Come si può riuscire a praticare sci di fondo a Lago Pranda (Cerreto Laghi)? AGGIORNAMENTI – Interventi dal Parco e dal Comune di Collagna

Fondo"Vi scrivo a nome dei tanti sciatori che vorrebbero  praticare  la specialità del fondo a Cerreto Laghi. Volevo sottoporre alla attenzione una problematica nel gestire il tracciato che si protrae da diversi anni nonostante ingenti investimenti messi a bilancio dal Comune di Collagna che addirittura dovrebbe avere un impianto di neve artificiale unico in tutto l’Appennino italiano".

Così inizia una lettera che ci manda Alessandro Sbrana, dal versante toscano-ligure.

"Questo tracciato - spiega - nonostante il susseguirsi di giunte e sindaci continua ad essere lasciato in gestione, non si capisce il perché, al titolare del rifugio lago Pranda che, tra l’altro, in inverno lo tiene chiuso e che nonostante, diciamo, la sua buona volontà non è in grado di poterlo gestire per problemi organizzativi e tecnici. Più volte abbiamo sollecitato i sindaci che si sono succeduti negli anni, ma abbiamo sempre ottenuto promesse non mantenute o addirittura ci hanno ignorato".

Il lettore allega a dimostrazione una lettera che risale al gennaio 2002, scritta dall'allora sindaco Ugo Caccialupi, che ringraziava dell'interessamento e assicurava  sistemazioni e sviluppi.

La questione si è protratta fino ad oggi e il più recente scambio di corrispondenza di Sbrana è ovviamente con l'attuale inquilino del Municipio collagnese Paolo Bargiacchi.

12 febbraio scorso. Dopo le presentazioni, Sbrana spiega che "è da anni che, insieme a numerosi amici sciatori, per un motivo o l’altro non riusciamo a frequentare le bellissime piste da fondo del comprensorio di Cerreto Laghi. E’ almeno una quindicina d’anni che con le vostre varie giunte che si sono succedute non si riesce proprio a dare queste piste a persone competenti nel poterle gestire". "So - prosegue - che i gestori degli impianti da discesa hanno più volte chiesto loro di poterle gestire, ma non c'è stato niente da fare. Anche domenica scorsa eravamo in tanti sulle piste e tutti delusi dal loro stato nonostante tutti avessimo chiamato per sincerarci del loro stato. Non capisco o non voglio capire tutto questo. Spero che Lei riesca davvero questa volta a fare qualche cosa per questo bellissimo sport, visti anche che per i suoi benefici sulla salute sta andando per la maggiore in tutti i comprensori sciistici in Italia e non".

Bargiacchi, rapidissimo, già il giorno seguente, 13 febbraio, rispondeva al richiedente: "La ringrazio della sua cortese segnalazione e, condividendone le finalità e lo spirito costruttivo, vorrei proprio provare ad intervenire per ovviare a tutti gli inconvenienti rilevati da lei e dai suoi amici. Comprenderà che per quest’anno sarà difficile che possa cambiare il gestore; vedrò per la prossima annualità. Nel frattempo le sarei grato se mi dettagliasse, con due righe e con puntuale precisione, tutte le manchevolezze che ha riscontrato e tutto quello che c’era una quindicina di anni fa ed ora non c’è più! La dettagliata segnalazione mi consentirebbe di muovermi, sapendo esattamente cosa chiedere di rimediare a chi di dovere".

E infine, finendo la cronistoria, arriviamo al 17 febbraio. Risposta al sindaco di Sbrana: "La ringrazio per la sua risposta. Purtroppo anche domenica scorsa nonostante la bella nevicata della notte la pista da fondo non è stata battuta. Le allego qualche foto sottolineando la pericolosità della cosa se qualcuno provasse a sciare. Le allego anche una copia della lettera di un suo predecessore di 13 anni or sono (ne abbiamo fatto cenno sopra, ndr). Ora, cadere nel banale qualunquismo della politica italiana che tanto dice e promette per poi non fare nulla mi sembra troppo banale; spero solo che lei possa davvero dare una svolta a questa situazione che si protrae da anni a partire già da questa stagione, visto che la situazione neve potrebbe permetterlo senza ancora una volta rinviare". Prosegue l'appassionato di sci nordico: "Mi ha chiesto dei suggerimenti. Come vede ho indicato una frase (tratta dal sito web del gestore: 'Le regole basilari per l'accesso agli anelli seguono il normale utilizzo nel rispetto del buon senso, essendo l'ingresso consentito anche con le ciaspole, a piedi e con i cani da slitta') che meglio di tutti evidenza i problemi della gestione attuale della pista da fondo. La mancanza di minima organizzazione per delimitare i percorsi a piedi e per chi scia crea una tale confusione. E’ come avere un terreno dove si vuole coltivare ortaggi e nello stesso tempo allevarci della vacche. Non solo fattibili le due cose se non si separano".

