Ligonchio / Il neocostituito Comitato “No alla fusione”: “Ecco i nostri motivi”. AGGIORNAMENTO – Comitato per il no anche a Ramiseto

"Siamo un gruppo di volontari che ha costituito il Comitato 'No fusione' di Ligonchio con l’intento di informare, attraverso pubbliche assemblee, i ligonchiesi sull’opportunità di non aderire, attraverso referendum consultivo, alla costituzione di un unico comune fondendo Ligonchio, Busana, Collagna e Ramiseto".

"Non abbiamo da proporre politici di grido - scrivono - non abbiamo interessi di poltrona o di partito, ma ci anima solo ed esclusivamente ciò che è utile e conveniente per il nostro comune".

Ed ecco i motivi addotti dal Comitato per il no alla fusione, elencati in una nota stampa:

1) la fusione non ha colore politico, non è di destra né di sinistra né di maggioranza né di minoranza (vedi intrusione del partito che da sempre ci governa allorchè si è proposta la fusione Villa Minozzo-Toano);

2) l’ostentazione con la quale i sindaci si stanno battendo per la fusione dimenticando enormi problemi esistenti sul territorio, mobilitando i partiti, i sindacati, in particolare quelli dei pensionati, le scuole, le associazioni: è un forte condizionamento che annebbia lo spirito democratico del referendum;

3) la perdita della propria identità: anni e anni di storia, sacrifici dei nostri avi per superare la crisi dopo la guerra, il ricordo di coloro che si sono battuti per difendere quelle strutture create con enormi sacrifici,  prima fra tutte la centrale di Ligonchio, che è il fiore all’occhiello ed il simbolo del nostro Comune;

4) la disomogeneità del territorio: Ligonchio e Ramiseto sono su due versanti opposti con esigenze, direzioni, progetti completamente diversi: l’unione è una cosa e la fusione un’altra. Dall’unione si poteva recedere in qualsiasi momento;

5) la mancanza di rappresentatività: ora a Ligonchio abbiamo un consigliere ogni 65 abitanti circa (più di uno ogni frazione): con il nuovo Comune avremo 1 o max 2 eletti, quindi un referente ogni 425 o, in una ipotesi remota, ogni 283 abitanti;

6) l’incremento della sfiducia nella politica per effetto di un innegato abbandono dei territori più decentrati con cittadini che in un mandato difficilmente vedranno il sindaco;

7) centralizzazione decisionale e amministrativa che avvantaggia il comune sede della nuova istituzione, creando una asimmetria rispetto agli altri comuni: il comune che ospita la nuova sede è esageratamente avvantaggiato di fronte ad un inevitabile tracollo dell’economia negli attuali capoluoghi ai quali verrà a meno una fonte sostanziale di reddito determinata dal giro di affari che si verifica giornalmente attorno all’"azienda" Comune;

8) il conseguente e inevitabile calo dei servizi quali poste (sede di Cinquecerri sarà la prima ad essere soppressa mentre a Ligonchio aumenterà da subito il numero delle giornate di chiusura), farmacia (che significato avrà il dispensario di Cinquecerri?), caserma dei carabinieri, banca, scuole,  ecc.;

9) lo scorretto e tecnicamente sbagliato incentivare le fusioni promettendo contributi: è uno specchietto per le allodole del legislatore per agevolare il passaggio: è chiaramente una constatazione ma di certo è che 15 anni è un tempo che non dà alcuna garanzia vista l’evolversi della politica nel nostro paese;

10) non è vero che c’è quello sbandierato risparmio: un approfondito studio fatto dall’Irpet, Istituto per la programmazione economica della  Regione Toscana, ha determinato che un giustificato risparmio si comincia ad avvertire per fusioni che danno luogo ad un comune con un numero minimo di  almeno 20.000 abitanti;

11) altro specchietto per le allodole creato ad arte perché il legislatore si è reso conto dell’abbandono in cui cadranno gli abitanti dei territori più emarginati è l’istituzione dei municipi negli attuali 4 comuni: 5 personaggi eletti nel contesto del consiglio comunale (sarà un problema trovare quei candidati) che eleggono un presidente, non retribuito, senza alcun potere. In buona sostanza un semplice passaparola con uno spiccato senso di volontarietà. Chi sarà disponibile ad assumere quell’impegno conscio delle lamentele che gli perverranno giornalmente essendo in grado di dare solo e sempre la stessa risposta:  riferisco?;

12) si rimarca di un comune più grande in entrambe le direzioni: popolazione e territorio. Ma la superficie, i 257 kmq. - comune più vasto della Regione – come si è valutato essere un beneficio? E’ più verosimile la teoria completamente opposta che ritiene che la vastità, già da ora difficilmente governabile, sia un grosso problema per il nuovo ente;

13) forte riduzione dell’armonizzazione delle politiche sul territorio e della trasparenza dei processi decisionali. Le località più decentrate saranno inevitabilmente escluse da ogni decisione e pressoché all’oscuro dell’attività amministrativa;

14) si parla sempre in questi casi di quei dipendenti ai quali una vittoria del no determinerà una loro messa in mobilità o catastrofe peggiore (esempi precedenti parco regionale, Comunità montana, ora provincia) ma non si parla della dotazione ed il rispettivo costo del personale del nuovo ente se prevarrà il sì, visto che dovranno accorpare gli attuali dipendenti dei 4 comuni oltre a quelli dell’Unione. Se si considerano i numeri (54) dove va a finire il risparmio?

15) i municipi, se pure piccoli come abitanti ma di estensione abbastanza elevata, costituiscono un insostituibile presidio per il territorio.

* * *

Così sono stati organizzati degli incontri - esattamente come fatto dal Comitato pro fusione - per spiegare le ragioni.

