Groviglio fusione

Assemblea Cavola su fusione Villa-Toano (2.10.2013)

L'assemblea di Cavola. Da sinistra: Fabio Filippi, Marco Barbieri, il moderatore, Marco Lombardi (Foto Redacon)

Qui Toano

Cavolaforum di Cavola. Forse un centinaio di persone sono convenute ieri l’altra sera ad ascoltare i consiglieri regionali Fabio Filippi, Marco Barbieri (relatore del progetto di legge di eventuale istituzione del nuovo comune sintesi di Villa Minozzo e Toano) e Marco Lombardi. Il primo ha sostenuto che “occorre non guardare i campanili ma il futuro dei nostri figli”. Per il secondo vi è “la necessità di dare risposte qualificate: o associando i servizi oppure procedendo alla fusione degli enti”. Il terzo ha spiegato come “saranno da dimenticare i comuni come li vediamo oggi”, i meno popolati sono destinati all’accorpamento per forze di cose. E’ seguito un lungo dibattito, cui hanno preso parte anche diversi amministratori villaminozzesi e toanesi – tra cui i due sindaci, Luigi Fiocchi e Michele Lombardi – e cittadini. Prevalenti le professioni di contrarietà al progetto, anche, in alcuni casi, con interruzioni, incomprensioni e battibecchi. Il che ha dato vita, per parecchi tratti della lunga serata, protrattasi fino circa alla mezzanotte, ad un’atmosfera un po’ caotica. Molti moti di rivendicazione e di attacchi, parecchi “fuori discorso”. In sala anche un altro consigliere regionale, Giuseppe Pagani, l’ex sindaco di Toano Luigi Fioroni, assessori dei due comuni, imprenditori. Età media dei presenti abbastanza alta. E qualcuno ha fatto osservazioni anche su questo aspetto, facendo confronti con la riunione di Villa Minozzo (vedi qui sotto), con più pubblico giovanile.

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Assemblea fusione Villa-Toano (1.10.2013)

L'assemblea di Villa Minozzo. Da sinistra: Benedetto Valdesalici (che ha brevemente introdotto), Fabio Vasirani, Felicino Magnani, Massimiliano Coloretti, Adriano Arati, Davide Marazzi, Piero Ferrari e Luigi Fiocchi (Foto Redacon)

Qui Villa Minozzo

Per merito dell’associazione “Villacultura” è andata in scena martedì sera a Villa Minozzo una vera e propria tribuna referendaria, con sei persone sul palco del teatro dei “Mantellini” (pieno) – tre per il sì e tre per il no al progetto di fusione dei comuni di Villa Minozzo e Toano, i secondi politicamente molto assortiti – moderate dal giornalista Adriano Arati, che poneva le domande e controllava l’orologio per misurare la durata delle risposte, alla bisogna “suonando il gong”. Incontro ordinato e senza fastidiose voci sovrapposte.

Ecco in rapida sintesi i punti toccati.

Primo “giro” libero.

Luigi Fiocchi (sindaco Villa Minozzo, per il sì): non è stata una scelta calata dall’alto, secondo noi era giunto il momento di fare un passo avanti dando la parola ai cittadini, vi è un drammatico problema demografico, il nostro comune perde 100 residenti all’anno: come farà a stare in piedi? Abbiamo bisogno di unire le nostre forze. Viviamo in un bel territorio, ancora da sfruttare, nel modo giusto. Le scelte vanno fatte e non subite. Che identità mai perdiamo? Si tratta di una scelta che ci permette di guardare l’orizzonte con maggiore fiducia, non possiamo rimanere rinchiusi nei nostri confini.

Piero Ferrari (assessore Villa Minozzo, per il sì): priorità nella montagna sono Castelnovo ne’ Monti e la statale 63; noi del crinale veniamo ricordati per “turismo” e “lupi”, ma bisogna cambiare: parlare di economia, sviluppo, commercio, artigianato. Dobbiamo riprendere in mano il nostro destino, riprendere un cammino di sviluppo, unendo le forze a quelle di Toano, per progettare sull’acqua, sulle aree industriali…

Davide Marazzi (assessore di Villa Minozzo, per il sì): insieme a Toano – dice – avremmo un peso maggiore e maggiori possibilità di iniziative e progetti a lungo termine. Quindi legge e commenta, confutando, il volantino distribuito dai sostenitori del no.

