Bucchi soddisfatto per la depenalizzazione delle droghe leggere

La rappresentanza degli avvocati del foro reggiano, per voce del presidente della Camera Penale di Reggio Emilia, il castelnovese Domenico Noris Bucchi, "saluta con favore per la decisione con la quale la Corte Costituzionale con la pronuncia del 14.02.2014 ha bocciato la legge Fini-Giovanardi che equipara, o meglio dire equiparava, le droghe leggere e le droghe pesanti".

Secondo il noto penalista "Fatta salva la lettura più approfondita delle motivazioni della sentenza  possiamo senz’altro fin d’ora affermare che la stessa è in linea con le osservazioni e le lamentele che da sempre, su questo tema, vengono portate avanti dall’Unione delle Camere Penali Italiane. La decisione influirà favorevolmente sulla drammatica situazione carceraria del nostro Paese ed al di là delle motivazioni “giuridiche” della pronuncia è evidente, anche agli occhi del cittadino “comune”, l’iniquità di parificare le sanzioni (peraltro particolarmente elevate: reclusione da 6 a 20 anni e multa da 26.000€ a 260.000€) per chi detiene e cede droghe “leggere” rispetto a chi detiene e cede droghe “pesanti”. Si torna quindi alla vecchia normativa c.d. Craxi-Jervolino-Vassalli del 1990 (modificata col referendum del ’93) che per le droghe “leggere”, hashish e marijuana,  prevede nei casi di minor gravità la reclusione da 6 mesi a 4 anni oltre la multa; così rendendo maggiormente aderente alla gravità del fatto, anche sotto il profilo dell’allarme sociale, la sanzione che potrà essere applicata".

"Sia consentita, tuttavia un’ultima amara riflessione. Il pensiero va innanzitutto a tutti coloro che durante questi lunghi 8 anni (dal febbraio 2006 ad oggi) hanno subito carcerazioni e condanne in forza di una legge incostituzionale e, subito dopo, alle ragioni per le quali sia servito tanto tempo per giungere a questa pronuncia".

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12 Commenti

  1. Che razza di notizia è? Avrebbe fatto notizia il contrario.

    (Fulminant La Penna)

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  2. Depenalizzare i reati per alleggerire l’affollamento delle carceri… potremmo togliere i semafori per risparmiare corrente elettrica, togliere i limiti di velocità perché non abbiamo le forze di Polizia per farli rispettare, abolire la scuola dell’obbligo perché non ci sono abbastanza risorse, o i bambini preferiscono stare a casa… Sarebbe molto più facile accelerare i processi e ridurre il tempo di permanenza nelle strutture penitenziarie, quindi anche il sovraffollamento, rimandando al paesello natale chi non ha permesso di soggiorno e commette reati. Invece di fare, si tollera. La solita Italia!

    (Francesco Casoli)

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  3. Finalmente uno dei migliori penalisti in Italia si esprime senza timore per una legge anticostituzionale che ha portato la gente fino all’esasperazione! Ringrazio pubblicamente l’avvocato Dott. Domenico Noris Bucchi. Ringrazio anche per tantissimi italiani! Ciao a tutti.

    (Simone Cagnoli)

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  4. Sapete perché fumare cannabis fa venire fame? Ecco qui la risposta… http://www.focus.it/scienza/salute/perche-la-cannabis-fa-venire-fame_C12.aspx

    (Alberto Perilli)

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  5. Bravo Avvocato, crede che sia veramente il caso di esultare per una legge che prevede quale reato di minor gravità vendere droghe “leggere” anche a minori, davanti a scuole o altro, potendo avere una pena ridotta (no carcere, quindi) ed una multa che spesso non verrà pagata?! Io mi vergogno di un Paese allo sfascio come il nostro che, per svuotare carceri affollate, depenalizza i reati invece di avere la forza di costruirne altre o di trovare soluzioni, quali l’espatrio forzato nel loro paese (in caso di stranieri) dove scontare la pena. E poi ci si lamenta che chi commette dei reati sia subito libero! Viva l’Italia garantista!

