“Castelnovo ne’ Monti? Un paese morto”

CM

Immagine del centro del paese (Foto Redacon)

Un breve pensiero di Adriano Antenore Ceretti, pubblicato sopra la larga lavagna del sito Facebook, ha dato "fuoco alle polveri". Polveri ricorrenti, in verità.

"Passeggiando per Castelnovo oggi (ieri, ndr) - annota Ceretti, 'schitarratore' che spesso e volentieri si presta per animare festicciole e case di riposo e che nei giorni scorsi ha presentato un cd insieme all'amico Sergio Cardone - mi sono sentito in un paese fantasma, la gente passeggiava svogliatamente, annoiata dal nulla, nessuna attività. Mi sono chiesto se era autunno, inverno, ma è la fine di giugno, abbiamo giovani pronti a divertirsi e a divertire, meno giovani, artisti vari locali; ma che cavolo di Unesco, forse vuol dire 'non esco', ma cosa abbiamo da offrire, i posti fantastici, ma le strade? L'accoglienza? I servizi? Siamo borghesucci senza voglia di fare, senza voglia di dare... sveglia. Feste a Groppo, Costa de Grassi, Ca' del Cavo, Vetto, Gombio, in qualsiasi piccolo borgo, ma a Castelnovo? Beh, ciao, benvenuti nel nulla o quasi (dimenticavo: il posto più affollato era il nuovo negozio dei cinesi, fate voi)". Non manca il post scriptum: "Non è che non attiriamo turisti, è che andiamo via anche noi". Diversi gli interventi a commento, in cui si rileva soprattutto che i giovani non san che fare, si parla di ubriachezza quasi fosse l'unico passatempo, si lamentano spesso impedimenti alla libera organizzazione di iniziative (impedimenti di chi magari chiede rispetto di orari e livelli di rumore), si sottolineano le divisioni intestine tra chi vorrebbe adoperarsi per la rinascita di una pro loco.

Alcuni frammenti: "ce l'hanno fatta a trasformare il paese in dormitorio" (chi è che ce l'ha fatta?); "dobbiamo andare a Reggio per vedere gente nuova"; "qui manca la voglia, tutto il resto sono scuse!"; "se manca l'affiatamento e l'entusiasmo non si va da nessuna parte"; "devo dire che le persone non hanno più voglia, c'è crisi e tanta paura, quindi chi ha una casa... si rinchiude"; "la nostra gente commerciale si è arenata a 15 fa e danno colpa solo alla crisi e nessuno ha voglia di rimboccarsi le maniche per far qualcosa"; "da troppo tempo ormai Castelnovo è come paralizzata da una soffocante cappa di conformismo" (tradotto?)...

Ma la discussione è piuttosto articolata e, nello scambio tra l'uno e l'altro "portatore di interessi", ne emergono questioni tecniche che richiederebbero risposte (in verità forse neppure tanto facili ed immediate).

Non è la prima volta che l'argomento è oggetto di dibattito. E' anzi ciclico, spesso proprio in coincidenza dell'inizio di una stagione estiva. Forse invece quel che scarseggia e invece servirebbe sono anzitutto 1) sapere quel che si vuole e 2) delle buone idee conseguenti.

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37 Commenti

  1. Credo che d’iniziative a Castelnovo nel periodo estivo ve ne siano molte. Il problema è che spesso sono poco partecipate a causa della concorrenza con altre feste o per mancanza di denaro (il crac Ina sarà molto pesante) o per mancanza di voglia. Venerdì e sabato sera per esempio c’è festa in piazza Peretti con gli amici tedeschi di Illingen, vediamo in quanti saranno in piazza e in quanti a lamentarsi su Facebook.