Massimiliano Coloretti (ex consigliere Villa Minozzo, per il no): riconosco che la proposta è stata coraggiosa, inusuale, un gettare il cuore oltre l’ostacolo, però lo stesso studio di fattibilità secondo me porta a decidere per il no: si parla di aziende ma non di occupati, di strade ma non di trasporti… Il nuovo assetto non consentirebbe risparmi, anzi, comporterà maggiori costi. Poi critico i tempi, troppo ristretti per una scelta ponderata. Sarebbero serviti studi che comprendessero la destinazione degli uffici postali, delle caserme dei carabinieri…

Felicino Magnani (ex sindaco Villa Minozzo, per il no): è stato un percorso affrettato e pasticciato, condotto in modo verticistico e antidemocratico, il referendum era da fare prima, non al termine dell’iter; in Regione vi è stato un solo caso di fusione: è avvenuto tra 5 comuni, ma ci han messo quattro anni: come si fa a fare in sei mesi? Penso poi che un comune di 8mila abitanti non conti più di due da 4mila. Il futuro dei nostri figli sarebbe venduto per un piatto di lenticchie.

Fabio Vasirani (consigliere di opposizione, per il no): non ho contrarietà pregiudiziali, penso però che la fusione porterebbe ad una contrazione degli spazi di democrazia; non vi sarebbero risparmi sui costi della politica. I trasferimenti? Vi sono incertezze. Villa Minozzo capoluogo diventerebbe la quarta frazione del nuovo comune.

Seguono alcune domande del moderatore, a cui rispondono, a turno, due esponenti, uno per il sì e l’altro per il no.

1) Arati: perché “Tre Valli”?

Fiocchi: il riferimento è alle valli del Dolo, del Secchiello e del Secchia.

Magnani: il nome non ci piace.

2) Arati: come vedete il futuro del territorio (in entrambe le prospettive di esito del voto)?

Coloretti: il calo della popolazione influenzerà le scelte; alcuni comuni riescono a tenere botta nel numero di abitanti ma altri no; quali differenze per le nostre imprese se il comune è uno oppure saranno due? Non è che se le cose non vanno bene penso di risolvere i problemi andando ad “incorporarmi”: perché il comune sarà Toano e i centri più vivi Cavola, Cerredolo… E noi?

Ferrari: il problema è che siamo sempre bloccati, non siamo capaci di prendere decisioni, abbiamo sempre dei se e dei ma, aspettiamo, vediamo quel che succede… La fusione è da fare e sta in piedi indipendentemente dalla risorse che arriveranno, che comunque dovranno essere destinate agli investimenti e non alla burocrazia. A forza di tergiversare saranno altri a scegliere per noi.

3) Arati: qualcosa sul rapporto con Castelnovo ne’ Monti.

Fiocchi: con Castelnovo non vi sono problemi, ci parliamo, non ci arroghiamo veti, ma vogliamo democrazia. A Castelnovo non vige la democrazia, comandano le segreterie dei partiti. Il Centro Coni e il teatro, in parte proprietà della Comunità montana, li paghiamo tutti, anche noi, però sono là, a Castelnovo. Finchè qui c’è Fiocchi non andremo nell’unione con Castelnovo neppure se la fusione non passasse. Il centro della montagna è forte se gli altri paesi sono anch’essi sostenuti e forti.

Magnani: noi nell’unione ci entreremo: il problema è casomai quello di entrarci bene… basta demogogia, basta sparate, basta lamentele… la montagna avrà un futuro se starà assieme, ben progettata, con attenzione e intelligenza.

4) Arati: tornando indietro, avreste cambiato qualcosa (cosa) nel vostro atteggiamento?

Vasirani: credo che il progetto avrebbe dovuto essere stato messo nel programma elettorale.

Marazzi: ripetiamo che non si tratta di una cosa calata dall’alto, il fatto stesso che si fa un referendum lo dimostra; abbiamo agito così perché ci è parso giusto “cogliere l’attimo”… Ci lamentiamo sempre della politica che non si muove e non decide. All’inizio su questo progetto c’era anche il Pd, che poi ha cambiato idea. Non andiamo per niente all’”arrembaggio” del Comune di Toano, non è un rapporto poveri/ricchi…

5) Arati: cosa dite a proposito delle posizioni politiche così trasversali?

Magnani: non abbiamo alcuna linea politica da rispettare proveniente dal nostro partito, ci viene lasciata libertà di decisione a livello locale. Quel che diceva Marazzi a proposito dell’originaria posizione del Pd dà ragione della nostra mancanza di pregiudizio verso l’Amministrazione comunale, nei confronti della quale siamo all’opposione.

Fiocchi: il Pd s’è svegliato 10 giorni fa… La verità è che questa fusione spaventa la politica, se passa avremo un grande comune. Pensiamo che quando un cittadino ha bisogno non va a cercare il presidente della provincia o quello della comunità montana: va dal sindaco. Dobbiamo andare avanti con coraggio, apriamo una strada ma non è un salto nel buio, non vi sarà alcuna perdita di radici, di identità.

