“L’edilizia sprofonda”

L’edilizia sta attraversando una crisi profondissima. Il dato emerge da una ricerca di Confartigianato Lapam sull’intero comparto: nel terzo trimestre del 2014 il numero di imprese artigiane delle costruzioni è pari a 409.222, con un calo del 3,2% rispetto allo stesso trimestre del 2013. In 5 anni hanno chiuso oltre 49 mila imprese artigiane edili. In Emilia-Romagna il dato è ancora più preoccupante, con rispettivamente un -9,2% e 5.697 imprese scomparse.

L’ultimo rapporto di Confartigianato Lapam sulla situazione del comparto delle costruzioni, conferma la difficile congiuntura economica che sta ancora colpendo duramente imprese e lavoratori delle costruzioni che dura ormai da troppi anni.

In 6 anni l'occupazione del settore è crollata in regione del 22% con meno 36.900 occupati, nell’ultimo anno si è assistito a un rimbalzo (+3,7% di occupati) dovuto, nel nostro territorio, principalmente ai lavori per la ricostruzione post sisma.

Dati negativi si sono registrati anche per i crediti erogati dalle banche: le imprese del settore costruzioni sono anche quelle che 'soffrono' maggiormente la diminuzione dei finanziamenti bancari e tra giugno 2012 e settembre 2014 lo stock di credito è calato del 10,3% rispetto alla flessione del 4,6% registrata dal totale delle imprese.

“Gli unici spunti positivi potrebbero arrivare dagli incentivi per le ristrutturazioni edili e il risparmio energetico – sottolinea Roberto Ferrari, presidenti edilizia infrastrutture Lapam -. Rileviamo come siano diversi (in Italia quasi 2,5 milioni di persone) i proprietari di immobili orientati ad effettuare nei prossimi 12 mesi un intervento di manutenzione sulla propria abitazione o sulle parti condominiali. Il rinnovo delle detrazioni è sicuramente importante, la proroga più volte richiesta è stata finalmente accettata: dobbiamo anche rilevare come il futuro del comparto sia legato a questi incentivi e non dalla costruzione del nuovo, vista anche la politica del cosiddetto ‘impatto zero’ da parte della Regione Emilia-Romagna. In pratica per ogni metro cubo costruito ex novo deve essere demolita la stessa cubatura”.

Infine Ferrari parla della ricostruzione post terremoto: “Le aziende che hanno sede nell’area del cratere sismico sono impegnate e c’è stato un oggettivo aumento del lavoro, quelle fuori dal cratere, in buona sostanza, devono cavalcare il tema delle detrazioni e degli incentivi”.

 

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Un Commento

  1. Ristrutturazioni, manutenzioni e efficienza/risparmio energetico: sono priorità concrete e attuali, ma anche strategiche, di medio e lungo periodo. Si è fatto ma non abbastanza e assolutamente non quanto si potrebbe fare. Su queste linee i privati, intesi come famiglie e consumatori, sembrano disposti a investire energie e risorse che potrebbero sostenere il lavoro e l’economia e migliorare i paesi, la vita e l’ambiente urbano e rurale. A livello nazionale ci sono misure riconoscibili. A livello locale c’è ancora troppa passività; non c’è una corrispondente azione di promozione e facilitazione. In sostanza si sta alla finestra. Tra l’altro è a livello locale che di possono proporre e realizzare progetti di collaborazione tra enti locali, associazioni, imprese, singoli proprietari e famiglie utenti.

    (Fausto Giovanelli)

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