    (Alex)

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  2. Semplice spiegazione perché il paese è vuoto. Commercianti svogliati che non hanno voglia di reinventare la propria attività e di conseguenza manca il primo punto attrattivo per l’afflusso di gente. Punto due: il cittadino è diventato intollerante al volo delle zanzare e figuriamoci se può sopportare e non solo la sera, ma anche durante il giorno chiasso, musica e quant’altro. Però non bisogna scordare che quel cittadino che telefona a qualsiasi ente, forza, ecc. per far sì che si possa riposare anche di primo pomeriggio è il primo ad andare alle feste paesane, nei centri città, nei centri commerciali e addirittura complimentarsi con gli organizzatori. Ora, dal mio punto di vista professionale, noi che dovremmo essere la motrice di tutto ciò vorrei sapere dai perbenisti come facciamo ad affrontare oltre la burocrazia incessante, dispendiosa (e protettrice solo per le organizzazioni che dovrebbero essere no profit) anche quei “giovani cittadini” che non hanno altro che da fare di occuparsi di ciò che fa il vicino e soprattutto è una questione di intelligenza da parte di tutti far girare la propria economia dove si vive e non altrove dove tutto è più bello.

    (Cristian Camagnoni)

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  3. Il problema è che abbiamo l’oro a disposizione e non viene sfruttato. 10 anni fa avevamo predetto che saremmo finiti nel nulla e così è stato. Hanno voluto improntare un comune per il turismo over 60 e questo è il risultato. L’importante è non fare rumore d’estate come d’inverno, perché c’è gente che vuole dormire. Buonanotte, allora…

    (Sintesi perfetta)

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  4. Il dibattito sul turismo locale è sempre ampio e molto polemico, purtroppo, e non si ha mai il coraggio di dire le cose come stanno. L’ospitalità è ancorata a vecchi preconcetti e pare che il “turista” dia quasi fastidio (fatte le debite eccezioni naturalmente) ed i prezzi rimangono molto cari (motivo per cui sull’alto Appennino vengono i liguri-toscani e non gli emiliani). Solo per fare alcuni esempi: abbiamo un Parco nazionale ma non esiste (almeno il sabato e la domenica) un punto accoglienza ben visibile che poteva tranquillamente essere sistemato nei pressi delle cd “porte”, munito di materiale illustrativo e con servizio prenotazione (funziona in altri parchi). A Cerreto Laghi guai a creare una seppur minima isola pedonale, si ritiene che i turisti poi non vengano nei negozi della piazza centrale (andare a vedere cosa succede in Trentino). A Castelnovo, invece, la mattina negozi aperti (non tutti) e nel pomeriggio chiusura totale. Commento di un amico della città: “se devo venire fino a Castelnovo solo per prendere un gelato…”. O si fa un passo in più con intelligenza e convinzione, oppure si continui pure a discutere e polemizzare, ma qui i turisti saranno sempre di meno.

    (C.S.)

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  5. Tante lamentele, nessuna idea.

    (W. Orlandi)

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  6. Gentile Orlandi, legga bene per cortesia, nel mio (pacato) intervento di idee ce ne sono alcune (punti accoglienza, apertura domenicale negozi, zona pedonale). Nel suo programma elettorale alle trascorse amministrative, invece, non c’erano grandi idee.

    (C.S.)

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  7. Come dovevasi dimostrare, le colpe sono sempre degli altri.

    (W. Orlandi)

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  8. Credo che Castelnovo, a parte la Pietra, abbia poco per poter attirare gente da fuori. Di certo non vengono per passeggiare in via Bagnoli o per vedere le impalcature di via Roma. Il centro storico è in crisi da anni. Nelle piazze e a Felina ci sono molti negozi sfitti che di certo non danno allegria e alla domenica trovare un bar aperto non è facile. Quindi si dovrebbe utilizzare Castelnovo come centro da cui portare i turisti a vedere le meraviglie che il Parco possiede, come il Lago del Ventasso, il Pranda, Cerreto Laghi. Per chi ama i cavalli la Valle dei Cavalieri a Ramiseto, con i maneggi e le passeggiate, ecc. Credo in un turismo globale dell’Unione montana e non più uno vecchio e inefficiente legato al campanile.

