Tu sì ma Fido no

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Riceviamo e pubblichiamo.

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Vorrei sapere come sia possibile, nel 2013, in un paese così aperto e tollerante come Castelnovo ne' Monti, ma anche nei comuni della montagna, non riuscire a trovare un ristorante o pizzeria in cui persone che come me hanno dei cani e li amano tanto da volerli portare con sè possano andare a cena fuori con loro. Ci siamo visti spesso sbattere la porta in faccia proprio perchè avevamo i nostri cani con noi. Penso che sia arrivato il momento di aprire davvero le menti, anche perchè in molte città è tollerato da tempo!

(Cristina Tagliati)

 

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21 Commenti

  1. Il Decreto del presidente della Repubblica 320/54 disciplina le varie situazioni che possono verificasi al proprietario di un animale da compagnia all’interno di un locale pubblico. La normativa sancisce che “Vietare l’ingresso ai cani nei locali pubblici e quindi negli esercizi commerciali è illegale”. Per esercizio commerciale si intendono anche bar e ristoranti. E’ fatto, invece, assoluto divieto di ingresso nei luoghi dove gli alimenti sono preparati, trattati o conservati. L’art. 83 del menzionato decreto asserisce che chiunque voglia far entrare il proprio cane da compagnia in un ristorante o bar dovrà provvedere ad adempiere ad ogni misura di precauzione (museruola e guinzaglio) al fine di non cagionare pericoli per gli altri clienti del locale. Il proprietario del locale può, però, vietare l’ingresso ad animali sporchi o maleodoranti oppure può invitare il proprietario dell’animale ad uscire da un ristorante (ad es.) se l’animale infastidisce gli altri clienti (abbaia). La normativa riguarda animali da compagnia ma deve essere naturalmente interpretata per cani, gatti, uccellini o altri animali di dimensioni ridotte. Non è certamente ammesso far entrare un cavallo in un ristorante.

    (Ipse Dixit)

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  2. Non voglio difendere il comportamento di chi non accetta animali nel proprio locale, perchè penso anche loro abbiano il diritto di poter stare insieme ai loro padroni mentre prendono un caffè, mangiano una pizza o fanno shopping in qualche negozio. Leggo però nell’articolo iniziale “i nostri cani” e vorrei chiedere a chi scrive quanti erano questi cani. Questo perchè penso sia pieno diritto entrare in un locale con un cane o un gatto, se ben tenuti, ma altro discorso che ribalterebbe però il mio pensiero se uno si presentasse alla porta di un ristorante con 3 o 4 cani o gatti al guinzaglio. In tal caso, leggi a parte, penso posano arrecare fastidio.

    (G.B.)

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  3. Onestamente però c’è da dire che non tutti i proprietari e relativi cani sono pronti per questo genere di “apertura”… Io in primis, che amo più della mia vita i miei cani, eviterei, a prescindere dai divieti, alcuni luoghi e situazioni, consapevole che i miei cani non sono a proprio agio in determinati contesti; ma non tutte le persone sono così ragionevoli e rispettose e sicuramente si approfitterebbero della cosa, fregandosene di creare problemi e disagi ad altre persone o al loro stesso cane… Se pensiamo che qui in Italia la maggior parte della gente non raccoglie nemmeno i bisogni dei loro cani, come si può mai pensare possano dimostrarsi educati in luoghi come ristoranti, negozi, bar? Quindi ben venga dare più spazio agli animali domestici per una pacifica convivenza con l’uomo, ma prima di tutto c’è da inculcare regole e rispetto ai proprietari dei nostri amici a quattro zampe… Dopo di che “l’apertura mentale” dei ristoratori diventerà una naturale conseguenza.

