“Troppa euforia Pd: che ci fa il manifesto sui muri di scuola?”

Riceviamo e pubblichiamo. 

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Manifesto politico Pd sulle scuole di Vetto

Sulla parete esterna dell’edificio che a Vetto  ospita  le scuole medie, oltre ad altri locali di pubblico uso,  campeggia in bella mostra  un manifesto del locale circolo del  Partito democratico, la cui parte superiore  contiene  l’invito  a prender parte alle primarie dell’8 dicembre, mentre lo spazio sottostante riporta  l’esito dell'avvenuta votazione, con le percentuali qui ottenute  dai tre candidati  in corsa per la segreteria nazionale del Pd  (foto).

Il manifesto -  adiacente  all’ingresso della biblioteca comunale e della sala polivalente comunale, dove si sono tenute le primarie - si trova esposto  in un luogo  di per sé abbastanza  transitato, vuoi da persone adulte vuoi dai  ragazzi delle medie o che sono diretti alla biblioteca.

Noi siamo abituati all’utilizzo delle strutture scolastiche in occasione delle votazioni politiche ed amministrative,  in presenza tuttavia dei simboli di ogni partito e con la regola che tutto il materiale elettorale viene rimosso prima che riprendano le lezioni.

Finora non ci era mai capitato di vedere una struttura pubblica, specie una scuola, adibita a propaganda politica di parte, secondo un normale e  basilare precetto della vita democratica, che impone di tener ben  distinti i partiti dalle istituzioni (sono solo le ideologie totalitarie che identificano il partito con lo Stato e se ne impadroniscono a tutti i livelli).

In quel di Vetto, invece, questa  regola  pare non valere. Forse l’euforia per l’esito delle primarie ha inebriato a tal punto i “piddini” vettesi da considerarsi già “i padroni del vapore” e da farli sentire esonerati dal rispetto di un principio che a noi sembra elementare e irrinunciabile, per chi ha il senso delle istituzioni.

Non è ovviamente cascato il mondo, ma questo modo di fare non ci sembra eticamente corretto e neppure molto educativo, soprattutto verso le giovani generazioni. Se questo è il nuovo corso del Pd non c’è da stare molto allegri!!

(Giovanni Ferrari, Vetto)

 

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12 Commenti

  1. Quanto la capisco, signor Ferrari e quanto condivido. E quanto i contenuti di questa notizia sono comuni a quelli dell’articolo sul Beato Rolando Rivi, più sotto! Quanta omertà! Che la sinistra sfrutti le istituzioni pubbliche per finalità politiche (ed elettorali) purtroppo non è una realtà nuova. Lei pensi che dalle mie parti la bacheca della locale Croce Rossa è piena di un simile volantinaggio e nessuno che si azzarda a dire nulla. Ritengo che il problema sia da ricercare nel fatto che le istituzioni stesse, che dovrebbero vigilare su questi abusi, sono compiacenti di tutto ciò, che ognuno rifletta con la propria coscienza su questi fatti. Più che padroni del vapore, signor Ferrari, a me vengono in mente altre parole, come omertà, complicità, intolleranza… Per non andare oltre, non mi è concesso!

    (L.C.)

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  2. Signor Ferrari, non conosco i luoghi del misfatto, ma ho ragione di ritenere che il manifesto da Lei incriminato si possa trovare nelle adiacenze della sala polivalente dove era insediato il seggio delle primarie Pd, a Vetto. Da questo a sostenere che si esprimono idee totalitarie che identificano il partito con lo Stato come Lei asserisce mi sembra un bieco modo di commentare un evento politico, riconosciuto da molti, di alta democraticità. Credo infatti che le primarie del Pd si siano svolte nel pieno rispetto della legalità, siano state regolarmente autorizzate e siano state una bella giornata e un bell’esempio di democrazia che forse anche altri partiti dovrebbero e potrebbero praticare. Pensi, Signor Ferrari, forse Lei lo sa, essendo un attento critico, che in certi comuni, anche dove il Pd è all’opposizione, le primarie si sono svolte nella sala consigliare; di quali orrori si sarà macchiato il Pd in quei comuni? Avrà già fatto il colpo di Stato? Ma per piacere! Lei poi parla di propaganda politica; ma guardi che erano le primarie del Pd per eleggere il segretario (noi lo eleggiamo), non erano le votazioni legislative o amministrative. Lei, per contro, fuori luogo ed in modo gratuito vuole fare propaganda politica; vuole un mio consiglio? Trovi altre argomentazioni. Dovremmo tutti imparare sempre di più a guardare in casa nostra, cercare di essere seri e stare sereni guardando le cose positive e non cercare sempre, in modo esasperato, di trovare o far sembrare tutto negativo. I lettori giudicheranno. Grazie dell’attenzione.

