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Apparecchio per la ricerca di dispersi sotto valanga

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Ricerca dispersi

L’8 marzo scorso è stato consegnato al soccorso piste da sci (Sps) della Croce Rossa Italiana presente a Cerreto Laghi un importante e innovativo strumento per la ricerca di persone sepolte in valanga denominato “Recco”. La consegna è avvenuta ad opera dell’agente per il centro sud dell’omonima azienda con sede in Svezia, che, contattata dalla Cri provinciale, si è mostrata subito interessata a questa operazione.

Sabato 8 scorso appunto si è tenuta la consegna e contestuale esercitazione alla presenza del direttore della stazione sciistica, Marco Giannarelli, i volontari della Croce Rossa Italiana del soccorso su piste da sci operativi sulla stazione ed il personale della Polizia di Stato in servizio di vigilanza sulle piste del Cerreto.

Il detettore “Recco” assegnato alla CRI è, assieme a quello di cui è dotato l’elicottero del soccorso alpino con base operativa a Pavullo nel Frignano (MO), lo strumento più all’avanguardia oggi disponibile per eventi valanghivi poiché racchiude sia la possibilità di ricercare dispersi con il sistema di trasmissione di onde radio a mezzo di piastrine che hanno all’interno un diodo posizionato nell’abbigliamento degli sciatori sia la ricerca con sistema Artva.

Seguiranno nelle prossime settimane altre esercitazioni dei volontari della Croce Rossa Italiana per essere sempre pronti e attrezzati per offrire alla montagna reggiana il massimo della sicurezza.

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11 Commenti

  1. Da ricordare comunque che nessuno degli scialpinisti che girano per i monti utilizza la piastrina Recco ma usano un sistema Artva e, soprattutto, la competenza del soccorso in valanga è del Soccorso Alpino e Vigili del Fuoco, quindi non so cosa pensano di fare con questo apparecchio e soprattutto in quale situazione usarlo.

    (Luigi Borghesi)

    • Rammento al signor Borghesi che come scritto nell’articolo pubblicato il personale di Croce Rossa é operativo a fare soccorso su “pista” ed abilitato ed addestrato per poter utilizzare i sistemi di ricerca in valanga. La simulazione effettuata per testare l’apparecchio si è tenuta presso il comprensorio di Cerreto Laghi in pista, appunto. La differenza sostanziale tra lo strumento A.R.T.V.A ed uno Recco sta che il primo deve essere acquistato ed indossato acceso, mentre il secondo lo si trova inserito negli abbigliamenti invernali senza costi e sempre attivo. L’apparecchio viene dato gratuitamente dall’azienda costruttrice ad Enti e gruppi di soccorso in stazioni sciistiche di tutto il mondo.

      (Marco Ferrarini)

  2. Più di 700 località sciistiche di tutto il mondo si appoggiano alla tecnologia Recco® per fornire ai propri visitatori, insieme alle squadre di soccorso, una sicurezza all’avanguardia.

    (Andrea)

  3. Mi chiedo se queste piastrine contenenti il diodo vengano posizionate nell’abbigliamento degli sciatori di default. O almeno se siano ormai largamente diffuse, se tutte le marche di abbigliamento da sci ne fanno uso, se gli sciatori siano informati a tal proposito, ecc ecc. Altrimenti l’efficienza di questa tecnologia all’avanguardia mi sembra tristemente decadere. Mi chiedo se la “consegna” da parte dell’agente della ditta svedese non suoni più correttamente come “la vendita” di una tecnologia all’avanguardia (e quindi forse costosa). Mi chiedo: con quali soldi è stato fatto questo acquisto? Sperando che non debba servire mai, mi auguro che almeno venga fatta ampia e corretta informazione e formazione su questa nuova tecnologia, perché se i volontari saranno ben esercitati ma nessuno sarà in possesso dell’abbigliamento necessario… come dire… investimento inutile?

    (Cinzia)

    • In tutto il mondo sono circa una quarantina le ditte produttrici di abbigliamento da sci, fra le più quotate, che inseriscono di default la piastrina “Recco”. Inoltre “Recco” non è propriamente una tecnologia nuova, in quanto risale alla metà degli anni ’80, anche se forse non è così efficace come l’Artva, che purtroppo viene ancora troppo spesso snobbato.

