Le straordinarie e “sfortunate” bellezze del nostro Appennino

Affittasi

Fotografia di Enzo Crispino, che ce la invia e che spiega: "Proprio oggi (il 7/9 u.s., ndr) il portale fotografico di Vogue Italia, PhotoVogue, mi ha pubblicato questa foto che è parte di un reportage che ho fatto su Felina"

"La lettera di Giuliana Corradi, di recente pubblicazione sul vostro giornale, dove si decantano le straordinarie e 'sfortunate' bellezze del nostro Appennino, le quali non riescono a trovare la giusta valorizzazione, ha destato notevole interesse, stando al numero delle letture e a quello dei commenti, e anche al loro contenuto".

Robertino Ugolotti, consigliere comunale castelnovese, interviene nel dibattito suscitato da un intervento di una lettrice pubblicato qualche giorno fa.

"Viene chiamato principalmente in causa il Parco nazionale - dice Ugolotti - verso il quale il giudizio non è nell’insieme molto benevolo, anche se c’è chi ne prende le difese, in particolare, come ovvio,  il suo presidente Giovanelli, il quale ne elenca tutte le azioni promozionali, precisando altresì che il Parco 'convoglia risorse da fuori; ma comunque non determina i trend fondamentali dell’economia e del lavoro'”.

"C’è chi ha ricordato a Fausto Giovanelli che, per sua dichiarazione, nell’arco di dieci anni il Parco avrebbe fatto confluire su 16 comuni la bella cifra di  40  milioni di euro, all’incirca, e c’è da pensare che  una ragguardevole quota di tale considerevole somma sia stata destinata ad “eventi” promozionali e culturali, cioè ad iniziative 'immateriali'”.

Prosegue nella sua analisi il politico castelnovese: "Noi non siamo di certo contrari ad iniziative di questo genere, ma quando le risorse non sono illimitate, come ci sentiamo continuamente ricordare, occorre anche fare delle scelte; e per parte nostra riteniamo che debbano avere priorità gli utilizzi 'materiali' delle risorse, nella prospettiva che possano creare occupazione stabile e duratura".

Conclusione: "Oggi è di moda, nel linguaggio del Pd, a cominciare dai suoi più alti livelli, etichettare come “gufi” tutti coloro che avanzano rilievi o muovono critiche o esprimono un qualche dubbio sul loro operato, ma questo non deve preoccupare più di tanto, perché il gufo è un nobile e splendido animale, che peraltro dovrebbe essere molto amato e considerato dall’Ente Parco. Quanto al richiamare i 'valori positivi' come fa Giovanelli a conclusione delle sue righe, verrebbe da rammentargli che sono stati altri i partiti che per decenni li hanno difesi, a cominciare da quello della famiglia, della sicurezza, ecc., e si sono opposti al nichilismo, cioè alla negazione degli stessi".

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11 Commenti

  1. Esattamente. Negano la realtà. E non si accorgono del declino dei nostri stupendi posti.. Parole, tante parole…

    (Montanaro)

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  2. Buongiorno, penso che la valorizzazione della principale risorsa del nostro paese sia carente su tutto il territorio nazionale, noi compresi. Ma dov’è finito lo spirito della gente d’Emilia, fatto da gente normale, affabile, grandi lavoratori, persone sempre accoglienti, sempre col sorriso sulle labbra? Nel nostro Appennino mancano punti di riferimento, manca il 3g per la navigazione internet, manca Telecom che offre servizi penosi, non garantendo mai l’efficienza delle linee esistenti. Penso che il turismo possa offrire posti di lavoro, diretti e indiretti, ma si continua a perdere tempo prezioso, a non fare; invece penso sia ora di darsi una mossa e chi, sino ad ora, ha dimostrato di non aver fatto a sufficienza si faccia da parte.

    (Davide Negri)

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  3. Buongiorno a tutti, ho letto il dibattito sull’operato del Parco, sulla tipologia degli interventi, materiali o immateriali e su molto altro. In realtà il tema è molto complesso e credo che sia opportuno discuterne ampiamente e raccogliere le osservazioni, le critiche, le proposte per migliorare il nostro agire. Noi siamo pronti a confrontarci con tutti in uno o più incontri pubblici, magari organizzati in collaborazione con Redacon. Cerchiamo di capire cosa e come possiamo fare per dare concretezza alla discussione altrimenti avremo solo perso tempo! Cordialmente.

    (Giuseppe Vignali, direttore del Parco)

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    • Complimenti per l’apertura ai suggerimenti ed anche alle critiche, credo che questa sia la strada da percorrere. Buon lavoro.

      (Fabio Leoncelli)

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    • Direttore, il citofono dell’ente che Lei dirige deve essere rotto. Da ormai sei giorni il lettori di Redacon suonano al campanello del Presidente e, dopo quattro, si è affacciato Lei. Colga questa comunicazione-guasto, quale contributo, da Lei richiesto, al migliorare il vostro agire.