    (Argo Pignedoli)

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    • Non esistono esempi di democrazia a pagamento, dove si paga si fanno solo interessi. Per i cartelloni esistono appositi spazi che non sono i muri delle scuole.

      (Fabio)

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  3. Al signor Argo Pignedoli, la bella giornata e il bell’esempio di democrazia, da prendere a modello, come lei dice, non c’entrano un bel niente col fatto che venga esposto un cartellone di partito all’esterno di un edificio pubblico, ospitante anche una scuola e una biblioteca (peraltro in spazi che non sono adibiti alle affissioni). A noi sembra, e lo ribadiamo senza incertezze, che i partiti debbano essere e mostrarsi soggetti ben distinti dalle istituzioni, le quali sono patrimonio di tutti, anche di coloro che non si riconoscono in alcuna forza politica. Lo riteniamo uno dei cardini della democrazia. Verrebbe da dire un valore non negoziabile, perché chi sale le scale di un ente o di un servizio pubblico dovrebbe avere la certezza, ma anche la sensazione, di venir trattato in modo imparziale e non discriminatorio, indipendentemente del suo credo politico (appunto per questo riteniamo improprio che un cartellone di partito, che diviene sempre e comunque strumento di propaganda, sia esibito sugli edifici pubblici). Quando, per conformismo, passività, quieto vivere, ecc., rinunciamo a difendere i valori “non negoziabili”, anche quando si tratta di quelli che, tra questi, possono apparire come i meno significativi, c’è il rischio concreto di scivolare mano a mano in una china inarrestabile, che non sappiamo dove ci porti, e non ci deve poi stupire se il papà e la mamma vengono chiamati genitori numero uno e genitore numero due.

    (Giovanni Ferrari)

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  4. Sinceramente della polemica fra il coordinatore ex Pdl Giovanni Ferrari verso il Pd di Vetto e il sindaco Garofani, sull’esposizione impropria di manifesto su edificio comunale per le primarie, non ne sapevo nulla. Chiedo venia. Ovviamente Ferrari parla giustamente come rappresentante politico, non essendo consigliere comunale per sua scelta. Infatti, pur essendo risultato eletto, non ha ritenuto di fare minoranza. Scelta legittima, che riporto solo per chiarezza, non per spirito di polemica. Credo che le regole della propaganda politica debbano essere rispettate sempre da tutti. In questo caso i responsabili Pd potevano evitare di esporre cartelli all’esterno dell’edificio. Una ulteriore dimostrazione che a Vetto Pd e Amministrazione siano una cosa sola e che quindi si sentano ben protetti. Credo che i problemi di Vetto, purtroppo, siano tanti e che perciò non dobbiamo crearne di nuovi. Siamo di fronte ad una situazione economica e sociale grave, che sembra peggiorare tutti i giorni, che è generale, ma che ci sembra particolarmente seria da noi. Abbiamo un grosso problema sulla gestione dei servizi, sulla manutenzione del bene pubblico, delle strade che sono trascurate per gran parte dell’anno, non solo per il drenaggio delle acque ma anche per la salatura del fondo stradale, da qui in avanti. Nonostante una tassazione spaventosa. Senza parlare poi dell’incuria quasi cronica dei cimiteri e di diversi spazi pubblici, delle scuole. Ma abbiamo denaro da spendere per altre cose… Un compito veramente arduo cercare di rimettere in carreggiata questo comune!

    (Renzino Fiori, capogruppo della minoranza)

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  5. Forse nel Pd ci sarà euforia per l’esito delle primarie, come sostiene Ferrari, ma nel PDL non si riesce a digerire probabilmente l’uscita di scena politica del vostro lider maximo e ci si attacca ad ogni cosa.

