In una canzone finisce Poiatica, che senso ha?

Gasparazzo

Finisce in una canzone e in un video tutta la protesta e la rabbia contro la discarica di Poiatica. "Che senso ha" (etichetta Newmodellabel) è una canzone che nasce da un incontro, quello con i Gasparazzo (gruppo di protesta fondato a Reggio Emilia nel 2003) e il Comitato "Fermare la discarica" "è il frutto - spiegano dal comitato - di un ascolto e di una sensibilità artistica verso uno dei più gravi problemi ambientali della nostra montagna reggiana, la discarica di Poiatica".

Nel video, girato a San Vitale di Carpineti, il cantante Alessandro Caporossi con una voce alla Pelù e due baffi da fine Ottocento,  si chiede ripetutamente che senso ha una discarica? Che senso a ha a Poiatica? Che senso ha vivere in montagna se l'aria è ammalata e ci sono camion e rifiuti? Che senso ha questa politica che fa rima con Poiatica?

"Come comitato - spiegano in gruppo - abbiamo sempre cercato di comunicare quanto il tema dei rifiuti sotterrati sia in realtà la punta di un iceberg fatto di brutture che vanno dalla mancanza di etica politica, di senso di responsabilità, di legalità e soprattutto di rispetto delle comunità locali. Le persone vengono a valere meno dei loro stessi rifiuti, soccombono nell’avanzata della "munnezza" e lo devono fare possibilmente in silenzio, sacrificandosi in nome di qualcosa che non porta nessun beneficio e togliendo consistenza al futuro, alla terra d’origine, al lavoro, ma soprattutto agli affetti. Che senso ha? Nessuno. Abbiamo cercato di trascorrere questi 20 anni di discarica nella convinzione che fosse necessario, perché era l’unico modo razionale per accettare qualcosa di sofferto che ci veniva imposto. E l’abbiamo pagata sulla nostra pelle. Da qui il senso di questo video".

Quindi, come dice il testo del brano, che senso ha?

"Adesso il senso di giustizia, di ristabilire la natura delle cose, ribolle in noi e da anni urliamo alla montagna che, se un senso non ce l’ha, si deve cambiare. Nessun bambino deve ammalarsi per quest’aria appestata. Noi non siamo rifiuti, non siamo cose che si usano e si gettano in nome di un’incapacità collettiva a dominare i propri impulsi, in un ciclo vizioso e sterile di potere, ascesa, compromessi  e denaro".

Perché avete scelto i Gasparazzo, gruppo per altro impegnato in diversi temi sul sociale?

"I Gasparazzo sono appunto da sempre al fianco della voce di chi vive ai margini e delle lotte sociali, ha accolto e sentito questo urlo e lo ha plasmato in una canzone che tocca le corde di una generazione arrabbiata, ma non vinta. Non li ringrazieremo mai abbastanza per averci strappato fuori il cuore indurito da una lotta che riconosce la bellezza di una terra unica al mondo, ma che rivendica l’impegno delle comunità, un impegno mai ideologico, mai manipolatorio. Anche il video, diretto dal giovane regista romano Federico Guercio, parla di questa bellezza e viaggia tra il sogno di una terra liberata e la delusione della realtà".

E’ un brano che parla di Poiatica, ma parla anche di tutte quelle terre vive divorate dai rifiuti. "Il riferimento geografico è necessario - aggiungono dal comitato - ma noi sappiamo che in questo momento centinaia di comunità in Italia stanno vivendo dal basso questo momento di grande riscatto: dalle mamme in lotta contro le terre inquinate di Brescia alle rivolte anti discarica in Campania, dai movimenti lucani per la difesa del territorio al movimento torinese anti discariche Valledora. Da Nord a Sud. I 18 roghi appiccati dolosamente in tutta Italia negli ultimi mesi agli impianti di riciclaggio ci confermano la presenza di un sistema organizzato che vuole piegare le persone alla necessità di tornare alle discariche come sistema unico di consumo e inquinamento.  Cantare "Che senso ha" come inno alla nostra montagna da un senso a un percorso di liberazione da cui non si torna indietro".

"Questa canzone - si legge sulla pagina Youtube del video - è una instant song di denuncia, in collaborazione con il comitato "Fermare la discarica" di Poiatica, nel comune di Carpineti, in provincia di Reggio Emilia, Appennino. “Che senso ha” racconta di una storia davvero particolare, di quelle che non vorremo che accadessero. Una discarica attiva dal 1995, con oltre 5 lotti con oltre due milioni di tonnellate di rifiuti e del piano di ampliamento di questa per altre 500.000 tonnellate. Per questo dal 2012 è sorto un comitato che denuncia inoltre esalazioni gassose provenienti dalla discarica che invadono tutta la vallata, la mancanza di studi epidemiologici e di salute sulla popolazione residente, la presenza di un territorio fortemente dissestato, la discarica poggia su un territorio per natura geologica instabile e altamente franoso. Il brano è stato scritto con l’urgenza di raccontare ma non per questo rinuncia alla ricerca e tra le particolarità c’è la presenza del Du Botte, il tradizionale organetto abruzzese, quasi a rinsaldare il legame tra le radici della band ed il territorio, l’Emilia in cui la band si è formata ed è cresciuta. L’impegno è da sempre parte della storia dei Gasparazzo ed il gruppo ha avuto occasione di esibirsi in situazioni tra le più diverse, dalle commemorazioni per la Resistenza, a cui è dedicato un progetto speciale, “Esiste Chi Resiste”, con le storie raccolte nel modenese e nel reggiano, o ancora nei campi dei Sahrawi in Algeria ed in moltissime altre situazioni".

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