Anche la Lega nord prende posizione sul punto nascita dell’Ospedale S. Anna

Ora basta continuare a mettere in campo iniziative volte a un solo e chiaro obiettivo: muovere a vantaggio delle grandi strutture a discapito dei centri più piccoli che svolgono però una funzione di primaria importanza per quanto riguarda il sistema sanitario nel suo complesso”.

Così Gabriele Delmonte torna a puntare l’accento sulla decisione della sanità regionale di  chiudere il punto nascite all’ospedale “Sant’Anna” che avrebbe inevitabili e pesanti ripercussioni sulle famiglie delle borgate più disagiate: Cerreto Alpi, Succiso, il territorio di Ligonchio e Ramiseto e la Val d'Asta.

Ha perfettamente ragione il direttore di Confcooperative, il castelnovese Giovanni Teneggi, quando dice che questo è un pezzo di smantellamento della montagna – attacca Delmonte - Un attacco in piena regola che non ha precedenti e che, a dire il vero, non ha nemmeno senso. E’ evidente che ancora una volta c’è qualcuno che vuole segnare una nettissima differenza tra chi fa politica e chi vive nei territori della nostra montagna. Pensare di penalizzare le strutture che registrano un numero di nascite inferiore alle 500 unità è un sistema ragionieristico che nulla ha a che vedere con la prestazione di servizi che dovrebbe, invece, essere garantita alla nostra gente. Non si può continuare a guardare alla montagna come a un posto dove è bello andare in gita la domenica pomeriggio con la famiglia e riempirsi le parole di tutela e difesa del territorio solo in campagna elettorale. A fronte della continua assenza di politiche a favore del territorio, la montagna ha registrato l’ennesimo sopruso. E tutto – prosegue Delmonte – giustificato dalla necessità di risparmiare su tutto e su tutti. Una vergogna. Così come è vergognoso l’atteggiamento di Sel che con il suo esponente reggiano Yuri Torri, sul territorio dice una cosa e poi in Aula ne pensa e ne vota un’altra solo per mantenere una posizione che forse, sperano, possa garantire qualche poltrona in futuro. “Non è assolutamente possibile comprendere quali siano le ragioni per le quali al di sotto di 500 parti all’anno non si possa garantire sicurezza a 200 madri e bambini. Una follia che non solleviamo solo noi come Lega Nord ma che evidenzia tutto ilterritorio. Un territorio che si chiede che cosa abbia mai fatto di tanto grave per essere sempre trattato come il figlio povero. E’ ora che la Giunta e l’assessore Venturi la smettano di nascondersi all’interno dei loro uffici in via Aldo Moro e vengano a spiegare alla gente quello che stanno facendo. Magari, scoprendo i territorio dei quali parliamo, capiranno perché le loroproposte sono destituite di ogni fondamento”.

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3 Commenti

  1. Complimenti a Torri che come prima decisione importante vota contro la montagna! Solo il pensiero che nelle carte d’identità non ci sarà più scritto nato a Castelnovo ne’ Monti, mi fa male. Io sono montanaro, orgogliosamente montanaro, nato in montagna! Non voglio che i nascituri non abbiano questa possibilità. Yuri, ti facevo diverso, sbagliavo! Grazie invece a Gabriele, che a differenza di Yuri, capisce cosa significa identità. Capisce che le differenze sono un valore aggiunto, montanaro é una di queste

    (Chicco Ferretti)

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  2. Solo per precisare che non è stato ancora votato nulla riguardo la situazione del Sant’Anna. La sola risoluzione a favore della salvaguardia degli ospedali in zone svantaggiate (in quel caso di Novafeltria) ha ottenuto voto favorevole di SEL, PD, M5S e della stessa Lega Nord. A dimostrazione che su temi del genere la nostra linea è chiara e coerente, come risulta anche dal lavoro svolto finora nelle varie commissioni, e crediamo sia importante il contributo concreto di tutti senza sterili polemiche.

    (Yuri Torri)

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  3. Penso che quando siano in discussioni temi universali e trasversali come questo non debbano poter esistere posizioni “di partito”, anche perchè il bene comune è uno solo e non conosce colori.

    (Davide Negri)

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