    (Md)

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  6. Prego la redazione di correggere il titolo, non sono i muri della scuola! La porzione di fabbricato “violata” non rientra in alcun modo nei locali affidati alla gestione dell’Istituto comprensivo e quindi di pertinenze dello scrivente. I muri che delimitano la sede della scuola secondaria di I grado di Vetto ed il relativo ingresso sono altri. Per analogia se la ferramenta Franzini di Castelnovo ne’ Monti attacca un cartello pubblicitario il titolo potrebbe essere: “Pubblicizzati i martelli pneumatici sui muri del Municipio”.

    (Lorenzo Franchini, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo)

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  7. A “Md”: a seguito dei commenti relativi alle affissioni dei risultati PD sui muri delle scuole medie, cioè fuori dagli spazi consentiti, voglio precisare quanto segue. Nel maggio del 2008, appoggiando una protesta dei commercianti vettesi, furono appesi in spazi non consentiti dei manifesti contro l’amministrazione locale. Gli operatori ecologici del comune, su indicazione dell’ufficio tecnico, hanno rimosso tutti i manifesti della legittima protesta. Spiegazione: ci sono appositi spazi consentiti per le affissioni. Se questa precisazione deve valere per i commercianti e altri deve valere anche per l’amministrazione e i partiti politici.

    (Giovanni Ferrari)

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  8. Dicono che la democrazia, in un sistema maggioritario, sia un sistema di governo dove due forze, con “versi o direzioni” diverse, producono una risultante, ad esse maggiore, il cui punto di applicazione sta nella Costituzione. Quale risultante si potrà mai avere se una delle due forze ha come punto di applicazione un cartello riassuntivo su un muro di un edificio pubblico di un’elezione seppur “privata” svoltasi il giorno prima? Pongo la domanda ma probabilmente denuncio un mio limite.

    (MV)

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  9. Non mi sono sentito minimamente leso dal “cartellone” esposto per le primarie del Pd, peraltro aperte a tutti i cittadini e quindi anche al centrodestra; questo è un esercizio di pura democrazia svolto in modo corretto senza togliere nulla a nessuno. Pretenderei piuttosto dall’opposizione (per non restare in eterno opposizione) una attenzione ed un impegno simile per i problemi veri, che sono tanti, anziché montare polemiche fondate sul nulla e che sinceramente in un momento cosi difficile infastidiscono chi vive disagi veri. Sempre parlando di manifesti, per fare un esempio di amministrazione di piccolo cabotaggio, nessuno si è mai accorto che in molte frazioni la gente deve affiggere i manifesti dei morti intorno ad un palo della luce (vedi Costa), costringendo a girare intorno per la lettura e con tutti i rischi del caso se passa un cane maschio di grossa taglia, o sul portone di un garage privato (vedi Casone), costringendo il proprietario alla scelta di non uscire di casa o non fare leggere il manifesto stesso. “Chiaramente non casca il mondo”.

    (A.N)

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  10. Al signor “A.N” vorrei dire che il dibattere sui principi e sui valori non si pone affatto in antitesi e contrasto col trattare di questioni morali, ossia i “problemi veri” che egli sembra intendere. La strada Costa-Casone, visto che A.N. pare risiedere da quelle parti, è stato argomento da noi sollevato diverse volte, fuori e dentro il Consiglio comunale, quando ne facevamo parte, e anche attraverso articoli riportati sulle pagine di Redacon (vedasi quelli del 14 agosto 2008, nonché 2 e 10 aprile 2009). Sempre su tali pagine, e non solo, potrà reperire altri e molteplici argomenti di natura “materiale” dei quali ci siamo occupati nel corso degli anni, ma restiamo fermamente dell’idea che anche le tematiche “immateriali”, cioè i principi e i valori, siano qualcosa di importante e imprescindibile, se vogliamo che una società non abbia poi a riscoprirsi fragile e confusa – come più di una voce autorevole, di diversa estrazione politica, ha definito quella dei nostri giorni – e dunque più esposta agli effetti delle crisi economiche.

    (Giovanni Ferrari)

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  11. Che polemiche sterili e inutili, certo, la maleducazione di scrivere e appendere manifesti a destra e manca è appurata. Voglio però vedere se il signor Giovanni Ferrari di Vetto sarà così intraprendente quando troverà manifesti e scritte del suo partito fuori dagli spazi.

    (Cittadino di Ligonchio)

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