La “nuova voce” di Guccini ha il ritmo dell’Appennino

 

 

Gigi Cavalli Cocchi

Gigi Cavalli Cocchi

 

Passa ancora per l’Appennino la storia di Francesco Guccini e questa volta si intreccia con quella di Gigi Cavalli Cocchi, carpinetano d’adozione. Il celebre cantautore bolognese, che ha già annunciato il suo ritiro dai concerti, sarà ora “cantato” dal suo gruppo storico - con l’ex nomade Danilo Sacco alla voce – che porterà da giugno, ancora in “live”, brani come Auschwitz, Canzone per un’amica, Dio è Morto, La Locomotiva. Ma la sua storica band presenterà anche l’album L’Ultima Thule, il disco di platino del cantautore che ora vive a Pavana, nell’Appennino pistoiese.

L’annuncio lo ha dato lo stesso Guccini. Al Corriere della Sera ha dichiarato: «Non è stata un’idea mia, ma dei “ragazzi” (hanno tutti più di 60 anni, nda) che volevano continuare a suonare. Il mio ritiro li aveva trasformati in “esodati” e questa mi è sembrata una buona soluzione». Ma Guccini ha «benedetto» l’operazione. «E perché non dovevo farlo? Mi sembra molto più di una cover band».

E’ il cuore matto della musica, capace di portare note a migliaia di fan di Francesco, dopo che “un malore sul palco” aveva fatto capire che era giunto anche il momento dell’addio ai concerti “perché mi stancavo troppo”, dirà al Carlino Reggio in una intervista recente.

La sua voce diventerà allora quella di Danilo Sacco, che ebbe già l’onore di cantare dopo Augusto Daolio e sino allo scorso anno nei Nomadi, accompagnato dal chitarrista di sempre Flaco Biondini, dal tastierista e padre della sigla di Goldrake nonché maestro Vince Tempera, dal sassofonista Antonio Marangolo e dal bassista Pierluigi Mingotti. Unica defezione quella di Ellade Bandini, ma alla batteria ci sarà il reggiano – con casa a Carpineti - Gigi Cavalli Cocchi, 57 anni, il batterista del primo Ligabue. Gigi, che è musicista, sposato, con un figlio e una nipote (che sta avviando alla batteria) è stato nell’ultimo anno alle prese con il tour del nuovo gruppo montanaro de “L’Associazione””

Come è nata la tua collaborazione con questi grandi musicisti?

“Con Flaco Biondini: ci siamo conosciuti tramite Rosy Fantuzzi, compagna di una vita di Daolio, che ci chiamò a collaborare ad alcune serate in memoria di Augusto, con l’omonima associazione. Siamo rimasti in contatto e, quando Ellade non si è reso disponibile, hanno pensato a me. Con la band storica di Francesco porteremo avanti le sue canzoni e presenteremo il suo album, L’Ultima Thule in concerto”.

Guccini intanto rivela che sta scrivendo la canzone “Nomadi”, in omaggio ai 50 anni del gruppo omonimo che lanciò per primo i suoi successi. Ritroverai Danilo Sacco, ex della band di Novellara. C’è un filo nomade…

“Con Danilo ci conosciamo da molti anni, grazie ad amici comuni: ma non abbiamo mai suonato assieme. Con Daniele Campani, batterista dei Nomadi, ci si frequentava da ragazzini, suonavamo assieme, lui la batteria e io le percussioni in un gruppo locale: ognuno fece la sua strada. Incredibilmente io venivo chiamato da Ligabue nel 1989 e lui dai Nomadi nel 1990, ma siamo rimasti sempre molto legati. Così come con Massimo Vecchi, attuale bassista della band fondata da Beppe Carletti: aiutavo il suo gruppo proprio quando lui si avviò alla strada nomade. Che dire di Beppe, con cui siamo stati giurati in un recente concorso…”.

Gigi Cavalli Cocchi2013

La Pianura Padana sarà protagonista di questa nuova magia del folck beat Padano?

“Certo. Le prove inizieranno poco prima del raduno fan club di Ligabue, previsto per il 16 giugno. Quindi il 12, 13, 14 faremo le prove vicino a Reggio. Il programma è molto ricco e molto ampio e comprende una trentina di brani, tra i quali gli ultimi scritti da Guccini. Lo definisco un disco prezioso, studiando alcuni pezzi mi sono commosso. Ora non vedo l’ora di poterlo suonare dal vivo”.

Proseguiranno le diverse carriere di Danilo e di Gigi Cavalli Cocchi nei rispettivi gruppi?

“Sì, il progetto si chiama L’Ultima Thule, ma utilizzeremo i nostri nomi. Questa è l’idea. C’è un’agenzia che sta lavorando a creare queste date. Il concerto di presentazione il 23 giugno a Musicultura a Macerata, a una sorta di Guccini Day”. Col Capo in persona naturalmente…

Troverai Guccini dal vivo…

“Nella mia carriera ho avuto il piacere di lavorare con musicisti di calibro internazionale. Credo il mio sarà un approccio con reverenza. Avverto l’importanza di questo grande artista che ha accompagnato molte generazioni, compresa la mia. Certo, sono stato molto fortunato negli anni a confrontarmi a veri pezzi di storia, come il lavoro con musicisti internazionali, come David Jackson, fiatista dei Van der Graff o lavorare a un progetto con un brano scritto da Steve Hackett dei Genesis. Sarà un ulteriore arricchimento”.

Luciano Ligabue sa già di questa tua nuova strada?

“No, lo saprà al raduno o tramite questa intervista. Anche quando entrai a far parte dei Csi mi telefonò per dirmi che lo meritavo. Sono convinto che ne sarà felice”.

Vivi anche in Appennino…

“Sì: ho una casa a Carpineti dove vorrei andare abitare a vivere definitivamente, obiettivo nel quale credo ciecamente. Quassù è nata l’esperienza de L’Associazione e i miei soci ora sono miei amici. Il mio avvicinamento alla montagna, però, è antecedente tutto questo. Vorrei che fosse coronato dal mio desiderio di trasferirmi qui per lunghi periodi, come punto di riferimento…”

Pur con tutto quanto comporta?

“Sì: è la montagna in sé che sento come casa mia, pur con tutte le difficoltà. Qui mi sento bene come persona. Non sarebbe un problema lavorare lì. Reggio, certo, non è una metropoli, ma il clima e il modus vivendi in montagna sono d’altri tempi, perché ha salvaguardato il modo migliore del nostro tempo passato, è il tempo migliore”. (G.A.)

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Un Commento

  1. Apprendo con piacere di questa nuova ed entusiasmante “avventura” musicale dell’amico Gigi che, i primi contatti con la nostra montagna, li ha avuti negli anni 70 quando trascorreva l’estate in quel di Vetto. Momenti indimenticabili di divertimento e di amicizia vera che, evidentemente, hanno contribuito, in modo importante, a fargli apprezzare i nostri valori e diventare un montanaro d’adozione. Ad maiora!

    (Ivano Pioppi)

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