“Acqua chit ven – sorgenti e correnti d’Appennino”

sorgenteEthnos e Associazione Amanzio Fiorini invitano ad assistere all'anteprima assoluta del terzo film documentario della "Trilogia dell'Appennino reggiano". Due serate – stasera, giovedì 14, e domani, venerdì 15 novembre - davvero speciali all'interno della rassegna "Lo schermo bianco – i film del giovedì" al Teatro Bismantova di Castelnovo ne' Monti.

Giovedì 14 novembre ore 21 proiezione di "Acqua chit ven – sorgenti e correnti d'Appennino"; a seguire set acustico con Marco Cilloni, Giorgio Galassi, Francesco Ottani, Gigi Cavalli Cocchi, Gianfranco Fornaciari de "Lassociazione". Domani, venerdì 15 novembre, alle ore 21, recital di Waller Corsi accompagnato alla chitarra da Francesco Boni a seguire proiezione di "Acqua chit ven – sorgenti e correnti d'Appennino".

Il documentario

Acqua chit ven racconta storie di paesaggi, di uomini e di acqua. L'Appennino reggiano, con i suoi fiumi, le numerose sorgenti, le montagne piene di storia, la sua bellezza naturalistica, rappresenta il luogo ideale da cui partire per parlare di acqua, o meglio, per far parlare l'acqua. C'è un filo sottile ma forte che lega i percorsi della memoria al paesaggio, e l'acqua, con il suo fluire incessante, può rappresentare la metafora del legame tra passato e futuro. Tra le montagne che circondano la Valle del Secchia si incontrano narrazioni in cui si intrecciano i destini dell'acqua e degli uomini: il ritratto di un solitario guardiadiga, alle prese con un carico di tonnellate d'acqua da controllare e con le suggestioni del paesaggio che lo circonda; la storia delle donne di Casalino, che nel 1928 si ribellarono alla milizia per affermare il loro diritto all'acqua; il percorso collettivo di chi ha deciso di gestire autonomamente le risorse idriche della zona, incanalandole in acquedotti rurali da cui sgorga acqua purissima; la visita di un gruppo di bambini alle sorgenti del Secchia, in uno strano viaggio a metà tra la gita scolastica e un percorso iniziatico di risalita alle origini, e ancora altri che imparano a fare il bucato con la cenere, alla vecchia maniera. In tutto il film l'acqua scorre e si rinnova, elemento di trasmissione della memoria tra generazioni.

Con la partecipazione di Marina Coli. Esterina Fioroni, Luca Bosi, Vincenzo Castellano, Claudio Bucci, Silvano Scaruffi, gli alunni e le insegnanti delle scuole materne e elementari di Collagna, Ligonchio, Castelnovo ne' Monti, Odino Raffaelli, Domenico e Valentina Tondelli, Lassociazione.

Credits: una produzione Ethnos, con il sostegno di Emilia-Romagna Film Commission, con la collaborazione dell'Associazione Amanzio Fiorini e di Tuttomontagna, con il patrocinio del Parco nazionale dell'Appennino tosco-emiliano. Musica: Materelettrica, Lassociazione. Durata: 48'

La Trilogia dell'Appennino reggiano

La realizzazione del documentario Acqua chit ven - sorgenti e correnti d'Appennino si colloca all'interno di un progetto più ampio, iniziato intorno al 2006, che abbiamo voluto chiamare Trilogia dell'Appennino reggiano. Alcuni contatti personali in loco ci hanno portato a conoscere e ad esplorare in profondità il territorio montuoso della provincia di Reggio Emilia. Qui negli anni abbiamo sviluppato una ricerca sul rapporto tra paesaggio e memoria e il progetto ha preso forma come una serie di tre documentari dedicati all'Appennino reggiano, alle sue storie, alla sua cultura e al suo patrimonio naturale. Il primo documentario realizzato è In tel fade – punti di vista sull'Appennino reggiano (2010), che esplora il rapporto tra paesaggio e memoria attraverso l'opera di Amanzio Fiorini, fotografo di Nismozza e le testimonianze di persone che vivono in Appennino. Il secondo lavoro,Al Cusna – le radici del canto, la memoria del cuore (2012) ruota attorno alla figura carismatica di Mara Redeghieri, ex cantante dello storico gruppo degli Ustmamò, e alla sua ricerca musicale e letteraria sulla cultura tradizionale delle valli e del crinale appenninico. Il documentario Acqua chit ven - sorgenti e correnti d'Appennino è appunto il terzo episodio della trilogia. I tre documentari hanno ricevuto il sostegno di Emilia-Romagna Film Commission.

 

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