Queste le date, i luoghi e gli orari delle assemblee, "alle quali  invitiamo tutti, consci di essere latori di motivazioni valide e convincenti per resistere al tentativo di cancellare Ligonchio":

- sabato 23/5, Vaglie, ore 16, al Bar Alpino;

- domenica 24/5, Ospitaletto, ore 16, al Bar locanda Tini;

- lunedì 25/5, Montecagno, ore 20,30, al Bar Paoli;

- martedì 26/5, Casalino, ore 20,30, al Bar Tavaroli;

- mercoledì 27/5, Piolo, ore 20,30, Bar La Quercia;

- giovedì 28/5, Cinquecerri, ore 20,30, al Bar K2;

- venerdì 29/5, Ligonchio, ore 20,30, al Bar Lago.

* * *

Aggiornamento 20 maggio 2015 ore 15

Si fa vivo un comitato contro la fusione dei 4 comuni anche a Ramiseto. Ci scrivono: "In riferimento al neonato Comitato no fusione di Ligonchio facciamo presente la costituzione del comitato analogo anche a Ramiseto, con simili caratteristiche e obiettivi, senza scopi lucrativi, senza appartenenza partitica e senza interessi trasversali".

Sono in previsione anche in questo caso alcuni incontri con la popolazione.

Questo il calendario

* * *

Correlati:

“Fusione: soppesiamo bene i pro e i contro” (20 maggio 2015)

 

Agenzia Redacon ©
E' vietata la riproduzione totale o parziale e la distribuzione con qualsiasi mezzo delle notizie di REDACON, salvo espliciti e specifici accordi in materia e con citazione della fonte. Violazioni saranno perseguite ai sensi della legge sul diritto d’autore.

60 Commenti

  1. Indipendentemente dal come la si pensi riguardo alla fusione dei quattro comuni del crinale, l’iniziativa del Comitato “No fusione”, costituitosi a Ligonchio, dà modo di sentire in materia “l’altra campana”, così da poter quantomeno raffrontare le rispettive ragioni, il che non è poca cosa dal momento che il contraddittorio è, come si usa dire, “il sale della democrazia”.

    (P.B.)

    Rispondi
  2. Meno male che si è mosso qualcuno, altrimenti ci portano via tutto di quel poco che è rimasto. Cordialmente.

    (Un montanaro residente)

    Rispondi
  3. Volevo chiedere, quale sarà la sede designata del nuovo comune che si potrebbe formare? Visto che nelle diverse riunioni del comitato per il sì non si è affrontato questo problema. Forse per non creare malumori prima della votazione.

    (Lorenzo)

    Rispondi
  4. Vorrei capire: il punto 8 su quali riferimenti normativi si poggia? Sono previsioni in base a logiche di buon senso o ci sono dei fondamenti legislativi? Perché vengono associati in un calderone unico servizi tra loro diversi (farmacia, posta, caserma) che fanno capo a enti diversi? Per quel che riguarda le Poste, la chiusura o riduzione di apertura di alcuni uffici (Succiso, Cervarezza), è avvenuta in tempi di cui fusione non ne se parlava ancora. Quindi queste ventilate chiusure ipotizzate dai contrari che scopo hanno?

    (IC)

    Rispondi
    • Non servono e non si dovrebbero nemmeno richiedere normative dove è sufficiente avere senso critico e buon senso. E’ sotto gli occhi di tutti i comuni limitrofi a Busana l’accentramento dei servizi facenti capo a questo centro, in qualità di ente capofila di una Unione. Anche Ramiseto ha sofferto di questa egemonia vedendosi portare via alcuni dei suoi servizi territoriali e il processo, seppur lento, è costante ed inarrestabile. Non servono delle norme per capirlo: basta vivere il territorio.

      (Comitato “No fusione” – Ramiseto)

      Rispondi
      • Invece penso proprio che le normative vadano richieste per una questione di trasparenza verso i cittadini. Infatti affermare che verranno chiusi diversi enti sul territorio senza nessuna documentazione plausibile ma sulla base del “vedrete che con la fusione sarà così” mi pare una logica che col buon senso a poco a che vedere. Passando ai dettagli, nel punto 8 sopracitato si dice che chiuderanno le scuole. Vorrei chiedere ai promotori del comitato come fanno a saperlo e su quali fonti si basano. Infatti tali decisioni si basano sulla consistenza numerica degli alunni iscritti e fanno capo alla legislazione del Ministero dell’Istruzione le cui disposizione normative vengono recepite a livello locale dai competenti distaccamenti (ufficio scolastico regionale e provinciale). Fin ad ora è stato possibile tenere aperti plessi con pochi alunni in montagna perché esistono leggi che prevedono particolari deroghe per le zone montane. Tutto ciò per dire che prima di ventilare eventuali chiusure e profilare determinati scenari è necessario conoscere la normativa di riferimento.

        (IC)

        Rispondi
  5. Signor “IC”, in attesa che le venga data risposta, lei può dirmi dove sarà la sede del nuovo comune? Perchè anche su questo argomento si è ventilata la costruzione di una nuova sede, immediatamente smentita, o più giustamente si vuole ignorare l’argomento. Grazie infinite della sua risposta.

    (Alessandro N.)

    Rispondi
  6. Giusto l’argomento Poste: vi ricordate prima di essere chiuse definitivamente che era stato detto che rimanevano aperte due o tre giorni a settimana? Bene, questa è la fine degli attuali comuni se passerà la fusione, prima tante belle promesse, poi una volta fatto il guaio tutto finisce e sparisce.

    (Ramona F.)

    Rispondi
  7. Se finora non è mai stato detto dove sarà collocata la sede dell’eventuale nuovo Comune, come scrive “Lorenzo”, e non v’è ragione di mettere in dubbio tali sue parole, viene da pensare che si tratti per così dire di una “fusione a freddo”, dove molto se non tutto è ancora da decidere, lasciando di fatto aperta più d’una “incognita”, situazione che non sembra essere francamente l’ideale per chi, con l’appuntamento referendario, è chiamato a prendere una decisione abbastanza importante e delicata. In buona sostanza, troverebbe dunque conferma la personale impressione che, almeno fino ad oggi, siano state piuttosto generiche le notizie fornite circa il procedere di questa nuova entità, una volta che fosse istituita, impressione che avevo affidato ad un mio commento riguardante l’articolo di Redacon del 15 maggio, dal titolo: Concooperative: “La crisi della montagna va ben oltre Iren” / Ugolotti: “Serve impegno corale”.

