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Custodire il creato

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Il settimanale cattolico diocesano "La Libertà" dedica l'intera prima pagina del numero di questa settimana alla "Giornata per la custodia del creato" - oggi, domenica 1 settembre - con all'interno ampi servizi dedicati all'argomento ecologia. L'editoriale tutto speciale è a firma di Papa Francesco e raccoglie una sintesi del discorso che lo stesso ha tenuto all'udienza generale di mercoledì 5 giugno scorso in piazza San Pietro.

"Quando parliamo di ambiente, del creato, il mio pensiero - afferma Papa Francesco - va alle prime pagine della Bibbia, al libro della Genesi, dove si afferma che Dio pose l'uomo e la donna sulla terra perché la coltivassero e la custodissero. E mi sorgono le domande: Che cosa vuol dire coltivare e custodire la terra? Noi stiamo veramente coltivando e custodendo il creato? Oppure lo stiamo sfruttando e trascurando?".

"Il verbo 'coltivare' mi richiama alla mente - prosegue il Pontefice - la cura che l'agricoltore ha per la sua terra perché dia frutto ed esso sia condiviso: quanta attenzione, passione e dedizione! Coltivare e custodire il creato è un'indicazione di Dio data non solo all'inizio della storia, ma a ciascuno di noi; è parte del suo progetto; vuol dire fare crescere il mondo con responsabilità, trasformarlo perché sia un giardino, un luogo abitabile per tutti. Benedetto XVI ha ricordato più volte - sottolinea  ancora il Papa - che questo compito affidatoci da Dio creatore richiede di cogliere il ritmo e la logica della creazione. Noi invece siamo spesso guidati dalla superbia del dominare, del possedere, del manipolare, dello sfruttare; non la 'custodiamo', non la rispettiamo, non la consideriamo come un dono gratuito di cui avere cura. Stiamo perdendo l'atteggiamento dello stupore, della contemplazione, dell'ascolto della creazione; e così non riusciamo più a leggervi quello che Benedetto XVI chiama 'il ritmo della storia di amore di Dio con l'uomo'. Perché avviene questo? Perché pensiamo e viviamo in modo orizzontale, ci siamo allontanati da Dio, non leggiamo i suoi segni".

Grande spazio il settimanale cattolico reggiano-guastallese (5mila copie di tiratura) dedica alla prossima beatificazione (il 5 ottobre p.v.) di Rolando Rivi, nato a S. Valentino di Castellarano, seminarista a Marola e barbaramente ucciso da una banda comunista alle Piane di Monchio, sull'Appennino modenese. Presiederà la cerimonia di beatificazione, assieme ai vescovi di Reggio e Modena, il cardinale Angelo Amato, delegato speciale del Papa.

Si parla poi di una recensione da Vetto del libro Crovara e la Val Tassobbio. Non manca una lunghissima corrispondenza da Villa Minizzo del diacono Pierangelo Roncalli dal titolo "Abusivismi... e occasioni perse" (sull'intricato argomento è stata aperta anche una specifica pagina su Facebook all'indirizzo "Villa Minozzo").

(Francesco Compari)

 

1 COMMENT

  1. Interessante rilevare che finalmente la Chiesa riammetta alla dignità dovuta altre parti del Creato che non siano soltanto l’uomo. Ad esempio, l’idea che gli animali siano stati creati a servizio dell’uomo mi è sempre sembrato un concetto scritto dal beneficiario che non nei Vangeli… In ogni caso è l’uomo il colpevole unico del deterioramento di questo pianeta che, come il Paradiso Terrestre per la seconda volta, l’uomo viola per la sua ingordigia, non avendogli la Chiesa spiegato bene che gli è stato consegnato per viverci meglio e non per distruggerlo. Anche perché il comportamento distruttivo dell’ambiente è motivato sulla base di presupposti malsani, quali l’egoismo, l’espansionismo, l’insensibilità, il non rispetto, tutti “sentimenti” che faccio anche fatica a definire valori umani.

    (Marco)

    • Firma - marco