c’è sempre qualcuno che ci mette una “pezza”.

        (Celeste Grisendi)

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        • Aggiungo che, secondo le statistiche, la maggior parte degli abbandoni in Italia riguardano proprio i cani da caccia, un dato che ha sorpreso anche me!

          (Mara)

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  14. Certo che c’è da piangere se la capacità di analisi politica della gente si traduce nel chiamare in causa Berlusconi perfino mentre si parla del canile nell’appennino reggiano! E’ questo che ci ha insegnato la sinistra? Spero di no. Oppure devo pensare che forse a me è sfuggito qualcosa: tipo che la grande crisi che stiamo subendo non sia causa dell’avvenuta concessione di libertà di speculazione fianziaria internazionale, ma di Berlusconi. Forse anche i terremoti, le piogge incessanti e perfino la manovra male andata della nave Jolly Nero sono in qualche modo opera sua: neanche la Santa Inquisizione arrivava tanto sul Maligno….

    (a onor del vero)

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  15. Dato per certo che i rappresentanti politici montani, indifferentemente dal colore, ritengono che, pur essendo previsto per legge, non sia necessario il canile in montagna, ho pensato ad un modo di affrontare il problema… Potremmo portare quei “pochi” cani abbandonati a casa di coloro che dicono che il problema non esiste… così contribuirebbero materialmente e direttamente ad evitare inutili sprechi di denaro…. e se i cani sono davvero così pochi non sarà certo un problema nemmeno per loro….

    (Antonio Manini)

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  16. Una possibilità per creare qualcosa di utile è andata in fumo. C’erano i soldi e, incredibile da dire, li hanno lasciati andare. Difficile commentare senza lasciarsi andare a paroloni, io dico solo grazie, complimenti, siete stati (politici e amministratori)proprio al servizio della comunità. Mi spiace veramente di cuore che a rimetterci siano sempre gli animali ma si sa, l’uomo è sovrano su questa terra, è convinto che sia sua, che la possa usare a suo piacimento, ma non durerà a lungo. Peccato perchè è dagli animali che si impara a vivere.

    (Angelo)

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  17. La verità è che per anni si è parlato di canile in montagna, ma mai ci è stata volontà politica da parte della maggioranza della Comunità montana, altrimenti non staremmo a questo punto.

    (Bruno Tozzi, consigliere di opposizione della Comunità montana)

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    • E purtroppo nemmeno quello dell’oppposizione. C’è stata una manifesta mancanza di volontà generale e di scarso impegno da parte di tutti e se si debbono attribuire responsabilità, queste sono da distribuire equamente. Non ricordo, oltre la mia, prese di posizione dispiaciute all’annuncio dell’abbandono del progetto, annuncio avvenuto nel penultimo Consiglio comunitario dove, ad onor del vero, Tozzi non era presente personalmente ma c’erano i membri del suo gruppo. Smettiamola una volta tanto di fare politica sempre nella stessa vecchia maniera e prendiamoci le nostre responsabilità, altrimenti diventa sempre più difficile essere credibili agli occhi della gente.

      (Antonio Manini)

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  18. Più di una volta, da varie parti dell’opposizione, si è sollecitata la maggioranza a spronare la sua volontà per concretizzare la realizzazione del famoso canile, ma mai abbiamo notato determinazione per iniziare l’opera in discussione. Inoltre, nei vari anni, sono state fatte interrogazioni per sapere a che punto fosse il progetto e la data di inizio. Ogni volta si è menato il can per l’aia, e mai è stata imboccata la via o la porta del fantomatico canile, nonostante si avessero cospicui finanziamenti. Così il nostro territorio è percorso continuamente da cani abbandonati ed è sfumata la possibilità di avere alcuni posti di lavoro. Vedi Manini!, nonostante i nostri dissensi, sollecitazioni e mogugni, la maggioranza, forte delle sue quote, fa quello che vuole. In questo caso proprio non ha voluto fare.

    (Bruno Tozzi)

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  19. Penso che a questo punto la credibilità dei nostri amministratori, sia di destra che di sinistra, in questo caso si sia veramente esaurita. Se ne avevano ancora un poco e penso sia ora di smetterla di rimpallarsi le responsabilità da destra a sinistra, penso sareste tutti da mandare a fare gli accalappiacani gratis per alcuni anni, così vi rendereste conto meglio se il problema dell’abbandono dei cani in montagna esiste davvero, oppure è solo frutto della fantasia di qualche malinconico animalista senza cognizione di causa. Io dico che, grazie al buon Dio, abbiamo una montagna che sarebbe stata tutta adatta per farvi un canile, ricca com’è di prati e di boschi ed anche purtroppo di tanti capannoni dismessi, dove con una modica spesa sarebbe stato facile allestirvi un canile, anche distanti dai centri abitati, se avevate il problema del disturbo della quiete pubblica. Ma purtroppo non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e voi tutti non avete smentito questo detto.

    (Beppe Bonicelli)

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