E’ seguito il dibattito col pubblico presente.

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Durante la serata si è avuto modo di ascoltare anche il sindaco Luigi Fiocchi annunciare che intende ricandidarsi alla guida del Comune alle prossime elezioni della primavera 2014.

(gdp)

 

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20 Commenti

  1. Avanti con coraggio, è ora di provare a cambiare le cose, troppo facile lamentarsi sempre e non fare nulla; del vecchio sappiamo già, speriamo che una scelta del nuovo ci paghi. Si potrà sempre dire: almeno ci abbiamo provato. Ora come ora non abbiamo nulla da perdere, la nostra montagna sta morendo, nessuna possibilità di investimento, nessuna possibilità di sviluppo, nessuna possibilità di lavoro per i nostri figli, le risorse sono sempre meno e le cose da fare sempre tante. Voterò “sì” nella speranza che un cambiamento cosi importante porti i suoi frutti.

    (G.B. – Comune di Villa)

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  2. Che lo vogliamo o no ci dovremo unire tutti. Speriamo ne esca qualcosa di migliore.

    (Alex G.)

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  3. E’ vero che al peggio non c’è limite, ma io penso che peggio di così per il comune di Villa non possa andare. Sono anni che continuano a calare gli abitanti, da diecimila che eravamo nel dopoguerra siamo oramai a meno di quattromila, nonostante tutti gli immigrati che si danno da fare dal lato demografico per incrementare la popolazione sfornando figli, potendo ancora usufruire di tutti i servizi gratis, a differenza dei villaminozzesi che devono pagare tutto. Non so per quanto tempo potrà ancora andare avanti, se non cambierà qualche cosa a livello di finanze pubbliche, oramai è un paese di poveri vecchi pensionati. I giovani non hanno prospettive di lavoro, quindi devono spostarsi verso altri luoghi dove ancora c’è qualche prospettiva in più per potersi creare una famiglia, perciò smettiamola di piangerci addosso e cerchiamo di cambiare qualche cosa, sperando che sia in meglio, ma se non si farà niente le cose andranno sempre peggio, come da diversi anni a questa parte. Smettiamola di continuare a dare sempre la colpa agli altri se le cose vanno male, è un’occasione che io penso non possiamo permetterci di perdere,come già ne abbiamo perse altre.

    (Beppe Bonicelli)

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  4. Credo che sia chiaro agli occhi di tutti che questo è un passo importante che le due amministrazioni propongono di fare con grande coraggio! Quello che più rincresce, a due giorni dal referendum, è rendersi conto che molti cittadini hanno idee confuse, spaventati dal cambiamento e purtroppo male informati e, mi dispiace dirlo, soprattutto nel comune di Toano dove sono convinti che il comune di Villa vorrà comandare, che dovranno venire a Villa per documento, per la farmacia, per un dottore, che pagheranno i debiti di Villa, ecc. Non c’è più tempo per cambiare le cose, forse dovrebbe essere il comitato del no a riflettere e rendersi conto di aver fatto una campagna scorretta impaurendo la gente su cose non vere e non avendo dall’altra parte un’amministrazione più decisa e più concreta nell’illustrare come sarebbero andate le cose in merito a programmi, alle strutture comunali, ad investimenti, ecc. Certamente il sindaco Fiocchi e i suoi amministratori hanno fatto ben capire come stanno le cose, credendoci, senza mezze misure e con la grinta e la determinazione che un sindaco deve avere per dare più fiducia alla gente. La speranza è l’ultima a morire ma soprattutto per chi ci ha messo l’anima, credendoci, è deludente pensare di perdere questa occasione per motivi futili e non veri. Rispetto l’idea di tutti ma mi preoccupo al pensiero che per i no decisi con questo sistema tutti avremo grandi, grandissimi problemi e molto presto ci si renderà conto di come abbiamo compromesso il futuro dei nostri figli, nipoti che sempre più numerosi dovranno allontanarsi dalle loro terre. Nessuno certamente può garantire che con la fusione il giorno dopo avremo un lavoro e ci sarà una ripresa immediata, ma sicuramente potremmo investire sul nostro territorio e con il tempo creare i presupposti per viverci dignitosamente tutti! Mancano solo due giorni, rifletteteci bene e non siate chiusi davanti ad un cambiamento importante! Bisogna guardare avanti ed essere consapevoli del fatto che comunque questi due Comuni finiranno in ogni caso di esistere e che salire su questo treno adesso può darci grandi opportunità, altrimenti in un futuro molto prossimo decideranno altri per noi e non avremo scelta!

