“Limite dei 30 km/h lungo tutta la provinciale 15 da Ramiseto al Lagastrello?”

Gabriele Bizzarri

Gabriele Bizzarri

"Volevo scrivervi per portare a conoscenza di un fatto che mi sembra abbastanza curioso, riguardante la viabilità sulla strada provinciale 15 del Lagastrello, sul tratto che dal passo giunge almeno fino a Ramiseto".

Prosegue Gabriele Bizzarri: "Di fatto ho notato, sia durante un viaggio nel mese di agosto sia ieri, in quanto ho transitato nuovamente per quella strada, che c'è il limite di velocità dei 30 km/h e mi è parso continuo appunto da Lagastrello a Ramiseto (e viceversa), sia dentro i centri abitati sia al di fuori. Spero di avere interpretato male io e chiederei parere ai lettori e agli abitanti della zona".

"In caso abbia inteso bene, sono d'accordo di limitare le velocità nei centri abitati e in caso di strade sconnesse, ma in questo caso mi sembra una cosa che faccia perdere di credibilità a quando i limiti devono esserci veramente. Chiederei a chi ha fatto installare questi cartelli - presumo la Provincia - se era proprio sua intenzione porre il limite su tutto il tratto, oppure no. Questo perchè mi sembra abbastanza difficile per l'italiano medio, già per se poco ligio alle regole, rispettarlo. In caso sia voluto vedremo di farlo, ma ho un dubbio, soprattutto in giornate di traffico intenso che si creeranno un po' di code".

 

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7 Commenti

  1. Alla tua domanda vorrei avere una risposta anche io in quanto sono un pendolare che tutte le mattina parte da Taviano per recarsi al lavoro e questo limite è stato messo anche sulla strada PROVINCIALE che arriva fino al mio paese. Questi cartelli sono giunti quando la sede stradale ha iniziato ad essere disconnessa per mancata manutenzione e un inverno alquanto impervio ma soprattutto per la prima causa, visto che invece di consolidare gli argini per non fare franare la strada continuano a mettere compattato sprecando denaro inutilmente e non risolvere il problema. Essi sono stati installati da circa un anno, non ho prestato attenzione se nelle ultime settimane ci siano anche perché risultano alquanto ridicoli…

    (Alessandro)

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  2. Non ho notato questi cartelli, quindi sicuramente sarò “in multa”; se posso dare un’interpretazione personalissima, ritengo che sia un modo alquanto ridicolo da parte di coloro che li hanno messi per “pararsi il sederino” (scusate l’eufemismo) per evitare di fare i lavori che sono necessari!

    (Fabio Presenza)

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  3. Per sapere chi ha installato i cartelli basta guardare sul retro degli stessi. Oltre al costruttore deve comparire l’ente committente. Per sapere se devi rispettarli sempre devi guardare sul retro perché se non riportano il numero della delibera per cui sono stati installati sono nulli. Siccome il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, spesso mancano i riferimenti alla delibere.

    (maxbel74)

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  4. Vero quanto dice “maxbel” però meglio rispettarli. In caso di ricorso davanti a un giudice di pace probabilmente questo rigetterà il ricorso per tale motivo (a me è successo). I cartelli li avranno messi per non dover pagare i danni causati alle auto o comunque per rimborsarli in parte.

    (Alessandro Torri Giorgi)

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  5. Chi predispone la segnaletica stradale per regolamentare la velocità penso sia mosso da tre comandamenti, uno solo dei quali giustifica quanto discusso in questo articolo:
    1) non ha un veicolo motorizzato;
    2) gode dell’indulto e può superare i limiti senza incorrere in sanzioni;
    3) vuole aumentare le entrate finanziarie di Province e/o Comuni.
    In tangenziale a Modena il limite è di 70 km/h; durante alcuni lavori, interminabili, 50 km/h. A 90 km/h si trova il 90% dei percorrenti la tratta, in tutta sicurezza e fluidità.
    La segnaletica è rimasta al tempo dei Borboni.

    (Francesco Casoli)

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  6. Dispiace che il problema sia stato evidenziato da qualcuno non residente, anche se forse in questo modo la cosa può avere maggiore risalto poiché non assume la forma della solita lamentela dei montanari. Ricordo comunque che su questo tratto di strada SP 15 da Ramiseto al Passo del Lagastrello è stata presentata anche una interrogazione provinciale nell’ottobre del 2011, che non ha purtroppo avuto né risposta né seguito. Dopo svariate riflessioni l’unica spiegazione che ho ritenuto essere valida è che la SP 15 non sia ritenuta all’altezza, dall’ente preposto, di essere sistemata al pari delle strade di Castelnovo o di Reggio, dato il fatto che è poca la popolazione residente (e il relativo numero di voti). Questo fatto porta a scegliere sempre immancabilmente una soluzione provvisoria e di poca spesa al posto di scelte strutturalmente definitive che avrebbero maggiori costi. Vale l’eguaglianza: poca gente = pochi voti = poca spesa. Chiediamoci ora come possano persone normali vivere in un territorio che offre già difficoltà climatiche avverse, distanza dai centri urbani, senza ferrovia, con linee pubbliche quasi inesistenti a dovere tollerare anche il limite dei 30 Km/h su diversi km di percorso unitamente a strade dissestate e riflettiamo sul significato di “ente” che come primo obiettivo dovrebbe avere quello di espletare un servizio al cittadino. Vergogna. Concludo dicendo che ogni giorno chi vive in montagna sente parlare di rilancio del territorio, di iniziative che promuovono l’appennino e che si curano di implementare scelte di crescita, turismo e di ricettività, ma tutti i montanari vivono quotidianamente una lotta per conquistare i minimi servizi di sopravvivenza a loro spese, sia economiche, sia di tempo che di salute, solo per uno smisurato amore per la loro terra. E le attività produttive? Nessun ente se ne interessa e dire che per il rilancio di un territorio bisognerebbe partire prima di tutto da quelle. Saluti

    (Isabella Vaccari)

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  7. “…come possano persone normali vivere in un territorio con condizioni climatiche avverse, senza ferrovia…”. Suvvia, ma non esageriamo per favore! A Ramiseto la ferrovia non c’è mai stata e agli inverni rigidi la gente è sempre sopravvissuta, solo che forse non c’erano Facebook e internet per lamentarsene. Quanto alle strade non mi pare che quelle di competenza statale (vedi 63) siano messe meglio, con ciò non voglio avvalorare il detto “mal comune mezzo gaudio” ma dare la colpa di tutti i disservizi alla rete viaria non mi pare aderente alla realtà. Inoltre chi vuole realizzare un’attività o progetto ce la fa anche a dispetto delle strade e dei vari enti, gli esempi ci sono anche nel nostro piccolo.

    (Commento firmato)

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