Sarà Nasseta o Ventasso o Valle di Cavalieri?

Prosegue a ritmo serrato il processo di fusione tra i Comuni di Collagna, Busana, Ligonchio e Ramiseto. Lo scorso 23 dicembre, infatti, la Giunta regionale  ha approvato il progetto di legge per la fusione dei quattro enti reggiani, oltre ad altri due comuni montani del bolognese.

Di un "forte segnale di semplificazione amministrativa" parla una nota di  Simonetta Saliera, vicepresidente della Regione. “La Regione ha accompagnato questo processo che dal primo dell’anno è realtà: è la dimostrazione che in Emilia-Romagna le riforme istituzionali si fanno e non si predicano solo”, spiega Simonetta Saliera, vicepresidente della Regione. Oltre alle quattro fusioni che si sono realizzate dal primo gennaio, quelle ora in cantiere sono due. Infatti, nella seduta odierna della giunta regionale, sono stati approvati di progetti di legge per la fusione di Porretta Terme e Granaglione in provincia di Bologna e Collagna, Busana, Ligonchio e Ramiseto in provincia di Reggio Emilia.

“In entrambi i casi la scelta di andare verso la fusione è stata chiesta dai sindaci e dai consigli comunali interessati e sarà la popolazione a dire l’ultima parola attraverso un referendum consultivo nel corso del quale i cittadini potranno anche scegliere il nome dei loro nuovi Comuni”, sottolinea Saliera che ricorda anche come “i nuovi Comuni saranno esenti dal patto di stabilità per i primi due anni di vita e godranno di contributi statali straordinari per i primi dieci anni di vita e regionali per i primi quindici”. Nel caso di Porretta Terme e Granaglione la scelta del nuovo nome sarà tra “Granaglione Porretta Terme, Acque Alte e Alto Reno Terme”; il nuovo Comune avrebbe una popolazione di 7.122 abitanti e un’estensione di quasi 74 Kmquadrati. A Reggio Emilia, invece, gli elettori di Collagna, Busagna, Ligonchio e Ramiseto potranno scegliere tra i nomi di “Ventasso, Nasseta, Crinale Reggiano, Crinale dell’Alto Appennino Reggiano, Alto Appennino Reggiano, Nasseta e Valle dei Cavalieri”; il nuovo Comune avrebbe 4.690 abitanti e un’estensione di quasi 219,7 Kmquadrati.

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13 Commenti

  1. Mi piace “Alto Appennino Reggiano”.

    (Sig. G)

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  2. Proporrei un nome nuovo: “Unione delle terre dei Vallisneri e dei Cavalieri”. Attualmente sono già realtà l’Unione delle terre d’argine, Unione Tresinaro Secchia, Unione val d’Enza, Unione delle terre verdiane ecc. I Comuni dell’alto crinale, se la guardiamo dal lato geografico, erano terre dei Vallisneri, che estendevano i loro possedimenti addirittura nel parmense; mentre dal punto di vista storico culturale ricordo che lo statuto dei Vallisneri è datato 1207, addirittura più’ vecchio della magna charta rendendolo il più vecchio statuto d’Europa.Ccomunque la parola ai cittadini. Grazie dell’attenzione.

    (Doriano Fiorini)

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  3. “Valle dei Cavalieri” è una denominazione che storicamente riguarda solo l’alto Ramisetano, tuttavia è una dicitura che evoca antiche gloriose gesta, quindi magari potrebbe dare un certo spolvero al nuovo Comune. Sicuramente non è un nome banale!

    (MD)

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  4. Concordo pienamente con la proposta del signor Doriano Fiorini, penso che sia molto sensata e credo che le amministrazioni (che conoscono la storia del nostro Appennino) la terranno in considerazione. Il casato Vallisneri, come ricordato dal signor Doriano, dominava le terre comprese tra Enza e Secchia, da Vairo a Piolo una fitta rete di rocche vigilava su tutto l’appennino. Leggendo la storia di un qualsiasi borgo di queste terre ci si trova spesso il nome del nobile casato. Forse tutta la dicitura risulterà troppo lunga, quindi io proporrei solo ” Unione terre dei Vallisneri “. Ai montani l’ardua sentenza.

    (Corrado Fiorini)

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  5. I nomi proposti sono tutti belli e significativi, ma sarebbe meglio un nome più corto, soprattutto per praticità diciamo “burocratica”, perchè pensiamo a quando saremo a compilare i vari moduli e a dover scrivere nella parte “comune di residenza” un nome esageratamente lungo.

    (M.E.)

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  6. Sono sconcertato dal fatto che ci si perda a fantasticare sul nome da dare all’eventuale nuovo ente, questione relativa e a mio parere poco importante, piuttosto sarà una scelta giusta o (una volta esauriti i cospicui aiuti finanziari iniziali) diverrà l’inizio della fine per i nostri quattro Comuni e, speriamo di no, del crinale?