    (Sostenitrice del )

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    • Ha ragione la sostenitrice del , è esattamente quello che noi, sostenitori del a Toano, pensiamo da tempo. Mercoledì 2 ottobre i consiglieri regionali lo hanno detto chiaramente: i piccoli comuni, così come sono oggi, avranno vita breve. Senza risorse, senza dipendenti, con il vincolo del patto di stabilità, come potranno comuni come Toano e Villa continuare a garantire un minimo di servizi ai loro abitanti? La fusione non è solo per portare risorse, comunque importanti: 8.000.000 di euro sono 8.000.000 di euro! La fusione è per avere un nuovo comune più forte, meglio strutturato, più attrezzato per rispondere ai cittadini. I cittadini non devono avere paura: le sedi municipali non chiuderanno, i servizi di base rimarranno. Scusate, perchè dovrebbero chiudere le farmacie, che tra l’altro sono private? O gli ambulatori, quando i medici di base sono assegnati in base agli abitanti e non in base al numero dei comuni? Votiamo,convinti, alla fusione. Se vincer il no, avremo perso una grande occasione di fornire ai nostri abitanti, alle nostre imprese, alle nostre associazioni e soprattutto ai nostri giovani la possibilità di avere un futuro accettabile! Grazie.

      (Rosa77)

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  5. Io abito da pochi anni qui in momtagna e quindi non sono a conoscenza dei rapporti storici che esistono tra popolazioni dei vari comuni, ma per quello che conosco questa unione mi sembra innaturale. Tutti o quasi i rapporti della popolazione di Villa Minozzo mi sembra che siano verso Castelnovo, vedi scuole superiori, ospedale, compagnia Carabinieri, Vigili del fuoco, fiere e mercati, i commerci in generale, non capisco quali siano invece gli interessi verso Toano se non marginalmente per pochi cittadini che vivono in confine con quel comune. Mi sembra più una lotta politica scatenata dagli attuali aministratori contro Castelnovo che, francamente, non capisco quali colpe possa avere. Forse perchè vi risiedono alcuni notabili del PD, che peraltro mi sembrano a fine carriera…

    (Maurizio Pancotti)

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  6. Credo che sarebbe corretto riportare anche la posizione del Movimento 5 Stelle (io non sono un loro votante nè seguace), voce che secondo me è ponderata e sicuramente fuori dagli schemi delle segreterie e potentati. Le ragioni a favore della fusione Toano-Villa Minozzo.
    L’invito dei parlamentari del Movimento 5 Stelle Mussini e Spadoni. “Il Comune di Tre Valli diventerebbe punto di riferimento per la montagna reggiana e potrebbe dire la sua in tanti campi: dall’agricoltura, all’ambiente, all’artigianato e industria fino al turismo”.
    Il Movimento 5 Stelle ha nel proprio programma la democrazia diretta tramite referendum e la fusione dei comuni sotto i 5.000 abitanti. Il referendum con il quale domenica 6 ottobre i cittadini dei comuni di Toano e Villa Minozzo sono chiamati ad esprimersi per avallare la proposta di fusione dei due comuni è un importante passo verso il rinnovamento. Il Movimento 5 Stelle si schiera senza se e senza ma per il alla fusione e invita i cittadini di Toano e Villa Minozzo ad andare alle urne per esprimersi. Ci sono tante motivazioni di buonsenso, il buonsenso dei vecchi montanari, per dire :
    1) si potrà ottenere un risparmio annuo di 110.000 euro e servizi migliori per i cittadini. Le esperienze già avviate di gestione associate tra i comuni di Toano e Villa Minozzo insegnano;
    2) si potranno ricevere finanziamenti dalla Regione pari a 3,75 milioni di euro e si ipotizza dallo Stato finanziamenti pari a 4,5 milioni di euro per un totale pari a 8,25 milioni di euro;
    3) grazie alla fusione il comune nascente di “Tre Valli” avrà priorità nei prossimi dieci anni sui finanziamenti regionali. Risorse da utilizzare per lavoro, imprese e a sostegno dell’occupazione e dell’imprenditoria giovanile, per la manutenzione del territorio e per contrastare la continua emergenza del dissesto idrogeologico;
    4) sul tema dell’acqua pubblica, grazie alla società pubblica AST, gestore dell’acquedotto pubblico di Toano, si potranno avviare progetti comuni con Villa Minozzo;
    5) la fusione è una scelta di buon senso, che guarda al futuro, in quanto i tagli imposti ai comuni (oltre 430mila euro per Villa Minozzo tra il 2010 e 2013), il blocco delle assunzioni, l’obbligo di gestire in forma associata i servizi principali per i comuni sotto i 5.000 abitanti (3.000 per i comuni montani) portano di fatto a questa scelta. Chi come il Pd e Rifondazione comunista si dice contrario alla fusione lo fa solo per difendere, in un piccolo gioco, le solite poltrone;
    6) diversi cittadini, giustamente innamorati delle loro tradizioni, temono che la fusione riduca la rappresentatività delle loro frazioni nei consigli comunali. Questo avverrebbe comunque in quanto con la nuova legge, dalle prossime elezioni, Villa Minozzo avrebbe solo 7 consiglieri rispetto ai 17 attuali con evidente impossibilità di rappresentare tutte le frazioni. Le scelte sono già state fatte dallo Stato;
    7) fondersi in un nuovo comune, che avrebbe 8.469 abitanti (il 25% della popolazione montana) e che rappresenterebbe un terzo dell’Appennino reggiano, darà invece più forza. Il Comune di Tre Valli diventerebbe quindi punto di riferimento per la montagna reggiana e potrebbe dire la sua in tanti campi: dall’agricoltura all’ambiente all’artigianato e industria fino al turismo.
    Buon voto!

