No pasaran

Municipio di Ramiseto

La sede municipale ramisetana

"Non è cancellando il passato che si costruisce il futuro; di cose illogiche ne abbiamo viste tante, ma questa le supererebbe tutte. Fondere un comune interamente sul versante dell’Enza con tre comuni posti sulla valle del Secchia è inaccettabile sotto ogni aspetto".

Così inizia l'ultimo intervento di Lino Franzini sulla questione "calda" dell'ipotesi di fusione dei quattro comuni - Ramiseto, Busana, Ligonchio, Collagna - attualmente legati nel vincolo dell'Unione dei comuni dell'alto Appennino reggiano.

"Ben vengano le fusioni, ma quelle logiche: anche un cieco, o chiunque si svincoli da ideologie o dalle campagne di persuasione fatte in questi giorni, comprenderà che Ramiseto da comune più importante del crinale reggiano perderà qualsiasi potere politico o decisionale nei confronti dei tre paesi capoluogo posti sulla valle del Secchia".

A parere del professionista (anche "bandiera" pro costruzione della diga di Vetto) "questa fusione danneggia in modo particolare Ramiseto, ma neppure Ligonchio, Collagna e Busana dovrebbero fare i salti di gioia. Questa eventualità priverà questi paesi di tre quarti delle proprie istituzioni e dei propri rappresentanti, proprio nel momento in cui ne avrebbe maggiormente bisogno. Con un solo sindaco e un solo comune questo immenso territorio, completamente montano, sarà alla mercè di chi vorrà imporre alla montagna qualsiasi scelta".

"Sono gli attuali comuni l’ultimo baluardo posto a difesa di questi territori - prosegue - e per 'due denari' si vende  quanto costruito dai nostri padri in 150 anni di duro lavoro, orgogliosi di appartenere a questo comune. Mai avrei immaginato che si potesse arrivare a cancellare parte delle proprie origini senza che nessuna legge lo imponga".

"Ai vari dibattiti a cui ho assistito, per ore si sono decantate le 'catastrofi' che deriverebbero a questi comuni montani senza la fusione e quali mancati introiti milionari comporterebbe, senza minimamente precisare che questi importi milionari dipenderanno dalla disponibilità economica della Regione. Si è parlato dei grandi vantaggi che l’attuale Unione ha portato a questi comuni, senza minimamente accennare alla sicurezza e ai grandi vantaggi che si avrebbero ad entrare nella grande unione con Castelnovo ne’ Monti come stanno facendo tanti comuni, Vetto compreso. Questa non è informazione corretta, Castelnovo ne' Monti non è il comune delle tasse e dei gabellieri e lo dimostra il fatto che i ramisetani che fanno investimenti li fanno a Castelnovo e non certo a Busana, Collagna o Ligonchio".

Secondo Franzini "è giusto parlare di cambiamenti, ma i cambiamenti si fanno migliorando ciò che si ha, non distruggendolo. Eliminando i comuni, le proprie istituzioni, cestinando gonfaloni decorati come quello di Ramiseto non è miglioramento nè sviluppo; è solo cambiamento, ma in peggio; è solo distruzione, distruzione che fa comodo a qualcuno".

"Almeno prima di dar corso alla fusione, un atto irreversibile, si doveva almeno attendere la definizione delle province, ma chi vuole privare la montagna dei propri rappresentanti e dei propri comuni doveva intervenire prima che ciò avvenga, avviando da subito l’iter della fusione. Le fusioni possono essere accettate ed essere le benvenute, come quella in corso tra Sissa e Trecasali nella bassa parmense, ma, a parte le loro ridotte dimensioni territoriali, nulla li divide".

Infine l'appello: "Ramisetani, non permettete ad altri di mettere le mani su questi territori, lottiamo uniti per salvare questo Comune e tramandiamo alle generazioni future ciò che abbiamo avuto dai nostri padri, possibilmente migliorandolo e non vendendolo".

