Interrogazione parlamentare sul disagio causato da Enel

Riceviamo e pubblichiamo

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"A seguito di una pesante nevicata nella notte tra il 5 e 6 di febbraio corrente, già dalle prime ore di venerdì 6 si sono verificati black out elettrici nella città e nella provincia di Reggio Emilia. La situazione è parsa subito grave oltre che diffusa e dopo dodici ore dall'inizio, nella sera dello stesso venerdì 6, sulla base di stime degli enti locali, erano circa 65.000 le utenze prive di energia elettrica e tali sono rimaste fino alla mattina seguente. L'assenza di energia elettrica ha causato nella maggioranza dei casi il mancato funzionamento degli impianti di riscaldamento, lasciando al freddo per 24 ore decine di migliaia di persone.
Nella mattina di oggi, lunedì 9 febbraio, tre giorni dopo, in base a dati Enel, ancora 1.530 utenze in città e provincia non risultano collegate alla rete. Il lento e progressivo recupero della situazione non è ancora concluso ed ha costretto comunque interi paesi e quartieri della città senza luce e riscaldamento per tre giorni.
I dati forniti da Enel nelle tre giornate di emergenza sono stati intempestivi, ma anche parziali e incompleti per loro stessa ammissione, impedendo di avere un quadro preciso delle zone scollegate dalla rete, se non attraverso le segnalazioni, che comunque sono state raccolte pare prevalentemente dai Comuni e non da Enel stessa. Il problema è risultato dipendere da problemi alle reti Enel e Terna.
Situazioni simili si sono verificate in altre provincie della Regione Emilia-Romagna aggravando le condizioni di gestione dell'emergenza dovuta al maltempo, che già impegnavano le amministrazioni locali, la Protezione Civile regionale, le diverse strutture pubbliche e non meno imprese e singoli cittadini.
Oltre questo è inquietante constatare la fragilità della rete di distribuzione elettrica e in generale di un servizio pubblico fondamentale, a maggior ragione data l'interdipendenza con altri servizi pubblici. Pensiamo quindi che la risposta alle seguenti domande non sia solo dovuta con urgenza ai cittadini emiliani, ma debba servire più in generale ad orientare la gestione delle reti elettriche di Terna, Enel verso l’efficienza e la sicurezza.
Una così lunga ed estesa assenza di energia elettrica è al contempo una limitazione nell'organizzazione dei servizi di contrasto agli effetti del maltempo ed essa stessa una gravissima condizione di emergenza, che si è rivelata di maggiore complessità di gestione. Per quanto il territorio emiliano si sia abituato negli ultimi anni ad altre e gravi emergenze previste dai piani di protezione civile, il black out si è dimostrato difficile da gestire, non tanto e solo per la complessità intrinseca quanto per il comportamento del gestore della rete.
Il fatto più grave in questo quadro preoccupante è quanto avvenuto nelle prime 12 ore dopo l'interruzione del servizio.
Venerdì 6 febbraio, dopo l'interruzione della corrente elettrica nelle proporzioni sopra descritte, non è stato possibile avere alcun contatto con Enel, né da parte dei cittadini privati di energia elettrica, né da parte dei Comuni e dei Sindaci interessati. Dalle notizie di stampa risulta che neppure il Prefetto di Reggio Emilia sia riuscito a mettersi in contatto con Enel durante tutta la giornata.
Il primo contatto è avvenuto alle ore 18.00, dopo dodici ore di black out, al comitato di emergenza convocato dal Prefetto di Reggio Emilia, tramite un funzionario che si è dichiarato non in grado di rispondere alle domande dei sindaci e dei responsabili provinciali della sicurezza, preoccupati di conoscere gli elementi necessari ad organizzare servizi di assistenza per i problemi che l'imminente notte avrebbe provocato ai cittadini privi di luce e riscaldamento. Questo mentre già gli stessi enti erano impegnati a gestire, come di loro competenza, le operazioni di sgombero neve e problemi alla circolazione. Solo verso le 19,30 di venerdì 6 c.m. Enel ha fornito le prime informazioni e l’ammissione dell’impossibilità di ripristinare l’energia elettrica.
Questa prolungata assenza di comunicazione e di contatto da parte di Enel nei confronti di cittadini ed istituzioni pubbliche appare inspiegabile e ingiustificabile ben più di quanto non siano i fattori che hanno generato il black out e la conseguente emergenza.
Date le premesse, si chiede a Ministro degli Interni di conoscere urgentemente:
- come mai Enel non sia stata contattabile dai cittadini e dalle istituzioni per dodici ore dopo l'inizio dei problemi e come mai non sia stato attivata dalla stessa e da Terna una struttura di gestione di emergenza rivolta ad analizzare il fenomeno e dare informazioni tempestive e utili ad istituzioni e cittadini?
- come mai Enel e Terna non siano provviste di un efficiente sistema di rilevazione dei guasti e delle interruzione di rete, tanto per l'alta che per la bassa tensione?
- come mai si siano verificate queste estese interruzioni e se si ritiene che queste possano ripetersi, in Emilia o altrove, in ragione soprattutto della evidente fragilità della rete?
- infine si chiede di sapere quali provvedimenti il Ministero degli Interni intenda adottare, direttamente o tramite altri organi di governo, per, evitare che si ripeta la totale assenza di informazioni da parte di Enel e Terna nelle fasi di una emergenza che riguarda la rete di competenza e che si verifichino interruzioni così estese e prolungate di un servizio pubblico fondamentale."