      (mv)

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  4. Il confronto sul turismo nel nostro Appennino riemerge più o meno mensilmente e più o meno con gli stessi argomenti. In genere si parte da un caso particolare negativo generalizzandolo (la chiusura di un esercizio commerciale o la mancanza di un servizio), per rammaricarci poi di “non fare come gli altri” mitizzandoli (gli altri vendono anche l’asfalto e noi nemmeno il Cusna), per attaccare sul Parco nazionale e la sua inutilità. Da qui la critica generale al fallimento di tutta la politica ed arrivando poi alle strade e alle fontane. Quindi, a premettere che questo confronto, anche nelle posizioni e nei tratti che propone non mi sembra nuovo.
    Provo a sintetizzare quello mi ha fatto pensare.
    1. Le lettere ai giornali e tutti i commenti che generano, in qualsiasi forma si esprimano, sono certamente frutto e segno di una grande passione per il nostro territorio di tante persone e dobbiamo accoglierlo come un fatto positivo. Non v’è lettera, anche la più “fastidiosa”, che non meriti una risposta come si deve e non v’è commento che non vada letto per trarne spunti.
    2. Ringraziando tutti e avendo letto tutti mi sembra che la più grande assente sia la politica con tutti i soggetti che la animano oppure dovrebbero. E non mi riferisco solo ai partiti. E peraltro non dovremmo riferirci solo a questo tema… sanità, turismo, strade, tecnologia, aree interne, mobilità… a parte i commenti sui blog… toc toc… c’è qualcuno?
    3. Turismo. Il nostro territorio è certamente vocato a sviluppare economia dal turismo ma non è un distretto turistico. Non ne ha mai avuto bisogno e accogliere i villeggianti non era fare turismo. Diventare distretto turistico è difficile. Servono infrastrutture, competenze, investimenti e cultura. Non si tirano su dal nulla. Peraltro anche il mercato non è facile da scalare. Non è vero che basta impegno e creatività per vendere e che altri lo fanno con disinvoltura. Nessun territorio lo fa semplicemente e anche i campioni (ad esempio il Trentino) li conosciamo per le poche valli dove investono e concentrano gli sforzi, ma ne ha altre ugualmente in crisi.
    4. Il nostro territorio tutto (politica, privati, cultura) non ha mai espresso decisamente la volontà di diventare “turistico” (ci vogliono investimenti consistenti – siamo pronti a toglierli ad altro? -, selettivi per aree e tipologia – siamo pronti a scegliere una valle invece che un’altra o un settore invece che un altro? -, tempo – siamo pronti ad attendere risultati in anni e non in un’estate? -, privati pronti a rischiare denaro e futuro – ci sono?).
    5. Le iniziative pubbliche in tanti anni non hanno prodotto un granchè e si sono focalizzate sulla tradizione amministrativa del nostro territorio (gioie – non le neghiamo – e anche dolori). Azioni pubbliche dispendiose, solitarie e frammentate. Senza una visione a lungo periodo e una politica di infrastrutture e formativa coerente. Senza il coinvolgimento dei privati e della loro competenza (molti di questi a dire il vero all’ombra di un pubblico poco esigente ci sono stati e tranquilli). Parliamo di una storia anche recente. Esempio. Si restaurano borghi e si riassettano sentieri senza un accordo preventivo con imprenditori e operatori disponibili a gestirne l’accoglienza. Non ci sono? Allora non si fa. Non basta premiare comitati e pro loco in onore a un paese, o architetti e letterati in onore alla memoria. Se anche loro non riescono a tirar fuori giovani o operatori disponibili ad aggiungere a quel restauro il proprio investimento per trarne reddito e occupazione, non si fa. Punto!
    6. Non è vero che il Parco nazionale è inutile e dannoso al riguardo. E’certamente il più grande attrattore di attenzioni anche turistiche del nostro territorio. Voglio essere chiaro e parlare apertamente come dovremmo fare su di qui. Se si tratta di schierarsi in un partito contro o a favore a una persona o a un ente allora francamente non mi appassionano né il dibattito né i suoi esiti. Se invece dobbiamo valutare i fatti e le azioni di questi ultimi anni, seppur con tutte le difficoltà e anche diversi errori, il tentativo del Parco nazionale nell’essere guida di uno sviluppo turistico del suo territorio è chiaro e ha aperto opportunità molto interessanti. Ne possiamo parlare. Ci sono problemi aperti che l’Ente non prende in considerazione? Certo. Ci sono modalità da affinare o correggere per fare di queste opportunità fatti più consistenti? Vero. Ma sul piano delle politiche, nelle more peraltro di molti altri, il Parco nazionale ha dato in questo settore gli impulsi più nuovi e importanti che possiamo registrare.
    7. L’altro impulso che, mentre stiamo a discutere sui blog, ha cambiato il volto dell’Appennino reggiano turistico è quello di tanti operatori e imprenditori che hanno introdotto un’offerta nuova, competitiva e di successo. Sono singole esperienze che hanno lavorato bene (ci vuole qualità), in tanti anni (ci vuole tempo), spendendo soldi (bisogna crederci), spesso nel giudizio e nella diffidenza dei montanari attorno (ci vuole tenacia). Scrivere e dire (come ancora leggiamo sulla stampa o ascoltiamo) che il nostro turismo è “fermo agli anni ’80” è riguardo a loro molto offensivo. E’ vero che questi imprenditori non hanno avuto attorno una politica di supporto come si doveva, ma il più delle volte non hanno avuto neanche montanari e una montagna di fiducia attorno e questo non è meno negativo e mortificante. Di fronte a loro (è l’unica osservazione che mi sento di fare alla prima lettera che pure ringrazio per la sua passione e per ciò che ci induce a discutere) è ingiusto affermare che altri “vendono anche la nebbia in lattina”. Il mito del marketing e della comunicazione che attira a prescindere è finito da molto tempo. Per attrarre e vendere ci vogliono idee innovative e credibilità. Partiamo da questi nostri campioni e possiamo (dobbiamo!) farcela.