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35 Commenti

  1. Non mi è chiaro il titolo di questo articolo “No pasaran”. E’ stato scelto da Franzini o da Redacon? E cosa significa? E’ una forma dialettale? Se lo è è da ritenersi errata, infatti se per “No pasaran” intendiamo “non passeranno” la traduzione esatta in ramisetano dovrebbe essere “an passaran mia”. Detto ciò vorrei capire a cosa si riferisce esattamente. Leggendo gli scritti di Franzini un’interpretazione potrebbe essere questa: gli abitanti e gli amministratori di Busana, Collagna e Ligonchio non passeranno ossia non prenderanno, assoggetteranno, conquisteranno le terre del ramisetano. Ognuno tragga le sue conclusioni.

    (Commento firmato)

    —–

    I titoli normalmente sono in carico alla redazione.

    (red)

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  2. Una soluzione sarebbe che il comune di Vetto si unisse con Ramiseto, Busana, Collagna, Ligonchio, così da accontentare un po’ tutti e per dare più equilibri di forza con altri comuni. Saluti.

    (G.V.)

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  3. Concordo pienamente e aggiungo una cosa: sapete cosa porta questa fusione oltre tutto il resto? Delusione da parte dei cittadini sfavorevoli alla fusione nei confronti dei politici che hanno deciso di procedere con l’iter (che magari li avevano anche votati nelle precedenti amministrative) e sempre maggiore campanilismo tra gli abitanti dei vari comuni coinvolti.

    (P.F.)

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  4. Ramiseto il comune più importante del crinale? Non mi sembra proprio…

    (Commento firmato)

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  5. Mi risulta difficile capire, in un mondo globalizzato, che lo spartiacque dello Sparavalle possa essere un confine e, ancora più difficile, credere che ci possano essere distanze di cultura e di vissuto, dopo centocinquant’anni di unità di Italia, tra il quotidiano di Civago con quello di Succiso. Senza radici non si costruisce niente, è vero, ma sono altrettanto convinto che non ci si possa rifugiare nella Storia, per paura di essere estromessi dal futuro. Se mai così fosse, significherebbe che siamo già estranei al nostro presente.

    (MV)

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  6. Perché Ramiseto è più importante degli altri 3 comuni? Forse per il fatto che ha,qualche centinaio di abitanti in più?

    (Ti)

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  7. Questo martellamento ha già il sapore di campagna elettorale. Continuare a dire che siamo così diversi perchè un semplice avvallamento del terreno ci separa è puro populismo da 4 soldi. Continui pure, sig. Franzini. Noi della vallata del Secchia intanto prepariamo le carriole per venire a saccheggiare i tesori di Ramiseto, una volta fatta la fusione. Mah…

    (Fabio Cerri)

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  8. Mi chiedo, signor Franzini, all’interno dell’unione con Castelnovo, Carpineti, Casina, Toano, ecc. ecc. che peso politico potrebbe avere un misero comune di poco più di 1000 abitanti.

    (Livigno)

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  9. A proposito della diga di Vetto, personalmente, penso sia l’unica opera indispensabile per la montagna reggiana (soprattutto per quelli della Val d’Enza); l’unica possibilità di invertire la tendenza allo svuotamento dei nostri paesi. Sicuramente si ridarebbe vita a un territorio destinato a diventare “deserto”. Non so se questo è quello che i nostri politici vogliono, penso però che una diga all’interno di un parco non sia fuori luogo. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i sindaci di Collagna, Ligonchio e Busana riguardo alla diga e se un’eventuale fusione tra i quattro comuni sosterrebbe un tale progetto oppure no. Negli incontri a cui ho assistito sino ad ora non mi pare sia stata presa una posizione chiara: questo potrebbe essere un punto di dialogo e di confronto.

    (Ciao mare)

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  10. Bravo Fabio. Il signor Franzini è in campagna elettorale, mi chiedo come fa a conoscere così bene i problemi dei nostri comuni montani visto che è residente e vive a Parma da molti anni, dove non ha mai fatto l’amministratore ma lavorava all’Enel. Mah?

