Il Comitato per il no di Ramiseto ha concluso gli incontri pubblici

Riceviamo e pubblichiamo.

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Eccoci ormai arrivati al termine di un percorso che ci ha visti impegnati in una corsa contro il tempo.

L’occasione di potere parlare con le persone che vivono nelle frazioni del nostro comune, in maniera sinergica con il comitato di Ligonchio, ci ha dato l’occasione di riflettere ancora di più sul passo che ci accingiamo a fare domenica p.v. in occasione del referendum, che stabilirà finalmente se la popolazione è per il sì o per il no.

Noi abbiamo deciso di proporci come semplici cittadini, senza invitare persone di spicco del panorama politico, abbiamo cercato materiale in autonomia, abbiamo autofinanziato le nostre idee e abbiamo dato un’alternativa di pensiero alla gente che vive Ramiseto e che domenica voterà esprimendo, speriamo, un pensiero personale, libero e lontano da condizionamenti.

Non condividiamo l’idea del comitato del sì, formato in gran parte da amministratori in carica e persone che ricoprono ruoli istituzionali, non condividiamo l’appoggio di politici esterni e non abbiamo soprattutto avuto risposte.

I punti che noi abbiamo evidenziato non sono stati mai smentiti nonostante i nostri incontri nelle frazioni abbiano seguito sempre il medesimo iter, con le medesime modalità e ordine di intervento. L’obiettivo di un confronto crediamo possa essere la ricerca di una verità che qualcuno forse, in fondo qui, non vuole.

Crediamo che le responsabilità di come oggi è la montagna sia determinata in gran parte da chi la ha amministrata, da chi la ha assoggettata alle volontà della pianura, da chi non ha mai creduto che le risorse in gioco potessero costituire una ricchezza da amministrare e utilizzare come fonte di ingressi disponibili e come investimento per il futuro. Chiediamo ancora una volta alla popolazione di andare a votare, ma riflettendo bene sulla casella da barrare, non permettiamo che ci tolgano quel punto di dialogo che, seppur migliorabile, resta sicuramente il nostro più vicino punto di contatto con lo Stato. Non cancelliamo il comune, una fusione è per sempre! Andiamo a votare convinti per il no!

(Isabella Vaccari, Comitato no fusione Ramiseto)

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6 Commenti

  1. Io penso che amministratori e sindaci abbiano scelto la strada migliore per il nostro Appennino, invece voi del “Comitato del no”, che dite di non fare politica, invece la fate e anche senza democrazia. Non siete riusciti a fare una lista da presentare alle scorse elezioni, quindi per il nostro futuro del nostro Appennino voterò “sì”.

    (Montanaro)

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  2. Ricordo alla carissima Dott.ssa Vaccari che oggi vige il silenzio. Ma, visto la campagna scorretta condotta all’insegna delle falsità, c’era da aspettarselo. Complimenti a tutti.

    (Una ramisetana)

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  3. C’è un vecchio proverbio montanaro che dice: “chi mal intende peggio risponde”! Infine dichiarazioni così gravi senza un nome e cognome non fanno onore ai ramisetani.

    (Cristiano Dolci)

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  4. Era improbabile che qualcuno riuscisse a smentire le vostre tesi, alle vostre assemblee si potevano solo porre domande, chi ha cercato di parlare, brevemente, come il sottoscritto, è stato zittito e tacciato di essere un “agitatore”. Una strana concezione di confronto.

    (Lorenzo Franchini)

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  5. Cara Vaccari, avete portato tesi ed esempi (oltre a terrorizzare le persone) come se fosse oro colato e quando vi venivano portati in risposta altri esempi, beh, no, certo, non erano validi. Andavano bene solo i vostri. Forse un po’ più di umiltà nell’esporre le vostre motivazioni non avrebbe guastato. Dice infine che avete lavorato in sinergia con ligonchio?! Quindi deduco che in quel caso le diversità che tanto sbandieravate non esistevano. Coerenza a go go…

    (F.C.)

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  6. Fin troppo gentile, il signor Franchini, nel rispondere, visto il trattamento riservatogli nell’assemblea del “no” a Ramiseto. Una gran brutta figura del Comitato e dei più accaniti sostenitori.

    (Una montanara)

    * * *

    Crediamo che la disputa possa concludersi qui.

    (red)

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