    (Commento firmato)

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  9. Io frequento la piazza di Castelnovo come venti anni fa e il motivo è semplice: non mi interessano i 100 e più canali televisivi oggi disponibili, non amo Internet e non sopporto la “telefonite”, temo di essere però uno dei pochi. Ho la fortuna di girare un po’ l’Italia e propongo, visti in giro, tre temi. Per primo credo che l’Amministrazione comunale debba cominciare a incontrare la gente non nella sala del Consiglio, ma fra i tavolini dei bar, per carpire qualche idea e per ricostruire una Pro loco viva. Due, non possiamo continuare a pretendere o accontentarci di ciò che organizzano a Castelnovo i due tre commercianti che organizzano la “Notte rosa”, meravigliosi per impegno ma poco propensi alle contaminazioni. Tre, ritrovare attività di interesse, di quelle che in passato abbiamo apprezzato. Non occorrono grandi concerti per 5000 persone, ma attività anche per qualche decina. Una chitarra che suona dal vivo è sufficiente per andare a prendere il gelato in piazza anzichè nel frigorifero. Pedonalizzare qualche area per vedere i bambini giocare alla sera in piazza, trovarsi ad ascoltare due barzellette raccontate da un passante senza che sia targato Zelig. Il mio mentore è Claudio Gilioli, il suo club della vita bassa e la festa della montagna. Cose semplici, di impatto organizzativo ridottissimo, ma che si accostano perfettamente a Castelnovo e permettano di riscoprirlo: ritmi slow, cibi slow, buona vita.

    (MC)

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  10. Occorre poco per far felici molti o pochi, basta rendere felice qualcuno, anche solo uno, e non occorrono grandi mezzi, basta la disponibilità, buona volontà e che qualcuno fiscale lasci fare. C’è gente, compreso me, che fa per nulla e non sono l’unico, quindi… Certo che se vogliamo Ligabue o Vasco Rossi tutto cambia, ma non mi sembra che sia l’esigenza di noi castelnovesi, vogliamo solo sentirci vivi, almeno un periodo dell’anno e possibilmente senza spendere nulla, visto che non ne abbiamo e tutti ce ne chiedono.

    (Antenore Ceretti)

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  11. Ok, idee buone. Per renderle operative metto a disposizione la mia esperienza e il mio tempo. Chi ci sta?

    (W. Orlandi)

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  12. Prima cosa, basterebbe che la gente uscisse di casa, serve sempre un motivo? Io vado al bar per chiacchierare, a passeggiare per salute, ma anche perché camminare a piedi è l’unico modo per incontrare altri umani desiderosi di vita. Una grande donna diceva che c’è un tempo per ogni cosa nella vita, nella giornata c’è un tempo per lavorare, uno per pensare, uno per giocare. Dopodiché, dal momento che questi umani iniziano ad incontrarsi, inizia il dialogo e dal dialogo lo scambio, le necessità, i progetti.

    (Simona)

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  13. Ritorno nuovamente a proporre iniziative di quartiere e non eventi unici e dispendiosi di paese. Non trovo, personalmente, utile ed economicamente produttiva la “Notte rosa” a Castelnovo. La ritengo una idea superata e anacronistica. Avevo (e rinnovo) proposto iniziative di quartiere per Castelnovo da dividere in due mesi, dal 20 di giugno al 20 di agosto, con feste nei cinque quartieri del centro, Sarzassa, piazza Gramsci, piazza Peretti, piazza Martiri e piazza alta del mercato, di fronte a pescheria. Eventi a base gastronomica organizzati dai vari bar di zona, con la partecipazione economica dei commercianti di quartiere. Incontrarsi periodicamente in ciascun quartiere per stilare ognuno un programma di piccoli eventi e poi metterlo a confronto con gli altri quartieri. In questo modo si riuscirebbe a tenere vivo il paese per due mesi, i mesi cruciali per i commercianti. Buttare 30-40-50mila euro per una sola iniziativa notturna, che non servirà ad avviare o mantenere in vita il commercio del paese, credo sia fortemente sbagliato. Prendere esempio da Reggio città. I mercoledì rosa sono una magnifica iniziativa, proposta per diversi mercoledì durante l’estate e che fa girare la gente per la città. Sono queste le iniziative da copiare. In questi mercoledì rosa a Reggio, ogni quartiere della città propone qualche iniziativa. E funziona! Creiamo gruppi di lavoro per ciascun quartiere, confrontiamoci ed organizziamo. Chiaramente siamo troppo in ritardo per quest’anno, ma c’è il prossimo Natale, la prossima Pasqua e la prossima estate. Partiamo per tempo e proviamo a ragionarci sopra tutti. Forse, non si sa mai… che il paese si rianimi.

