Legambiente: “A Poiatica non bastano le argille, torni il biostabilizzato”

Riceviamo e pubblichiamo.

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Legambiente Appennino reggiano chiede chiarezza sui progetti in corso per quanto riguarda la discarica di Poiatica, a seguito dell’interruzione del conferimento dei rifiuti e del completamento del 5° lotto.

Attualmente non ci sono informazioni pubbliche ufficiali a riguardo, nonostante le rassicurazioni dell’assessore Gazzolo che confermano la volontà di chiusura del sito, così come chiesto nei mesi scorsi da Legambiente.

Legambiente, per fare una breve cronistoria della discarica, ricorda che la giunta Errani addottò il piano regionale rifiuti (che dovrà essere approvato nei prossimi mesi, a seguito dello stop causato dalle dimissione di Errani) il quale individuava, oltre al TMB a Reggio Emilia, anche il proseguo dell’attività della discarica di Poiatica. L’allora amministrazione di Carpineti, contraria a quanto scritto nel piano regionale che prevedeva l’ulteriore conferimento di rifiuti, fece pervenire alla Regione le proprie osservazioni con la richiesta che la discarica accogliesse esclusivamente il biostabilizzato proveniente da trattamento meccanico biologico, e che fosse messa in sicurezza a seguito della chiusura del sito. Una posizione, quella del Comune di Carpineti, condivisa sia dalla provincia di Reggio Emilia che dall’allora  neonata Unione dei comuni.

Il disaccordo tra Comune e Regione portò l’amministrazione locale a fare ricorso al TAR di Parma contro la Regione.

Oggi, a distanza di un anno, non vi sono informazioni certe in merito alle decisioni contenute nel futuro Piano rifiuti regionale, sia per quanto riguarda la discarica di Poiatica che per la destinazione finale dei rifiuti della provincia di Reggio Emilia, una volta esaurita l’autorizzato a Sabar.

L’associazione si chiede se lo stato di abbandono in cui versa oggi il sito, possa considerarsi una condizione di sicurezza, e chiede inoltre se la soluzione dell’utilizzo dell’argilla per impermeabilizzare l’invaso della discarica sia sufficiente, e se il Comune di Carpineti e gli altri comuni limitrofi sono ancora d’accordo nel chiudere la discarica senza se e senza ma; ma soprattutto sono d’accordo di non usare la questione invaso e sicurezza per far passare la necessità di ricevere i rifiuti speciali.

Legambiente ribadisce la necessità della chiusura definitva della discarica e della sua successiva messa in sicurezza, così come previsto nel Piano regionale rifiuti adottato. Una chiusura che  creerà sicuramente delle criticità sul territorio reggiano, con l’inevitabile spostamento dei rifiuti oltre che verso la discarica di Novellara, anche su province limitrofe; a fronte di questo possibile scenario l’associazione chiede di intervenire con finanziamenti e interventi per la prevenzione e per migliorare e incrementare la raccolta differenziata in modo da ridurre quanto più possibile la quantità di rifiuto indifferenziato da mobilizzare.

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5 Commenti

  1. Legambiente… dilettanti allo sbaraglio!

    (E.M.)

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    • Sono pienamente d’accordo. Non si sono mai presentati a nessuna riunione sul problema discarica e adesso si mettono a predicare e a dare indicazioni sapendone poco o niente. Mah?!

      (Antonio Manini)

