Chi ce l’ha con le volpi?

Riceviamo e pubblichiamo.

* * *

Volpe morta

Le volpi reggiane saranno ancora sbranate dai cani dei selettori? Le volpi reggiane saranno sottoposte a caccia 365 giorni su 365? Le volpi reggiane verranno ammazzate nel tentativo disperato di salvare i loro cuccioli dalla crudeltà umana? I volpacchiotti saranno fatti a pezzi nelle loro tane?

Ecco ciò che hanno subito negli ultimi anni le volpi a Reggio Emilia, con le autorizzazioni di chi ne ha il potere.

La legge prevede che prima di ricorrere a piani di controllo, cioè all'uccisione, bisogna ricorrere a mezzi ecologici. Sono stati utilizzati questi mezzi ecologici? Si è vietato agli ATC di liberare lepri e fagiani facile preda delle volpi? Se si immettono centinaia se non migliaia di questi animali, facile prede per le volpi, esse hanno grande facilità a trovare cibo quindi crescono di numero.

Non diteci che fanno danni, a nostra chiara richiesta la Provincia ci aveva risposto che non c'era un censimento di danni. Riteniamo che la loro unica colpa sia quella di essere considerate dai cacciatori dei “nocivi”, cioè degli animali che predano fagiani, lepri e animali che i cacciatori amano uccidere. Crediamo che l'altra loro colpa sia quella di essere un trofeo per i cacciatori.

Lo crediamo perchè la Provincia di Reggio Emilia ha perso un ricorso al TAR proprio su una delibera del piano di selezione. Lo crediamo perchè la Provincia ha sempre risposto in modo vago alle nostre richiesta di spiegazioni. Lo crediamo perchè il Presidente della Provincia non ha trovato tempo di risponderci in 6 mesi (la lettera appello è del 17 novembre 2014 Legambiente Val d'Enza, Amici della Terra e WWF Reggio Emilia) e quindi non ha preso posizione ufficialmente. Lo crediamo perchè alla nostra disponibilità di incontrarlo sul tema della caccia di selezione o piano di controllo alla volpe ha risposto con il silenzio.

Centinaia di volpi rischiano di morire tra strazi e tortura, le loro urla rimarranno inascoltate dai politici locali che autorizzano questi fatti.

Ed ora ecco una consulta venatoria indetta per il 29 maggio ore 14,30, potrebbe essere la data di condanna a morte per centinaia, migliaia di volpi reggiane. Chiederemo copia del verbale e già da ora chiediamo di bocciare e fermare quel piano perchè prima di approvarlo devono essere usati i metodi ecologici, lo impone la legge, prima bisogna vietare agli ATC di liberare fagiani e lepri a centinaia, poi se ne potrà parlare.

Amici della Terra – Avv. Rossella Ognibene

Legambiente Val d'Enza – Prof. Clizia Ferrarini

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11 Commenti

  1. Non serve annoiare chi di dovere con trattati di ecologia di comunità introducendo il concetto di sistemi preda/predatore. Per chi vuole basta studiarsi il modello di competizione Lotka-Volterra, internet è più che esaustivo sull’argomento. La soluzione, a mio modo di vedere, è di sfruttare per quanto possibile il principio di esclusione di Gause. Ogni “ambientalista” (se così si possono chiamare), sa di cosa parlo. Non disincentiviamo l’attività venatoria che sostiene in modo non trascurabile l’economia della montagna. Dal piccolo bar, al ristorante, ai semplici allevatori; non vado oltre ma di esempi ce ne sarebbero a bizzeffe. Non si può passare oltre questi aspetti, troppo di frequente viene fatto.

    (VP)

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  2. Questo succede quando si interviene in modo scriteriato sugli ecosistemi, ogni tentativo di controllo successivo non fa che peggiorare la situazione. Perché ogni tanto si predilige una specie a scapito di altre? Perché oggi vanno più di moda i lupi invece che le volpi?, eppure anche i lupi fanno danni, ma non è politicamente corretto parlarne.

    (Maru)

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  3. Il nocivo va sempre controllato e se si perde il controllo bisogna intervenire con tutti i mezzi, abbattimenti compresi, pure per i lupi.

    (Gianni)

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  4. La natura sa regolarsi da sola, solo l’intervento dell’uomo sa distruggerla ed in natura da sempre l’unico essere che può essere nocivo è l’essere umano, soprattutto se pensa di regolare le meraviglie degli ecosistemi con quattro fucilate!

    (MB)

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  5. Le lepri e i fagiani che vengono immessi nel nostro Atc non sono le uniche prede che utilizza la volpe per sfamarsi!

    (Sterminetor)

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  6. “VP”, rattrista vedere come Lei preferisca il denaro alla vita di esseri viventi. Le multinazionali fanno il suo stesso ragionamento. I nocivi sono tutti coloro che intervengono nell’ambiente ponendosi da dominatori e giudici, devastando un ambiente in cui bisogna convivere con tutte le altre specie animali. La legge, non noi, dice che bisogna attuare sistemi ecologici prima di sparare.

    (Legambiente Val d’Enza)

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  7. La legge dice anche che se i metodi ecologici non funzionano bisogna passare all’abbattimento, infatti non funzionano, le volpi sopravvivono anche se non vengono immessi fagiani e lepri. I nocivi siete voi ambientalisti, piantatela di mettervi contro la gente che ha passione per la venatoria!

    (Sterminetor)

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  8. Devo segnalare un personale fastidio nel leggere tutti i commenti pro o contro a queste vicende che, ogni anno, i sempre soliti ripropongono trincerati dietro sigle misteriose e anonime, quasi fossimo in un regime che non consente esprimere opinioni mettendoci la faccia. Oggi sarò in consulta venatoria ad esprimere la mia opinione, parlando a persone che vedo e conosco faccia a faccia.

    (Gioacchino Pedrazzoli)

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  9. Mi permetto, io amo l’ambiente, lo curo, lo coccolo, cerco di preservarlo, ma sono un essere umano e se non ho i “dindini” non vivo, non pago le bollette, non mangio. Ritengo che si debba trovare un equilibrio tra natura e umani, ma in alcuni casi le attività economiche “mal digeriscono” vedersi danneggiati dai nocivi. A tutti piace vedere gli animali, ma nessuno lavora per dar da mangiare a volpi o lupi; lo scontro tra chi vuole i piani di controllo e gli ambientalisti cesserà quando verranno pagati tutti i danni, compreso il mancato reddito, ma sino a quando per un “montone” da 600 € ti risarciscono 60/80 € il Lupo viene visto come un nemico. Cordialmente.

    (Roberto Malvolti)

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    • Finalmente un po’ di buon senso. Giusto volere risarcimenti equi e veloci, non giustificabile, a mio avviso invece, il giudicare dannoso l’animale che preda un selvatico, solo perchè noi lo si voleva sparare. Ma molto spesso il mondo venatorio utilizza i danni all’agricoltura come scusa per giustificare il proprio divertimento, mentre invece il prelievo è fatto solo in funzione del trofeo. Ad esempio, la percentuale di maschi di capriolo abbattuta è normalmente molto superiore a quella delle femmine, ma se voglio limitare i danni e di conseguenza il numero degli animali dovrei abbattere le femmine, o no? Cordiali saluti.

      (AG)

      Rispondi

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