    (P.B.)

    Rispondi
  8. Sono perfettamente d’accordo con il comitato “No fusione” di Ligonchio. Secondo la Cgia di Mestre ogni cittadino residente in Emilia versa allo Stato 10.490 euro ogni anno (tasse dirette e indirette). Ramiseto, Busana, Collagna e Ligonchio: in tutto 4355 abitanti (15° censimento Istat), versano oltre quarantacinque milioni di euro l’anno allo Stato italiano. Questo è quanto i cittadini dei quattro comuni del crinale pagano. Non male, considerato i servizi sempre più indecenti che riceviamo. Ci ritornerebbe una elemosina. 555mila euro (calcolo in media all’anno per 15 anni) che dovrebbero arrivare al nuovo comune “Frankenstein” secondo il documento del Pd, Analisi preliminare di fattibilità della fusione fra i comuni di Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto, pag. 30. Questi ipotetici 555mila euro sono un insulto all’intelligenza dei montanari. Altra conseguenza della fusione degli attuali quattro in un unico comune: le tre caserme dei carabinieri, Ligonchio, Collagna e Ramiseto che fine faranno? Saranno quasi certamente tagliate ad una, con meno uomini sul vasto territorio del crinale (e meno famiglie che vivono in montagna), con riduzioni di spesa e di servizi alla popolazione. E gli uffici postali? Da Succiso o da Piolo i pensionati dovranno andare a Busana per riscuotere la pensione? Questa è la politica dei tagli… contro le persone già svantaggiate e le aree considerate “marginali” del nostro paese. Chi amministra la nostra montagna si dovrebbe vergognare nel chiederci ancora sacrifici.

    (Alessandro Raniero Davoli)

    Rispondi
  9. Qua c’è qualcosa che non quadra: si dice di fondersi per risparmiare ma ci spiegate, comitato del “sì”, dove è il risparmio, se come volete fare credere resteranno i quattro municipi, più un quinto, che sarà la nuova sede? In più non credo che troverete tanti volontari a rappresentare i comuni gratuitamente come cercate di far credere, che saranno nei comuni solo a raccogliere lamentele, no, io non ci credo, mi dispiace per voi.

    (Ramona F.)

    Rispondi
    • Buongiorno, le rispondo da Assessore di Ligonchio, non percepisco nessuna indennità e nessun rimborso spese, faccio il volontario! Secondo, nessuno si sogna di fare una quinta sede. Prima di esprimere pareri o giustificazioni, si informi. Grazie.

      (Luca Cagnoli)

      Rispondi
  10. “Ramona F.”, ma quanta sicurezza ha lei. Pur non conoscendo atti o rimandando a cose certe lei sa già per certo che ci sarà un quinto municipio. Sa inoltre che che non si troveranno 5 rappresentanti quando invece non sa che nei Comuni sotto i mille abitanti già ora assessori e consiglieri sono praticamente dei volontari. Io, purtroppo per lei, invece sono favorevole alla fusione anche perchè per come stanno andando le cose preferisco farlo ora con degli incentivi piuttosto che esserne obbligato tra tre o quattro anni senza alcun aiuto. Preferisco la speranza ora, piuttosto che il terrore che i comitati del “no” stanno spargendo a mani basse.

    (G.L.)

    Rispondi
  11. Perchè tanto interesse alla fusione quando c’è una unione dei comuni consolidata che credo funzioni abbastanza bene nella razionalizzazione della spesa per servizi? Colgo l’occasione per ricordare che se prendiamo in considerazione le varie fusioni aziendali, molto pubblicizzate da economisti, hanno peggiorato nei servizi, aumentato i costi e ridotto il personale, il quale comunque usufruisce di ammortizzatori sociali a carico della collettività aumentando la spesa pubblica. Che cosa succederà se l’esito referendario sarà negativo? La Regione interverrà d’imperio?

    (Maria Bianchi)

    Rispondi
    • Signora Maria buongiorno, l’Unione dei Comuni dell’Alto Appennino reggiano è stata costituita nell’anno 1999 da lungimiranti amministratori (Luciano Correggi per Busana, Claudio Fiori per Collagna, Marco Tavaroli per Ligonchio e Francesco Zambonini per Ramiseto) per reperire risorse messe a disposizione da Stato e Regione Emilia Romagna con il preciso scopo di migliorare e ampliare i servizi forniti ai cittadini. L’ente citato cesserà di esistere, per disposizione di legge, il giorno 31 dicembre 2015. Nel frattempo i Comuni di Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto hanno dovuto aderire obbligatoriamente, per disposizione di legge, all’Unione Montana composta anche dai Comuni di Castelnovo ne’ Monti, Casina, Carpineti, Toano, Vetto e Villa Minozzo. Spetterà ai cittadini valutare se la missione che si è data l’Unione dei Comuni AAR, in questi quindici anni, abbia raggiunto il proprio scopo di mandato. Se la risposta è “sì”, per non disperdere ciò che è stato fatto, la fusione rappresenta la continuazione logica d’insieme. Non è una fusione aziendale “dall’oggi al domani”, ma è una condivisione di servizi, personale, risorse ed esperienze lunga quindici anni. Qualora la risposta dei cittadini sia “no”, il tempo ci sarà testimone nel valutare se il trasferimento di tutti i servizi al controllo dell’Unione Montana abbia i propri vantaggi. Cordiali saluti.

      (Frank, amico della Fusione)

      Rispondi
      • Signor “Frank”, per dovere di cronaca l’Unione non cesserà per disposizione di legge. L’unione cesserà perchè i Comuni del Crinale hanno fatto formale domanda di fusione alla regione, ben prima di avere il parere dei cittadini. Senza la richiesta di fusione l’Unione sarebbe rimasta tranquillamente in piedi e non avremmo dovuto spartire nulla con Castelnovo ne’ Monti, leggere legge regionale per credere.

        (Commento Firmato)

        Rispondi
        • In realtà no, è stata proprio la Regione a riconoscere come ambito ottimale la grande unione e non la nostra. La possibilità che avevamo a questo punto era o di procedere con la fusione o tornare a essere quattro Comuni singoli. Sostenere il contrario vuol dire dare una falsa informazione e lasciare intendere che il comitato del Sì è in malafede. Cordialmente.

