Inaugurazione della Porta delle Pievi del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano a Filattiera il prossimo 4 ottobre

Pieve di Sorano

Pieve di Sorano

Sabato 4 ottobre, nella ricorrenza di Francesco d’Assisi, sarà inaugurata la “porta delle Pievi” del Parco Nazionale, presso la Pieve di Sorano, a Filattiera.

Questa antica chiesa, che si trova lungo la statale Cisa nel fondovalle del fiume Magra, in Lunigiana, è ubicata sul percorso della Francigena, l’antica via dei pellegrini che dalla Francia porta alle tombe di Pietro e Paolo a Roma.

Dopo la recente riscoperta e l‘attuale momento di forte richiamo anche a livello internazionale, alla pari di altri celebri vie che sono inserite ora nella più ampia rete dei “cammini d’Europa”, la Francigena guida e conduce anche oggi i passi dei molti che vogliono ripercorrere le vie verso i luoghi “meta” degli antichi pellegrini, simbolo del cammino stesso della vita e strumento di una ricerca religiosa che si vuole inserire nella grande tradizione del passato.

La Pieve, dedicata a Santo Stefano, con le sue inconsuete absidi in sasso di fiume, è stata riaperta al culto per il giubileo del millennio, mentre in precedenza, senza la copertura della navata centrale, era rimasta in uso come cimitero. Questa è tuttavia un luogo di culto antichissimo, addirittura precristiano: qui sono state ritrovate alcune delle “statue-stele” antropomorfe della Lunigiana che rappresentano il guerriero o la madre come archetipi e icone del divino.

La Pieve di Sorano è altresì crocevia di un secondo itinerario sacro antico e nobile: la “via del Volto Santo”, una variante della Francigena che conduce i pellegrini a celebrare ogni anno, il 14 settembre, un’immagine davvero singolare venerata a Lucca: il crocefisso ligneo “vestito”, che sorprendentemente guarda l’osservatore ad occhi aperti. Il Volto Santo, di provenienza leggendaria ma presumibilmente di origine orientale, è riprodotto o dipinto in molti luoghi, e suggerisce qui a Sorano continuità ma anche antitesi con l’antico guerriero di pietra.

Pievi, Chiese, Oratori, Monasteri ed Ospitali costellano sui due versanti le risorse naturali del Parco, ed a sorpresa sono più numerosi di quanto ci si potrebbe attendere; essi possono ricollocarsi lungo uno o più percorsi che incontrano l'esigenza di scoprire, da un particolare punto di vista, quello del “sacro”, il territorio del Parco Nazionale. Una “escursione” che abbraccia storia, cultura, arte e luoghi della religiosità attuale e tradizionale e, quando possibile, effettuata in modo da cogliere anche le ricorrenze temporali legate ai medesimi luoghi, e che sino ad oggi permangono nella memoria collettiva.

Per citarne alcuni: la Madonna della Ghiara o “Madonna di Reggio”, celebrata sia a Fivizzano che a Reggio Emilia il 29 aprile e/o l'8 settembre, rappresentata perciò nell’edicola del Passo del Cerreto; la Madonna Assunta il 15 agosto, alla quale sono dedicati numerose chiese e “sagre” in tutto l’appennino, Santa Maria Maddalena del Ventasso con i suoi pellegrinaggi del 22 di luglio, il Monte Argegna con il santuario “ad instar” e cioè “copia” della Madonna della Guardia di Genova l'ultima domenica di agosto, San Pellegrino in Alpe la seconda, e così via.

Le Pievi, che caratterizzano specialmente il territorio dell’Italia settentrionale (dal latino plebs, "popolo"), costituivano, dopo la caduta dell’impero romano, le sedi di giurisdizione civile ed ecclesiastica del territorio rurale e delle chiese circonvicine, e in esse erano riservate tutte le celebrazioni battesimali. Luoghi quindi in grado di caratterizzare, a differenza delle “vie”, il territorio e la propria appartenenza religiosa e civile in senso statico.

Il concorso fotografico espressamente dedicato alle pievi, che sarà realizzato a partire dalla inaugurazione, ha lo scopo di fornire nuovi stimoli e nuove suggestioni per riscoprire e rivisitare questi luoghi. Nei soli comuni del Parco, sono state individuate undici fra Pievi e chiese, distribuite in prima battuta su tre itinerari.

Il primo scorre lungo il percorso della statale 63, dalla Pieve di Castelnovo né Monti, dedicata a Santa Maria Assunta, con importanti arredi sacri e l’annesso ospitale per i pellegrini; l’Eremo della Pietra di Bismantova, centro di presenza eremitica prima e benedettina poi. Oltre il passo del Cerreto e l’Ospedalaccio, la Pieve romanica di S. Paolo di Vendaso, con importanti tracce protoromaniche. A questo gruppo si aggiunge la Pieve di Minozzo, meno antica, ma collocata nel territorio circostante in modo mirabile.

Il secondo passa dalla valle dei Cavalieri con la Pieve San Vincenzo, ricostruita sulle vestigia di un edificio romanico molto antico, la Pieve dei Santi Lorenzo e Michele a Monchio delle corti, l’abbazia del Linari, sul crinale appenninico, di cui rimangono solo le vestigia, e, in Lunigiana, la Pieve di Crespiano oltre a quella di Sorano.

In Garfagnana sono state scelte quella di San Romano, nel paese omonimo, e la piccola Chiesa di Santa Maria del Soccorso a Corfino, che contiene una pala di Pietro da Talada, pittore del ‘400 il cui nome è noto solo da alcuni lustri, ma che ha lasciato un patrimonio di opere di valore inestimabile e tutte riconducibili – alla pari del maestro - all’area dell’Appennino.

L’inaugurazione della “porta delle pievi” a Filattiera diventa l’occasione per sviluppare un progetto che ben a ragione il Parco Nazionale ha fatto proprio: individuare, nell'ambito di un percorso “attraverso” l'Appennino ed il suo Parco, quelle emergenze costituite dai “luoghi dello spirito”, intesi come tracce storico-culturali di una ricerca religiosa che trova nel pellegrinaggio la sua modalità di espressione e nel luogo di culto la sua tappa ed il suo traguardo simbolico.

(Giuseppe Piacentini)

 

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