    (Giovanni)

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  7. Io sono un sotenitore del , sicuramente abbiamo l’obbligo di provarci a cambiare le cose e, per cortesia, basta lamentarsi che perderemo la nostra identità, preoccupiamoci invece di quello che stiamo perdendo veramente (abitanti, posti di lavoro, viabilità, servizi, ecc. ecc.)

    (Paolo Diambri)

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  8. Mi sa che troppe persone stanno riversando nella fusione eccessive aspettative. La fusione non è la panacea a tutti mali, non aspettatevi che la fusione risolva i problemi di calo demografico o possa rilanciare le imprese, con le risorse che arriveranno, visto che a questi non si aggiungono risparmi concreti, a malapena si tapperà qualche buca nelle strade. Qualcuno dirà meglio che niente, ma sono punti di vista…

    (Ty)

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  9. Solo una precisazione, credo sia stato frainteso il messaggio di Fiocchi sulla ricandidatura a sindaco. A quanto mi risulta non ha alcuna intenzione di proseguire personalmente, ma di appoggiare e promuovere il seguito dell’esperienza “Sì Uniti” a Villa o nel nuovo comune, vedremo. Saluti.

    (Davide Marazzi)

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  10. Io sono per il no e convinto, non per la paura del cambiamento ma perché è una fusione a mio parere inutile. Tre cose fondamentali servono in una comunità moderna: salute e la fusione non serve perché non c’è ospedale; istruzione e non c’é scuola superiore; lavoro e quello non ce lo trova il Comune ma solo l’iniziativa individuale. Arrivano i soldi?, ma escono dalle nostre tasche! Quando faranno una scuola media sola vorrò vedere i bambini di sologno che si vedranno raddoppiare il costo del pulmino perché dovranno andare a Toano o viceversa, quelli di Manno se dovranno andare a Villa e tutti i disagi che avranno gli anziani che dovranno spostarsi per andare dal dottore o in un ufficio amministrativo. Perchè se non si miglioreranno i servizi si creeranno solo disagi.

    (Andrea S.)

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  11. Da sostenitrice del no vi auguro vinca il e poi fra qualche anno riparleremo dei problemi cui accennate. Scuole, strade, carabinieri, lavoro, popolazione che cala, vedremo gente, vedremo quanto la fusione avrà sanato. La gente di Villa diventerà più feconda e longeva, le strade si raddrizzeranno e saranno lisce come tavoli da biliardo, scuole aperte in diverse frazioni, piste da sci aperte, tante imprese e ceramiche nuove ecc ecc. Un nuovo mondo dei balocchi! Dimenticavo, lo Stato non ha soldi per evitare l’aumento dell’IVA, la Regione men che che meno che alzerà tasse e tiket sanitari, ma tranquilli che a Tre Valli pioveranno soldi perchè abbiamo accettato la fusione! Sveglia! Se Stato e Regione ci daranno qualche finanziamento sarà perchè li avranno indietro sotto forma di tagli alle scuole, strade, servizi ecc.! Sostengo il no, vincerà il no e se avranno il coraggio di fare ugualmente la fusione qualcuno dovrà assumersi la responsabilità del tracollo! Tanto se entro 4 o 5 anni si vorranno accorpare tutti i Comuni del distretto sanitario lo fanno indistintamente che si sia Villa, Toano o Tre Valli! Ma credete pure alle favole, da piccola lo facevo anche io!

    (Deborah)

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  12. Siamo stanchi di essere manovrati da giochi politici. Evidentemente la disciplina di partito e l’attaccamento alle poltrone del potere valgono più del bene della gente. Che tristezza! Fiocchi invece ha sempre dimostrato con il suo grande impegno, prendendo decisioni giuste, di avere a cuore la sua montagna. Ora dimostriamo tutti, votando , di offrire al nostro territorio un futuro migliore.

