“La Regione dovrebbe sospendere tutti gli abbattimenti delle volpi in Emilia-Romagna”

“Dopo l’annullamento da parte del Tar del piano di controllo della volpe della Provincia di Reggio Emilia, la Regione dovrebbe sospendere tutti gli abbattimenti delle volpi in Emilia-Romagna perché gli stessi motivi di illegittimità sussistono anche per i piani delle altre Province.”

Con queste parole la consigliera regionale dei Verdi Gabriella Meo commenta la sentenza di merito del Tar di Parma che ha accolto il ricorso presentato da L.A.C., Associazione vittime della caccia e Animal liberation, annullando la delibera di giunta provinciale con cui si approvava il piano quinquennale di controllo della specie “volpe” e ha condannato la Provincia, gli Atc nn. 1, 3 e 4 di Reggio Emilia e le associazioni Federcaccia e Arci Caccia al pagamento delle spese legali.

“La sentenza è stata chiara – spiega la consigliera Meo – per il Tar, infatti, né il provvedimento impugnato né il correlato parere dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, organo tecnico dello Stato) si soffermano in alcun modo sulla eventuale possibilità di utilizzare mezzi di controllo ecologici della specie considerata ovvero sulle ragioni della non praticabilità di detti mezzi alternativi, come richiede esplicitamente la legge nazionale”.

“In parole povere – continua Meo – gli abbattimenti selettivi possono essere autorizzati soltanto eccezionalmente a fronte di gravi danni alle produzioni agricole e zootecniche e solo dopo che si sia verificata l’inefficacia dei metodi di controllo ecologici. Le province invece hanno l’abitudine di utilizzare gli abbattimenti come un metodo ordinario, senza aver nemmeno provato i mezzi ecologici e a fronte di danni all’agricoltura che non superano le poche centinaia di euro in tutta la regione”.

“Torno quindi a ribadire – conclude l’esponente ecologista – la mia richiesta alla Regione di sospendere tutti i piani di controllo della volpe, prima che a farlo sia comunque la giustizia amministrativa per manifesta illegittimità”.

 

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9 Commenti

  1. Non sono d’accordo! Un piano di controllo non è caccia, anche se per i non addetti ai lavori è questione di lana caprina. Il piano di controllo infatti è praticabile anche in periodo di caccia chiusa (es. a maggio) anche con l’uso di trappole, anche nei confronti di specie protette (es. uccelli ittiofagi) e addirittura nei giorni di martedì e venerdì, classiche giornate di “silenzio venatorio”, in cui nessuna forma di caccia è praticabile. Ho letto la sentenza che a mio avviso stigmatizza lo sparo notturno (solitamente concesso per abbattere le troppe nutrie che riducono certi argini dei fossi di pianura come groviera) e ricorda giustamente che, prima di arrivare a sparare, debbono essere messi in moto tutti quei meccanismi meno cruenti, per “controllare”, appunto, eventuali densità abnormi di questa o quella specie. La volpe, a mio parere, è e rimane quindi animale cacciabile a tutti gli effetti, come da calendario venatorio regionale/provinciale e quest’anno il limite massimo del carniere giornaliero è fissato in 25 esemplari per ciascun cacciatore, anche non coadiutore della Provincia. Come ho scritto altrove e ribadisco qui, è un limite assurdo: a mio parere da ridursi di almeno 20 capi e, quindi, ridotto a 5.

    (Umberto Gianferrari, commissario straordinario Caccia Pesca Ambiente)

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  2. Vorrei semplicemente chiedere alla consigliera Meo quali siano i metodi ecologici che propugna e a carico di chi dovrebbero essere i relativi costi. Grazie.

    (MB)

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    • Caro “MB”, i metodi ecologici sono quelli che la legge italiana prevede. Vuole sapere qual’è uno dei mezzi ecologici? Non liberare lepri e come vede non è a carico dei cittadini. La informo che la caccia riceve finanziamenti pubblici!

      (Clizia Ferrarini – Presidente Legambiente Val d’Enza)

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  3. Se una volpe entra nel mio pollaio si dovrà chiamare la signora Meo per farla uscire ecologicamente e senza galline in bocca?

    (Corrado Parisoli)

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    • Magari prevedere nel pollaio una struttura che possa essere chiusa di notte e che impedisca alla volpe di entrare come faceva il mio povero nonno, con la sua misera quarta elementare, non le pare un buon sistema o la soluzione a tutti i problemi è solo la doppietta come nel far west?

      (Ty)

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      • Quindi le galline possono essere segregate senza troppi patemi? Sono forse animali di serie B? Bravo il suo povero nonno che con la quarta elementare aveva risolto il problema, magari se avesse frequentato anche la quinta avrebbe potuto trasmetterle anche modi più educati per esprimere dissenso verso le idee altrui.

        (Corrado Parisoli)

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        • Parisoli, forse lei avrà più della quarta elementare, ma ha una supponenza unica! Scusi allora hanno diritto di esistere solo gli animali che fanno comodo a lei? Lei faccia razzolare le galline di giorno e per la notte faccia per loro un bel pollaio pulito in cui possano fare le loro uova e stare al sicuro, certo non è segregazione.

          (Clizia Ferrarini – Presidente Legambiente Val d’Enza)

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  4. Concordo pienamente con “Ty”, nel 2013 esistono molte soluzioni per tener lontani i predatori, anche se immagino non sarebbero così economiche come una cartuccia! La caccia sportiva a mio parere non si potrà mai considerare sport. Guardate un video pubblicato in rete da un cacciatore di Cast riguardo alla caccia alla volpe, speriamo abbiano tutti la stessa mira! Ciao!

    (Nocaccia)

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  5. Signor Parisoli, segua i consigli di chi sulle volpi la sa lunga, esponga anche un bel cartello, nei pressi del pollaio fortificato, per ricordare alla volpe che predare la galline di giorno è eticamente scorretto e contrario alla qualifica di animale notturno che universalmente viene attribuita a questa simpatica bestiola. Testo suggerito per il cartello: “Cara volpe, ti ricordo che agli animali notturni come te è vietato mangiare le galline prima del tramonto”.

    (Lorenzo Franchini)

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