Enrico Bini, un rinnovo in salita

Enrico Bini

Enrico Bini, il felinese da tre anni alla guida della Camera di Commercio

Per il felinese Enrico Bini, in queste ore si discute del rinnovo o meno alla presidenza della Camera di Commercio. Da quanto si apprende dai diversi organi di informazione pare che per Bini la strada possa essere in salita -pare non gradito alla potentissima associazione di Unindustria Reggio Emilia - , per quanto dalla sua possa contare l'appoggio della Cna (e non solo), che fu la sua organizzazione di categoria, e anche l'avere operato nel suo mandato con decisioni collegiali che hanno superato il primo momento di frattura tra i diversi componenti dell'organismo camerale.

Questo il comunicato stampa del nuovo presidente della Cna, il baisano Nunzio Dallari, sulla vicenda.

"Lo scenario che si sta delineando in questa prima parte del percorso di rinnovo del Consiglio dell’Ente Camerale (previsto per la fine del 2013) ci appare poco coerente e utile alle imprese reggiane. Da sempre CNA ha lavorato per perseguire l’unità dell’economia reggiana, pur nel rispetto dei singoli ruoli e di un legittimo desiderio di leadership delle singole Associazioni, nella consapevolezza che il presente e il futuro del nostro sistema produttivo hanno bisogno di coesione e di un lavoro di squadra tra tutti gli attori che operano sul territorio.
Parlare di futuro della Camera di Commercio non significa decidere il presidente, significa ragionare di contenuti, dei bisogni e delle soluzioni per le imprese, della crescita del nostro territorio e della nostra comunità. Questo territorio sta soffrendo pesantemente la crisi strutturale che dura da troppo tempo. La nostra provincia è, da sempre, profondamente caratterizzata da un sistema imprenditoriale di micro, piccole imprese e da un’importante tradizione cooperativa. E’ evidente che CNA rappresenta pienamente questo nostro patrimonio economico e sociale: lo dicono i numeri (10mila imprese) e la nostra attività di rappresentanza.
Crediamo di poter dare un importante contributo alla ricerca di soluzioni per le imprese reggiane. Rileviamo con rammarico che sino ad oggi l’unico tema toccato negli incontri interlocutori ha riguardato le persone e le poltrone, per capirci si è parlato solo di chi si vuole candidare a fare il presidente. CNA non si riconosce in questo metodo, non contesta i nomi di eventuali candidati che sono sicuramente autorevoli, ma critica l’assenza di merito: dov’è il programma con le idee su cosa dovrebbe essere di diverso la Camera di Commercio rispetto al mandato in corso? L’elezione avverrà a fine anno. Noi terremo aperto il confronto sulle idee ricercando la condivisione di tutti, a partire da Unindustria, e solo dopo parleremo della governance da costruire per il governo dell’ente camerale.
E’ una questione di coerenza: come Associazioni d’impresa abbiamo criticato un certo modo di fare politica. Poi non possiamo comportarci allo stesso modo. Anche perché non si è evidenziata alcuna obiezione significativa sul lavoro svolto nei cinque anni passati dall’ente camerale. In questi anni, ho potuto seguire in prima persona l’impegno della presidenza e della giunta della Camera di Commercio e la condivisione del consiglio di cui faccio parte. La quasi totalità delle decisioni è stata assunta all’unanimità, con il voto favorevole anche dei rappresentanti di Unindustria. L’ente camerale reggiano è stato quello che in ambito regionale ha investito maggiormente (anche usando riserve proprie) per sostenere il sistema dei confidi, per garantire maggior credito alle imprese. Si è lavorato tanto su temi strategici come l’internazionalizzazione, la banda larga, le reti d’impresa, l’innovazione.
Gli stessi industriali, pur non sedendo in giunta, hanno ottenuto ampi spazi di visibilità proprio perché si è sempre voluto credere nella condivisione e nel lavoro di squadra. Dobbiamo immaginare il futuro, costruendo soluzioni efficaci di sostegno al fare impresa, che oggi è sempre più complicato per tantissimi imprenditori. Bisogna produrre innovazione con soluzioni capaci di arrivare alle piccole imprese, altrimenti si rischia di costruire dei salotti buoni per pochi eletti. Occorre lavorare concretamente – e in tempi brevi – a un progetto di Area Vasta che produca efficienza e al contempo riesca a dare forza alla nostra Emilia, che è un territorio dotato di quella potenzialità necessaria per competere con il mercato europeo e mondiale.
Occorre continuare a tenere alta la guardia sul fronte della legalità perché la crisi economica che ha messo in ginocchio tantissime imprese può essere foriera di rischi importanti d’infiltrazione. Si deve lavorare in “squadra” per potenziare la ricerca di nuovi mercati, a partire da quei settori saturi che a livello italiano non hanno più sbocchi. Possiamo farlo, insieme, ma per favore sediamoci e parliamo d’idee, di futuro, di economia!"

Nunzio Dallari
Presidente CNA Reggio Emilia 

 

 

 

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5 Commenti

  1. Mi sa tanto che il nostro sia irrimediabilmente “fatto fuori” dal solito pateracchio, d’altra parte anche lui fu figlio di un pateracchio che sconfisse quelli che oggi consumano la vendetta. Così va il mondo!!

    (M. Pancotti)

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  2. Beh, che dire… io guarderei il lavoro svolto finora in ogni luogo e in ogni dove si è prodigato, poi a voi l’ardua sentenza (sentenza di cosa), no, la scelta va fatta sulla base dei fatti dimostrati, non sulle parole future e promesse, tieni duro Maury!

    (Eros Tamburini)

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  3. Sì, è vero, il sig. Bini ha avuto un ruolo importante per far venire a galla a Reggio e provincia il problema della mafia. E’ stato l’unico che ha avuto questo coraggio, a differenza della sig.ra Masini ad esempio, che ha all’inizio molto tentennato. Dal presidente di una Camera di commercio però si pretende qualche cosa di più a sostegno delle imprese del territorio. Io, piccola imprenditrice, non ricordo nulla in tal senso. Ora invocare programmi mi sembra un poco patetico e fuori tempo massimo, oltretutto lo sanno tutti, anche gli sprovveduti, che i presidenti delle Cciaa sono eletti in base a compromessi tra le associazioni; la Cna dovrebbe riflettere sul fatto che, unica, non riesce a rieleggere per la seconda volta un proprio presidente, cosa inusuale e mai capitata prima. La dirigenza della nostra associazione ha abbondantemente dormito e si è fatta fregare. Sic transit gloria mundi.

    (G. Mariastella)

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  4. Il sig. Maurizio Bini ha messo in pratica quello che tanti “notabili” poltronai non fanno. Maurizio ha detto le cose come stanno ed a molti deve aver dato molto fastidio che un personaggio che occupa un posto di “potere” e visibilità non menta e che racconti a tutti in modo celestiale che noi viviamo in un’isola felice piena di fiori e paperelle. Il problema è uno e può sembrare banale, ma lo cito per diretta conoscenza essendo con il signor Bini vicini di età: questo signore a differenza della maggioranza dei nostri amministratori ha iniziato sin da ragazzo a LAVORARE quindi a conoscere il valore dei sacrifici che la vita insegna. Non so in quanti poltronai hanno conosciuto questo termine per loro desueto LAVORARE.

    (Pietro Zobbi)

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  5. Il mio auspicio è che Maurizio Bini possa continuare a spendere le proprie competenze ed anche il proprio coraggio a favore della collettività, come ha fatto egregiamente in questi anni.

    (Ivano Pioppi)

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