    (Anto)

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  13. Premesso che sono favorevole alla fusione, non per spregiudicatezza, ma perché penso che per un territorio in declino come il nostro serva uno stimolo per un cambiamento forte e credo che questa possa realmente essere una opportunità. Essendo abituato a pormi delle domande (cui prodest) le faccio anche a voi. La prima e la più importante è: se la fusione, come dite, non porta vantaggi, quali vantaggi potremmo avere dal restare come siamo? Forse è un vantaggio il “denaro libero” come scrive un consigliere contrario alla fusione che riesce a vedere un’opportunità il poter fare nuovi mutui perché alcuni andranno in scadenza (ma ci si ricorda cosa è costato ai toanesi riuscire a pagarli?)? Toano comune ha 700 residenti in più di Villa Minozzo ed una popolazione più giovane; sorvolando sulla maggiore fecondità di origine toanese, se per come stanno le cose se ne tornano a casa gli oltre 500 extracomunitari in quanti saremo a Toano e saremo ancora molto più giovani? Se lo Stato e la Regione non avranno i soldi per la fusione e continueranno a tagliare ai comuni, come stanno facendo ora, come faremo a dare i servizi a chi ne ha bisogno? Entrando in una Unione dei Comuni montani (ex Comunità Montana) non contando niente e dove i servizi che abbiamo provato a mettere insieme con essa sinora ci costavano molto di più ed erano peggiori, o cercando di metterci con qualcuno che ha le stesse nostre esigenze? Se i dubbi di Andrea sono l’ospedale e le scuole superiori può stare tranquillo che questi resteranno esattamente dove sono e anche dopo l’eventuale fusione potremo continuare ad andarci anche noi. Il dottore rientra già nel servizio unificato con Villa Minozzo da tempo, gli ambulatori resteranno esattamente dove si trovano ed i medici si recheranno sempre dove avranno i pazienti. Gli uffici comunali indispensabili territorialmente e dove ci si reca spesso sono pochi e con l’andamento attuale li metteremo insieme comunque e qui possiamo scegliere se con Villa oppure con chi… Per i pulmini e gli appalti in genere la regola dice che maggiore è la consistenza dell’appalto da offrire e maggiori sono le possibilità di ottenere un buon prezzo. Se poi sinora i bambini di Villa e quelli di Toano hanno usufruito tutti del servizio non capisco cosa dovrebbe cambiare dopo. Per i plessi scolastici, con un minimo di buon senso non potrà mai essere che gli scolari di Primaore vadano a Cerredolo e quelli di Quara alla Romita, si cercherà di tenere funzionanti tante più strutture possibili poiché faranno tutte riferimento allo stesso organo comunale, ma se ciò per imposizione dovesse accadere, essere un comune più grande avrebbe maggior peso per opporsi. Cosa diversa sarebbe entrando in una Unione con Castelnovo restando divisi, qui considerando le esperienze precedenti conteremmo e saremmo considerati poco più di niente. Per il lavoro invece avremmo qualche opportunità in più: se qualcuno avesse voglia di impegnarsi, per esempio nel settore turistico, il territorio di Villa si presta molto bene ed è li, tutto da sfruttare. In questo una amministrazione comunale unica potrebbe avere più possibilità di elargire contributi proprio grazie alla fusione che prevede, per legge, la precedenza su tutti i finanziamenti. Stessa cosa per acqua ed acquedotto. Cosa significherà avere l’acqua sul proprio territorio in un prossimo futuro? Anche se non ci saranno soldi ci saranno maggiori opportunità territoriali; a Pian Vallese, per esempio, nel periodo estivo ci sono migliaia di persone ogni fine settimana, stessa cosa nel periodo dei funghi, non potrebbero essere un’opportunità per offrire loro qualcosa di più e di meglio e ricavarne qualcosa? Per ciò che concerne i finanziamenti, solo con questi potrei creare strutture per sopperire ai tagli che sicuramente ci saranno e siccome ci saranno, sia che si faccia o no la fusione, c’è un vecchio detto che recita “l’unione fa la forza”. Le previsioni catastrofiche di Deborah terminano col parlare di favole e di coraggio; il coraggio c’è già stato nel proporre la fusione, in compenso a tanta gente manca quello di provare a cambiare e per giustificare questo si fanno supposizioni catastrofiche e si mettono in dubbio anche cose chiaramente scritte su documenti ufficiali controbilanciandole con supposizioni che hanno valenza solo in quanto tali e con letture a piacimento di dati di studi di fattibilità, senza nemmeno conoscere realmente le problematiche amministrative del comune dove si vive. Se Deborah ed Andrea partecipassero a qualche Consiglio comunale capirebbero che la situazione attuale non permette certo di stare tanto lì ad aspettare e anche se la fusione non è la panacea di tutti i mali è comunque un tentativo di rimedio, un modo per cercare di curarsi invece di restare lì a guardia del proprio orticello e a compiangersi. Le favole, Deborah, vengono dalla fantasia, così come i sogni, la realtà invece non è fatta di supposizioni ma va cercata, capita ed affrontata. Non è facile vederla chiaramente sotto tutti gli aspetti ed io ci sto provando e lo faccio senza preclusioni, provaci anche tu così potrai davvero dire di essere diventata grande.

