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“Sologno raglia”, racconto di una giornata diversa

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Riceviamo e pubblichiamo.

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Sologno raglia
Sologno raglia

Domenica 11 ottobre scorsa, nel caratteristico borgo di Sologno di Villa Minozzo, si è svolta la prima edizione di Sologno raglia. Come è possibile intuire dal titolo si è trattato di una vera e propria festa dell’asino, che ha allietato la giornata di grandi e piccoli. La giornata di bel tempo autunnale ha contribuito a rendere la festa un successo.

Tanta gente, ma soprattutto tante famiglie e tanti bambini che hanno potuto salire e “guidare” i somarelli, le decine di asini presenti, provenienti dall’asineria “Aria Aperta” di Massimo Montanari e dalla “Coop. Il Ponte” di Pordenone, hanno reso questa giornata indimenticabile.

Il loro viaggiare lento e socievole ha portato il sorriso a centinaia di persone e fatto sì che la giornata fosse festosa dalla mattina a sera. La festa è stata organizzata lungo tutto il borgo, con attrazioni sul mondo asinino come l’azienda di Montebaducco con prodotti di latte d’asina e l’azienda “Raglio Forte” di Fosdinovo con i basti per gli asini, insieme ad un selezionato mercato artigianale e alimentare.

Le tante persone presenti, “amiche” di Sologno e “amiche” dell’asino sono arrivate da tante parti d’Italia, in particolare sono rientrati molti villeggianti da Genova e Milano. Un interessante convegno sulle capacità sociali e terapeutiche dell’asino e sulla oramai scomparsa razza dell’asino di Sologno ha aperto la giornata, poi proseguita con il pranzo tipico a base di polenta e con passeggiate nel borgo e nei castagneti.

Un ringraziamento particolare a quanti hanno portato i loro bambini alla festa e a Massimo Montanari, che racconta così, il giorno dopo,  la collaborazione con Sologno e con la prima edizione di Sologno raglia.

(Pro Loco “Paese di Sologno”)

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Sologno raglia è già ieri

Sologno raglia
Sologno raglia

La festa ha spento le voci di mille bimbi ancora e salutato il lento andare degli zoccoli degli asini.
Il paese oggi si risveglia in silente attesa di una giornata del primo ricordo.

Sologno, ieri ha vissuto una giornata di pacifica invasione, un’ondata di positiva discesa nelle strade e piazzette di tanta gente arrivata da ogni luogo. E' stata una festa perché le parole hanno un valore, e "festa" è una parola che racchiude la bellezza armonica dello stare insieme; nel condividere e nell'essere un insieme di tante anime e cuori che, uniti, hanno fatto vivere una intensa esperienza, un qualcosa che ha in sè l'aspetto di una vera e propria riunione collettiva.

Essere una comunità significa condividere luoghi e territori per quello che essi sono: palcoscenici, pedane, spazi da riempire con la certezza che il luogo stesso assume nell’essere. Un paese è un’entità di armonie che non devono essere racchiuse dietro a finestre a sguardi imbronciati, dietro a fessure di commenti sottili e a volte arcigni. Un paese è un contenitore di anime e vite, un’agorà colmo di fattori umani e per questo va rimboccato. Un paese vive di fatti e momenti che sanno tornare, sanno innestare nuove linfe, nuovi orizzonti mentali e nuovi obiettivi sempre tenendo la consistenza dell'essere luogo comune. Ieri Sologno ha rappresentato un esempio di luogo vissuto, di quella bellezza data dalle persone che raggiungono un posto con la passione serena e brillante di poter partecipare. Partecipazione è libertà, per dirla alla Gaber, e la libertà sta nella bellezza delle voci sottili di bimbi felici, di gente abbracciata agli asini in gesti effusivi e incisivi, di ritorno all'umana tenerezza di coccole, carezze e momenti intrisi di sentimento e valori. Fare feste oggi è facile se si vogliono aggregare agenti consueti, più difficile fare feste se si vuole cementare e far fiorire la oramai desueta costruttiva forza della coesione sociale e della diffusione culturale di un evento che diventa esso stesso prodotto di innovazione intellettiva.

L'asino non poteva non far raggiungere questo obbiettivo, perché esso è animale di aggregazione, animale empatico che sa trasmettere gioia e lentezza. Animale che a basto o sella ha da sempre affiancato l'uomo nelle sue avventure. Ieri l'asino è stato colla e cemento di anime riunite, di voci rasserenate, di gesta consuete. Asino amico di mille emozioni, amico di tanti bimbi che ieri hanno raggiunto la festa da tanti paesi e città lontane, per un saluto per un abbraccio e per un momento condiviso. Asino senso di appartenenza e di unità, nei valori di amicizia e di momenti bambini.

Sologno raglia è stato un evento che ha iniziato a camminare molti mesi addietro, quando in sere di incontri in camminate nei luoghi, gli occhi profondi dei miei asini mi hanno detto che i loro passi erano passi uguali nei sentieri dell'Appennino nostro, passi cadenzati e ritmici e questi passi erano da condividere. Sologno era quel luogo dove antichi passi di asini solcavano storie e memorie.

Da lì tutto era partito, da lì bisognava ripartire. Le braccia aperte di chi ha capito il senso di essere asino ha facilitato il passaggio tra idea e realtà. L'asino ora ha una festa sua, un momento dove tutti i bambini e i loro genitori per un giorno potranno ancora unirsi in un abbraccio grande come la bellezza vera di un mondo che ancora può dire tanto. Abbiamo nel cuore le belle facce dei bambini di ieri, i sorrisi semplici e genuini i loro piccoli passi, impronte oggi, solchi certi un domani. Le mani, tante, unite in carezze leggere. I saluti in mani mosse, guance arrossate e occhi distesi.

Grazie a chi ha creduto in questo, a chi Sologno lo vive prima e dopo l'evento e fa sì che sia paese. A chi ha accolto gli asini, ha dato loro cibo e acqua, come viandanti e pellegrini di un tempo nuovo e accettati come parte della comunità stessa.

Grazie agli asini, veri cittadini di una comunità allargata; anime intense che sanno fare senza chiedere, che sanno regalare senza nulla volere.

Grazie davvero a tutti i genitori che hanno scelto di condividere una giornata che è stata da loro scelta come meta.

Grazie ai mille bimbi occhi belli e sguardi gentili che hanno saputo dare voce festante, e cuore pulsante a tutto. Un abbraccio forte ai volontari, a chi ha contribuito a essere e fare, a chi ha dato cibo e ha dissetato nello spirito di accoglienza sincera.

Grazie alla Pro Loco che ha aperto porte e cancelli, abbattuto muri e muraglie creando spazi e luoghi da condividere. E a chi è arrivato sapendo che avrebbe trovato asini e momenti di chiacchiere e abbracci.

A queste persone va davvero tutto il mio rispetto perché significa che a questa festa non hanno chiesto nulla. Ma anche loro con la loro presenza, energia ed  empatia, hanno dato.

(Massimo Montanari, ideatore di “Sologno raglia”)

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2 Commenti

  1. C’ero anche io alla festa con la mamma anziana: a vedere gli asini che le ricordavano la sua gioventù di lavoro. Confermo quanto sopra, bella festa. Peccato per la sorpresa: un preavviso di multa sull’auto. Non metto in dubbio la regolarità dell’atto: ho parcheggiato a “cavallo” della linea bianca continua che delimita la carreggiata, quindi in divieto di sosta, ma sfido altri a parcheggiare in prossimità di Sologno non in questa situazione, ma soprattutto mi chiedo: era opportuna questa applicazione così rigida delle norme, dato il contesto?

    (Raffaella)

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