Auto scivola su lastra di ghiaccio

Ieri mattina al Bocco ss 63

La fotografia si riferisce a ieri mattina. Siamo lungo la statale 63 nella zona del Bocco di Casina.

 

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5 Commenti

  1. E’ scandaloso, sono anni che nel periodo invernale prima e subito dopo l’ultima galleria in direzione Reggio l’acqua attraversa la strada perché nessuno svuota i canali di sfogo laterali. E con l’arrivo del freddo e del gelo tutti gli anni qualcuno ci lascia la macchina (se gli va bene!).

    (Paolo)

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  2. È una vergogna!, bisognerebbe denunciare chi ha il compito di fare la manutenzione delle strade. Peggio del terzo mondo, mancano segnaletiche, strisce bianche per terra, le gallerie sono praticamente buie, ma tanto non cambierà nulla. Un tempo l’Emilia era una regione al top. Un tempo…

    (Fabio)

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  3. A parte che le macchine coinvolte alla fine erano più di una, io vorrei sapere chi paga, adesso. La colpa non è di certo di chi guida, perché anche andando piano la macchina non stava in strada! Comune o chi? Per non mettere un po’ di sale!

    (Cristina)

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  4. Carissimi lettori, nessuno può essere imputato in quanto sopra le gallerie troveremo il simbolo di strada sdrucciolevole. Forse allora non c’era, ma lo metteranno, inoltre la manutenzione è in mano a “global service”, intoccabile. Fosse stato un privato sarebbe stato immediatamente additato dai giornali.

    (Un montanaro)

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  5. Bastava pulire le cunette a lato strada e l’acqua non avrebbe “attraversato”. Guarda caso la sera era tutto in ordine, con le cunette pulite. Io sono passato un po’ prima dell’incidente incrociando tra la Vecchia e Vezzano il camion del sale, sperando che andasse sul posto dal momento che la strada era assolutamente pericolosa. Per fortuna non ci sono state altre conseguenze, ma davvero di questa rete stradale allo sbando non se ne può più. Spero che dirigenti ANAS o chi per essi, in un impeto di onestà intellettuale, provino ogni tanto un moto di vergogna per il loro operato. Comunque chi utilizza regolarmente la SS63 si rende conto benissimo dello stato di assoluta miseria manutentiva riservato all’arteria principale della montagna, quindi immaginiamoci le vie secondarie. Povera montagna.

    (Andrea Ganapini)

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