    (Antonio Manini)

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  14. Premetto che ritengo la discussione svolta nelle diverse sedi (assemblee e mezzi di comunicazione) interessante e stimolante. Gli argomenti proposti sia per il sì che per il no sono validi, le persone (inclusi gli amministratori e i politici) esprimono le proprie opinioni correttamente e in buona fede (salvo qualche limitata caduta di stile, citata su Redacon).
    Distaccandoci dal nostro particolare (nel mio caso l’interesse è per Villa Minozzo) provo a fornire qualche osservazione indipendente dal caso specifico.
    I comuni sono un’unità organizzativa di gestione del territorio. Se ridurre il numero di comuni fosse di per sé una soluzione ottimale, si potrebbe ridurre tutta una provincia (o tutta una regione) ad un unico comune. L’esigenza di prossimità dei servizi per i cittadini e di conoscenza dei problemi del territorio impone invece un’equilibrata articolazione dei comuni.
    La provincia di Reggio Emilia, con i suoi 536.000 abitanti e 2.292 kmq, è articolata in 45 comuni.
    Per riferimento, alcune province del virtuoso nord e del centro:
    Bergamo: 1.098.000 abitanti, 2.722 kmq – 244 comuni.
    Brescia: 1.207.000 abitanti, 4.784 kmq – 206 comuni.
    Trento: 531.000 abitanti, 6.212 kmq – 217 comuni.
    Treviso: 888.000 abitanti, 2.476 kmq – 95 comuni.
    Novara: 373.000 abitanti, 1.339 kmq – 88 comuni.
    Vercelli: 176.000 abitanti, 2.088 kmq – 86 comuni.
    Sondrio: 181.000 abitanti, 3.211 kmq – 78 comuni.
    Frosinone: 498.000 abitanti, 3.244 kmq – 91 comuni.
    (etc.)
    Davvero passare i comuni della Provincia di Reggio Emilia da 45 a 44, o a 40, è la strada virtuosa per un’ottima amministrazione del territorio?
    Il comune di Villa Minozzo ha un’estensione di 168 kmq, Toano un’estensione di 67,3 Kmq. Per riferimento, le province più piccole di Italia sono:
    Gorizia 466 kmq (25 comuni),
    Monza 405 kmq (55 comuni),
    Prato 365 kmq (7 comuni),
    Trieste 212 kmq (6 comuni).
    Il comune di Tre Valli avrebbe un’estensione superiore alla più piccola provincia italiana. Si può presidiare un territorio così vasto con solo un comune, con le inevitabili unificazioni e riduzioni dei servizi?
    Gli incentivi per la fusione tra comuni concessi in una fase iniziale, ammesso che siano confermati nella realtà, saranno senz’altro recuperati da forti economie, e quindi minore attenzione per il territorio, negli anni successivi.
    Le nostre valutazioni sul tema della fusione sono condizionate dalla squilibrata conduzione dell’esperienza della Comunità montana, che ha concentrato tutti i servizi ed i ritorni a Castelnovo ne’ Monti senza decentrare e distribuire nulla sul resto del territorio. Su questo aspetto, il sindaco Fiocchi ha ragione, ma purtroppo non sembra che i politici della montagna se ne rendano conto.
    Ciò nonostante, in base ai dati che ho provato ad elencare, non credo che la soluzione di prospettiva per i nostri territori sia la fusione in unico comune così vasto.