    (Alex)

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  6. Sì, sì, siamo messi proprio bene in Italia, non ho parole!

    (Un montanaro residente)

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  7. Addirittura abbiamo la fortuna di avere “uno dei migliori penalisti in Italia” a Castelnovo, secondo il signor Cagnoli. E comunque rappresenta soltanto gli iscritti alla camera penale di Reggio Emilia (100, forse, su oltre 1.000).

    (Commento firmato)

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  8. Il mio pensiero invece va a tutte quelle famiglie distrutte a causa di un calvario iniziato proprio dalle droghe leggere, pensa un po’ te! Caro Avvocato, ma mi faccia il piacere! Ai figli bisogna insegnare che si può stare bene, divertirsi ed essere felici anche senza droghe, senza alcool e senza sballo! Io depenalizzerei l’amore, la comunicazione e l’empatia.

    (Manuela B.)

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  9. Perchè non rendere punibile il consumo di alcolici o vietare le sigarette, magari anche le corse motociclistiche, il pugilato, le scalate oltre il terzo grado, obbligare la costruzione di automobili la cui velocità massima non superi i 50 orari, chiudere internet per evidente pericolosità sociale, buttarsi col paracadute, parapendio, deltaplano…

    (Ellebi)

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  10. Per un’analisi seria del tema propongo un articolo di un esperto, il prof. Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri, pubblicato su Avvenire il 9 gennaio scorso.
    Ecco perché le droghe non sono mai leggere. Prima di entrare nel dibattito sulla legalizzazione delle droghe leggere è necessario che chiunque voglia affrontare questo tema sviluppi alcuni punti di consapevolezza, partendo dalle evidenze scientifiche, per poter comprendere esattamente i rischi e le conseguenze di questa scelta. Gli studi più accreditati hanno dimostrato da anni che la cannabis è una sostanza psicoattiva neurotossica e pericolosa per la salute mentale e fisica propria e altrui. I danni maggiori sono quelli derivanti dall’uso precoce (adolescenziale) di questa sostanza nel momento in cui il cervello si trova nella delicata fase di sviluppo celebrale che termina dopo i 21 anni. Studi scientifici hanno mostrato conseguenze tanto più gravi sulle capacità cognitive (attenzione, memorizzazione e apprendimento, quoziente intellettivo, gratificazione, capacità decisionale e stima del pericolo) quanto più precoce è l’inizio dell’uso e quanto è più frequente e duraturo. Uno studio in particolare ha dimostrato che chi fa uso di cannabis prima dei 18 anni può avere una perdita di Q.I. (quoziente intellettivo) con un declino neuropsicologico anche di 8 punti dopo 20 anni. Ma quando si parla genericamente di cannabis o erroneamente di droghe ‘leggere’ non si tiene conto di che cosa si trova sul mercato oggi e della domanda (e quindi dell’offerta delle organizzazioni criminali) che esiste. Da qualche anno infatti viene proposta un tipo di cannabis sempre più potente e con effetto fortemente alterante. Di norma nella cannabis si trova dal 5 al 7% di principio attivo (Thc), ma oggi ci sono piante appositamente modificate e coltivate con tecniche violente di coltura intensiva che arrivano anche al 55% di principio attivo, con perdita inoltre di altri principi attivi proteggenti (Cbd). La gravità dei danni infatti risente anche della maggiore concentrazione di principio attivo presente nei prodotti oltre all’uso contemporaneo di altre droghe sinergizzanti e di alcol che oggi rappresenta purtroppo la norma. Il problema legato al fumo di cannabis è diventato ormai una questione di sanità pubblica da non sottovalutare, che ha portato a registrare, oltre all’aumento delle patologie psichiatriche droga correlate (quali la schizofrenia), anche i ricoveri in condizioni di emergenza presso i pronto soccorso (fonte dati Sdo del Ministero della salute). Il 16% dei ricoveri per intossicazioni acute da droghe nella popolazione generale è dovuto alla cannabis, un dato che sale al 44,2% se esaminato nella fascia dei minorenni. In Europa (fonte Emcdda) tale