          (O.C)

          Rispondi
  12. Tra il documento con i 15 punti e i commenti questo è proprio un bel minestrone.
    Non credo che sia utile mescolare le capre con i cavoli o buttare lì questioni prive di fondamento, ancor più inutile continuare a porre sempre le stesse domande che hanno già più volte ottenuto risposte.
    Sarei molto lieto di poter conoscere le argomentazioni che sostengono certe affermazioni, il buon senso citato non mi basta, non è un fatto ma un’opinione.
    “L’unione dei comuni consolidata” dall’1.1.2016 non ci sarà più, gli uffici postali aprono e chiudono per decisioni che non dipendono dai comuni, le caserme dei Carabinieri idem. Lo stato restituisce gli oltre 45 milioni di euro ai cittadini della montagna in molti modi, carabinieri, forestali, insegnanti, sanità, cassa integrazione, ecc …. forse in modo non adeguato ma cosa centra con la fusione? Senza fusione ne torneranno indietro di più di quei soldini? Se sì spiegatemi come e perchè!

    (Un altro montanaro residente)

    Rispondi
  13. Nel leggere come si conclude il commento di “G.L.” continuo a chiedermi, senza trovare risposta, perché mai, quando qualcuno esprime legittimamente una propria opinione, insorge qualchedun altro che lo accusa di spargere “terrore”. Ma forse, a ben riflettere, la risposta al mio interrogativo è molto più semplice e facile di quanto si possa pensare.

    (P.B.)

    Rispondi
  14. “G.L”, siccome lei è molto più informato di me lo dica apertamente che non sarà fatta la sede per il nuovo Municipio. Però su questo punto nessuno si pronuncia, non le sembra un po’ strana la cosa? Nessuno dice liberamente che non verrà costruita una nuova sede o quale delle quattro esistenti sarà la sede del nuovo Comune. A 10 giorni dal referendum forse i cittadini avrebbero il diritto di essere informati anche su questo punto che non mi sembra di poca importanza. Per quanto riguarda i rappresentanti sostengo fermamente che saranno problemi trovarli gratuitamente e senza nessun potere politico. Già si tribola a trovare i candidati per formare una lista (vedi Ramiseto e Busana, avevano una sola lista alle ultime elezioni amministrative). Inoltre mi fa piacere che lei sappia per certo che fra 3-4 anni si farà la fusione senza avere incentivi, mi dica a quale legge fa riferimento così me la studio anch’io. Naturalmente dell’opportunità di mettersi in unione con la grande unione montana non se ne parla, questo è tabù, chissà perchè, l’importante è fare la fusione.

    (Ramona F.)

    Rispondi
  15. Si dà per certa al punto otto la chiusura delle banche. Visto che sul territorio dell’Unione insistono diverse filiali facenti capo ad almeno 2/3 istituti di credito diversi, si dovrebbe porre la domanda ai diretti interessati. Quindi qualche organo di gestione dei suddetti istituti creditizi può confermarci o smentire tale ipotesi in caso di fusione?

    (Commento firmato)

    Rispondi
  16. Al signor “Commento firmato”: sta facendo confusione con calo dei servizi (si rilegga il punto 8) e chiusura dei servizi. Consideri ancora che noi siamo il comitato “no fusione” di Ligonchio quindi è ovvio che parliamo di servizi a Ligonchio e non certamente, per esempio, a Busana dove, nessuno lo dice, ma di certo ci sarà la sede del nuovo Comune. Crede che scalpiti di gioia più la banca di Ligonchio o quella di Busana?

    (Ilio Franchi)

    Rispondi
  17. Chi va a votare deve riflettere su questo: vogliono la fusione per razionalizzare le spese, cioè tagliare le spese. Ma tagliare le spese significa dare minor servizi al cittadino!

    (LD)

    Rispondi
    • Signor “LD”, buongiorno, le motivazioni di chi propone la fusione dei comuni di Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto sono anche altri e forse più importati. Considerato però l’appunto semplificativo da lei posto, è necessario presentarle un semplice esempio di risparmio che sicuramente non avrà incidenza sui servizi al cittadino. Il costo pagato annualmente per l’assistenza ed aggiornamento informatico dei gestionali utilizzati dall’Unione dell’alto Appennino e dai 4 enti aderenti per le attività istituzionali (5 gestionali per il protocollo, 5 gestionali per albo pretorio, 4 gestionali per i tributi, 4 gestionali di anagrafe-stato civile-elettorale, 5 gestionali per le determinazioni e le delibere, 5 gestionali per la contabilità finanziaria) ammonta ad 37.500,00 euro per un totale di 28 gestionali informatici. Se fossimo un unico Comune sarebbero 6 con un costo ridotto a circa un quarto della cifra indicata. Cordiali saluti

      (Frank amico della fusione dei comuni)

      Rispondi
  18. Aggiungo che si dovrebbero vergognare coloro i quali ieri sera a Taviano intervenivano continuamente con uno studiato atteggiamento tattico, tipico dell’ideologia politica emiliana di maggioranza, per contrastare i relatori del comitato “no fusione”, impedendo la relazione, l’ascolto delle argomentazioni, il libero dibattito.

    (Una montanara)

    Rispondi
    • Visto che si afferma “tipico dell’ideologia politica emiliana di maggioranza”, sarebbe interessante anche sapere chi sono queste brave persone cosicchè, in un’eventuale votazione, non si prenderanno in considerazione.

      (GC)

      Rispondi
      • Queste brave persone sono quelle che hanno a cuore il territorio e che ogni giorno si spendono per far sì che i servizi funzionino, ricevendo in cambio solo insulti e false insinuazioni. Non credo fosse uno “studiato atteggiamento tattico”, piuttosto credo che cercassero di spiegare a quei residenti di Taviano, che amano sentire solo una campana e non si sono presentati quando il comitato pro fusione ha fatto la propria riunione nello stesso luogo, che gran parte di ciò che è stato detto dal comitato “No fusione” è falso e discutibile. Signora Montanara, fossi in lei eviterei certi attacchi personali e mi limiterei a parlare della fusione o dei motivi per cui lei non è d’accordo.