Sbrana comunica quindi al primo cittadino: "Penso di averle fatto capire il concetto. Basterebbe creare un percorso per i pedoni e uno per i sciatori tra l’altro la strada carrozzabile che porta al Lago Pranda è molto larga e permetterebbe questo con una semplice segnaletica da mettere lungo il percorso con divieti e obblighi. Per concludere le faccio presente che per battere una pista da fondo ci vuole un minimo di conoscenza delle piste che siano da discesa o da fondo perchè passarci sopra con il gatto non basta. Aspetto sue notizie".

Fin qui il "carteggio". Da febbraio nulla più, sottolinea il nostro lettore. Ora siamo alle porte della stagione invernale. Succederà qualcosa?

 

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28 Commenti

  1. Vorrei provare a rispondere al lettore, da grande appassionato e praticante di sci nordico. La pista da fondo del Cerreto negli anni è stata un pretesto per ricevere contributi. Lei forse non sa che è l’unica pista omologata in tutta la provincia, cioè può ospitare gare F.i.s.i., ma credo che l’ultima gara disputata su quel tracciato risalga a ormai dieci anni fa. La grande beffa è che è dotata di impianto di innevamento artificiale, solo due piste da fondo in Regione lo hanno, ma di cannoni neanche l’ombra. Allo stato attuale in provincia non abbiamo nessuna pista da fondo agibile, Cerreto lo ha descritto perfettamente lei, Pratizzano non ha omologazione e neppure un gatto adatto alla battitura, Pian Vallese (Febbio) è stata chiusa. Le conseguenze quali sono? Che per fare fondo bisogna emigrare nel modenese… E poi parliamo di turismo. Grazie al sig. che ha sollevato il problema.

    (Fabio Pinelli)

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  2. Caro Sig. Sbrana, intanto la ringrazio vivamente perchè si impegna a migliorare il nostro Appennino con un’idea direi ottima. Ci tengo a precisare che ormai sono anni che purtroppo è in abbandono e ci vorrebbe una gestione accurata che passi dall’intervento del Comune. I problemi sono tanti come lei ha elencato perfettamente. Chi fa le ciaspolate deve passare nel suo di percorsi e non sopra le linee battute dal gatto delle nevi di proposito. Questo è semplicemente vergognoso. Infine dispiace un sacco riguardo l’amministrazione del Comune di Collagna che in questi anni è stata pressoché assente non solo sul tema sci di fondo ma a 360° su ogni problematica emersa. Il fatto grave è chi amministra e pure male non avrà ritegno a ripresentarsi per l’ennesima volta come se niente fosse successo. Cordiali saluti.

    (Montanaro deluso)

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  3. La cosa grave è anche il fatto che nel corso degli anni si sono investiti un sacco di soldi per l’impianto di innevamento artificiale. Dovrebbero esserci anche i cannoni ma nessuno sa che fine hanno fatto. Mi dispiace non avere fatto la foto al carrello dei lavori e tenuto i documenti.

    (Romano)

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  4. Scusatemi un attimo, ma se si sono presi contributi che comprendevano l’innevamento artificiale con cannoni e alla fine non ci sono sarebbe molto interessante chiedere all’ufficio tecnico relativo, che aveva l’obbligo di controllare i lavori, il motivo della loro assenza. Sono stati tolti oppure sono stati messi da altra parte oppure, ma… Sono comunque atti pubblici e i tecnici comunali dovrebbero dare risposta anche se è passato qualche anno. Per i fondisti, è triste dirlo, ma se vogliono praticare seriamente questo bellissimi sport consiglio di andare nel modenese, Boscoreale, Lame di Mocogno, la si trova gente seria.

    (Gattorosso)

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  5. Complimenti per questa costruttiva segnalazione, da appassionato e frequentatore di questa parte di Appennino mi auguro siano rese presto agibili le piste di fondo di Cerreto Laghi e Pian Vallese a Febbio. Per l’area sciistica del lago Pranda a Cerreto Laghi credo che il Comune di Collagna, il Parco e l’amico Eliano dovrebbero al più presto chiarire: per quanto accaduto in questi anni siamo a livello di “Striscia la notizia” e non solo… Speriamo ci siano chiarimenti e azioni fattive per garantire lo sci di fondo a Cerreto Laghi altrimenti siano tolte anche le varie indicazioni dalle ski map ufficiali, che già indicano 28 km di piste per lo sci alpino, quando non so se si arriva a 15 km: per fare turismo occorre serietà, realismo e trasparenza verso l’utenza. In bocca al lupo!

