Sulla nuova Provincia la protesta dei sindaci della montagna

I dieci sindaci dell’Unione dei Comuni dell’Appennino reggiano esprimono profondo rammarico per il mancato inserimento di un sindaco di lista civica all'interno della lista dei candidati PD al consiglio provinciale come concordato con i primi cittadini di Viano, Carpineti e Villa Minozzo.

Infatti, oltre a disattendere un accordo assunto con le tre amministrazioni civiche, tale decisione riduce della metà la possibilità che la nostra montagna venga rappresentata negli organi decisionali della Provincia.

I sindaci dell'Unione stigmatizzano inoltre il mezzo stampa con il quale le tre amministrazioni civiche hanno ricevuto tale comunicazione.

Il frutto più amaro di questa scelta politica è che la nostra montagna, malgrado copra un terzo del territorio provinciale e nonostante conti forti peculiarità come il Parco, i paesaggi, i luoghi storici e altrettante fragilità come frane, cave, discariche, sarà rappresentata da un solo esponente montanaro su un totale di dodici eletti.

In questo modo le future scelte dell’amministrazione provinciale riguardanti il governo del territorio montano non potranno giovarsi delle specifiche competenze e preziose esperienze degli uomini e delle donne della montagna.

I dieci sindaci dell’unione dei comuni dell’Appennino Reggiano tuttavia manifesteranno una forte forza di coesione esprimendo una Presidenza unanime.

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7 Commenti

  1. Molto semplice, cari sindaci:
    1) blocco della discarica di Poiatica;
    2) chiusura dell’acquedotto della Gabellina;
    3) pensare ad altre forme di protesta forti da mettere in atto.
    Ma è possibile che nonostante 1/3 di territorio avremo solo un rappresentante? Che pagliacciata…
    Distintamente.

    (Roberto Malvolti)

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  2. Le posizione dei sindaci dell’Unione del Pd sulla poca rappresentanza della montagna nel nuovo ente di 2° grado della Provincia mi trova spiazzato. A chi si rivolgono visto che il nuovo Consiglio è stato deciso per la maggioranza nella sede del Pd provinciale? La montagna ha espresso unitariamente la candidatura del sindaco di Castelnovo ne’ Monti Enrico Bini; potevano scegliere un sindaco indipendente come da accordi.
    Comunque tutti ricorderanno le parole del segretario di zona montana del Pd, che proprio qui su Redacon ci spiegava in un dibattito aperto dalla Confcooperative che comunque la montagna non si doveva preoccupare perché il Partito democratico sarebbe stato il garante dei problemi e delle istanze del nostro territorio. Quindi vero rammarico o lacrime di coccodrillo?

    (Robertino Ugolotti, presidente provinciale Udc Reggio Emilia)

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  3. Questa comunicazione da parte dei sindaci mi fa un po’ sorridere. Se andiamo a prendere l’articolo di Teneggi nel quale si dicevano le medesime cose, loro non hanno detto niente, anzi il Fioravanti disse che era tutto ok, che il Pd ci aveva già pensato; visto che i sindaci fanno parte di un partito (la maggior parte) chiedano lumi direttamente ai loro dirigenti politici di questa scelta. Per inciso mi sembra che la lista sia prettamente politica (Pd infatti), quindi non capisco cosa c’entrino i 3 sindaci “avversari” inseriti nella lista. Mi pare di ricordare comunque che il tema della rapppresentanza territoriale sia già stato affrontato altre volte su questo giornale e che il coordinatore Fioravanti disse che il territorio non ha potere di voto e i cittadini sì, quindi anche se la montagna copre un terzo del territorio purtroppo non ci si puo fare niente.

    (Cittadino)

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  4. Il criterio di rappresentanza della legge Delrio è fallato e deve essere riparato urgentemente. Spiace che il PD, nonostante la mezza promessa di Fioravanti, si sia “dimenticato” di correggere nella pratica – almeno nella prima attuazione – questa mancanza.

    Intanto, per contribuire al dibattito sulla relazione tra città, pianura e montagna (rapporto di forza?), segnalo il contributo dell’assessore Tutino:
    http://parma.repubblica.it/cronaca/2014/09/26/news/piano_rifiuti_asse_parma-reggio_porta_a_porta_e_chiusura_inceneritori-96751130/

    Tutino si batte per la chiusura degli inceneritori, anche quello di Parma: per ospitare l’indifferenziato delle città e della pianura c’è Poiatica.

    (SC)

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  5. Si pensa di fare una protesta un po’ più incisiva e con un impatto maggiore o la protesta dei sindaci della montagna finisce qui?

    (Antonio Manini)

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  6. Ci uniamo al rammarico espresso dai dieci sindaci della montagna. Nelle briglie di una legge assai poco generosa verso il nostro territorio che a torto continua ad essere considerato la serie B, o C, della provincia (peccato, perché gli indicatori socio-economici globali individuano proprio nella montagna e nelle aree rurali in generale la méta delle generazioni del futuro, a fronte della sempre più probabile implosione del modello urbano, già in affanno) la politica (quella che ha i “numeri”?) aveva forse la possibilità di portare a casa un risultato diverso. Dar voce a un sindaco delle tre liste civiche nella nuova provincia (di cui ancora molto resta da capire e definire) avrebbe non solo rafforzato la rappresentanza del territorio all’interno dell’ente, ma anche concretizzato con un gesto tangibile ed esplicito il “nuovo corso” intrapreso con la neonata UNIONE dei comuni montani. L’apertura del Pd ad ospitare un consigliere non “targato” (poteva essere anche espressione di una minoranza di area di centro sinistra?) è stata un segnale positivo che ha fatto ben sperare. Ma “non si è trovato l’accordo”, dice il Pd. L’accordo era stato “assunto”, comunicano i dieci sindaci firmatari. Comunque sia andata, registriamo un fallimento: non si è trovata la quadra e ci si è fatti soffiare il posto, come sempre, dai comuni “della bassa”. Peccato. Ancora una volta a farne le spese saranno i nostri concittadini.

    (Lucia Manicardi e Enzo Scaglioni, lista civica “Villa Virtuosa” di Villa Minozzo)

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  7. Cari Sindaci della montagna quasi tutti PD, non vi lamentate. Avete avuto il ben servito. All’anima della democrazia diretta!!!!(Un uomo libero)

    (Bruno Tozzi)

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