    (Fabio Mammi)

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    • Ciao Fabio, ti aspettavo al varco. Voglio ricordarti che prima dei mercoledì rosa a Reggio c’era la Fresca Spesa a Castelnovo e che siamo stati tra i primi, in provincia, a proporre questo tipo di iniziative. Ti stilo un evento che tu puoi tranquillamente organizzare alla Sarzassa. Piazzetta a fianco del bar Castello, palco e seggiole, credo che il Comune non abbia problemi a prestarli così come a chiudere via Roma per qualche ora. Qualcuno che si presta a leggere una satira, cantare una canzone con il solo scopo di incontrarci non dovrebbe essere difficile scovarlo fra i frequentatori della zona. Io a dare una mano ci sono. Cominciamo con un piccolo passo.

      (MC)

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    • Nei miei ricordi di bambina rivedo i “madonnari” che coprivano via Roma con i loro meravigliosi disegni a gessetto. Impatto ambientale uguale a zero, partecipazione invece tantissima. Sarebbe bello, per me, poter ammirare di nuovo i capolavori che questi artisti riproducono sull’asfalto con tanta perizia. Che dice, sarebbe apprezzato o per attirare gente bisogna sempre proporre musica altissima e birra?

      (Cristina Casoli)

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  14. Poco tempo fa sono andatao all’isituto Merulo per sentire musica di diverso genere, allo scopo di raccogliere dei fondi per la ricostruzione della statua di S. Benedetto. Ottima iniziativa. Al termine della manifestazione ho chiesto al Maestro Gandolfi, visto che abbiamo questa fortuna, perchè l’Istituto Merulo non attivi con scadenza mensile dei piccoli concerti dei propri allievi, ovviamente con un piccolo contributo, che credo non farebbe male all’Istituto. Non si potrebbe sostenere questa richiesta? Inoltre abbiamo anche un bel teatro e siccome la Merulo jazz band è una realtà consolidata, non si potrebbe farla esibire, pagando ovviamente, con scadenza anche lì mensile? Cosa c’è di più bello della musica dal vivo? Potrebbero diventare degli appuntamenti fissi che potrebbero attirare persone interessate anche proveniente da altri luoghi.

    (Raimondo Luzio)

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  15. Perfetto, “MC”, ed altrettanto buona la proposta di Luzio. E’ proprio questo che io intendevo. Gente che nella community di Redacon possa esprimere le proprie idee e proporre le iniziative che albergano dormienti nel loro cervelletto e manifestarle, crearle dargli forma e vita. Questo era il mio proposito. Solleticare l’iniziativa collettiva. Hai ragione, “MC”, avevamo i venerdì di Fresca spesa, ma devi ammetterlo anche tu che le ultime edizioni erano sconsolatamente desolanti. Ti facevano passare la voglia di girare per Castelnovo, proprio perché non vi erano iniziative che vivacizzassero la serata. Un paese non lo tieni in vita semplicemente tenendo aperti i negozi. Dobbiamo concentrarci nel piccolo, perché “piccolo è bello” “piccolo è gratificante”. Una volta, quando facevamo le feste della Sarzassa, con la bruschetta, con i balli latino americani, con le drag queen interpretate da energumeni del posto, con le brasiliane che ballavano per la via, allora c’era divertimento, c’era la via interamente coinvolta. Si usava dire tra noi commercianti: facciamo la festa innanzitutto per divertirci noi. Poi di conseguenza si divertiranno tutti coloro che verranno. Questo è lo spirito giusto per rifondare e ricreare vita in paese. Ma dobbiamo essere coinvolti tutti, non limitarci a delegare. Dai “candom”!