    (ty)

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  4. Purtroppo però devo ricordare con rammarico che tra i possessori di cani trovano posto anche una miriade di persone maleducate che, oltre a danneggiare la categoria, fanno sì che i cani vengano visti come un disagio per chi non li possiede. Se molti albergatori, ristoratori, negozianti o comunque molti gestori di locali pubblici affiggono un cartello che vieta l’ingresso ai cani, molto probabilmente sono stati costretti a farlo a causa di esperienze negative subite in passato. Quindi prima di fare i paladini e difendere a spada tratta il diritto dei nostri amici ad entrare ovunque capiti, dovremmo analizzare il problema guardandolo da prospettive diverse; ad esempio, ci siamo mai chiesti cosa può combinare un cane non custodito all’interno di un locale pubblico affollato? Oppure, ci siamo mai messi nei panni di coloro che hanno paura dei cani e che, trovandosi senza vie di fuga, vengono presi dal panico? Ci siamo mai messi nei panni della persone che soffrono di allergie al pelo animale? Se ci rendiamo conto che i nostri cani possono arrecare disagio agli altri e non dobbiamo pretendere che tutti sopportino di buon grado la loro presenza abbiamo già fatto un grosso passo avanti. Dobbiamo invece metterci in condizioni di essere accettati ed apprezzati per la nostra competenza e per il nostro buon senso e far quindi ricredere chi non vede di buon grado gli animali nei pubblici esercizi. In parole povere, entriamo nei locali pubblici con il cane solo se non possiamo farne a meno e se siamo certi di non arrecare disagio e disturbo; altrimenti non risolveremo mai il problema rivendicando orgogliosamente un nostro diritto, senza curarci anche dei diritti altrui. Personalmente ritengo che sia molto civile e riguardoso chiedere sempre al gestore del locale il permesso di poter entrare con il cane, anche se non ci sono cartelli che lo vietino; il rispetto per la proprietà altrui è sempre molto apprezzato. E sono certo che, se ci dimostriamo educati e disponibili, il nostro passaggio verrà piacevolmente ricordato e preso ad esempio e contribuirà ad abbattere le attuali “barriere”. Lascerei invece totalmente perdere la “diatriba” montagna-città perchè non esiste; solo lunedì scorso ho visto in pieno centro a Modena non far entrare un coppia in un ristorante perchè munita di cane, quindi tutto il mondo è paese, ovviamente in città essendoci un numero molto più elevato di locali è più facile trovarne almeno alcuni disposti ad accettare i nostri cari amici…

    (And)

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  5. A me i cani, gatti o qualsiasi animale domestico danno fastidio nei locali pubblici, anche considerato che sono allergico al pelo di cani e gatti.

    (L.G.)

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  6. Ma se gli animali li trattassimo da animali e gli uomini da uomini non sarebbe meglio per tutti? Per assurdo: se il mio animale preferito fosse un giaguaro, o meglio ancora un cavallo e perché no, tutti e due, perché non potrei portarli con me al ristorante o in discoteca?

    (DF)

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    • Perchè se legge il primo commento la legge non glielo consentirebbe e, voglio sperare, anche il buon senso. Con gli esempi assurdi si va poco lontano.

      (Celeste Grisendi)

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  7. Ha tutta la mia solidarietà. Io vengo dalle vostre parti in estate (agosto) e devo dire che abbiamo trovato anche noi difficoltà con il nostro cane, un barboncino nano. Lo scorso anno siamo entrati in una pizzeria con il nostro cane, i gestori non l’avevamo visto e ci fecero accomodare al tavolo, appena notato il cane non ci hanno consentito di restare, (hanno anche posto all’aperto con parecchi tavoli) ma niente… Siamo usciti, premetto che non c’era nessun cartello che vietava l’ingresso dei cani, non volendo rovinarci le vacanze subito siamo andati via senza tante storie. Abbiamo trovato una pizzeria sempre a Castelnovo, non lontano dalla precedente, con esposto il certello che potevano entrare i cani dei ciechi gli altri no, ma gentilmente il gestore aveva un paio di tavolini fuori e ci ha fatto accomodare, siamo diventati suoi clienti. Per di più una sera il tempo non era dei migliori per cenare all’aperto, ci ha fatto entrare all’interno del suo locale, eravamo in un posto che non davamo fastidio a nessuno ed il nostro cagnolino è rimasto con noi. Ci vuole poco ad eseere gentili, anche quest’anno in questa pizzeria ci siamo trovati benissimo sempre con il nostro fedele barboncino.
    Concludendo hai ragione, è arrivato il momento di aprire le menti ma non è così semplice come sembra, anche in grandi città come Milano, dove vivo, a volte trovi grandi difficoltà, noi rinunciamo a certi locali ma non al nostro barboncino. Ciao