        (G.C.)

        Rispondi
  19. La sede della nuova unione sembrerebbe essere stata individuata nel borgo di Cervarezza.

    (Una montanara)

    Rispondi
    • Buongiorno, assolutamente falso che la sede del nuovo Comune sia stata individuata a Cervarezza, assolutamente falso vi possano essere 5 Municipi. Signora Montanara, non dia informazioni da corridoio. Grazie.

      (L.C.)

      Rispondi
    • “Sembrerebbe”, “dovrebbe”, “si dice che”… Mi può citare la fonte di tali certezze? Grazie in anticipo.

      (Fabio Cerri)

      Rispondi
  20. Sono a chiedere al Comitato per il “no”, come mai non vi è traccia nei manifesti e nei comunicati del committente responsabile? Secondo, il sedicente Comitato ha ottemperato alle normative di legge per costituirsi? Informo che il referendum non è una cosa tanto per dire e fare, ha obblighi di legge ben precisi. Attendiamo risposta.

    (Comitato per il sì)

    Rispondi
  21. Vorrei rispondere direttamente a “Una montanara” ed al signor “GC”. Sono uno di quelli che dovrebbe vergognarsi perchè ieri sera era a Taviano a controbattere al comitato del “no”. Faccio notare che è un mio diritto partecipare alle assemblee, tanto quanto lo è di quelli del comitato del “no” partecipare alle nostre, si chiama democrazia. Infatti mi risulta che a Ligonchio ci sia stata una dura contestazione ad uno degli incontri, ma nessuno ha osato farne un dramma, nè tanto meno ha detto di vergognarsi a chi è intervenuto. Quindi io non mi vergogno affatto, rivendico il mio diritto di vigilare su ciò che viene detto contro le nostre motivazioni. Forse dovrebbe vergognarsi di più chi nel comitato del “no”, ieri sera, ha detto queste testuali parole (ci sono i testimoni): “A Ramiseto la gente si alza alla mattina presto e si rimbocca le maniche per arrivare a sera, gli altri Comuni di là invece si alzano alla mattina e cominciano a lagnarsi per tutto il giorno come avviene nel Sud”. Ecco, se queste sono le motivazioni del comitato del “no” capite a che livelli si vuole portare il dibattito quando si viene contraddetti con leggi e cifre. Si tranquillizzi il signor “GC”, perchè il sottoscritto non ha le benchè minima voglia di candidarsi, preferisco continuare a portare il mio contributo alle associazioni in cui opero da anni, ovviamente anche a me piacerebbe sapere con chi interloquisco, visto mi viene fatta questa richiesta. Cordialmente.

    (Fabio Cerri)

    Rispondi
    • Mi permetto di dire una cosa semplice, da spettatore. Il suo interesse per il “sì” non mi sembra del tutto disinteressato o dettato da uno spirito di unità del crinale. Forse un parente è dipendente dell’Unione e quindi con tutte le conseguenze del caso visto che è un ente destinato a chiudere?

      (Mario)

      Rispondi
  22. Se è vero che siamo in democrazia, (ma non ci credo) per fortuna che è nato anche il comitato alternativo al sistema. Sistema appoggiato da partiti di governo, sindacati ed altro (sistema montagna reggiana). Il sistema è impegnato a portare a casa soldi, presentando ai cittadini un progetto completamente vuoto, privo di contenuti concreti. Con i soldi che arriveranno in caso di fusione (certi o non certi?) si risolverà il problema del dissesto della montagna, della viabilità disastrosa, del calo demografico, dell’ invecchiamento della popolazione, della disoccupazione, dei problemi delle aziende montane lontane dei centri di approvvigionamento, delle scuole sempre più al limite dell’esistenza causa calo alunni? Nessuno si pone il perchè siamo arrivati a dover decidere se fondere o no quattro comuni storici? Non sarà che il sistema che propone la fusione è lo stesso che ha sempre governato la montagna! Prima fanno il danno, poi anzichè riconoscere lo sbaglio e ritirarsi, propongono una fusione vuota di contenuti e ne sbandierano l’utilità. Credo che una fusione, così come proposta, sia una sconfitta per il crinale, ridotto ai minimi termini da politiche lontane dalle nostre tradizioni ed errate. Comunque fusione o non fusione i problemi del crinale rimarranno irrisolti e si procederà con il solito sistema. Se vincerà il “sì” verranno sperperati ulteriori soldi pubblici, se vincerà il “no” si continuerà a spendere e ad investire nello stesso identico modo di oggi. Ho iniziato a dire queste cose venti anni fa in minoranza, ho continuato a dirle quindici anni fa come minoranza interna alla maggioranza, dieci anni fa in minoranza ed oggi liberamente le dico da cittadino ed operatore del crinale. Un progetto così importante doveva essere pieno di contenuti di vero rilancio della montagna e non soltanto una corsa ad una fetta di torta più grande, la torta è sempre la stessa se aumenta una fetta calano le altre! Se il progetto di fusione non passerà, gli amministratori dovranno meditare sul perchè e se passerà auspico un cambio di rotta totale, diversamente nulla sarà servito. Cordialmente.

    (Fabio Leoncelli)

    Rispondi
  23. Al “montanaro residente”. Per quanto riguarda le caserme dei Carabinieri la risposta è veramente semplice: nessun comune, a parte il capoluogo di provincia, e cioè Reggio Emilia, ha più di una caserma. Perché il nuovo comune con 4.355 abitanti dovrebbe avere tre caserme? Me lo sa spiegare, signor “montanaro residente”? (A proposito Nasseta, Ventasso, Pippo, Renzi, Frankenstein… come lo chiameranno?). Nessun beneficio arriverà dalla Regione; lo scopo della fusione è solo quello di risparmiare, ovvero dare ancora meno ai cittadini montanari. Se lei volesse leggere lo studio della Cgia di Mestre (Confederazione generale italiana dell’artigianato), link: http://www.cgiamestre.com/wp-content/uploads/2015/02/TASSEXREGIONI.pdf, scoprirebbe che dei denari versati per le tasse ogni anno dal singolo montanaro, 10.490 euro, 8.466 rimangono allo Stato, 1.147 alla regione e ai nostri comuni tornano solo 877 euro. Con la fusione l’obiettivo è di fare ulteriori economie e quindi (ci arriva anche un bambino) meno soldi al nuovo comune. Altre chiacchiere servono solo ad alzare polvere e a nascondere questa semplice verità: si taglia sempre ai danni dei più poveri e dei più deboli. Che in questo caso siamo noi. Saluti.