    (Fabio Mammi)

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    • Lascia stare, Fabio, se lo fai al massimo metti insieme 20 persone e se chiudi via Roma ti becchi 100 lamentele e forse 1 denuncia. Come dice Crozza imitando un nostro politico “Te lo dico d’amico, fatti i c…. tuoi che Castelnovo è già morto“.

      (Un amico)

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  16. Interessante la proposta di “MC”, a Felina si sta già facendo, lo scorso anno pizzata al Belvedere, ieri sera alla Magonfia. Una pizza, quattro chiacchiere in compagnia ed è subito aggregazione. Bella idea.

    (C.)

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  17. Ringrazio “l’amico” per il consiglio. I consigli bisogna sempre ascoltarli, ma non è detto che si debbano seguire. Le lamentele ci sono e ci saranno sempre. Chi fa, spesso subisce critiche, ma anche apprezzamenti. E’ chi non fa, che è certo di non esporsi né alle une, né tantomeno agli altri. E’ necessario fare delle scelte per cambiare le cose. Certo. Sono anche convinto che il paese possa e debba essere pedonalizzato in occasione di queste iniziative. Sono vetuste le opinioni secondo le quali se togli le macchine dal centro, togli gli acquirenti dai negozi. Tutte stupidate. Se non altro perché non c’è la controprova. Ogni qualvolta si è provato a chiudere il paese, i commercianti (solo alcuni, in verità) han strepitato fintanto da far desistere dall’iniziativa. Si deve prendere il coraggio a due mani e cambiare. Al punto in cui si trova il commercio oggi a Castelnovo non si può certo peggiorare. Non mi preoccupo delle 100 lamentele e ancor meno della denuncia. Se l’iniziativa parte dalla maggioranza dei commercianti, con l’approvazione della maggioranza dei cittadini, il resto è inconsistente. E se il paese deve ritornare a vivere, vanno bene i cantastorie, vanno bene i madonnari e va bene anche la musica fino all’una di notte. Tempo per dormire ne avremo st’inverno. Il paese ha dormito fin troppo, fino ad ora. E’ ora di svegliarsi, gente!

    (Fabio Mammi)

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  18. Cari Signori, qualche anno fa il dibattimento si svolgeva sulle troppe chiusure delle piazze per piccole feste come festa country, festa gemellaggio Illingen e altre. Ora che non le fanno più, causa lamentele negozianti per il disturbo della piazza chiusa (ora è aperta ma deserta) e abitanti per il volume della musica troppo alta (all’1 queste feste finivano), mi chiedo cosa si vuole. Facciamo le feste non va bene perché si fa troppo rumore, si chiude una piazza, non le facciamo Castelnovo è morto. Mettetevi d’accordo e dite cosa volete!, però poi non lamentatevi se le possibilità di fare bene ci sono ma non vengono sfruttate.

    (CS)

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  19. L’idea delle feste di quartiere è molto bella, bisogna aggiungere anche viale E. Bagnoli, non si può lasciarlo sempre indietro, anche perchè quando c’era il mercatino del mercoledì sera c’era tanta gente (almeno nei primi anni). Fabio, se organizzi i gruppi di lavoro, io ci sono!

    (Stefania C.)