Gandolfi Paolo
Incerti Antonella
Iori Vanna
Marchi Maino

Reggio Emilia, 9 febbraio 2015

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5 Commenti

  1. Povera la nostra Italia. Il numero verde di Enel che inizialmente almeno rispondeva chiedendo i dati, come è capitato nel mio caso, una volta annunciato un guasto nel mio comune (Carpineti) da tutt’altra parte rispetto alla mia zona, riagganciava. Poi, non sono più riuscito a prendere la linea. Poi mi abbandona anche la rete fissa Telecom… riesco almeno ad aprire il guasto (solo con il risponditore automatico), guasto che ad oggi non è ancora chiuso. Siamo dimenticati da tutti, ad eccezione che per il saldo delle fatture. Linee fatiscenti, non manotenute, sono la causa di tutto questo casino, si vorrebbe evitare l’esodo dalle nostre zone, ma come? Incentivando i cittadini ad un sempre più esasperato isolamento? Pazienza (e si fa per dire) che non ci sia wifi, ADSL (se non per qualche fortunato), ma almeno per la corrente elettrica ed il telefono, si provi a fare qualcosa di decente. Grazie. Vorrei fatti, non chiacchere all’italiana.

    (Davide Negri)

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  2. Tutta la mia olidarietà al personale di Enel distribuzione. Prima di rivolgere accuse all’Enel, qualcuno dovrebbe spiegarci perchè la “grande Enel” di un tempo non esiste più. Chiarisco che sono un ex Enel, ma senza timore di essere smentito posso dire che l’Enel era la più bella ed efficiente società italiana; era una grande famiglia, un fiore all’occhiello; la seconda società elettrica a livello mondiale, una società che il mondo intero ci invidiava. Quello che abbiamo oggi è semplicemente il risultato di una privatizzazione che ha portato l’Enel e tante altre società simili a questo risultato; e ora ci lamentiamo?
    Paesi come Castelnovo ne’ Monti o Langhirano avevano più di 40 operai e 10 impiegati; cosa è rimasto dopo la vendita o lo “spezzatino” fatto dell’Enel? Oggi lo vediamo, ma non era prevedibile? Il personale operativo rimasto credo stia facendo i miracoli per fare ciò che sta facendo, ma la loro buona volontà e il loro impegno potranno riparare i danni lungo le linee o nella cabine secondarie, ma altri danni non sono più riparabili.

    (Lino Franzini)

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  3. Meglio farsi una risata che farsi prendere dallo sconforto. Votano di tutto e poi fanno le interrogazioni. Tra un po’ quando avrete definitivamente demolito la Costituzione repubblicana e il 15 per cento dell’elettorato deciderà per tutti una interrogazione sarà d’obbligo. Devastazione totale del buon senso. Siete semplicemente ridicoli.

    (Luigi Bizzarri)

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  4. Unico commento che mi viene da fare, tristezza immensa. Forse ora risolveranno definitivamente i problemi.

    (Mattia Bussei)

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  5. Ogni volta che cambia l’amministratore delegato l’azienda di turno subisce le consuete ristrutturazioni volte, come si sentenzia, ad “efficientare il servizio con nuove dinamiche strutturali, riparametrazioni, cessazioni, acquisizioni management ecc. ecc..”. La missione vera è sempre e soltanto quella di far crescere le azioni della società in oggetto. Allora accade ogni volta che il sistema più veloce per ottenere questo è quello di intervenire sul personale di basso rango (operai e semplici impiegati) diminuendone semplicemente il numero. A questo punto gli azionisti sorridono vedendo crescere il loro effimero patrimonio, i cda deliberano premi ed emolumenti addizionali in denaro ai propri dirigenti e, sperando che faccia un buon inverno come speravano i malvestiti, si va avanti con queste strategie. Tutto bene?, peccato che a volte la natura ci torni a ricordare di esistere fregandosene del mercato e della finanza, così accade che a fronte di straordinarie (ma non tanto) emergenze ci si ritrovi nelle cosiddette “braghe di tela”. Il futuro? I parlamentari del Pd pongono interrogazioni?, ma la loro politica, così come quella di quasi tutti gli altri, non è stata quella di privatizzare? Non solo Enel, Ferrovie, Telecom, ma ad esempio le municipalizzate?

    (Angelo)

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