    (Marco Tavaroli)

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  7. Concordo col signor Marco Tavaroli. Dovremmo liberarci di quella mentalità assistenzialista che ci ha accompagnato per tanti decenni. Per quattro soldi i nostri amministratori hanno optato per un Parco che non ci ha portato alcun vantaggio. In risposta abbiamo avuto solo vincoli. Ora ci sottraggono anche i pochi servizi che ancora ci rimangono, e sono veramente pochi, perché in venti anni ci siamo denudati. Tutto fa capo a Busana, la quale sarà ben felice, anche questa volta, di essere stata scelta per ospitare il Municipio. In sintesi: ci sarà progresso per Busana e regresso per tutti gli altri comuni. Noi diventeremo un’appendice sempre più malata, un ramo secco senza più vita.

    (Liliana Dazzi)

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    • Secondo lei ospitare degli uffici amministrativi è indice di progresso? Mentre per Ramiseto cosa propone come piano di sviluppo alternativo alla fusione?

      (Cg)

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  8. Visto che espressamente mi è stato chiesto un parere di proposte, io non vedo nessuna affinità di intenti fra i paesi che sorgono sulla valle del Secchia e quelli dell’Enza. Vorrei sbagliarmi ma penso che a Busana, Collagna e Ligonchio non interessi affatto una superstrada sull’Enza e, tantomeno, una diga o un bacino (che dir si voglia) in località la Mora, o una linea ferroviaria che da Ciano arrivi fino a Ramiseto, quindi, cosa abbiamo da spartire con la vallata del Secchia? Me lo dica Lei, signor “Cg”! A mio modesto parere noi dovremmo collaborare con i paesi con cui abbiamo delle affinità, con quei Comuni che si incamminano verso progetti futuri coincidenti. Ben venga una superstrada che attraversi la valle del Secchia e arrivi in Toscana, ma ci lasci sognare che un domani potremmo averla anche noi!

    (Liliana Dazzi)

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  9. Dall’era dei consumi in poi le aree metropolitane si recano nell’appennino per respirare spazio, verde, aria e acqua: attraversandolo abbisognano di strade e servizi sufficienti. L’acqua, bene che in futuro varrà più del petrolio, è stata da decenni sottratta dai territori del crinale per essere portata a valle: magari allora in cambio di posti di lavoro locali presso l’AGAC. Oggi dire che è necessaria una fusione per togliersi da quel certo assistenzialismo economico del passato, in quanto non più giustificato, mi pare da prendere con un buon senso critico; infatti le aree metropolitane, da cui proverrebbe il famoso gettito a supporto delle opere pubbliche da effettuare in montagna, in realtà usufruiscono di non pochi beni propri del crinale da cui, forse, la montagna è già pari con la pianura e anzi quel che costa forse non è regalato ma dovuto. Io spero che, come accade per i funghi, anche altri di questi beni siano messi a disposizione a pagamento, dato che il presidio umano del territorio non è considerato sufficiente.

    (Marco)

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  10. Signor “Cg”, il desiderio di progresso credo che non si possa esaudire con una semplice fusione. E’ compito dei governanti trovare soluzioni ai problemi dei cittadini, ma dai nostri amministratori non si vedono scaturire idee, semplicemente palliativi che nel migliore dei casi hanno l’unico scopo di far passare acqua sotto ai ponti. Lei chiede se ospitare degli uffici amministrativi è indice di progresso, ma crede davvero che fondersi lo sia?

    (Gringa)

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  11. Si parla per Ramiseto di costruzione di superstrade, dighe e addirittura ferrovie. Mi chiedo cosa ci sia di concreto in questi progetti e dove saranno i fondi per realizzarli, forse per qualcuno c’è aria di campagna elettorale e allora diventa tutto fattibile. Certo che continuare a ripetere che sono due vallate diverse porterà un notevole sviluppo, forse si arriverà alla creazione di una “riserva indiana”.

    (MD)

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  12. Macché campagna elettorale! Signor “MD”, col suo commento dimostra palesemente che ormai siamo talmente abituati a essere gestiti poco (o niente) dai nostri politici da non accorgerci più di quello che dovrebbero effettivamente fare. E allora quali sarebbero per Lei i progetti utili: i cartelloni (porte) del Parco o i 4 soldi che danno per coltivare 2 zucchine? Pensi che prima di noi ci sono state generazioni che hanno fatto strade, ponti, acquedotti, ferrovie e con molte meno risorse. Pensare in piccolo fa rimanere piccoli. Buona notte e sogni piccoli.

    (Gringa)

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