    (Cittadino del crinale)

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    • Mi trovo in sintonia con i commenti di “Cittadino del crinale” e Fabio Cerri. Aggiungo che vorrei, o meglio mi piacerebbe, per Ramiseto un candidato sindaco che fosse nato e residente da sempre sul territorio e ne conoscesse con sicurezza problematiche, criticità e punti di forza e non chi proviene dalla città e si permette con certezze granitiche (che ad un occhio critico non sono tali) di indicare con chi dobbiamo unirci, dividerci, quali opere vanno costruite e addirittura qual è la nostra identità culturale.

      (Commento firmato)

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  11. Innanzitutto non è che gli amministratori attuali dei comuni interessati si siano precipitati ad avviare il procedimento di fusione, che comunque deve passare attraverso un referendum popolare fra un anno circa. Il fatto è che la Legge regionale, voluta dal federalismo, ha imposto di decidere se lasciare aperta una doppia opzione o meno entro il 31 ottobre o se entrare nell’Unione con Castelnovo direttamente da singoli piccoli comuni entro i primi di gennaio. Senza volere entrare nel merito mi sembra di dover osservare che se si fosse deciso di non avviare questo procedimento si sarebbe negato ai cittadini l’opportunità di poter valutare e scegliere con più calma e rispetto. Piuttosto consideriamo l’origine di questa introdotta necessità di ridurre i costi dello Stato, fin qui ridotti su quei comuni che costavano così poco: l’origine è il crollo demografico che si è determinato per portare gente in vivere e lavorare in città secondo modelli economici e culturali urbani. Questi modelli non funzionano più, tanto che le aree metropolitane sono divenute invivibili e tutt’altro che foriere di occasioni di lavoro e benessere economico. La montagna invece ha mantenuto almeno una grande ricchezza: spazio, ambiente, tradizioni e libertà. Io mi preoccuperei piuttosto di creare le condizioni che determinino un controesodo che riporti quote maggiori di popolazioni residenti in montagna: raggiunto quell’obbiettivo anche la spending review avrà meno peso. Per ottenere ciò occorre riuscire a mantenere i servizi che ci sono su questi territori, servizi che l’esperienza dell’Unione dei 4 Comuni (non altrettanto sarebbe stato se questi comuni avessero agito da soli senza Unione) è riuscita come tale a mantenere. Ma è anche necessario, secondo me, portare avanti una politica molto promozionale in materia di recupero e costruzioni a scopo abitativo, come prime case di nuovi residenti e produttivo di tipo idoneo alle vocazioni del territorio, con un’offerta qualitativa ambientale sempre maggiore e perfezionata. Questi sono impegni grossi ma fondamentali per ridare forza, visibilità e appetibilità alla montagna: ma senza una sua rappresentanza “forte, quella quella di un comune di maggiori dimensioni demografiche e territoriali, sarebbe un opera più difficile nei confronti delle altre realtà provinciali e regionali.

    (Marco Leonardi)

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    • Caro Marco, non dici nulla della gestione del PSC dell’Unione dei comuni? Dici che è indispensabile una politica abitativa, di recupero. Cosa ne pensi che dopo 12-13 anni non sono stati in grado di terminare nulla in merito? Dovresti sapere quante opportunità ed occasioni perse a causa di strumenti vecchi, non adeguati e privi di motivazioni, non più al passo con i tempi. Purtroppo nei consigli comunali e dell’Unione tutto tace, nonostante si sia votato due anni fa un documento in merito (Ligonchio). Pensi che per questa materia, importante, l’Unione sia servita a qualcosa? Certamente a buttare nel fosso 200.000 euro per incarichi andati a vuoto. La politica ultraventennale ha poi determinato e contribuito allo spopolamento e degrado della montagna, corriamo ora ai ripari? Troppo tardi. Se gli amministratori del “nuovo Comune” operereranno allo stesso modo cosa ti aspetti? Ciao, concordo con la tua analisi.

