Il Cai “adotta” la Valle del Tassaro

La firma del Patto, a sx il presidente Cai di Reggio e a dx il sindaco

La firma del Patto, a sx il presidente Cai di Reggio e a dx il sindaco

Sabato 30 novembre, in occasione della riapertura al culto della chiesa di Crovara e dell’inaugurazione dell’annesso complesso rurale, alla presenza del Vescovo di Reggio Emilia e Guastalla Massimo Camisasca, della presidente della Provincia Sonia Masini, del sindaco di Vetto Sara Garofani, e della soprintendente ai Beni architettonici Paola Grifoni, è stato sottoscritto un importante accordo tra il Comune di Vetto e la Sezione reggiana del Club alpino italiano. Con questo accordo il Cai “adotta” la Valle del Tassaro, la bellissima vallata dominata proprio dall’antico complesso di Crovara. Il Patto di collaborazione è stato sottoscritto dal sindaco di Vetto Sara Garofani e dal vicepresidente del Cai reggiano Elio Pelli.

 

“La Valle del Tassaro – si legge nel Patto - oltre ad essere uno dei più rilevanti siti di importanza comunitaria (SIC) nella Provincia di Reggio Emilia, è da anni attraversata da una serie di percorsi escursionistici segnalati dal Cai, che permettono agevolmente di raggiungere tutti i luoghi di maggior interesse storico, naturalistico, archeologico, paesaggistico della valle. L’area del Tassaro, per le caratteristiche di grandissimo pregio che la caratterizzano e che la collocano tra le zone dell’Appennino Settentrionale più vocate a forme di turismo sostenibile a forte valenza ambientale e culturale, è infatti da sempre una delle mete privilegiate degli escursionisti reggiani e non solo”.

 

“Fino dagli anni settanta – ha spiegato Elio Pelli – la Sezione reggiana del Cai ha sviluppato, con le sue escursioni e successivamente con la sua azione di segnatura dei sentieri, un rapporto del tutto particolare con questa valle, recepito nel tempo dai suoi tanti soci. I sentieri del Tassaro presentano anche un’altra caratteristica importante: si sviluppano ad anello su parecchi chilometri raggiungendo, a tappe regolari, borgate di interesse storico nelle quali sono presenti diversi e accoglienti punti di ristoro, consentendo così di coniugare in modo ottimale l’escursione con il ritrovo conviviale”.

 

Va poi ricordato il lavoro importante del Comitato Scientifico regionale e provinciale del Cai, che con i suoi esperti volontari ha collaborato intensamente agli scavi dell’antica Rocca di Crovara, che sovrasta la chiesa. Il Comitato Scientifico ha già da tempo utilizzato l’area del Tassaro come aula all’aperto, per il perfezionamento dei propri operatori naturalistico-culturali, con risultati estremamente positivi

 

“In base a tutte queste considerazioni – ha aggiunto il vicepresidente Pelli - l’area SIC del Tassaro, costituisce un’autentica “aula” escursionistico-culturale e didattico ambientale che, a tutti gli effetti, potrà essere a disposizione delle molteplici attività condotte dalla Sezione reggiana del Cai, e da Sezioni di altri territori”. Per questa attività utilissima sarà anche la nuova struttura ricavata dai fabbricati rurali e dalla canonica di Crovara, trasformati in un centro di ospitalità rurale e centro visite.

 

Particolarmente soddisfatta di questa “adozione” si è dimostrata il sindaco Sara Garofani, che in precedenza aveva espresso parole di ringraziamento nei confronti del Cai per il lavoro svolto nella Rocca di Crovara e per la valorizzazione della valle del Tassaro.

 

Già domenica 1 dicembre un gruppo di 49 escursionisti, tra cui diversi dirigenti del Cai e lo stesso vicepresidente Pelli, hanno percorso alcuni dei sentieri del Tassaro, tra Scalucchia e le splendide Cascate del Tassaro, visitando anche il nuovo complesso di Crovara.

 

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Un Commento

  1. Il recupero della chiesa di Crovara e del complesso rurale adiacente rappresenta un grande esempio di sinergia tra realtà civili e religiose che, sicuramente, consentirà in futuro di valorizzare questo angolo bellissimo dell’Appennino Reggiano, ricco di storia, flora e fauna davvero uniche. Un grazie, dunque, al Comune e alle Parrocchie dell’Unità Pastorale di Vetto, alla Provincia, all’Architetto Cervi, al CAI, alle Belle Arti, al GAL, senza dimenticare il prezioso aiuto di tanti volontari.
    Un ringraziamento particolare, da parte mia, al Vescovo Camisasca che, per la seconda volta in breve tempo, ha sottolineato con la sua presenza, momenti importanti per la comunità civile e religiosa di Vetto.

    (Ivano Pioppi)

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