    (Alessandro Raniero Davoli)

    Rispondi
  24. Signor Frank amico della fusione, conferma che i cinque Comuni diventano un unico Comune e che i gestionali da cinque diventeranno uno, quindi cosa rimangono a fare le quattro sedi comunali se non avranno più i mezzi informatici per lavorare? Qua non ci si capisce più niente.

    (Ramona F.)

    Rispondi
    • Signora “Ramona F.”, buona serata, l’Unione dei Comuni dell’Alto Appennino Reggiano ha da tempo una struttura informatica per la condivisione dei propri dati, utilizzando una propria rete Intranet con IP d’accesso ristretto ai soli uffici dei Comuni ad essa aderenti: Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto. Il collegamento avviene per mezzo di un sistema wireless a banda medio/alta paritaria e cioè con 4 mega/bit in download e 4 mega/bit in upload, per permettere uno scambio di dati eguale tra gli attuali enti interessati. Col citato sistema possiamo operare su tutti i gestionali dell’unione, che hanno la caratteristica di essere costruiti con tecnologia web service e caricati su di un server centrale, tramite terminali periferici, posti nelle sedi di ogni Comune, mediante personale detentore dei permessi necessari. Ad esempio gli atti deliberativi dell’Unione possono essere prodotti, letti e stampati da qualsiasi postazione abilitata, installata nei quattro Comuni, senza necessità di far spostare fisicamente gli operatori. E così per ogni altro gestionale dell’ente Unione. Tenga inoltre presente che sulla stessa rete l’ente Unione ha approntato un sistema di funzionamento delle linee telefoniche interne dei Comuni aderenti, con l’acquisto nell’anno 2006 di 4 centralini telefonici aventi tecnologia VOIP, predisposti anche per il trasferimento di chiamate telefoniche esterne tra una sede municipale e l’altra. Qualora la volontà popolare indicasse la strada della fusione dei quattro Comuni, le tecnologie informatiche di base sono già presenti in ogni sede municipale, permettendo di operare sui gestionali del nuovo Comune senza problemi.

      (Frank, amico della Fusione)

      Rispondi
  25. Sono d’accordo “dalla a alla z” con il discorso del signor Leoncelli! È proprio un discorso di mentalità! Dovrebbe essere fatta una capillare educazione alle menti! Ricominciare da capo…

    (LD)

    Rispondi
  26. Grande Fabio, da sempre uno dei pochi che lavora per il bene delle nostre comunità.

    (Un amico di Ligonchio)

    Rispondi
  27. Ricordo che i cosiddetti politici che ci hanno governato così bene negli ultimi30 anni ci hanno portato allo spopolamento, nonostante un’ottima qualità della vita di media montagna. Ecco alcune perle della loro lungimiranza: viabilità inesistente nonostante due valli idonee, Secchia e Enza, macello avicolo di Busana lasciato miseramente fallire mentre negli anni il consumo di carni bianche è centuplicato. Hanno aderito dritti come fusi alle fusioni Agac, Enia, Iren, forse è il caso di non seguirli più, per il bene comune espressione che fa tanto di democratici.

    (FG)

    Rispondi
  28. Ricominciare da capo, siamo già tirati così e si fa fatica sia ad abitare che a lavorare su, nei nostri posti. Però non molliamo, almeno io e penso che la strada giusta sia la fusione. Saluti.

    (Montanaro)

    Rispondi
  29. Signor Frank, complimenti per le sue competenze informatiche e come Lei afferma i Comuni interessati già da tempo condividono piattaforme informatiche per cui ritengo che c’è già un risparmio di risorse finanziarie. Vorrei tanto che in questa discussione, a cominciare dagli Amministratori, ci fosse più chiarezza, meno politichese e coraggio nel dubitare la politica regionale la quale si arroga il diritto di prendere dei provvedimenti sempre e comunque a danno della collettività. Tengo a precisare, se non sbaglio, che tale delibera è stata votata da un Consiglio regionale i cui membri hanno sperperato denaro pubblico per usi personali: non aggiungo nient’altro.

    (Maria)

    Rispondi
  30. Ligonchiese d.o.c. voglio rimanere!

    (Un abitante di Ligonchio)

    Rispondi
    • Per l’“Abitante di Ligonchio”, se tutte le sue preoccupazioni sono di rimanere D.O.C., complimenti, la faremo diventare un prodotto del sottobosco da salvaguardare. Penso che un ragionamento così non è nemmeno da commentare. La faremo vivere in una riserva con scritto “Ligonchio”. Buona fortuna.

      (C.L.)

      Rispondi
      • Bravo “C.L.”, voglio proprio diventare una persona da salvaguardare e tutelare, non come adesso che siamo in mano a 4 politici che stanno rovinando tutto e tutti. Come siamo ridotti male!
        Cordialmente.

        (Un montanaro residente)

        Rispondi
  31. Però diteglielo al comitato per il “sì” che i libri di testo per le scuole elementari li passa il Ministero dell’Istruzione e non il nuovo Comune “fuso”. Nei volantini distribuiti dagli stranieri riportano questa bestialità.