    (Giovanni Teneggi)

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  5. Buona sera, io per primo quando è nato il Parco nazionale ho detto “alleluia” ma, da allora, solo parole. Fatti, ne ho visti pochi. Possibile che non si riesca a creare posti di lavoro? Un indotto? La nostra montagna muore, ve ne rendete conto? Abbiamo giovani e meno giovani, come me che vengo da Milano, che vogliono, e dico vogliono, rimanere a vivere nel e sul territorio montano, ma occorre che sindaci, Parco e tutti gli enti si sveglino! Non possiamo permetterci di perdere occasioni di attrarre persone che vengono a visitare i nostri bellissimi luoghi.Nel contempo faccio i complimenti al comune di Ramiseto e al suo agente di polizia municipale per la cortesia, disponibilità, gentilezza, che non ho mai trovato in tutta la nostra montagna. Questo perchè, avendo una cugina disabile, forniti i documenti richiesti, ho ottenuto i permessi di accesso in zona di Parco, senza tribolamenti eccessivi, incontrando persone cordiali e disponibili! Ma, allora, è possibile fare qualcosa di giusto, di bello e perchè non lo facciamo in tutto il Parco? Sono fastidiose anche le differenziazioni tra i diversi tipi di permessi per la raccolta dei funghi. Non occorre solo raccogliere i soldi, andrebbe fatto un “patentino” per insegnare ai troppi sprovveduti come “non rovinare i boschi e le fungaie”. Trovo sempre più gente che raccoglie funghi non sapendo cosa certi atti sprovveduti comportino. Mille sono le cose da dire, spero si apra un dibattito pubblico, anche perchè il Parco è un bene prezioso ed è di tutti.

    (Davide Negri)

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  6. Siamo in un territorio meraviglioso, da condividere con migliaia di italiani, magari di europei, ma non bastano le parole, gli spot pubblicitari, occorre ospitalità, accessi per raggiungerci e disponibilità cordiale di tutti, commercianti, ristoratori, ecc. e non ai prezzi simili a quelli di Cortina. Io vi assicuro che avere il nostro Appennino nel cuore e aver voglia di mostrarlo a tutti non è una priorità sicuramente dei politici, ma sempre più spesso di noi umili cittadini.

    (Ant)

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  7. La faccenda è che siamo noi ad andare a Modena, a Reggio, a Parma a fare spese, a mangiare qualcosa di diverso, a cercare gli eventi che qui pur essendo Parco Unesco non riusciamo a trovare, ormai le chiacchiere non servono più, occorre viabilità, che non abbiamo, occorre ricezione cordiale che non tutti i nostri commercianti hanno, e occorre competitività nei prezzi, nella qualità, nelle opportunità che si mettono a disposizione di chi arriva. Es. Andalo Trentino, pullman che porta turisti a Molveno tutto il giorno a prezzi convenzionati, naturalmente competitivi. Non ci vorrebbe molto nel periodo estivo mettere a disposizione dei turisti una navetta che li porta al Cerreto,al Ventasso, a Pratizzano, ai castelli matildici, ecc. Comunque mi ritengo fortunato di vivere in questi luoghi, ma soffro a vederli poco valorizzati, realmente, non con infiniti spot sui giornali, alle tv ecc. Andiamolo a prendere, il turista, facciamolo star bene e vedrete che tornerà.

    (Ant)

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  8. Basterebbe consentire alla gente di “raggiungerci”, non parlo di enormi strisce di asfalto, ma della possibilità di avviare un “programma strade” per una buona manutenzione e per facilitare il transito in determinate località: Bettola-Bocco, Collagna-Cerreto Alpi solo per citarne alcuni. Ma siccome nessuno prende o avvia questo impegno non se ne esce.

    (Andrea Ganapini)

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