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  20. “Un paese morto”. A me non sembra proprio così catastrofico. Proprio in quel giorno descritto da Ceretti su FB forse il centro era deserto, ma al mattino c’era la camminata intorno alla Pietra con un sacco di partecipanti. Al pomeriggio dello stesso giorno c’era una partita al centro Coni che dalle urla che si sentivano, mi sembrava una partita importante e con parecchia gente. Certo, queste animazioni non erano in centro, ma ce ne fossero tutti i giorni! Il problema del centro però rimane ed è grosso. Sono lontani i tempi che d’estate la gente di Castelnuovo si ritirava in garage o in cantina per lasciare il posto ai villeggianti. Erano pieni perfino i solai! “L’aria buona” e basta purtroppo non attira più. Concordo ed ho sempre sostenuto che non servono i negozi aperti per attirare gente, piuttosto è il contrario. Con tutti i centri commerciali e le offerte che ci sono, il negozio si riduce soltanto ad una vetrina di curiosità. Con lo scopo di fare un paese vivo ed attirare giovani (perché da come si dice i giovani spendono di più), abbiamo messo spesso complessi di musica giovane ed assordante fino a tardi, così abbiamo perso i vecchi e i giovani hanno trovato altri posti più assordanti. Concordo con Mammi che sono meglio 100 festicciole piccole in vari posti che una grande festa. Non mi soffermo su altri commenti, ma mi sembrano ottimi i suggerimenti di Raimondo Luzio e Cristina Casoli, bastano proprio piccole cose. Tanto per dire, in Alto Adige è un momento di festa sfilare nelle strade del centro con l’abbigliamento in costume locale e con le mucche tutte bardate, accompagnati dall’immancabile musica tirolese e da quelle parti, per trovare posto, bisogna prenotare parecchi mesi prima!

    (Elio Bellocchi)

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  21. Belli tutti gli interventi, Fabio sempre il primo, sia come idee, che riflessioni. Purtroppo questo è un paese che se le idee arrivano dai soliti noti sono oro colato, se arrivano da fuori sono sbagliate a prescindere. Basti ricordarsi il Centro commerciale naturale, nato, vissuto e morto subito dopo che bei finanziamenti pubblici sono arrivati a casa dei soliti noti. I documenti sono pubblici e basta andare a vedere. Finiti i soldi a pioggia, finito il Centro commerciale. Ora in auge vi sono, come ha scritto Cristina, certi “no profit” che viaggiano e come viaggiano, all’interno i soliti noti, a loro tutto concesso. Parlate di turismo, per far turismo ci vuole un territorio appetibile, prezzi corretti (ieri sera in un locale a Castelnovo: 3 pizze, 1 primo 3 medie di birra 54 €, ma stiamo scherzando!), ci vogliono le strade, ma dove volete andare, ci vogliono 2 ore da Reggio al Cerreto, per non parlare del valico lato Massa indecente, vergognoso, da terzo mondo. Poi arriviamo a noi montanari, incapaci di abbellire questa stupenda natura che ci circonda, noi abbiamo quella, ma la lasciamo al suo destino. Cosa ci manca? Nulla, abbiamo tutto, ma siamo incapaci di valorizzarlo ed allora alziamo l’asticella. Propongo di importare 50 altoatesini e di farci insegnare da loro, senza se e senza ma; forse questa montagna fiorirebbe di nuovo. Lascio la discussione con un mio pensiero: abbassiamo la nostra litigiosità, la nostra invidia e lasciamo lavorare chi ha voglia di fare e smettiamo di augurare a questi di fallire, impariamo ad augurare lunga vita e prosperità, se loro saranno prosperi tutti noi montanari vivremmo meglio e forse i soliti noti sarebbe meglio che si facessero da parte lasciando spazio a chi ha voglia di fare e non solo di chiacchierare. Cordialmente.