percentuale nella popolazione generale è del 22%. Quindi, quanto è ‘leggera’ una droga che produce una quantità così elevata di ricoveri ospedalieri in condizioni di emergenza? Un’altra importante consapevolezza da avere prima di scegliere la strategia giusta è quella che legalizzare e quindi far aumentare l’accessibilità a una sostanza psicoattiva fa sempre aumentare il suo consumo e il numero di persone che la usano. Aumenteranno quindi anche i ricoveri, gli incidenti stradali droga correlati, gli incidenti professionali, le violenze, le persone con patologie psichiatriche ma anche quelle (particolarmente vulnerabili) che svilupperanno percorsi evolutivi (come dimostrato da studi di neuroscienze anche su modelli animali) verso l’uso di cocaina o eroina. Studi condotti in California dal Nida (National institute on drug abuse) durante il dibattito sulla legalizzazione hanno dimostrato che per il solo discutere di queste cose la percezione del rischio derivante dall’uso di cannabis negli adolescenti diminuiva e quindi aumentava l’uso della droga. Infatti la percezione negli adolescenti che l’uso di tali sostanze sia socialmente tollerato ne fa aumentare la probabilità l’uso. Un altro studio durato ben 30 anni su circa un milione di giovani studenti negli Stati Uniti ha dimostrato molto chiaramente che se la ‘disapprovazione sociale’ (mantenuta anche attraverso leggi non permissive) e quindi anche la percezione del rischio verso la cannabis era alta (90%) l’uso della droga nei teen-ager era del 17%, mentre quando la disapprovazione scendeva al 47% l’uso saliva al 49%. Inoltre non esiste alcuno studio né evidenza scientifica che dimostri che la legalizzazione sia in grado di ridurre efficacemente gli introiti delle organizzazioni criminali ed è illusorio pensare che legalizzare la sola cannabis possa avere impatto sugli introiti delle mafie che vivono soprattutto della vendita di eroina, cocaina, metamfetamine e adesso anche di altre 300 nuove droghe sintetiche vendute su Internet. Tali organizzazioni criminali quindi trafficano e commerciano in vari tipi di droghe e legalizzando uno solo di questi prodotti – quale ad esempio la cannabis – non si produrrebbero danni commerciali tali da mettere le organizzazioni in crisi, come dimostrato da studi statunitensi in merito, producendo viceversa nuovi costi sanitari e sociali. Dovremmo quindi legalizzare anche tutte le altre sostanze? Come verrebbe poi regolamentato il fatto che persone guidino una macchina, un autobus, un treno o lavorino sotto l’uso di sostanze stupefacenti psicoattive ma perfettamente legali, non potendole quindi sanzionare? E chi pagherebbe i costi sanitari aggiuntivi derivanti da questo aumento dell’uso? La sanità pubblica e la società non possono permettersi di pagare un così alto prezzo. Nell’epoca di internet e del controllo telematico dei flussi bancari ci sono altri modi molto più efficaci per controllare tale fenomeno e il grande flusso di denaro conseguente, ma anzitutto è necessario che ciascun individuo di buona coscienza sviluppi la piena consapevolezza di non acquistare né consumare droga foraggiando così le mafie e danneggiando la propria e altrui salute mentale e fisica”.

    (Don Carlo Castellini)

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    • Condivido pienamente quello che ha pubblicato Don Carlo, purtroppo viviamo in un’epoca dove tutto è permesso, persino le nostre istituzioni non ci sostengono, anzi ogni giorno approvano leggi che danneggiano la vita dei propri cittadini. Esultare su un problema sociale così importante mi sembra eccessivo! Soffermiamoci a pensare al futuro dei nostri figli che ogni giorno sono circondati da tentazioni continue! “Fortunato” è quel genitore che riesce a far capire al proprio figlio che qualsiasi tipo di droga è pericolosa, sia per la salute mentale, che fisica e i danni sono irreversibili. Se il problema “svuota carceri” si risolve approvando una legge che peggiorerà la situazione sociale poveri noi. Ma noi italiani riusciamo guardare al futuro senza ripescare il passato?

      (Daniela Magnani)

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