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Pioverà: riaprianno “i santuari” del fungo

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Con l’approssimarsi dell’autunno torna l’allarme maltempo sul nostro territorio. Secondo l’allerta meteo diffusa dalla Protezione Civile, è in arrivo sul nostro territorio una perturbazione atlantica destinata a portare con se piogge e temporali. Precipitazioni a prevalente carattere di rovescio o temporale sono previste dal pomeriggio di oggi. I fenomeni potrebbero essere accompagnati da grandinate, fulmini e forti raffiche di vento. Il Dipartimento di Protezione Civile seguirà l’evolversi della situazione in contatto con le prefetture, le regioni e le strutture locali di protezione civile.

C'è solo una categoria di persone molto contenta di questa situazione: i cercatori di funghi perché l'elemento principale che mancava ormai da tanto tempo è arrivato ieri (inaspettato) attorno alle 12,30 sulle terre alte dell'Enza e del Cedra: stiamo parlando dell'acqua, l'ingrediente "base" per fare nascere i funghi doc della montagna. Mancano poche ore e la "caccia" potrà iniziare (condizioni meteo avverse permettendo: la prudenza non è mai troppa). I nastri di partenza sono già fissati. Sarà l'invasione, pacifica, della montagna, dopo mesi di "vacche magre". La stagione della raccolta dei funghi si farà molto intensa.

Siti internet e, soprattutto, il passaparola ha fatto scattare il grido "tenetevi pronti che forse è la volta buona". I “fungaioli”, coloro che per un mese all’anno non conoscono né famiglia, né altri impieghi, sono per lo più personaggi abitudinari, metodici, solitari. Non amano dare nell’occhio. Ma sono molto impazienti. In questo mese di settembre (andiamo è tempo di..."cacciare") si dovranno “confondere” con quelle migliaia di persone che vorranno passare almeno una giornata “a funghi”.

Tutti in cerca dell’ambito porcino delle terre alte dell'Enza e del Cedra. Uno dei più ricercati, per via del sapore e del profumo inconfondibili. Per dargli la caccia la gente arriva da ogni angolo dell’Italia, un po’ come succede per il tartufo dalle parti di Alba e Norcia. I boschi delle valli dei cavalieri (Valcieca, Miscoso, Succiso e il passo del Lagastrello) e delle corti vescovili di Monchio, sono tra i luoghi migliori per fare incetta del prelibato porcino. Tre chilogrammi è la quantità massima di funghi che, secondo la normativa regionale, possono essere raccolti al giorno da una singola persona. Per chi “sgarra” le multe sono salatissime e, in più, è previsto il sequestro amministrativo. Le zone del passo del Lagastrello sono senza dubbio tra le più rinomate, almeno per gli spezzini, massesi, reggiani e parmensi che qui convergono in massa per protrarsi a casa e gustare i porcini. "Sono necessari due giorni di pioggia, con questo caldo ne potrebbero nascere a migliaia». Così dicono i fungaioli e guarda caso sono due giorni che in montagna piove e la temperatura è decisamente estiva. Il clima ideale per fare nascere i tanto sospirati prodotti del sottobosco. I provetti fungaioli si vogliono godere ormai le prime raccolte quando i fianchi boscosi delle montagne diventano arrossati e caldi come un tweed irlandese e nel cielo spesso si addensano nuvole plumbee cariche di pioggia. Tirano fuori dagli armadi pantaloni di velluto e scarponi e giacche a vento, abbrancano il bastone ed il cesto fedele e via a riempire i polmoni del grato odore del bosco bagnato che annuncia lo spuntare dei sospirati boleti ma non solo, dei tanti funghi che spuntano dalla terra, dalle ceppaie e dal mantello spesso e morbido delle foglie accumulatesi negli anni. Gli esperti, per quanti da anni frequentano i "luoghi" magici e segreti dell'Alta Val d'Enza da Valcieca al passo del Lagastrello e da qui verso la Lunigiana o il reggiano (ottimi i funghi di Valcieca, di Miscoso e di Succiso), puntano decisamente ai luoghi "sacri" che non deludono mai, ai "santuari", come si dice in gergo, dove andare a far bottino per una cena profumata e... meritata per il lungo cammino intrapreso. Naturalmente inerpicandosi lungo i sentieri boscosi, camminando sui prati o nelle radure delle terre alte non ci si distrae: anche in questi ambienti la varietà micologica è presente, ricca e profumata, indice sicuro di un porcino succulento e adatto a tanti piatti: dai primi ai contorni o semplicemente fritto. I funghi sono "abitanti" un pò schivi dei boschi e dei prati. Il bosco è ricchissimo di generi e di specie; e come in tutte le "società" antichissime c'è un "re" e una "regina". Il monarca indiscusso del bosco è il Boletus edulis con i suoi Gran Visir, il Boletus aereus e il Boletus pinicola, in una parola la famiglia dei "porcini", e non sembri una degradazione il nome. La "regina" non può che essere la Clitocybe geotropa, un fungo elegante come i porcini, ma delicata come una dama nel portamento e delle lamelle che decorrono dal gambo fino all'orlo della corona che, col tempo si apre. La schiera dei cortigiani è affollata, ci sono Russule, Galletti, Imbutini e il tenebroso, ma gustosissimo Craterellus Cornucopoides che si presenta verso la fine di ottobre, per guadagnarsi l’appellativo poco gaio di "trombetta dei morti", o da secco e polverizzato quello di "tartufo dei poveri", già perché la sua polvere sparsa su un risotto Pilat lo trasforma in un piatto da...re! Una sola raccomandazione particolare: attenti, nei boschi, a funghi bianchi, con lamelle e con una specie di borsa alla base, la "volva": è la caratteristica delle Amanite. Di queste solo una è eccellente, l'Amanita cesarea, l'Ovulo buono, proprio perché tagliato in boccio sembra un uovo lesso. Di converso l'Amanita Phalloides è in agguato per elargire veleni mortali. Nei prati delle terre alte ci sono in abbondanza i prataioli e le Macrolepiote procera, le famose quanto eccellenti "mazze di tamburo". La gioia della scoperta dei funghi è unica e sarà più bella e goduta dopo un poco di fatica a scarpinare lungo i sentieri dell'Alta Val d'Enza. Buona "caccia" a tutti (anche sotto l'acqua abbondante prevista per questi giorni).

 

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2 Commenti

  1. Mi auguro che le persone abbiano il rispetto della natura e delle regole, che gli enti preposti effettuino i controlli e mantengano mano ferma e che non si verifichi come l’anno scorso l’invasione di auto “oltre” la sbarra della presa alta. Cordialmente

    (Roberto Malvolti)

  2. Anche io sto aspettando questa benedetta buttata. Nell’attesa di trovare qualcosa di commestibile mi “consolo” riempiendo il cesto di rifiuti: lattine di birra vuote (farsi una birra durante una escursione a funghi è quello che ci vuole per restare lucidi e freschi…), cartacce di ogni tipo, bottiglie di vetro, di plastica o brik-tetrapak vuoti. Insomma, un vero campionario di schifezze. Ma, dico io, se te le porti su e giù nel bosco piene, cosa ci vuole a riportarle a casa che sono anche vuote e più leggere? E, badate bene, non sono solo i fantomatici piansani a lasciare robacce in giro, anche i nostri cari montanari “padroni a casa loro” lasciano in giro un po’ di tutto. Insomma, un paio di chili di rantumaglie le ho già raccolte, speriamo che non si ripeta la solita “semina”. Buona fungata a tutti!

    (E. Montorsi)

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