Commissione per il S. Anna respinta

Commissione per la supervisione della situazione dell'ospedale S. Anna bocciata. E' quanto è scaturito l'altro sera, nel Consiglio comunale di Castelnovo ne' Monti, il primo ad entrare "nel vivo" amministrativo dopo l'insediamento del mese scorso, in seguito alla presentazione di una mozione di tal senso proposta dal capogruppo di "Progetto per Castelnovo ne' Monti" Robertino Ugolotti.

"In questi anni abbiamo sentito tante rassicurazioni circa la sanità, l'occupazione, la tenuta sociale del territorio, ma di fatto abbiamo assistito alla perdita di servizi",  ha detto in aula Ugolotti. "Per questo avanziamo questa proposta".

Gli ha risposto la capogruppo di maggioranza Sabrina Fiori, ricordandogli che esiste una rete di servizi, di cui l'ospedale è certamente un importante presidio, che però fa capo al distretto, vale a dire a tutti i comuni montani ora integrati nell'Unione, con perfetta aderenza, dopo l'uscita dalla defunta Comunità montana di Canossa, Baiso e Viano, al distretto sanitario stesso. "Il nostro Comune deve tenere conto di tutto ciò".

Contrari anche i Cinque Stelle. Massimiliano Genitoni se l'è sbrigata bollandola come "superflua".

Ugolotti ha replicato esprimendo la sua contrarietà, ravvisando, a suo dire, la non coerenza tra proclami e fatti.

Il sindaco Enrico Bini ha chiuso dicendo che "ovviamente nessuno vuol perdere servizi" e ricordando che esiste già una commissione consiliare apposita, quella che si occupa dei servizi sociali. "Il Consiglio comunale verrà costantemente tenuto informato della situazione".

* * *

Una seconda mozione, presentata dal medesimo gruppo, aveva per tema la sicurezza, molto sentita dalla cittadinanza specialmente in un periodo di recrudescenza di furti come l'attuale. E' stata approvata all'unanimità, sulla base di un impegno condiviso.

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6 Commenti

  1. Ci tengo a precisare che non me la sono “sbrigata” bollandola come superflua e nel caso invierò copia della trascrizione (obbligatoria) di quanto detto nel mio intervento durante il Consiglio. Per chi non era presente riassumo brevemente: in considerazione dell’incontro precedente al Consiglio avuto tra il sindaco Bini, Ugolotti ed io ci è stato spiegato sia dal sindaco sia dal segretario comunale che tale commissione sarebbe stata una “ripetizione” di quella che verrà come sempre istituita non avendo nessun potere o forma di azione superiore alla stessa. Sulla base di questo e di un preciso impegno del sindaco Enrico Bini di riferire e coinvolgere anche le minoranze su quanto farà avendo la delega alla sanità ho ritenuto giusto dichiararmi (dopo consultazione con gli altri consiglieri del nostro gruppo) contrario alla costituzione della stessa perché sarebbe stata superflua ai fini pratici. Ho ritenuto altresì doveroso fare questa precisazione per coloro che non erano presenti al Consiglio e che avrebbero potuto male interpretare quanto riportato nell’articolo. Cordiali Saluti.

    (Massimiliano Genitoni)

    —-

    Prendiamo atto delle integrazioni. Grazie.

    (red)

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  2. Concordo con quanto espresso dalla signora Fiori: l’Ospedale è a servizio di tutti gli abitanti della montagna, per cui compete a tutte le amministrazioni comunali valutare i possibili cambiamenti futuri. Ribadisco però la mia personale convinzione che solo un sempre più stretto collegamento del S. Anna con il S. Maria di Reggio possa garantire la permanenza di una sanità di qualità in montagna. Se l’assemblea dei sindaci della montagna (o la nascente Unione dei Comuni) volesse esprimere un forte segnale di richiesta di far confluire tutti i reparti del S. Anna sotto la gestione del S. Maria, forse non ci sarebbero più cicliche paure di chiusura di questo o quell’altro reparto, ma si potrebbe prefigurare un serio “patto per la salute in montagna”. Ho ancora fiducia nei nostri amministratori, spero mi diano questa soddisfazione!