      (Ettore)

  4. Si provi a chiedere alla gente cosa è il Recco e poi si capisce; e poi quanti capi di abbigliamento hanno la piastrina? Sappiamo benissimo che il problema delle valanghe esiste in zone non adiacenti alle piste e quindi torno a dire che il soccorso è esclusiva di altri enti. Penso che la dotazione di questo apparecchio non sia una cosa così importante come si possa pensare, senza togliere niente alla Croce Rossa in altri ambiti, questo mi sembra un problema che non dovrebbe riguardarla.

    (Luigi Borghesi)

    • Che il problema delle valanghe sia esclusivamente in zone lontano dalle piste è una sua deduzione e le ripeto “l’azienda produttrice” ha ritenuto idoneo attrezzare il gruppo di Soccorso Piste di Cerreto laghi di questo dispositivo. Non capisco il suo scetticismo sul nostro operato e colgo l’occasione per invitarla a venirci a trovare.

      (Marco Ferrarini)

  5. Mi sono informato dagli organi preposti alla sicurezza in stazione e mi hanno delucidato sul funzionamento di questo particolare apparecchio Recco. É un apparecchio di ultima generazione e riesce a percepire onde emanate sia da dispositivi Recco che Artva, addirittura mi spiegavano che riesce a percepire qualsiasi onda emessa da apparecchi elettronici, es. cellulari e orologi. Certamente le onde emesse da queste ultime saranno più deboli e quindi di più difficile reperibilità ma possono essere intercettate. Il costo è zero perché è stato donato da persone che vogliono restare nell’anonimato al gruppo di CRI, per cui credo che il migliorare e il cercare di essere più organizzati sia un bene per tutti e in particolare per il Cerreto. Ciao e grazie.

    (Chicco Ferretti)

  6. Riguardo la comunicazione della dotazione gratuita alla stazione sciistica di Cerreto Laghi (RE) dell’apparecchio Recco di ultima generazione specifico che, oltre a trovare le piastrine, rileva anche cellulari, orologi digitali, macchine fotografiche digitali, chiavi d’auto con telecomando, radio ed ogni dispositivo elettronico (anche spento, sia pure con una portata minore), non solo, rileva anche e per la prima volta gli A.R.T.V.A. Si tratta insomma di un enorme passo avanti nella strada della maggiore sicurezza possibile, direzione intrapresa dalla stazione sciistica, che, nonostante un inverno difficile ha deciso di offrire ai propri clienti non solo il divertimento, ma anche maggiore sicurezza. Senza alcuna polemica invito le persone che purtroppo non hanno ancora percepito questo sforzo ad utilizzare internet per informarsi e capire davvero di cosa si sta parlando. Sono convinto che capirebbero immediatamente. I cambiamenti possono a volte sorprenderci e trovarci impreparati e per difesa può capitare che li respingiamo, ma l’informazione corretta e la conoscenza ci permettono di capire ed inquadrare meglio la prospettiva da cui vediamo le cose. La buona notizia è che per tutti, anche per chi non ha ancora capito, la sicurezza al Cerreto sta migliorando sempre più.

    (Norberto Naummi)

  7. Essendo un rivenditore di articoli sportivi e abbigliamento confermo che all’interno di un gran numero di capi di abbigliamento, ormai da diversi anni, è presente la piastrina “Recco”. Nel nostro punto vendita ogni qualvolta vendiamo un capo di abbigliamento dotato di “Recco” lo facciamo presente ed è per noi punto di forza e di maggior vendita. Concludo dicendo che ogni strumento che possa servire a migliorare la sicurezza, sia in pista che fuoripista, in dotazione ad uno o ad un altro ente, non può che essere apprezzato, tanto più quando questo non ha costi aggiuntivi per nessuno. Per il Cerreto e per le piste da sci è sicuramente un altro notevole passo avanti sulla sicurezza. Bravi.

    (Alessandro Zampolini)

  8. Premesso che, come insegnano nei corsi CAI di scialpinismo, sotto le valanghe bisogna evitare di finirci e che nè Artva nè sistema Recco assicurano la salvezza a nessuno (brutalmente, come disse il Direttore del mio corso di scialpinismo “l’Arvta serve, ahimè spesso, per trovare prima sotto le valanghe le persone già morte”), anche nell’abbigliamento per alpinismo e scialpinismo esistono già capi “muniti” di sistema Recco.

    (Enrico Cecchi)

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