    (Tiziana)

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  8. Anche io, come lei ho dei cani, ma come detto nei commenti precedenti bisognerebbe anche pensare che a qualcuno i cani danno fastidio o addirittura imprimono terrore. Mia moglie, per esempio, se vede un cane a poca distanza viene presa dal panico quindi in questo caso cosa dovrebbe fare? Dovrebbe stare fuori lei dal locale per permettere al cane di stare dentro? Non è il mio caso ma si ricordi che non tutti amano gli animali e non tutti li sopportano. Inoltre queste cose succedono anche a Reggio e non solo in montagna. Saluti

    (C.G.)

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  9. Io quando mangio gradirei non sentire latrati, cattivi odori ecc… Chi ama i cani rispetti, almeno nei luoghi pubblici, chi invece gradisce mangiare in pace, poichè nei luoghi pubblici le numerose cacche sparse testimoniano la civiltà media dei padroni di questi seppur splendidi animali.

    (L. Pollenti)

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  10. Capisco il problema ma fino a un certo punto. Sono amante degli animali, ma la mia libertà finisce dove inizia la libertà degli altri. Fatta queste premesse bisogna capire che non tutti siamo fatti allo stesso modo, che ci sono quelli che amano gli animali e quelli no. Ci sono gli allergici e ci sono gli igenisti. Posso anche lavare il mio cane tutti i giorni, ma a meno che non sia una statua il cane si sporca, si rotola, può correre nei campi, prendere zecche ecc. A qualcuno può dare fastidio mangiare a fianco di un animaletto simpatico ed educato che fa tutto questo? Immagino di sì. Così come magari se capitiamo al ristorante e a fianco al nostro tavolo troviamo qualcuno che non si lava da mesi, forse chiediamo al cameriere di spostarci di posto. Forse bisognerebbe farsi delle domande a livello di categoria, perchè capita spesso e volentieri di trovare della gran maleducazione in giro. Poi bisogna farsi una seconda domanda, il nostro cane è contento di andare in un locale superaffollato con molta confusione? Schiamazzi e gente che gira. Sentire l’odore del mangiare e stare lì, seduto fermo immobile, con la curiosità di andare ad annusare e vedere ad ogni cosa. Noi umani saremmo contenti? Va bene voler bene agli animali, ma ogni tanto bisognerebbe fermare a riflettere che tra un ristorante e un pic-nic, se si vuole bene agli animali, forse è meglio un pic-nic.

    (Alessandro Torri Giorgi)

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    • Concordo pienamente col signor Torri Giorgi: ci sono luoghi in cui anche un cane può entrare senza andare in stress e senza mandare in panico o dare fastidio alle persone, ma un ristorante non è proprio un ambiente in cui un cane possa stare bene. La voglia di far entrare il propio cane dappertutto è, secondo me, un segno di esibizionismo ma ancor più di egoismo: come spiegato dal signor Torri si costringe il nostro caro amico a fare il soprammobile o la pedana sotto il tavolo in un ambiente pieno di stimoli quasi irresistibili. Se proprio si vuole portare Fido con noi lo si metta in un bel trasportino comodo in auto, all’ombra e con i finestrini un po’ aperti se è giorno, così lui sta tranquillo e finita la cena gli si faccia fare una bella passeggiata che farà bene anche a che si è appena alzato da tavola.

      (E. Montorsi)

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  11. Il fatto che ormai sia considerato prassi portarsi il cane ovunque non significa poterlo fare sempre e comunque. Per quanto ami il mio cane averlo sotto il naso mentre mangio dopo che si è rotolato con godimento in qualsiasi cosa abbia trovato sul suo cammino non è un piacere neanche per me, figuriamoci per altre persone. Non si tratta di stabilire cosa sia o meno legale, è una questione di buon senso, un ristorante è l’ultimo posto dove porterei il mio cane. E se poi per caso entra un altro cane e si aprono le ostilità o anche solo vogliono fare amicizia, cosa facciano, chi esce? Dove finisce la mia libertà e comincia quella degli altri? Da quando ho trovato una cacca di cane sul pavimento di una libreria con il padrone che invece di pulire sproloquiava che “era la prima volta che succedeva, come poteva saperlo? Il povero animale doveva essersi agitato per qualcosa, non era colpa sua” sono molto scettica sull’opportunità di portare anche il mio in luoghi pubblici.

