“Discarica di Poiatica: odori persistenti”

Riceviamo e pubblichiamo.

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Lo scorso 23 novembre abbiamo avvertito le autorità competenti per i persistenti odori, entrando in discarica, segnalando e appellandoci alle istituzioni affinché vadano a fondo su una questione che è ambientale ma prima di tutto sanitaria. Evidentemente qualcuno ci ha ascoltati e ora la Procura di Reggio apre un nuovo e secondo fascicolo di indagine dopo quello sulla questione 'radioattività' ancora in corso.

Forse saranno percorsi lunghi su cui però abbiamo certamente più fiducia che nelle scelte (o non scelte) fatte dalla politica fino ad ora, una politica che ci ha deluso, mentito, stremato a più livelli.

Il biogas, quella puzza di gas metano, mista a rifiuti che si sente e invade la vallata è per noi un elemento di forte preoccupazione. Ci sono dentro componenti chimiche che si miscelano tra loro causando, a lungo termine e ad alti livelli, danni all'ambiente ma soprattutto alla salute. Nessuno può e sa dirci cosa e quanto esattamente abbiamo respirato in questi anni (lo scorso agosto denunciavamo lo stesso problema di esalazioni e giornate così sono all'ordine del giorno). Proprio per questo diciamo "adesso basta!", se ci sono delle responsabilità queste devono essere accertate.

Il 23 novembre Iren è stata sanzionata anche per aver lasciato il fronte scoperto di rifiuti da non si sa quanti giorni, violando le autorizzazioni ambientali e normative elementari per lo smaltimento. Rispetto alle uscite di gas, il problema persisteva anche nei giorni a seguire, segno di un'incapacità a risolverlo nell'immediato. Ci chiediamo se questo persistere delle uscite di gas sia dovuto ad una reale impossibilità a bloccarle o alla certezza di impunità di chi non rispetta la legge; certo che tanto solo i comitati e qualche singolo cittadino o associazione locale ostacola questa gente. Roba da poco per le dinamiche di potere.

Chiediamo quindi ora giustizia e rispetto delle leggi, perché non possiamo tacere e fare finta che questa situazione sia accettabile.

Qui si parla di diritti basilari a vivere in un ambiente tutelato e salutare. Il fatto che nessuno abbia fatto uno studio su noi, sulla popolazione residente, vicino alla discarica non significa che il problema non esista. Il problema c'è ed è sotto gli occhi o meglio il naso di tutti, solo che viene nascosto sotto il tappeto e ora il bubbone è scoppiato. Le persone dei comitati, le stesse che fino a poco fa furono tacciate di amoralità, allarmismo e interesse personale (?) hanno testimoniato e denunciato.

Ci appelliamo ora anche a chi sente gli odori, ai nostri concittadini: telefonate alle autorità,  al Corpo forestale territoriale, ad Arpa e al sindaco. Telefonate con la consapevolezza di fare l'unica cosa giusta: fidarsi del proprio naso e della giustizia e sperare che un giorno tutto questo finisca.

Venerdì ci sarà la prima Comissione discarica dall'insediamento della nuova amministrazione. In quella sede chiederemo che le sessioni siano aperte al pubblico e che chiunque voglia possa essere presente.

(Comitato "Fermare la discarica")

 

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