    (Miriano Monnanni)

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  6. Magari ci fosse battuta una pista da fondo nel reggiano, ma questo a mio modesto parere, da vecchio fondista, non accadrà mai, ci vogliono passione, tempo e denaro e mezzi di battiture adatti. Chi pratica lo sci di fondo questo lo sa, provate ad andare a fare un girettino alle Piane di Mocogno, Modena, come mai, e guardate che tracciati e mezzi che hanno; non dimentichiamo però che ci sono dei personaggi che ci perdono delle notti per preparare le piste… e tutto questo qui da noi è pura fantasia… a parte un lampo alcuni anni fa a Pratizzano. Speriamo, ma purtroppo per fare una sciatina vicino a casa ci dovremo accontentare, se cade un po’ di neve, nella nostra misera pista a Castelnovo!!!

    (Gianni Leurini)

    P.S. – Vi ricordo che come sci club di fondisti le gare che facciamo dobbiamo sempre partire e cambiare provincia!!!

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  7. Sig. Gianni, scusi, non pratico sci di fondo (almeno ad oggi), chiedo non a Lei ma alla bellissima Pratizzano: non si pratica sci di fondo? Che io sappia sì, ricordo anche di averlo visto praticare, un paio di inverni fa. Grazie.

    (Miriano)

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  8. Sig. Gianni, scusi, non pratico sci di fondo (almeno ad oggi), chiedo alla bellissima Pratizzano: non si pratica sci di fondo? Che io sappia sì, ricordo anche di averlo visto praticare, un paio di inverni fa. Grazie.

    (Miriano Monnanni)

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  9. Pratizzano posto incantevole sia d’estate che d’inverno. Se l’avessero i romagnoli sarebbe sempre imballato di gente, una trentina d’anni fa c’era un tracciato omologato anche per le gare, poi piano piano come la neve si è sciolta anche la pista. Pensi che l’ultima volta l’ho vista battere con una motoslitta che trainava una rete da letto da una piazza, neanche da due!!! Comunque se ci si accontenta della pista che si trova… due passi si possono sempre fare.

    (Gianni)

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  10. Che dispiacere, dopo anni di notti, albe e tramonti gasolio e sciroccate, vedo che lo sci nordico ha toccato il “fondo” (scusate) in questo nostro Appennino; ho battuto le piste di Pratizzano, bene o male, a voi l’ardua sentenza, per nove inverni. L’ho fatto perchè era parte del mio lavoro di gestore per passione per la neve, perchè mi divertivo e, last but not least, per ritorno economico (spesso magro e perdente). Purtroppo, cari amici fondisti, non è mai fregato niente a nessuno, o quasi, della tenuta strategica di una pista come quella di Pratizzano, parlo naturalmente di istituzioni; mantenere un battipista è una spesa annua rilevante, comprare o modificarne uno è una spesa rilevante, noi lo abbiamo fatto per anni aiutati solo, un grazie infinito, dalla Valle dei Cavalieri di Succiso e da alcuni amici che non cito (tu Gianni ne sai qualcosa). Forse dirottare certi contributi lì avrebbe creato una situazione di cui oggi potremmo godere tutti. Mi fermo e non approfondisco oltre, quello che è stato dopo lo sapete voi meglio di me, quello che è successo in altre piste lo conosco poco, dico solo che forse un percorso più illuminato sui tre citati anelli sarebbe stato utile.

    (Fabrizio Ganapini)

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  11. Sig. Miriano, ha perfettamente ragione, a Pratizzano si pratica lo sci di fondo e credo che potenzialmente sia il miglior tracciato di tutta la regione. Come però ho scritto in precedenza, Pratizzano non è omologata e quindi non può ospitare gare e non ha un gatto adatto alla battitura; fino allo scorso anno veniva usato un mezzo per lo sci alpino e quindi non adatto allo sci nordico. Concordo pienamente con quello che ha scritto l’amico Gianni, come sci club bisogna organizzare le nostre gare fuori provincia e i costi sono altissimi.

    (Fabio Pinelli)

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  12. Ma io mi chiedo da sempre se non siano anche queste le cose di cui di dovrebbe occupare il Parco nazionale? Non dovrebbe promuovere il territorio oltre che a proteggerlo?

    (Francesca)

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  13. In realtà azioni di promozione il Parco le ha fatte, ma un po’ confuse. Hanno aiutato PianVallese, nel momento peggiore della crisi di Febbio, con l’idea secondo cui poteva il fondo aiutare, avendo gli impianti chiusi. Risultato pessimo, visto che normalmente non apre. Finanziamenti per il Cerreto sono arrivati dalla Regione. Il problema è forse lo stesso dello sci di discesa, bisogna fare scelte ed investire dove funziona la cosa. PianVallese a me sembra attualmente senza speranze, per vari motivi; occorrerebbe un sostegno a Pratizzano e fare scelte gestionali da parte del Comune per il Cerreto.