      (Fabio Leoncelli)

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  12. Quando si passa agli attachi personali, oltre a toccare il fondo, si dimostra come sia difficile per tanti accettare chi la pensa diversamente; non conosco il signor Fabio Cerri o il “Cittadino del crinale” o il “Commento firmato”, ma conosco bene Franzini e vi posso garantire che non esiste montanaro più montanaro di lui e che ben pochi conoscono la montagna come lui. E’ sempre in giro per sentieri sui nostri monti, zaino in spalla in estate e in inverno, sega erba dei prati, fa decine di balloni, taglia centinaia di quintali di legna e l’ho visto perfino arare, cosa che pochi montanari fanno; ma non è solo questo: da una decina di anni è impegnato sui comuni montani in continui convegni ed incontri sulla diga di Vetto, in pochi anni ha rimesso insieme il gruppo alpini di Ramiseto ed è perfino riuscito a creare un nucleo di Protezione Civile e con il suo gruppo è andato a portare soccorso ai terremotati, ricevendo vari attestati di riconoscenza. Ha persino ricevuto la cittadinanza affettiva a queste terre montane; tutto questo quando non si parlava di elezioni. Questo per dire come si sbaglia quando si attacca ingiustamente una persona solo per il gusto di screditarlo e probabilmente senza conoscerlo; evitate questi attacchi; fanno male a chi li fa, non a Franzini. Tornando alla fusione credo che lo sbaglio sia stato all’origine, a mio avviso le fusioni dovevano essere due; Vetto e Ramiseto e Busana con Collagna e Ligonchio o come suggerisce il signor “G.V.” aggiungere Vetto a questa fusione, vettesi permettendo; questa sarebbe stata una cosa più logica e non avrebbe creato questi disaccordi e dissapori che tenderanno ad aumentare fino al referendum, in quanto chi non è d’accordo contesterà questa decisione e ha tutto il diritto di protestare, come dovrebbe essere in un paese che si definisce democratico, semplicemente come fatto a Toano e a Villa Minozzo in vari convegni con i cittadini; ma sembra che per molti di noi montanari la parola “democrazia” sia solo una parola del dizionario.

    (Sergio)

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    • Scusi, signor Sergio, ma “aggiungere Vetto a questa fusione sarebbe stata una cosa più logica e non avrebbe creato questi disaccordi” cosa significa concretamente? Perché Ramiseto avrebbe avuto maggiore, diciamo, armonia se nella fusione ci fosse stato anche Vetto? Come fa ad essere sicuro che ne avrebbe avuto dei vantaggi e se sì, di che tipo?

      (Ti)

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    • Lei afferma “tutto questo quando ancora non si parlava di elezioni” ma, mi scusi, anche se non se ne parla tutti sanno che le elezioni comunali si tengono ogni 5 anni. Pertanto 2009/2014. Questo non per attaccare Franzini ma per chiarire.

      (Cg)

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  13. Caro Fabio, le tue osservazioni sulla gestione dello strumento urbanistico in questione sono fondate: un’Unione è scontato che avrebbe potuto e dovuto fare ben di meglio. Ma la tendenza è che i migliori vengano trascurati e i peggiori premiati: accade spesso, ahimè! Le mie osservazioni in merito le ho fatte: vero è che quando avvenivano questi fatti io non ero in Consiglio dell’Unione, mentre tu credo ci fossi e immagino che avrai fatto i tuoi rilievi. Comunque spero vivamente anch’io che lo strumento urbanistico che sostituirà e completerà questo PSC, rimasto in sospeso per troppo tempo, questa volta sia redatto “bene”, presto e coerentemente con le finalità che ho piacere tu condivida, pur nei limiti della complicata legislazione “guida” che ancora persiste. Spero altresì che la discussione nel senso appena descritto si riattivi con tutta la celerità e l’impegno necessari. Sta succedendo la stessa cosa che si verificò al tempo dell’adozione del Piano territoriale del parco regionale (poi parco nazionale) che rimase in stand by per lunghi anni, fino al commissariamento dell’ente, a causa di una interminabile lotta per le investiture che campeggiava sull’argomento, anziché precipitarsi a deciderne la versione finale e dar luogo, in tempi economicamente ancora ricchi, a tutte le possibilità di investimento e valorizzazione che c’erano allora. Ecco: spero non si ripeta la stessa storia, anche se i tempi cominciano a somigliare…

