“Sparavalle: commemorazione sì, ma monumento sbagliato”

Commemorazione Sparavalle 2Riceviamo e pubblichiamo.

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Oggi alla Sparavalle si è celebrata la commemorazione per l'eccidio del 10 giugno 1944. Come descritto sul sito dell'Anpi: "Le forze fasciste a cui si erano aggiunte quelle della gendarmeria tedesca, mossero lentamente da Castelnovo ne' Monti alla volta della Sparavalle. Nonostante l’evidente inferiorità di uomini, i partigiani riuscirono in un primo momento a bloccare l’avanzata nemica, tuttavia non resistettero a lungo. Ormai accerchiati sul fortino dello Sparavalle, per non farsi annientare, i partigiani ripiegarono appena in tempo dopo un pericolosissimo sganciamento svoltosi sotto il fuoco nemico. Durante la battaglia persero la vita Giulio Canedoli ed i cugini Ennio e Marino Gilioli".

Commemorazione Sparavalle 3L'evento organizzato dall'Anpi con la partecipazione della banda di Felina, il Comune di Castelnovo ne' Monti e l'Unione dei comuni consisteva in un corteo che partendo dal piazzale della Sparavalle si recava al momento dei caduti per posare un mazzo di fiori in segno di rispetto a chi ha dato la propria vita per ideali di libertà e democrazia.

Successivamente il corteo rientrava nel piazzale e le autorità, prima nella persona di Daniela Pedrini (sindaco di Busana) e poi con il vicesindaco di Castelnovo Emanuele Ferrari, cerimoniavano con discorsi profondi sui valori della Resistenza e sull'importanza della memoria. Gonfaloni, fasce tricolori, gli ultimi partigiani ancora in vita sul palco, banda e divise delle municipali hanno fornito un ottimo contesto per le riflessioni fatte dal presidente della sezione Anpi di Scandiano, Sig. Orles Ferretti, nel suo intervento conclusivo.

Figlio di un partigiano che in quegli anni “ha dovuto imbracciare un mitra”, dopo avere spiegato chi erano i partigiani che in quel 10 giugno 1944 persero la vita per un ideale, ha voluto ricordare a tutti i presenti che la memoria è qualcosa di veramente importante, più della retorica della politica, dato che si fanno cerimonie e bei discorsi ma poi si ripongono i fiori sulla lapide sbagliata distorcendo la storia...

Una occasione mancata, quella di oggi, per rendere vera giustizia ai 3 partigiani che in quel giugno 1944 persero la vita in "quelli della Sparavalle".

Al termine della cerimonia ufficiale il sottoscritto consigliere comunale e consigliere dell'Unione dei comuni del M5S si è scusato con il Sig. Orles a nome delle istituzioni di cui fa parte.

(Massimiliano Genitoni)

 

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3 Commenti

  1. Anch’io figlio di un partigiano e dall’età di 2-3 anni ho partecipato alle commemorazioni dell’eccidio della Sparavalle. Con assoluta tristezza leggo questo articolo. Mio padre e l’amico fraterno Otello Salsi, comandante partigiano della zona, organizzatori e partecipanti per circa 50 anni della commemorazione, non avrebbero mai permesso questa polemica assurda contro l’Anpi, unica responsabile in quanto organizzatrice dell’evento, per aver deposto il mazzo di fiori nella lapide sbagliata. Bastava solo semplicemente che un organizzatore dell’Anpi la spostasse di pochi metri e la mettesse nella lapide giusta. Cosa c’entrano i comuni e le unioni se l’Anpi si sbaglia a depositare i fiori? Oggi anche articoli sui giornali. Mio padre ed Otello avrebbero detto “vergogna” e sicuramente mi autorizzano a chiedere scusa, a nome loro, ai parenti delle vittime (anch’io lo sono diventato) per l’inconveniente. Tacciano per favore coloro che non c’entrano nulla con i partigiani e la Resistenza. Saluti.

    (Figlio di un partigiano)

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  2. “Quando il dito indica la luna lo sciocco guarda il dito”. Chissà perché leggendo questo articolo mi viene in mente questa famosa frase? A mio giudizio chi ha organizzato questa commemorazione e chi vi ha partecipato ha chiaramente dimostrato di voler ricordare con gratitudine i caduti della Sparavalle. Perché mai queste intenzioni e questo l’impegno dovrebbero essere sminuiti da una banale e soprattutto involontaria distrazione? I monumenti più importanti non sono quelli costruiti con la pietra ma quelli che trovano spazio nel cuore delle persone, anche se, lì, è più difficile depositarvi fiori.

    (Lorenzo)

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    • Perchè in alcuni casi la forma è sostanza e, seppure è vero che la memoria degli scomparsi alberga nel proprio animo, le istituzioni sono tenute, per decenza, a sapere almeno quello che fanno. E’ loro dovere, oltre che compito istituzionale. Certo non una sciocchezza.

      (Severo)

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