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Quelle duemila lettere che mai sarebbero arrivate…

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Carabinieri e posta

CASINA (4 marzo 2014) - Invece di consegnare la corrispondenza agli abitanti di un paese della Bassa, dove prestava servizio in qualità di portalettere, la nascondeva nella sua abitazione, ma è stato scoperto dai Carabinieri che ieri pomeriggio l'hanno fermato a Casina mentre si apprestava ad andare a bruciare le oltre 2.000 lettere che dal periodo luglio - dicembre del 2013 non aveva consegnato.

Protagonista un postino 28enne residente a Castelnovo ne' Monti, che i Carabinieri della Stazione di Casina hanno denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia con l'accusa di violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza da parte di persona addetta al servizio delle poste. Gli oltre 2.000 plichi tra bollette, lettere, raccomandate, riscossione tributi, cartoline e le centinaia di riviste, sono state restituite dai Carabinieri all'Ufficio Postale del paese dove l'indagato lavorava e dove non erano giunte segnalazioni di disservizi. "Non riuscivo a consegnarla e stavo andando a bruciarla." Questa l'assurda giustificazione del giovane finito nei guai e che ora a causa della sua condotta delittuosa rischia sino a tre anni di carcere oltreché il posto di lavoro. A scoprirlo i Carabinieri della Stazione di Casina che ieri pomeriggio lungo la statale 63 in località Casaleo del comune di Casina procedevano al controllo di un autovettura Fiat Punto condotta da un 28enne abitante a Castelnovo ne' Monti. Terminate le procedure di identificazione i Carabinieri di Casina, che scorgevano sul volto del giovane una certa preoccupazione, approfondivano gli accertamenti scoprendo nel bagagliaio 5 sacchi di spazzatura colmi di corrispondenza. Si è quindi scoperto che il giovane, postino, nel periodo luglio - dicembre non aveva consegnato tutta la posta e dopo averla tenuta nascosta a casa si stava apprestando ad andare a bruciarla. Dopo l'inventario di quanto recuperato (oltre 2.000 plichi e centinaia di riviste) i Carabinieri restituivano il tutto al responsabile dell'Ufficio Postale che rimaneva sorpreso non avendo registrato né ricevuto segnalazioni di alcun disservizio da parte di quello che sembrava uno zelante portalettere.

4 COMMENTS

  1. Il servizio della consegna della posta funziona male ormai da anni anche nei comuni della montagna. A volte la responsabilità sarà dei portalettere, spesso è di chi organizza il servizio. Ma le lamentele sembra che non interessino a nessuno.

    (A.Z.)

    • Firma - (A.Z.)
  2. Condivido quanto detto da “A.Z.”, la responsabilità maggiore ricade su chi organizza. I portalettere vanno selezionati, formati, motivati e adeguatamente remunerati. Quando il postino era una “personaggio” la posta veniva recapitata correttamente anche se l’indirizzo era sbagliato ora il portalettere si sbaglia anche se l’indirizzo è giusto.

    (Romano M)

    • Firma - Romano M
  3. Mi sorge spontanea una domanda: perché questo ragazzo non ha fatto presente al suo datore di lavoro che non riusciva a distribuire la posta? Secondo me non ci voleva tanto, ci sarà anche crisi ma c’è anche tanta gente a cui sa fatica lavorare! Secondo me, se ci teneva al suo lavoro, si poteva comportare diversamente. Mi auguro che al suo posto mettano una persona competente!

    (Barbara)

    • Firma - BARBARA
  4. Preferisco evitare di commentare il “servizio di consegna” della posta. Spesso nella mia cassetta c’è la corrispondenza di altre persone, la posta viene lasciata a metà della cassetta per cui spesso è completamente bagnata (benchè mi sia preoccupata di comprare la cassetta suggerita da Poste Italiane…). Inoltre ho notato che negli ultimi mesi succede in modo regolare che per almeno 4/5 giorni non ci sia posta poi, improvvisamente, la cassetta si riempie, come se la mia corrispondenza venisse accantonata e distribuita ogni tanto, non quotidianamente come succedeva prima…

    (Silvia)

    • Firma - Silvia