Il più grande centro di stagionatura del Parmigiano Reggiano

La Provincia di Reggio Emilia ha respinto il progetto del maximagazzino per forme di Parmigiano Reggiano che vorrebbe costruire Dante Bigi della Nuova Castelli. E ora il progetto del Fort Knox del formaggio potrebbe spostarsi nel parmense.

Una cordata di imprenditori reggiani da tempo vorrebbe costruire il più grande centro di stagionatura del nostro "formaggione" mai progettato, alto come un condominio di otto piani, capace di contenere da solo un sesto dell’intera produzione annuale. Costo previsto: 28,5 milioni di euro. La Nuova Castelli ha 1.400 occupati, 328 milioni di euro di fatturato l’anno scorso, tre caseifici, uno dei quali a S. Polo di Torrile.

Il progetto era stato presentato prima al Comune di Correggio, che l’ha respinto. Poi a quello di S. Martino in Rio, ma dopo una lunga trafila burocratica la Provincia di Reggio lo ha giudicato non in regola con le norme regionali. Ora l’iter deve ripartire da zero. Ma Bigi sta pensando di cambiare territorio, in cerca di amministratori più favorevoli alla realizzazione del suo centro del formaggio. La Provincia di Reggio nei mesi scorsi aveva infatti espresso dubbi sull’effetto che un simile centro potrebbe avere nella filiera del Parmigiano.

I territori che la Nuova Castelli sta esplorando sono quelli ricompresi nel protocollo Dop del Parmigiano, Parma in testa – magari proprio a S. Polo di Torrile - ma anche Modena e Mantova. L’idea è di trasferire non solo il progetto del maximagazzino, ma anche la sede della società. In dote a chi dovesse sposare l'idea del maximagazzino l’imprenditore Bigi porta la promessa di 200 posti di lavoro.

 

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2 Commenti

  1. Il territorio individuato a San Martino in Rio è territorio agricolo. Molto meglio se la scelta fosse stata rivolta a territori già destinati ad uso industriale, piuttosto che ancora una volta incidere su aree agricole. Quante sono le aree industriali delle nostra provincia non ancora edificate ma solo urbanizzate? Se si volesse fare un censimento si troverebbero davvero tante soluzioni senza dover sempre impattare su aree che hanno funzioni diverse e che vanno salvaguardate e non cementificate.

    (Rossella Ognibene)

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  2. Quello che sottolinea Ognibene è esattamente quello che sostiene la Provincia, giusto per non ritrovarsi tra vent’anni con un altro ecomostro da abbattere…

    (Leo)

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