    (Marco Leonardi)

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  14. Condivido con il signor Franzini che le fusioni dovrebbero essere logiche e quella di unire quattro comuni montani in un unico Comune proprio non la è; lo sarebbe in pianura ma sul crinale appenninico diventerebbe un territorio ingestibile e incontrollabile; ma forse è quello che qualcuno vuole. L’idea del signor “G.V.” di unire Vetto sarebbe logica per bilanciare il peso decisionale delle due valli, ma i Vettesi preferiscono mantenere il loro Comune a cui sono sicuramente legati e confluire nell’Unione; non credo neppure che a Vetto dal primo di gennaio si chiuda la scuola materna. Leggendo alcuni commenti mi sembra si voglia stravolgere il senso; non si tratta di “semplici avvallamenti del terreno” che dividono la Val d’Enza dalla Val Secchia, ma del potere decisionale futuro che acquisirebbero gli attuali tre comuni posti sulla Val Secchia rispetto a Ramiseto e su questo Franzini ha pienamente ragione, per qualunque decisione futura la Valle dell’Enza, diciamo Ramiseto, sarà sempre perdente; come tanti ramisetani non lo avevo compreso neanch’io; mi auguro che lo comprendano un po’ tutti in quanto la fusione non lascia scampo, è irreversibile, mentre entrando nell’unione si potrà decidere successivamente.

    (Laura)

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  15. Continuo con orrore a leggere commenti che contrappongono il comune di Ramiseto agli altri tre, in ragione di una valle fluviale. Fortunatamente l’esperienza maturata in sette anni di lavoro come dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo mi suggerisce scenari ben diversi. Infatti la realtà ramisetana risulta perfettamente inserita nell’istituto, nonostante la diversa vallata, ed i cittadini di Ramiseto hanno ben saputo farsi valere nella gestione dell’istituto stesso, distinguendosi per impegno e per efficacia nell’eleggere i propri rappresentanti. Non a caso, nelle ultime elezioni scolastiche, le famiglie di Ramiseto hanno eletto la metà dei consiglieri (3 su 6) e lo stesso presidente del Consiglio di istituto in carica è di Ramiseto. La supposta diversità di Ramiseto rispetto a Busana, Collagna, Ligonchio e la conseguente visionaria coalizione del 3 contro 1 è, a mio parere, solamente un pregiudizio ingiustificato o, con una visione un tantino meno ingenua, una valutazione probabilmente strumentale. Non credo che esistano due barche che navigano sul Secchia e sull’Enza, esiste una sola grande barca, forse con qualche falla ma spero con un equipaggio determinato a restare unito, con o senza fusione, composto dalle persone che vogliono un futuro per la nostra montagna.

    (Lorenzo Franchini)

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    • I commenti e l’esposizione di idee tramite i vari canali di informazione sono importanti in una società democratica. Ma non sono rappresentativi, come lei sa, dell’intera o meglio della maggioranza della volontà popolare che si esprimerà con apposita consultazione referendaria, come già ampiamente ribadito. Detto in parole più semplici il concetto è: certe sparate e commenti al limite del grottesco non sono assolutamente rappresentative dell’intera comunità ramisetana, ma solo di una parte (se grande o piccola ancora non è dato sapere) che in questo momento sta facendo la voce grossa per ovvi motivi. Per fortuna con le consultazioni amministrative e referendarie si deciderà in maniera democratica e spero anche ragionata. In questo senso trovo molto utili i commenti del consigliere Leonardi che documenta in modo preciso le proprie affermazioni anche con riferimenti normativi, mentre chi continua a parlare di 3 contro 1… beh, si commenta da sé.

      (F.Z.)