    (Rita)

    Rispondi
    • Adesso però basta! Addirittura bestialità! Non si può più ragionare con serenità, la discussione sta degenerando verso toni che mirano alle paure più profonde. Chi è favorevole è additato come responsabile di tutto, chi è contrario può andare in giro a dire tutto e il contrario di tutto che comunque ha sempre ragione, anche se sta spargendo informazioni false a più non posso. Ho sentito addirittura dire che portano via i preti da Ramiseto e da Ligonchio! Ma ci stiamo rendendo conto o no ?! Come fa la gente (che invece di ascoltare le voci da bar dovrebbe avere il buon senso di partecipare alle assemblee) a decidere in serenità se vengono usati toni di questo genere ?! Credo che chi sta facendo saltare la fusione dovrà poi essere altrettanto convinto nel prendersi pubblicamente le sue responsabilità quando la gente si renderà conto delle difficoltà in cui ci stiamo cacciando.

      (G.L.)

      Rispondi
      • Quello che ho scritto è riportato nero su bianco su un volantino del comitato per il “sì”. Ringrazio il signor Franchini per la precisazione. Quello che volevo sottolineare è che non bisogna dare notizie fasulle tipo: se non passa la fusione i bimbi delle elementari dovranno pagare i libri di testo quando in realtà è un atto dovuto, fusione o non fusione, da tutti i Comuni. Ovvio che facendo ciò le critiche arrivano da sole. Non crede?

        (Rita)

        Rispondi
  32. I libri di testo delle scuole elementari sono pagati dai Comuni in tutta la nazione, è un atto dovuto, non dal Ministero. I libri di testo delle scuole medie, nell’Istituto Comprensivo “L. Ariosto”, sono per una parte consistente forniti in utilizzo gratuito agli studenti grazie ad un progetto finanziato dall’Unione dei Comuni dell’Alto Appennino Reggiano. Tale progetto ha permesso risparmi per le famiglie superiori mediamente al 50% della spesa da sostenere. Venendo meno l’Unione dei Comuni il finanziamento è realmente a rischio.

    (Lorenzo Franchini – Dirigente scolastico I. C. Busana)

    Rispondi
  33. Vorrei ricordare al signor Fabio Leoncelli che non sempre ha fatto parte della minoranza, ma al contrario ha ricoperto anche il ruolo di vice sindaco del CXomune di Busana quando sindaco era Luciano Correggi. In quel periodo, contraddistinto dall’assenza totale di una lista di opposizione, il signor Leoncelli nulla ha eccepito sull’operato dell’Amministrazione di cui faceva parte e che era sostenuta dal partito politico che da sempre amministra i nostri piccoli Comuni e che oggi avvalla apertamente la fusione. Quindi il signor Leoncelli prima era contro, poi a favore e oggi ancora contro quello che definisce il sistema, credo che forse un pochino di coerenza in più da parte sua non guasterebbe.

    (Marco)

    Rispondi
    • Gentile Marco, per prima cosa credo debba firmarsi con nome e cognome. E’ sicuro che in quel periodo il sottoscritto “nulla ha eccepito sull’operato dell’amministrazione?”. Se legge attentamente il mio commento trova scritto che ho fatto parte della maggioranza. Se poi le interessa posso farle avere infiniti documenti a testimonianza di continue opposizioni interne. Essere a favore di un sistema vuol dire, almeno per il sottoscritto, non sottostare a tutto ciò che piove dai palazzi alti: come mai da vicesindaco sono passato in seguito all’opposizione? Lascio a lei la risposta. Non credo comunque sia il caso di raccontarle il perchè di quella mia scelta, si informi comunque di quello che è stato fatto per la montagna in quegli anni e forse troverà risposta. Se gli amministratori di tutti i livelli cercassero il bene delle collettività e non degli interessi di appartenenza, come qualcuno ha perlomeno tentato di fare, forse non saremmo ridotti in questo modo. Critichi e non condivida pure i miei pensieri ma non citi la coerenza senza argomentazioni concrete. Cordialmente.

      (Fabio Leoncelli)

      Rispondi
  34. Ma infatti, il signor Leoncelli pontifica a destra e a manca come se lui non avesse mai fatto parte della politica che tanto critica. Sembra tanto nel giusto, solo lui.

    (G.L.)

    Rispondi
    • Tranquillo, signor “GL”, io non sono certamente nel giusto. Guarda quanti nascosti dietro una sigla, forse toccati nel vivo? Chissa! Non mi sbagliavo a dire che non siamo in democrazia, guai a non pensare come gli addetti ai lavori, guai dire “non condivido”. Consigli ai suoi amici “che sono nel giusto” che a volte riconoscere l’errore e cambiare rotta è molto produttivo. Se comunque crede che la politica abbia errato, almeno qualche volta, dia pure la colpa al sottoscritto, ne ho fatto parte! In questo modo non danneggia nessuno e rafforza il sistema del crinale, in pieno sviluppo sociale, ambientale ed economico. Ogni contributo può essere d’aiuto agli addetti ai lavori se visto e letto in maniera libera e senza pregiudizio. Mi scuso con i lettori di Redacon, non pensavo di sollecitare spunti diretti e personali che deviano gli argomenti generali e collettivi trattati.

      (Fabio Leoncelli)

      —–

      Pubblichiamo contributi non offensivi, sia pure “riparati” dietro una sigla. Consideriamo l’attività politica svolta come attività pubblica e quindi i riferimenti ad essa non ci sembrano possano essere catalogati come riferimenti personali. Ciascuno comunica come preferisce, ma certamente svetta chi si firma “in chiaro” e di questo, siamo certi, in cuor loro danno atto anche i “coperti”.

      (red)

      Rispondi
      • Che noia questi interventi che criticano chi usa nickname. Se la piattaforma lo consente è giusto che l’utente possa rimanere anonimo. E’ ben noto che nei forum con nickname gli interventi sono più vivaci e sinceri. Ci sono anche forum con obbligo di firma in chiaro e sono molto più paludati e noiosi. E’ questo che vuole, signor Leoncelli? Se la redazione “red” vuole che tutti gli interventi “svettino”, che vieti l’uso dei nick. Sarà interessante vedere cosa succede.