    (Lucilla)

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  12. Signora Cristina, quanto succede nei ristoranti di Castelnovo ne’ Monti non penso sia diverso dall’ospitalità riservata agli animali da compagnia negli altri luoghi pubblici della provincia, le norme e i regolamenti sono comuni, oppure ha visto sulla porta di qualche ristorante pittogrammi di cagnolini con scritto “posso entrare”? Se così fosse lo segnali, servirà di sostegno della causa.

    (T.Z.)

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  13. Ho sempre posseduto cani ma non mi è mai venuto in mente di portarli in pizzeria o al ristorante, ma scherziamo…

    (DC)

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  14. Prima di esigere di poter entrare nei ristoranti e pizzerie, cosa che non mi darebbe particolarmente fastidio, vorrei che i padroni imparassero a pulire, come prevede la legge, le deiezioni dei propri amici a 4 zampe. Questa estate ho visto molte persone fare finta di niente praticamente ovunque, anche in piazza Peretti.

    (Corrado Parisoli)

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    • Qualche anno fa, proprio in una delle aiuole soprastanti piazza Gramsci, un signore se ne stava andando dopo aver lasciato il “ricordino” del proprio cane. Gli ho fatto educatamente notare come anche a Castelnovo vi fosse un’ordinanza che prevede l’obbligo di rimuovere le deiezioni dei propri amici pelosi. Bello come il sole mi ha risposto che a Milano lo faceva sempre. A quel punto gli ho chiesto se riteneva di trovarsi in un paese del terzo mondo (ciò nonostante se ne è andato senza far nulla). Possibile che questi atteggiamenti irriguardosi non possano/debbano essere sanzionati? E, giusto per non mettermi in cattedra, mi e vi domando: c’è qualcosa nella manutenzione del nostro paese, nel comportamento degli abitanti, che fa presumere ai visitatori di poter derogare da quelle che altrove considerano regole civili?

      (Cristina Casoli)

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  15. “Persone che come me hanno dei cani e li amano tanto da volerli portare con sè…”, ma se si amano così tanto i cani non sarebbe meglio pensare prima a farli stare bene e a proprio agio piuttosto che portarseli appresso (e in un qualsiasi ristorante certo non possono essere liberi come a casa, anche nel rispetto delle altre persone) come accessori?

    (Marzia)

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  16. Nei ristoranti e nei negozi i cani no! Questione di igiene, ma soprattutto di buon senso da chi si dichiara amante degli animali.

    (Miki)

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  17. Cara Cristina, rispetto la sua opinione e quella di chi come lei vorrebbe poter portare l’Amico a quattro zampe al ristorante. Purtroppo però ci sono persone, come mia madre, che rischiamo attacchi di asma allergica da ricovero (per non dire peggio) perchè allergici al pelo degli animali. Vogliamo fare stare fuori queste persone dai ristoranti o forse è meglio che stiano fuori gli animali?

    (Manuela)

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  18. Io amo moltissimo i miei cani, che custodisco nel massimo agio nel mio terreno, ma non li ho mai portati con me al ristorante semplicemente perché li metterei in una situazione di disagio, per loro e per me. Piuttosto, peggio dei cani nei locali di ristorazione c’è il comportamento maleducato dei commensali medi che si fanno sentire con un volume di voci, per non dire delle urla insopportabili: ho avuto occasione di apprezzare Svizzera e Austria dove in ogni locale, indipendente da quante persone o bambini vi fossero, vigeva un silenzio rispettoso che qui invece manca; tanto che al ristorante non ci vado più perché non sopporto tutto questo baccano. Qui veramente i commensali medi sembrano dei maiali in odore del pasto: gridano, fanno versi… francamente io direi: i cani a casa e anche i maleducati!

    (Marco)

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