Continua a fare freddo in alta Val d’Enza: stamani -2 gradi

FREDDOContinua a fare freddo in Alta Val d'Enza: stamani alle 6 nella zona di Taviano/Selvanizza si sono registrati -2 gradi. Ma il bilancio complessivo delle vacanze pasquali trascorse nel comprensorio montano del passo del Lagastrello è sicuramente da ko. Il freddo intenso che si è fatto sentire in Alta Val d'Enza nei giorni dedicati alla festività più importante per la cristianità ha messo in allarme il già tormenato bilancio dei commercianti delle terre alte che oltre alla persistente crisi economica che ha colpito nel profondo anche la montagna ora devono fare i conti pure con le "bizzarrie" del meteo che dai 20 gradi di alcuni giorni prima di Pasqua ha fatto scendere la temperatura di ben 20 gradi in poche ore proprio nei giorni festivi, facendo battere i denti dal freddo ai pochi turisti presenti.

Che nel periodo di Pasqua faccia tempo balordo e spesso freddo non è certo una novità... è quasi una statistica certezza, così come che a Natale ci sia aria tiepida. E non per niente i nostri vecchi saggi hanno inventato il proverbio: ''Nadal al balcon, Pasqua al tizon''. Ma se cominciamo con i proverbi... il mese di aprile è forse uno dei più “proverbi osi” dell'anno, da ''aprile dolce dormire'' a ''aprile non ti scoprire'', ''aprile ogni giorno un barile'': ma sono tutti proverbi che hanno una loro ragion d'essere.

I ritorni di freddo in questo mese ci sono sempre stati. Ad esempio, fra il 2 ed il 5 aprile 1983, sempre nel periodo pasquale, quando le nostre regioni furono interessate dal passaggio di fredde perturbazioni Nord atlantiche con la neve che scese di quota dai 1000 metri del Venerdì Santo ai 600 m di Pasqua sino ad arrivare a fondovalle la mattina del 4, Pasquetta, con fiocchi grossi come arance! Come non ricordare poi l'afflusso gelido del 6-9 aprile 2003, quando, nella notte fra il 7 e 8 aprile forti gelate colpirono tutte le terre alte con valori compresi fra -6°C e -8°C e il giorno 9 la neve cadde anche al piano.

E come non ricordare poi il 18-19 aprile 1991, quando, dopo un periodo quasi caldo che aveva fatto tirar fuori le magliette a maniche corte anche a noi montanari, si ripiombò in inverno con la neve che cadde anche su gran parte della pianura padana da Milano a Bologna.

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