Tutti bevono. Ma potremmo “sfidarci alla solidarietà”

 

Indubbiamente Facebook ha una forza virale esplosiva. Solo ieri sorridevamo – anche di nostalgia - per la nascita esponenziale di gruppi e adesione del tipo “Sei di Toano (o Vetto o Castelnovo…) se almeno una volta...”, oggi il nuovo fenomeno virale ha altri contorni. Si chiama "Sei stato nominato!": riprende lo slogan del Grande Fratello. In sintesi, se aprendo la vostra pagina del social media più famoso del mondo vi giunge un messaggio con un commento di questo tenore (sei stato nominato, appunto) significa che si è stati chiamati – da un amico – a sfidarlo in una bevuta alcolica videoripresa.

Un gioco del tutto simile a quanto in allegria, dalle nostre parti, si fa a pranzi o cene inneggiando al bevitore di turno: “E chi si chama Tizio si alzi si alzi…”, ma, stavolta, di mezzo c’è la rete e il fenomeno coinvolge giovani e giovanissimi che, vieppiù, si devono riprendere con il cellulare o una webcam mentre ingurgitano una quantità enorme di alcol – come un litro di birra e tutta d'un sorso. Terminata l’abbeverata, si sfidano altri tre amici a superare il propri record entro le 24 ore successive.

Un “gioco” che nasce a inizio gennaio, il giorno 6, in Australia quando è stata creata la pagina NekNomination – ad ora oltre 37mila i mi piace – il cui scopo è appunto di inneggiare a questo rituale che, nel mentre, procede anche fuori dalla pagina con sempre messaggi pubblici sulle bacheche. Un po’ come quando si era bambini che ci si passava la scossa: la differenza è che la cosa coinvolge gli adulti.

Da segnalare, intanto, che birra e superalcolici bevuti in questa maniera hanno già causato la morte di alcuni ragazzi - due irlandesi e due inglesi – e, il numero, pare destinato a salire.

Diversi i genitori preoccupati per quanto sta accadendo in queste ore. Da segnalare anche l’appello di un religioso: “Se site nominati, abbiate il coraggio di dire basta”. Soprattutto in Appennino, dove la lotta al consumo eccessivo di alcolici è un impegno di associazioni di volontariato, servizi sociali, forze dell’ordine – e di civiltà ndr – questo fenomeno pare il miglior alleato al consumo spasmodico di alcol.

Il castelnovese Giovanni Teneggi rilancia sulla propria bacheca l’appello a sfidarsi, anziché a bere, a sfidarsi alla solidarietà, come segnalato da questo articolo.

(G.A.)

 

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5 Commenti

  1. Al di là di quel che è accaduto nel mondo noi siamo a Castelnovo. E pur consapevoli sia un gioco sciocco, io, come ho scritto su facebook, la penso così. Eh sì, in effetti non c’è niente di meglio (o più educativo) che rompere le scatole ai ragazzi perchè fanno un gioco (dichiaratamente!) sciocco su internet. Violenza? Sesso? Razzismo? Grandi volgarità? Cocaina? Bestemmie? No. Fanno un brindisi virtuale. D’altra parte, è vero, voi in vita vostra non avete mai bevuto una birra al bar, al massimo chiusi in casa soli, in modo che nessuno vi vedesse, no? Certo? Il male di questo tempo sono i social, il male del mio tempo erano i giardinetti la sera o il Centro Giovani. Ciao sono Laura, ho 26 anni, faccio un lavoro bellissimo e con grandi responsabilità eppure sono cresciuta ubriacandomi qualche volta. Non voglio pontificare, ma io credo che la cosa più triste non sia, come ho letto, che siano gli educatori dei vostri “bambini” ad aver partecipato a questo brindisi, ma che voi accusiate gli educatori dei vostri bambini. Ragazzi intelligenti e capaci, lo sapete bene. Ragazzi che stimate e su cui “scaricate” con tutte le migliori intenzioni grandi responsabilità. Gratuitamente, sia chiaro, anzi, ad onere in alcuni casi. Allora, vedete, io non vivo a Castelnovo da qualche anno, qualcuno lo sa, ma raramente incontro gente così assennata e scaltra come quegli stessi ragazzi. Gente, capiamoci, che potrebbe fregarsene e farsi i fatti suoi. E allora, cari genitori indignati che avete la necessità di esprimere dissenso proibizionista, vi prego, ragionate un secondo. Le cose importanti sono altre. Sono i valori che trasmettete ai vostri figli, sono l’amore verso se stesso e il prossimo che tutti questi ragazzi in questi hanno hanno raccontato con i fatti alla nostra comunità. Con impegno e dedizione. Con passione e sempre con il sorriso. Perchè l’insegnamento più bello che credo si possa avere è quello di chi sa riconoscere i confini. Tra il bene e il male, tra il bianco e il nero… Nessuno è puro. Ci sono anche le sfumature… e sono quelle che ci rendono unici e bellissimi. E il vostro, forse nostro, Dio, quello insegna. Non il giudizio con il dito puntato fine a se stesso. Buona giornata e salute!

    (BL)

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    • Laura, queste parole sono bellissime, mi hanno dato un sacco di carica, grazie! Sono pienamente d’accordo con te! Del resto, questo non ci esula dal fermarci e riflettere un poco, non solo su quello che facciamo (educatori, infermieri, commesse, commercianti, etc.), ma su quello che siamo e quello che scegliamo di essere. Quando ho visto questi video mi sono chiesta: voglio davvero dare questa immagine di me? Non mi piaceva questa idea. Forse è proprio questa la grande sfida oggi, avere senso critico in una società virtuale che ci bombarda di leggerezza e di sciocchezze. Con questo non voglio assolutamente dire che sono stata più brava di altri, che certo non si meritano, anzi, non ci meritiamo nessuna critica, piuttosto rispetto, un po’ di comprensione e se abbiamo qualche dubbio sulle capacità educative dei giovani a cui affidiamo i nostri figli, magari un buon e sano dialogo non starebbe male e risolverebbe qualunque incomprensione.

      (Chiara)

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  2. Comincio a dubitare che… Castelnovo sia nel mondo.

    (Fulminant la Penna)

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  3. Non ci vedo nulla di trasgressivo, basta usare la testa!

    (Angelo Covili)

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  4. Bisogna dare ai giovani stimoli, entusiasmo e lavori in cui si sentono protagonisti. Sono le famiglie che devono per prime fare questo e lasciarli agli educatori e alla scuola lo stretto necessario, con insegnanti spesso di scadente preparazione e buon senso.

    (Fa)

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