    (SC)

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  15. Alcuni passaggi delle conclusioni dello studio di fattibilità commissionato dalle due amministrazioni: “Non c’è un risultato finale oggettivo sulla decisione migliore da assumere. I vantaggi economici potrebbero avere valore inferiore alla perdita di rappresentanza o alla necessità di farsi carico delle situazioni meno vantaggiose. Il documento è utile, ad ognuno, per poter compiere le proprie valutazioni sula base di dati il più possibile corretti.” Uno staff di professionisti che fanno questo di mestiere non sono stati in grado di definire se la fusione è realmente vantaggiosa, mi domando su cosa si basano le certezze dei commentatori pro . Poi proseguono: “A conclusione, però, il consulente si sente in dovere di esprimere un suggerimento per la continuazione del processo di fusione e questo consiste nel dedicare tempo, impegno e risorse in una campagna comunicativa corretta e capillare.” Suggeriscono tempo che invece non c’è stato. Andiamo avanti: “Le modalità di rilevazione delle valutazioni popolari sono tali per cui solo una partecipazione in massa al referendum e una valutazione supportata da dati inoppugnabili consentirà di fare le scelte individualmente giuste.” Dati inoppugnabili che però neppure lo studio è stato in grado di definire. Avanti: “In questa campagna comunicativa il rischio più grande è quello di esprimere dei pareri personali e delle proprie visioni del futuro.” Ah, su questo si è abbondato anche su queste pagine e non solo nelle assemblee. Proseguiamo: “Poiché, però, il futuro è nelle mani di coloro che assumeranno le redini dell’amministrazione e nella consapevolezza che sarà difficile separare totalmente le proprie posizioni dai fatti (soggettivo e oggettivo), il sistema migliore è quello di utilizzare informazioni il più possibile oggettive e verificabili, anche negative rispetto alla propria posizione.” Si aspetta e spera, non c’è nulla di negativo ci riprodurremo come conigli e nasceranno aziende come funghi. Ho quasi finito, proseguiamo: “Tali informazioni devono essere il più possibile confinate nel campo delle ipotesi determinate dalla fusione o dal mantenimento dello status quo e non ad altre considerazioni che prescindono. La scelta di dedicare investimenti al turismo o meno, ad esempio, prescinde dal tema oggetto di discussione. E’ vero che è un tema da campagna elettorale e che il referendum è un terreno di confronto anche politico, ma non riguarda questo contesto, per cui andrebbe omesso ed evitato, laddove qualcuno lo mettesse in campo.” E chissà chi è che usa la leva del rilancio turistico, rilancio impresa, rilancio agricoltura ecc. ecc. Chi sta facendo campagna elettorale? Lascio a voi le conclusioni, io mi sono limitato a riportare le uniche cose nero su bianco di questa fusione, cioè lo studio di fattibilità che conclude con questa frase inascoltata “Inoltre è opportuno considerare che la scelta non verrà effettuata solamente sulla base di riscontri oggettivi, in quanto l’emotività, in queste contingenze, rischia di giocare un ruolo fondamentale. Ancor più, di conseguenza, chi possiede i dati deve giocare questa carta, per limitare al massimo lo spazio dell’irrazionale.

    (Ty)

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    • A risposta dei dati che lei ha espresso le invio un estratto di studi universitari e pubblicazioni che descrive come si è agito in buona parte di Europa e non per scelta ma per obbligo e se va a cercare ne troverà anche altri… Certo è che noi italiani siamo abituati ad essere sempre gli ultimi e se poi siamo anche meno peggio di altri possiamo essere gli ultimi degli ultimi…
      Dipartimento di Economia
      Università degli Studi Roma Tre
      Via Silvio D’Amico, 77 – 00145 Roma
      Tel. 0039-06-57335655 fax 0039-06-57335771
      E-mail: dip_eco@uniroma3.it
      In altri paesi c’è stato invece un grande fervore riformatore nell’ultima parte del Novecento: in Danimarca hanno ridotto i comuni da 1.388 a 275, in Belgio da 2.500 a 600, nel Regno Unito da 1.830 autorità locali si è scesi a 486 (Emiliani, 2008a). Una riduzione nel numero dei comuni vi è stata pure in Grecia.

      (Antonio Manini)

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      • Ripeto, mi sono limitato a riportare l’unico documento disponibile riguardante questa fusione, l’unico sul quale potersi fare un’idea di questo iter. Poi, se vogliamo, possiamo parlare di crisi internazionale, della fiera del camper, delle previsioni del tempo e di quanto sono belli gli asili aziendali tedeschi, ma credo che non siano argomenti utili a prendere una decisione domani al referendum, che per il momento si muove in un quadro legislativo che non prevede fusioni forzate.

        (Ty)

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  16. Voi continuate a scrivere ma l’articolo è stato messo da un lato titolato “parole che dispiacciono”. Due ore per trovarlo. Almeno fosse stato titolato fusione. Mah!

    (Sostenitrice del sì)

    —–

    L’intenzione, mettendolo di lato, nel riquadro che abbiamo chiamato “In evidenza”, voleva proprio essere quella, dato che la consultazione è domani, di mantenere visibile l’articolo, evitando che “scendesse” troppo presto per l’inserimento di altre notizie successive ed uscisse dalla pagina principale. Oltrechè, naturalmente, per il rilievo dell’argomento.

    (red)

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