    (Roberto Malvolti)

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    • Nel mio intervento non ho parlato di “no profit” e neppure di “soliti noti”. Gli organizzatori di manifestazioni inutilmente chiassose, volte a richiamare giovani che cercano solo lo sballo alcolico, dovrebbero rendersi conto che una serata a loro favore non arricchisce il paese e stufa i residenti. La storia di Castelnovo ci insegna che è possibile trovare intrattenimenti che coinvolgono tutti. Possibile che non si riesca a trovare una degna eredità della “Festa del pollo”, della Baita, della corsa in bicicletta? Basta leggere qualche pubblicazione sul nostro paese per vedere come con meno mezzi si organizzasse di più, c’era la volontà e l’entusiasmo di fare qualcosa per il bene del paese e non solo per quello, pur legittimo, di bottega. E’ il novecentenario della morte di Matilde di Canossa… una sfilata storica no? Piazza Peretti allestita come un villaggio medievale no? Io avrei i contatti e non costerebbe una follia.

      (Cristina Casoli)

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      • Concordo in tutto. Per ricordare che tempo fa c’erano anche gli spettacoli dell’Agriturist, organizzati dal sempre grande e ricordato Mario Grossi. Si faceva musica intervallata da giochi e quiz, con domandine semplici semplici su temi locali e piccoli premi a chi rispondeva correttamente. La partecipazione del pubblico era grande e di soddisfazione.

        (Elio Bellocchi)

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    • Concordo su tutto quello che hai scritto. In particolar modo qui si pagano degli affitti (case e negozi) degni di Cervinia che inevitabilmente spingono i gestori ad alzare i prezzi per non chiudere la baracca. Castelnovo dovrebbe decidere che tipo di turismo volere, se quello tranquillo da famiglie ed anziani o quello per giovani. Tenere insieme le giuste esigenze dei giovani a quelle altrettanto giuste di chi vuole riposare è impossibile. E’ come se io pretendessi di andare ad Ibiza e riposare tranquillo!

      (Alex)

      P.S. – Questo fine settimana sono partite corriere piene di ragazzi locali con direzione Notte Rosa in Romagna, malgrado ci fossero feste (birra e non solo) a Castelnovo.

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  22. Ridateci la festa celtica, uno degli eventi più belli e più azzeccati nel nostro contesto geografico e storico, di tutta Italia. Ai tempi conobbi ragazze e ragazzi di tutta Italia. Per riportare vita a Castelnovo bisogna aprire gli occhi ed esaltare quello che già c’è (storia, ambiente,una bella ed ingegnosa leggenda sulla Pietra, il cibo e i produttori locali, gli scienziati, gli artisti e sportivi del luogo, sia quelli coi nomi altisonanti che gli altri meno noti). Secondo me sarebbe un buon punto di ri-partenza.

    (Laura Magnani)

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  23. Premetto che tutti vorremmo lo sviluppo del nostro paese, ma non solo Castelnovo Monti, giusto cercare una visione più ampia con i paesi limitrofi. Sono però consapevole che siamo in ritardo di almeno 50 anni, è una gara lunga e dura. Dovremmo trasformare il nostro paese da commerciale a turistico. Ma per questo ci vuole un aiuto concreto dell’Amministrazione comunale. Politici e Parco. Mi riallaccio al centro commerciale proposto dall’allora sindaco Pignedoli, purtroppo non capito. Vedo un paese ove si possa camminare e vivere in comunità, ove si possa comunicare, chiacchierare e far giocare i bimbi in una cornice di locali aperti: bar (con specialità distinte in modo che ognuno offra una sua particolarità), negozi aperti, potersi sedere su panchine circondate da piante e fiori. Costruire piccole case in legno, gestite dai giovani, date in affitto per vendere e mostrare i prodotti del nostro territorio. Creare una zona (esempio piazzale del consorzio) dove i gestori dei bar consorziati gestiscono spettacoli vari per i giovani. Un ufficio turistico veramente funzionante gestito da giovani che possa dare vere indicazioni per i vari itinerari del nostro Appennino, magari organizzando direttamente delle gite. Sfruttare il turismo della Pietra chiudendo il traffico per tale destinazione e organizzando navette che da e per Castelnovo portano al piazzale. Molto importante è farsi conoscere dai cittadini delle province di Reggio, Parma, Modena, quindi una assidua pubblicità in quei territori. Scusate se è poco! Ma se si pensa, bisogna pensare in grande! Sicuro che con la partecipazione di tutti ci si può riuscire!