    (Tonino Fornesi)

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    • Forse non sa che già molti reparti sono “sotto” il S. Maria Nuova, ma ciò non ha portato i benefici sperati, bensì il contrario: il famoso turn over con i più esperti medici di città non sta di fatto avvenendo (perchè non li pagano abbastanza per la trasferta) e ciò comporta che a Castelnovo vengano relegati medici giovani e (non per colpa loro) inesperti (tranne che per gli anestesisti che per una trasferta di 12 ore guadagnano i loro buoni 700 euro). Inoltre i più esperti del S. Maria non vengono volentieri a fare qualche guardia qui, perchè non si sentono protetti: giù lanci un grido e accorrono tutti, qui te la devi cavare da solo. E questo fa paura anche ai migliori. Onore al merito quindi a chi, coraggiosamente, continua a lavorare in questo ospedale, denigrato da tutti, soprattutto proprio dal famoso S. Maria, il nostro “salvatore”. Meditate, gente, meditate… e soprattutto vigilate e rimanete sempre informati.

      (Sara Costi)
      P.S. – Mi chiedo se sia giusto che a rispondere a queste interpellanze sia la signora Fiori, dirigente del personale e persona sicuramente informata sul futuro dell’ospedale, del bello e del brutto che verrà, ma che nella sua veste di consigliere non potrà rivelare. Rifletto.

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  3. Ai dipendenti ospedalieri non è consentito nè è conveniente criticare il posto di lavoro, ma se potessero raccontale tutte…! Da quando il personale specialistico viene dal S. Maria molto è peggiorato causa il disinteresse, la paura del rischio professionale, l’inesperienza e il mancato controllo! Chi non ci lavora non può sempre capire!

    (C.S.)

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  4. Gentile Sig.ra Costi, Lei avvalora la mia tesi di una completa unione del S. Anna con il S. Maria, perchè così facendo tutti i professionisti, per obbligo contrattuale, possono essere chiamati a lavorare in uno qualsiasi dei due ospedali dell’Azienda. Non ci sarebbero più “figli e figliastri” con pagamenti ed indennità diverse, ma un accordo comune per tutti che prevede la garanzia dei diritti ed il rispetto dei doveri, senza quelle “rendite di posizione” che oggi i nostri governanti cercano di superare. Così funziona già in altri “piccoli ospedali”; all’Isola d’Elba ho avuto modo di verificarlo di persona, ma penso siano tante le realtà simili, in Italia o all’estero. Non dobbiamo cadere nella “trappola” di difendere strenuamente una forma di “autonomia” che senza “autosufficienza” porterebbe, magari lentamente nel tempo ma di fatto ineluttabilmente, alla chiusura di tanti servizi per impossibilità di trovare professionisti disposti a lavorare “esclusivamente” in montagna. Sono i nostri nipoti (o i figli per quelli più giovani di me) che meritano questa attenzione, per offrire loro un “futuro sostenibile”. In ultimo, mi permetta, non si lasci fuorviare dal pensiero che la Sig.ra Fiori, che Lei dice essere a conoscenza del “bello e del brutto che verrà”, nasconda volutamente alcune cose “nella sua veste di consigliere”. Chi viene eletto dal popolo risponde al popolo che lo ha eletto ed alla propria coscienza, indipendentemente da ciò che conosce o che potrebbe conoscere o che altri reputino possa conoscere. Se deroghiamo da questo assunto, allora la rappresentanza democratica non è più garantita, il medico non potrebbe parlare di sanità, l’avvocato di legge, il commercialista di finanze, il geometra di lavori pubblici e via di seguito. Valutiamo i fatti, non le congetture, altrimenti si rischiano le esperienze dei “processi alle intenzioni”, che alcuni “vecchi”, come me, ricordano tristemente e non vorrebbero davvero dover ripercorrere. Buona serata.

    (Tonino Fornesi)

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    • Vedo che non ci capiamo, eppure io parlo in termini più semplici dei suoi, ma non funziona lo stesso. L’unione con il S. Maria non funziona, come anche “C.S.” ha scritto molto bene. Nessuno sta difendendo strenuamente un’autonomia che senza autosufficienza non può esistere, io non l’ho scritto e non lo penso. Sono proprio d’accordo che la fusione sia la soluzione migliore, ma le ribadisco che in termini pratici non funziona, anzi. Peggiora il tutto. S’informi sul perchè, dopo di che le basteranno molti meno giri di parole per spiegarlo a tutti. Cordialità.

      (Sara Costi)

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