        (Nick Name)

        —–

        Che vuole che succeda… Abbiamo deciso di comportarci in questo modo pensando di stimolare anche chi, per motivi vari (a volte più anche più che comprensibili, ma altre volte meno), non scriverebbe. Chi scrive in chiaro, rispetto a quest’ultima categoria, ha evidentemente meno problemi di esternazione delle sue idee. Difatti, a fronte della maggiore “vivacità e sincerità” nell’esporre il proprio pensiero al riparo dell’anonimato, vi è anche chi, mercè esso, si sente più libero di “sparare” (sempre ovviamente con “vivacità e sincerità”). Dato tutto ciò, lasciamo libertà di scelta ma – ovviamente – ci riserviamo di moderare; come peraltro è d’uopo per un giornale (piccolo finchè vuole ma giornale). Ragion per cui, quest’argomento, che ogni tanto rifà capolino, dopo averle risposto lo richiudiamo. In attesa della prossima volta…

        (red)

        Rispondi
        • Gentile “NN”, le rispondo perché mi ha rivolto una domanda. Io non voglio nulla, ho contestato interventi non firmati semplicemente perché rivolti direttamnente ad una persona ed in questi casi al sottoscritto. Credo che per trattare argomenti generali si possa rimanere anonimi, ma rivolgersi ad una persona senza firmarsi é altamente scorretto.

          Fabio Leoncelli)

          Rispondi
  35. Il non firmarsi con nome e cognome, ma usando una sigla o altra espressione, trova motivo, per quanto mi riguarda, nel fatto che in questo modo chi legge dovrebbe fermarsi al testo, cioè al suo contenuto, indipendentemente da chi lo ha scritto, elemento quest’ultimo che potrebbe influenzare il nostro giudizio. Invece in questo modo, con sigla o altro, si “spersonalizza” il confronto e non ci si “rinfaccia” l’appartenenza politica o altre cose che semmai hanno nulla o poco a che vedere con gli argomenti via via in esame e discussione. Il discorso cambia di molto, e desta una qualche preoccupazione, se chi non si firma con nome e cognome, ma preferisce “ripararsi” dietro una sigla, lo fa per non esporsi, e per timore di poter incorrere in una qualche eventuale “ritorsione”.

    (P.B.)

    Rispondi
  36. Vorrei rispondere al signor Davoli il quale afferma che con il processo di fusione chiuderanno le caserme dei Carabinieri e lo fa attraverso una deduzione logica, ispirata al buon senso, tanto caro ad alcuni: “per quanto riguarda le caserme dei Carabinieri la risposta è veramente semplice: nessun Comune, a parte il capoluogo di provincia, e cioè Reggio Emilia, ha più di una caserma. Perché il nuovo Comune con 4.355 abitanti dovrebbe avere tre caserme?” La questione non va posta in questo modo, bensì in questo: in base a quale normativa o ordinanza ministeriale verranno soppressi tali servizi? Lei la conosce, sa citarla? Il nuovo Comune della Valsamoggia, in provincia di Bologna, sorto nel 2014 dalla fusione di diversi Comuni, ha mantenuto tutte le caserme preesistenti alla fusione. In ogni caso le suddette caserme sono presidi sul territorio del Ministero della Difesa e ad esso fanno capo. Eventualmente informazioni sulla loro riduzione vanno poste agli organi competenti, quali Prefettura, Arma regionale dei Carabinieri.

    (IC)

    Rispondi
  37. Volevo chiedere al “Comitato del no” di Ramiseto se oltre ai punti elencati e già discussi ci sono anche proposte progettuali legate al territorio. Mi spiego meglio: l’anno scorso i contrari al “no” di Ramiseto propugnavano la costruzione anche di grandi opere legate al risparmio di energie rinnovabili, quindi chiedo se c’è ancora questo tipo di proposte oppure ne sono sorte di nuove.

    (Commento firmato)

    Rispondi
  38. Nessuno impedirà di finanziare e di incentivare opere finalizzate al risparmio energetico, anche se andrà in porto come spero la fusione, anzi sarà più forte nel presentarsi ai bandi che appariranno e che interesseranno il nostro Appennino.

    (Montanaro)

    Rispondi
  39. Interventi certamente interessanti, ma poco propensi a valutare o capire i veri motivi della fusione. Nessuno ha indicato per esempio il rischio di essere definitivamente fagocitati e governati da comuni di ben altra forza demografica, economica e politica rispetto ai 4 comuni dell’alto crinale. Nessuno ha citato come mai vi è stata così poca informazione se non nelle ultime settimane, come se dal “Comitato del sì” vi fossero timori o dubbi a dare risposte concrete a chi ne aveva necessità. Non penso che chi ha un briciolo di intelletto possa pensare che la fusione debba essere fatta esclusivamente per quel piccolo contributo annuale anche da voi citato. È’ possibile che vi sia invece qualche interesse da parte dei comuni limitrofi e non solo, citati peraltro precedentemente, per impossessarsi e governare definitivamente l’alto crinale in futuro? Ma i dipendenti attualmente impiegati nei 4 comuni, oltre agli uffici che attualmente operano negli stessi, che fine faranno? Concretamente quali saranno i vantaggi dei cittadini residenti locali nel caso passasse il sì? È solo di carattere politico? Credo che “Fabio L” abbia posto alcuni punti di discussione importante, la dignità, l’appartenenza al territorio, alle proprie tradizioni ed origini, ma soprattutto un progetto vero sostenibile per dare slancio al crinale. Io penso che i nostri amministratori avrebbero dovuto spiegare meglio l’importanza di un progetto così importante (il tempo lo hanno avuto) che certamente presenta alcune falle, che ha bisogno di risposte, soprattutto chiarisca il dubbio che molti hanno riferito alla consapevolezza, che non vi sia nè soddisfazione nè ritorno alcuno per chi, come me residente, vede il proprio territorio di appartenenza, per la pochezza di questa classe politica, spopolarsi ed impoverirsi sempre di più, proprio nei nostri comuni, a scapito di altri ben più strutturati, consegnando così inesorabilmente il nostro destino ed il nostro futuro agli eventi, certamente evidenti agli occhi di tutti!

    (M.G)

    Rispondi

Lascia un Commento

Se sei registrato puoi accedere con il tuo utente e la tua password. Se vuoi registrarti al sito clicca qui.

Altrimenti lascia un commento utilizzando il form sottostante.

Powered by WordPress | Officina48