    (Gaddo e Fiorella)

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    • E dal piazzale della Pietra una jeep che conduca sulla cima chi non può o non vuole scarpinare per arrivarci. Tanti sono gli anziani, e magari anche i disabili, che vorrebbero godersi la sommità del nostro monte e non possono. Un posto di lavoro in più e un tragitto da far pagare pochissimo. Prezzi bassi, magari più che in pianura. Inutile trincerarsi dietro l’alibi delle spese di trasporto. Bisogna mettersi nell’ordine di idee di lavorare tanto tenendo prezzi adeguati e non guadagnare tanto su pochi turisti, che poi non torneranno più, senza pensare al futuro. Il “carpe diem” non paga. Bisogna dare al turista quello che cerca e vuole, non quello che torna comodo. Gentilezza e servizi, magari anche imparare le lingue straniere: queste le basi per far rivivere il paese. Poi feste, aperitivi, musica… tutto segue a ruota. Quando a Parma hanno istituito l'”Autorità europea per la sicurezza alimentare” l’associazione commercianti ha organizzato corsi di Inglese, non hanno preteso che i visitatori si adeguassero. I negozianti hanno esposto cartelli bilingue per menù e varie indicazioni, non sono andati sulla Luna.

      (Cristina Casoli)

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  24. Premettendo che il mio ero uno sfogo da cittadino e non voleva condannare nessuno in particolare, ma smuovere un pochino le acque, in una pozza stagnante che non ci porta da nessuna parte e non porta nessuno da noi, vi volevo aggiornare su alcune esperienze che ho avuto in questi ultimi giorni. Castelnuovo di Garfagnana: venerdì negozi aperti dalle 20,00 in poi, eventi musicali; sabato idem; domenica feste in ogni cantun.

    (Antenore Ceretti )

    Rispondi
  25. Scusate, nel mio intervento vi è un errore, intendevo Cristian e non Cristina.

    (Malvolti Roberto)

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  26. Sì, sono d’accordo con Cristina, son convinto che nel rispetto dell’ambiente si possa costruire un parco sulla Pietra veramente invidiabile e unico.

    (Gaddo)

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  27. Come sempre i castelnovesi non si smentiscono. Da una parte i commercianti che guardano solo al denaro, dall’altro i soliti per i quali la festa in piazza fa rumore, ma i fuoristrada sulla Pietra vanno bene. Ritorna la strada, ritorna chi può e chi non può. Nessuno muove un dito. Ribadisco il concetto: quattro seggiole, un tavolo e un po’ di allegria, cominciamo a riprendere possesso della strada come luogo di incontro e le idee arriveranno. Occorre essere aperti però a tutto il rumore per i giovani, al liscio per i meno giovani; occorre voler collaborare con tutti. Purtroppo, Fabio, i nostri paesani sono molto, molto lontani.

    (MC)

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  28. Visto l’argomento molto sentito vorrei suggerire la formazione ristretta, con chi ci sta, di un comitato di cittadini allo scopo di redigere un elenco di alcune proposte significative che sono sortite da tutti i commenti precedenti. L’interlocutore dovrà essere il nostro sindaco, che trovandosi davanti ad un comitato non potrà sottrarsi al confronto. Quindi, a mio avviso, è ora di agire concretamente.

    (Raimondo Luzio)

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  29. La montagna ha solo lamentato. Alla notte rosa vedo gente solo della montagna e non della pianura, a mezzanotte la gente va già via e i commercianti chiudono, andate alla notte bianca di Scandiano, alle 2 del mattino ci sono ancora i negozi aperti.

    (Fabio)

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