Tagliare una pianta e anche quanto essa si è portata dietro negli anni

Albero ospedale segato 1 (12.9.2013)

"Certo, ormai mi avevate già 'fatto secco' e quindi c'era poc'altro da fare se non tagliarmi. Ecco, anche questo l'avete fatto".

Sono le parole postume di un albero sempreverde che per decenni era cresciuto rigoglioso - con ai suoi piedi un piccolo specchio d'acqua che donava pace e bellezza agli occhi dei passanti che entravano e uscivano dalla struttura - nel bel parco che circonda l'ospedale S. Anna di Castelnovo ne' Monti.

Oggi pomeriggio gli addetti del "Ginepro" hanno provveduto.

Viene da chiedere se i cantieri che da anni sono aperti attorno al nosocomio non potrebbero essere allestiti in modo da non provocare la morte delle specie arboree che si trovano nei pressi, che rendono - in parte bisogna purtroppo già dire "rendevano" - belle le adiacenze della struttura.

Un albero tagliato significa non solo tagliare una pianta ma anche il tempo che essa ha impiegato a crescere e quanto in quel tempo ha assunto di significato.

Albero ospedale segato 2 (12.9.2013)

Agenzia Redacon ©
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4 Commenti

  1. Per la precisione gli alberi erano due. Secondo me si sono suicidati, perchè erano stanchi di vedere un cantiere permanente (eterno) sotto ai loro piedi. Stanchi di vedere l’incuria in cui versa l’intiero parco, graffiato anche dalla rotonda stessa, fortemente voluta così. Per non parlare anche del parcheggio sovrastante. Ci sono alberi bianchi, senza foglie, che sembrano di gesso, forse lasciati così come monumenti in omaggio al reparto. A parte qualche difficoltà di orientamento da parte di chi entra per qualsiasi motivo dentro l’ospedale a causa di percorsi obbligati e cambiamenti continui, tutto questo non toglie niente al buon funzionamento della struttura grazie alla grande competenza, impegno, diligenza e gentilezza del personale.

    (Commento firmato)

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  2. A proposito di specchio d’acqua: quando ero bambina (anni ’60/70) c’era una fontana con una statua che rappresentava una foca dal cui naso zampillava l’acqua. Credo fosse di bronzo. Dov’è finita? Era un piccolo svago per i bimbi che visitavano parenti ricoverati.

    (Cristina Casoli)

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  3. Ho letto la nota in questione e concordo sul fatto che tagliare una pianta vuol dire portarci via un po’ del nostro passato, e quindi della nostra giovinezza e spensieratezza, ma anche le piante hanno un loro ciclo e se, come credo e spero, al termine di queste operazioni di ammodernamento del nostro ospedale, verranno piantati nuovi alberi, magari autoctoni e non sempreverdi, beh… credo che sia valsa la pena sacrificare alcuni dei nostri “ricordi”. L’ospedale di Castelnovo ammodernato ha oggi la TAC, la risonanza magnetica, la Rianimazione, i vari reparti e tutto quanto serve a garantire la nostra salute e avrà sempre un suo parco con tanti alberi, più giovani e floridi degli attuali, che ricorderanno anche ai nostri nipoti l’intelligenza di chi ha saputo guardare al futuro.

    (Tonino Fornesi)

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  4. Personalmente ritengo che certi articoli di così futile natura, quasi “antisociali” (come quello a cui questo commento si riferisce), non debbano essere presi nemmeno in considerazione per la pubblicazione su un sito di informazione.

    (Andrea Favali)

    —–

    Invece, come vede, nel rispetto delle diverse opinioni urbanamente espresse, certi commenti trovano pubblicazione.

    (red)

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