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  16. Non mi sembra corretto che esponenti di istituzioni pubbliche scendano in campo a favore o contro questa fusione; il loro ruolo, come quello dei sindaci o delle varie amministrazioni, non dovrebbe essere di parte, questo purtroppo non è avvenuto e non sta avvenendo; evito di fare illazioni sul perchè lo fanno, uno dovrebbe limitarsi a dire le motivazioni che lo portano ad essere favorevole o contrario a questa fusione. Visto come sono partite le cose ne vedremo delle belle in prossimità del referendum; mi auguro solo che ogni Comune decida in casa propria quale scelta adottare, senza condizionamenti o pressioni da parte di esponenti di altri Comuni; ma sarà così?. Non credo proprio, visto come si stanno già muovendo in tanti della Val Secchia, compreso alcune istituzioni o amministrazioni.

    (Davide)

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    • Ma si rende conto di quello che dice?, cosa dovrebbero essere, muti?! Se non è in accordo voti no e lasci libertà di parola anche a chi amministra. Circolano voci su una candidatura del signor Franzini alle comunali di Ramiseto, che infatti sta usando a fini propagandistici proprio la questione della fusione. Se si dovesse seguire il suo ragionamento allora anche in campagna elettorale dovrebbero stare tutti muti. Questi ragionamenti sono di chi ha paura che la fusione vada a buon fine. E, per favore, quando commentate abbiate il coraggio di mettere per esteso i vostri nomi e cognomi, tanto per sapere con chi si ha il piacere di parlare. Grazie.

      (Fabio Cerri)

      Rispondi
  17. Mi permetto di dissentire dal suo commento, signor Davide. I sindaci (anche i candidati) e le amministrazioni devono indicarci un percorso. Se non lo fanno loro chi lo deve fare? E trovo invece corretto ed anche auspicabile che rappresentanti di istituzioni pubbliche (scuola e Croce Verde, ad esempio) portino testimonianze di esperienze condivise tra gli abitanti dei vari comuni. Significa che un percorso è stato costruito insieme. E se sono più orientati verso una sponda piuttosto che un’altra non credo sia per motivi di lucro personale ma, piuttosto, perche lavorandoci quotidianamente hanno meglio compreso alcuni rapporti col territorio. Poi in cabina elettorale ognuno decide per sè.

    (Ti)

    Rispondi
  18. Caro Davide, se ti riferisci a me ti prego di rileggere bene i miei commenti, io non mi sono mai espresso a favore o contro la fusione ma semplicemente contro una supposta divisione geografica tra i comuni dell’attuale unione che, a mio giudizio, non esiste nè sulle carte geografiche nè nel cuore delle persone che conosco. Quando sarà il momento comunque mi sentirò in diritto di dire la mia, come tutti i cittadini, perché la libertà di pensiero e di espressione è ancora un mio diritto.

    (Lorenzo Franchini)

    Rispondi
  19. Le verità, però, sarebbe giusto che uscissero perché giusto è che le persone siano libere di decidere alla luce del sole. Perché si continua a dire che ci sarà un referendum quando si capisce benissimo che la decisione è già stata presa (stanno già valutando il nome del nuovo Comune…)? Poi si continua a dire che i servizi scolastici sono un esempio di perfetta espressione del servizio unificato. Signor Franchini, un perfetto servizio scolastico oggi prevede anche strumenti adeguati ai tempi per i ragazzi e materiale nella quantità utile, le risulta che bambini debbano portare carta o altro all’inizio dell’anno per fare fronte alla necessità? Ultima riflessione rivolta al signor Leonardi, Lei si ricorda che a suo tempo è stato eletto per rappresentare una minoranza? Mi sa spiegare perché ha votato a favore della fusione invece che tenere a mente gli impegni presi a favore di chi lo ha votato? Buona notte a tutti

    (Gringa)

    Rispondi
    • Questo commento è palesemente strumentale. Se il tema è unione o fusione non si capisce cosa c’entri il funzionamento del servizio scolastico. Un attacco gratuito privo di fondamento; inoltre se le dotazioni non sono adeguate come tutti sanno le responsabilità sono dello Stato centrale, che da anni taglia i fondi, non certo dei dirigenti locali. Se siete contrari alla fusione trovate perlomeno argomenti che abbiano una logica argomentabile.

