Poiano, progetto di riqualificazione

Poiano 1

Dopo l’inaugurazione del Centro visita dei Gessi triassici, questa settimana, a partire da oggi, 14 ottobre, il Parco nazionale dell'Appennino tosco-emiliano da il via ai lavori di “riqualificazione degli habitat di risorgente”, nell’area delle fonti di Poiano. Si tratta di un intervento complesso, studiato e proposto nell’ambito del progetto "Life Gypsum: tutela e gestione di habitat associati alle formazioni gessose dell’Emilia-Romagna”, finanziato al 50% dall’Unione europea.

L’importanza dal punto di vista naturalistico e paesaggistico dell’area carsica dell’alta Val secchia è ampiamente documentata da numerosi studi e ricerche interdisciplinari. La creazione in buona parte dell’area di un Sic (Sito di importanza comunitaria) facente parte della Rete Natura 2000 e il suo inserimento nel Parco nazionale testimoniano l’importanza di questo patrimonio. L’area delle fonti di Poiano ha subito negli ultimi 30 anni notevoli trasformazioni di origine antropica che hanno portato una delle più importanti zone umide in area carsica della regione a perdere gran parte delle caratteristiche naturali descritte in passato. La ricca diversificazione ambientale e la presenza di specie di notevole importanza, descritte dalla nota studiosa Daria Bertolani Marchetti nel dopoguerra, era comunque in parte dovuta alla presenza di un canale artificiale di servizio ad un mulino presente nell’area.

L’attuale regimazione idraulica ottenuto con un rilevato in terra ha fortemente modificata la situazione descritta in passato di una zona coperta da un velo d’acqua e solcata da rigagnoli intrecciati, fino a farla scomparire. Inoltre negli ultimi anni si è assistito al progressivo aumento della superficie coperta a canneto  (Phragmites australis,), che ormai ha quasi totalmente coperto l’area e ha portato alla scomparsa di numerose specie.

Un rilievo ha permesso comunque di verificare che la morfologia del terreno è rimasta quella descritta in passato. Sono tuttora presenti rilevati e depressioni con una fitta rete di canalizzazioni. Nelle aree con quota maggiore, come vere e proprie isole, sono presenti ancora situazioni ambientali di valore con presenza di specie tipiche di questo ambiente, che fanno pensare a vere e proprie aree rifugio. L’habitat oggetto di intervento risulta in gran parte compromesso, anche se la presenza di alcune specie fa supporre che sia ancora possibile intervenire per ricreare situazioni favorevoli per la biodiversità. E’ per questo motivo che si è pensato di intervenire: conoscendo però nel modo più approfondito possibile il passato di questa importante area e le trasformazioni subite.

Poiano 2Ecco allora il progetto di intervento per cercare di ricreare quelle condizioni favorevoli, che erano sempre comunque in parte opera dell’uomo, la regimazione delle acque era necessaria a far funzionare il vecchio mulino e che avevano reso le fonti di Poiano una zona umida molto complessa e di grandissima valenza naturalistica.

Si procederà con l’eliminazione del ponte in cemento e dei tubi sottostanti, abbassando anche la soglia attuale dell’acqua; sarà realizzato un ponticello pedonale in legno e sarà eliminato il terrapieno, rettilineo, esistente e si effettuerà la risagomatura del perimetro della zona umida ricreando una situazione, anche dal punto di vista paesaggistico, di maggiore naturalità.

Tra i risultati attesi dal progetto vi è quindi la ricostituzione della originaria torbiera salsa, con la riemersione di superfici rese sommerse dagli scavi e dall’innalzamento della soglia di deflusso. Ciò al fine di favorire il reingresso di specie scomparse e lo sviluppo di quelle relittuali. Il progetto, nel contempo, sperimenterà ulteriori azioni dirette per il contenimento dell’invasiva cannuccia di palude.

I lavori sono stati aggiudicati alla Ditta Zannini di Castelnovo ne’ Monti, progettazione e D.L. è stata affidata a INCIA soc.coop che si è avvalsa di professionisti esperti e conoscitori di lunga data di tale area,  tra i quali  Villiam Morelli e Mauro Chiesi

Dice Fausto Giovanelli: “L' area Fonti di Poiano ha valori ambientali e di paesaggio superiori a quelli, pure già notevoli, che appaiono a prima vista a tutti. Opereremo per una ragionevole e meditata rinaturazione dell’area circostante il centro visita. Non sarà semplice nè automatico avere i risultati attesi. Opereremo altresì per una maggiore informazione al pubblico,dalle specie presenti alle forme e denominazioni storiche della zona. Questo sarà il lavoro delle prossime settimane. Teniamo presente anche che, oltre che di alto interesse scientifico e ambientale, l'area delle acque di Poiano può essere il centro di attrazione e la 'reception' di una sorta di albergo diffuso che includa Sologno, il borgo e l’ostello, nonché Minozzo, la sua Pieve, la rocca e la Latteria oltre al museo dell’agricoltura, attualmente sotto utilizzato. Quest' ultimo tema tuttavia va oltre il progetto Life Gipsum e dipende dalla collaborazione di molti soggetti privati e pubblici".

 

Agenzia Redacon ©
E' vietata la riproduzione totale o parziale e la distribuzione con qualsiasi mezzo delle notizie di REDACON, salvo espliciti e specifici accordi in materia e con citazione della fonte. Violazioni saranno perseguite ai sensi della legge sul diritto d’autore.

3 Commenti

  1. Certo sarebbe stato meglio non snaturare quell’area vent’anni o trent’anni fa, comunque la volontà di volerla riportare il più possibile al suo stato naturale è certamente da apprezzare. Un unico appunto, mi pare che questo progetto non preveda interventi verso il laghetto artificiale presente nel prato adiacente; per favore, prendete due camionate di ghiaia nel Secchia e chiudete quell’obbrobrio di acqua stagnante e fondo limaccioso che è un insulto all’ambiente circostante.

    (Ty)

    Rispondi
  2. Concordo pienamente con quanto detto dal sig./sig.ra Ty nel suo commento, sarebbe stato meglio non devastare quell’area negli anni precedenti. Però è fuori discussione che sia positivo voler almeno rimediare, nei limiti del possibile, a questo scempio. Mi unisco inoltre all’appello di chiudere quell’insulso stagnetto nel prato antistante le fonti, che è insensato come (e quanto) il terrapieno che a suo tempo ha soffocato e atrofizzato l’habitat delle salse (magari cominciamo anche a chiamarle con il loro nome “Salse di Poiano”…).

    (Pierpaolo Prandi)

    Rispondi
  3. Due precisazioni, credo doverose. Il progetto Life+ ha dovuto prendere in considerazione, in prima istanza, esclusivamente le aree cartografate come habitat di interesse comunitario. Si è comunque convenuto da subito sull’opportunità di chiedere alla Comunità Europea la concessione dell’uso delle somme derivanti dal ribasso d’asta per un intervento di ricucitura dell’improprio “laghetto” adiacente. Intervento che andrà progettato e condiviso (l’elenco dei pareri da acquisire è notevole) sempre all’interno degli obiettivi del Life+ (tutela e gestione di habitat associati alle formazioni gessose). Infine, la denominazione corretta di questa sorgente carsica è, come derivante dalla cartografia storica disponibile a partire dalla fine del 1600 : Fontana Salsa (di Pojano).

    (Mauro Chiesi)

    Rispondi

Lascia un Commento

Se sei registrato puoi accedere con il tuo utente e la tua password. Se vuoi registrarti al sito clicca qui.

Altrimenti lascia un commento utilizzando il form sottostante.

Privacy Policy

Powered by WordPress | Officina48