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  2. “Legambiente ribadisce la necessità della chiusura definitiva della discarica e della sua successiva messa in sicurezza, così come previsto nel Piano regionale rifiuti adottato”. Il Prgr adottato e momentaneamente congelato non prevedeva assolutamente la chiusura e la messa in sicurezza dell’invaso a monte della discarica, ma un ampliamento ben superiore a quello ipotizzato in precedenza dalla Provincia, con la concreta possibilità di estendere la propria volumetria oltre al perimetro limite indicato oggi nel PSC (ex Piano Regolatore) per la discarica. Infatti per non parlare di sesto e ulteriore settimo lotto si ricorreva all’escamotage di suddividere il sesto in due fasi (la prima di 260.000 t, la seconda da definirsi successivamente ma non inferiore alla prima). Sempre il piano citato da Legambiente prevedeva che Poiatica fosse una delle ultime discariche attive ancora nel 2020 in tutta la regione. Il biostabilizzato o compost fuori specifica CER 190503 (rifiuti urbani non differenziati sottoposti a trattamento meccanico) è un rifiuto speciale, ripetiamo, un rifiuto speciale. Quello che per intenderci è stato responsabile degli aerosol insalubri che appestavano la nostra vallata nel 2013. Quelli che Arpa non controllava minimamente per mancanza della strumentazione necessaria (famoso verbale NICAF redatto dopo sopralluogo sempre nel dicembre 2013). Quindi chiamateli pure rifiuti, senza cercare di dare un nome bio come lo si fa per il biogas che respiriamo tutti i giorni qui a Poiatica. Davvero Legambiente Reggio vuole mettere rifiuti a Poiatica? Se abbiamo capito bene, allora raccontateci anche voi la storia della vostra associazione, perché siamo sbigottiti, forse non abbiamo capito fino in fondo la vocazione. Sul sito Legambiente RE si indicano tra gli obiettivi:
    – l’ambizione di “pensare globalmente, agire localmente”, cioè di intrecciare la questione ambientale con le necessità e le aspirazioni dei cittadini in carne e ossa e con i problemi specifici della società italiana;
    – l’ambientalismo scientifico, fatto della scelta di fondare ogni iniziativa per la difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici e di accompagnare tutti i “no” con l’indicazione di alternative concrete, realistiche, praticabili;
    – un’attenzione prioritaria ai problemi legati al degrado ambientale ed urbanistico delle città e al nesso tra economia e ambiente;
    – un interesse costante per i temi dell’educazione e della formazione dei cittadini;
    – un approccio originale ed innovativo alle questioni legate alla conservazione della natura e alla politica delle aree protette, ispirato all’obiettivo di fare di parchi, oasi, riserve i primi laboratori di uno sviluppo economico e turistico equilibrato e sostenibile”’.
    Uno legge e dice “tanta roba, questi sicuramente una mano ce la danno nella nostra lotta” e invece… La domanda che poniamo ora a voi, dopo aver letto gli obiettivi e dopo i comunicati di questi anni è: quando, perché e con quale motivazione avete deciso un giorno di abbandonare la vostra vocazione ambientale per sposare arringhe in cui si parla di incentivare ancora lo smaltimento dei rifiuti e per di più in zone geologiche a rischio? Quando avete deciso che la nostra terra va ancora non tutelata ma aperta ai rifiuti? Sì, perché prima di parlare bisognerebbe quanto meno aggiornarsi sul fatto che la capacità di Poiatica è esaurita e quindi voi state parlando di ingrandire ancora una discarica attualmente piena. Di ampliarla e metterci altri rifiuti (biostabilizzato), in parole povere per noi che siamo montanari semplici. Strano perché in altre parti di Italia Legambiente sta lottando a fianco dei cittadini proprio contro l’utilizzo di discariche e dove può lavora per chiuderle: si pensi a Grottelline, Conversano, Battaglina, Monti dell’Ortaccio, Martucci, Falcognana. Qua a Reggio le rivogliono riaprire. Davvero Legambiente ci sta dicendo questo? Perché se è così allora non sappiamo se rispondete ancora in nome dell’ambiente o altro (per di più senza consapevolezza dei contenuti). L’una esclude l’altra, ovviamente, per ragioni etiche. Questa volta, visto l’insieme di contraddizioni e la visione carente ed approssimativa che una fonte importante come Legambiente ha fornito del problema, confidiamo che l’articolo, per i lettori che ancora non hanno compreso compiutamente il problema Poiatica passi inosservato. “Chiudere la discarica senza se e senza ma; ma soprattutto sono d’accordo di non usare la questione invaso e sicurezza per far passare la necessità di ricevere i rifiuti speciali.” Ecco su questo siamo pienamente d’accordo.

    (Comitato “Fermare la discarica”)

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  3. Legambiente Appennino reggiano, appena costituita e guidata dall’ex assessore di Castelnovo ne’ Monti Nuccia Mola, appare come emanazione politica del sistema che guida la montagna reggiana da almeno un ventennio. Come tale cerca di mettere il proprio cappello sul prezioso e faticoso lavoro del Comitato “Fermare la discarica” e di altri movimenti promossi e sostenuti dalla gente. Questa ricerca di una sorta di legittimazione tra i montanari va denunciata. Non si può salire sul carro dell’ambiente e della salute quando per troppo tempo si è sostenuta la tesi della legittimità della discarica di Poiatica con annessi e connessi.

    (Federico Tamburini)

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  4. Legambiente: esperti nello studio del paesaggio urbano e nel taglio degli alberi. I rifiuti, per l’amor di Dio, lasciateli perdere.

    (Ellebi)

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