      (Commento firmato)

      Rispondi
    • Scusi ma di quale decisione parla? E’ stato detto chiaramente che la fusione si farà in base all’esito del referendum. In quanto ai nomi è lampante che andavano fatte delle proposte per dare modo ai cittadini di scegliere, ( tra quelli che voteranno , ovviamente). Lei non è d’accordo, mi pare di capire, con la fusione ma questo non è un motivo valido per scrivere informazioni errate.

      (MD)

      Rispondi
  20. Premetto che sono contro la fusione e non penso minimamente a candidarmi a sindaco, come non credo che fossero candidati a sindaco l’83% dei cittadini di Toano che hanno detto no alla fusione. Sono una convinta sostenitrice del no perchè i Comuni non devono essere aboliti, specialmente i Comuni montani. Le unioni servono proprio ad evitare questo e immagino che tanti altri, compreso Franzini, la pensi come me. Leggo che tutti possono dire come la pensano, comprese le attuali amministrazioni, perchè Franzini non la puo dire?, a chi da fastidio? Mi sembra di capire che se uno dice , va bene, se dice no ha dei secondi fini; a me sembra l’opposto visto che a cambiare sono quelli che dicono di .

    (Silvia)

    Rispondi
  21. I servizi scolastici del Crinale funzionano molto bene, certo non saranno perfetti ma fatevi un giro in certe scuole di città e poi ne riparliamo. Inoltre avere personale sia docente che dirigente del posto è un grosso vantaggio, in quanto ci si può relazionare con persone che possiedono già una conoscenza e una cultura del tessuto sociale e territoriale di riferimento. Tornando a quello che lei dice, se parte della minoranza di Ramiseto ha votato a favore non ha tradito alcun tipo di impegno, in quanto 4 anni fa non era stata fatta nessuna promessa circa la fusione da nessuno schieramento.

    (MG)

    Rispondi
  22. Cara Gringa, “mi risulta” una scuola che è ben lontana dall’essere perfetta, con risorse limitate e con tanti problemi, probabilmente simili a quelli di tutte le scuole del Paese. “Mi risulta” però anche una scuola con dotazioni tecnologiche adeguate (in alcuni casi anche molto buone), che fornisce in uso libri di testo agli studenti, che non chiede soldi ai genitori al momento dell’iscrizione, che attiva una scuola di musica con 68 iscritti, che mette a disposizione un madrelingua inglese anche nella scuola primaria, che ogni anno sviluppa dai 45 ai 50 progetti, anche onerosi, oltre le consuete attività didattiche. “Mi risulta” una scuola che vive grazie al contributo, all’impegno, alla generosità di molti: genitori, docenti, amministratori, amici ed altri. Una scuola che non si sente divisa da confini comunali o da campanili, una scuola imperfetta ma che, tutto sommato, forse anche per questo, mi piace.

    (Lorenzo Franchini)

    Rispondi
  23. Signor “MG”, non capisco perché faccia paragoni con le scuole di città, se ci si unisce con Castelnovo invece di “fondersi” fra i 4 Comuni, le scuole di Castelnovo diventano scuole di città? E poi, unendosi con Castelnovo, perché le scuole dovrebbero sparire dai Comuni del crinale? Siamo da 14 anni in una unione e finora le scuole sono rimaste, se poi non c’è più il numero sufficiente di alunni, unione o fusione che sia, sicuramente verranno chiuse. Mah, secondo me si sta facendo una gran confusione.

    (PF)

    Rispondi
  24. In tutto questo dibattito e nemmeno nei precedenti ci sono stati commenti da parte di Vetto (cittadini o amministratori). Questo silenzio fa molto pensare. Infatti per qualsiasi tipo di unione deve esserci volontà o almeno desiderio di condivisione da entrambe le parti, altrimenti le cose si sa come vanno a finire. Chiunque nota, leggendo, diverse opinioni che vorrebbero Vetto unito a Ramiseto, ma dal paese sull’Enza non sono giunti segnali di questo tipo. Al di là di quello che succederà nella realtà (unione con Castelnovo di Vetto, fusioni ecc.) sono sembrate “dichiarazioni d’amore” e “proposte di matrimonio”un po’ a senso unico.

    (Commento firmato)

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