    (Piansano)

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  14. Perchè Pianvallese senza speranze? Consideriamo che finalmente hanno risolto i problemi più grossi con gli impianti, quantomeno ora di proprietà degli usi civici di Febbio, unitamente ad una gestione che ad oggi sta facendo molto bene, e questo posso confermarlo personalmente perchè ci sono stato molte volte sia lo scorso inverno che quest’estate.

    (Miriano Monnanni)

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  15. Ho l’impressione che l’unica pista che potrebbe aprire quest’inverno sia proprio quella di Pianvallese. E’ dotata dell’unico battipista da fondo presente in provincia (che io sappia ad oggi), è legata ad una stazione sciistica quindi ad infrastrutture che possono erogare servizi turistici, è abbastanza conosciuta e non è poi così lontana da Reggio e Sassuolo. Forse basterebbe un po’ di comunicazione tra soggetto privato e pubblico (mi scuso in anticipo se per caso ciò è avvenuto).

    (Fabrizio Ganapini)

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  16. Chi ne ha la capacità valuti anche le condizioni climatiche per una pista da fondo. Cioè in quali zone la neve “può” durare un po’ (si può studiare quota/esposizione/temperature, ma il miglior “studio” è vedere realmente dove la neve dura di più…). Pianvallese e Cerreto credo (o meglio spero) siano comparabili con Boscoreale (MO). Mentre a Pratizzano mi dicono sia durata molto meno…

    (Scorradi)

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  17. Che tristezza, nessun intervento dai diretti interessati, senz’altro lettori di questa segnalazione. Per Cerreto Laghi e il Lago Pranda in particolare, mi sa che c’è poco da sperare…

    (Miriano)

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  18. Il Parco nazionale ha fatto tutto il possibile, negli ultimi anni, per tenere aperti percorsi per sci di fondo e ciaspole. Ogni anno, anche in quello trascorso, ci sono state battiture a Pianvallese e – quando la neve lo ha permesso – anche per tutta la traversata dell’Appennino reale (Febbio, Civago, Piandelagotti). Inoltre ha sostenuto la battitura a Pratizzano. In realtà ogni anno, pur con discontinuità, si è fatto sci di fondo; e anche promozione dello stesso per centinaia di ragazzi che non lo avevano mai fatto prima attraverso “Neve natura”. La discontinuità è dovuta, oltre che alle incertezze dell’innevamento, alla difficoltà, discontinuità e precarietà delle gestioni private, che non possono essere totalmente sostituite nella gestione piste senza affrontare costi insopportabili per l’ente parco. Vi sono peraltro altri soggetti deputati e finanziati per sostenere il turismo, in particolare della neve. In ogni caso anche quest’anno le piste saranno battute a Pianvallese Abetina Reale. Per quanto riguarda Pratizzano il Parco si attiverà affinché una cooperazione, che auspichiamo, con la gestione privata e l’Unione del crinale/nuovo Comune di Ventasso, possa dare una risposta all’opportunità di rendere agibili i bellissimi percorsi di Pratizzano. Per la verità il Parco ha fatto anche altre azioni di sostegno e promozione, che sarebbe troppo lungo elencare qui. Si deve tener conto che, salvo eccezioni (Appennino bolognese), nessuna legge (e nessuna deliberazione corredata da idonee risorse) affida ai parchi la battitura meccanica delle piste. Ove si determinasse un sostegno della Regione, come quello di Corno alle Scale, sarebbe tutto ben diverso. Ci sono ogni anno rilevanti risorse pubbliche per la battitura della piste di sci alpino, ma nessuna per lo sci nordico. Proporremo il tema sui tavoli delle istituzioni locali per far convergere impegni e risorse.

    (Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano)

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  19. Ok la risposta del parco, ma dal Comune di Collagna tutto tace? L’assessore allo sport, il sindaco? Tante belle parole in campagna eletorale poi il nulla… Eppure ormai ci siamo.

    (Romano)

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  20. Grazie al Parco per il dettagliato feedback, bene quindi poter pensare di praticare sci di fondo a Febbio-Pianvallese-Civago-Piandelagotti e a Pratizzano.
    Rimane da chiarire passato, presente e futuro dello sci di fondo al Lago Pranda, in quel di Cerreto Laghi. Speriamo in altrettanto feedback di chiarimento da parte del Comune di Collagna e della gestione del luogo/attrezzature.

    (Miriano Monnanni)

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  21. Apprezzo anch’io il fatto che il Parco abbia risposto. Restano alcune perplessità, infatti mi sembra tutto un po’ confuso. Probabilmente occorrerebbe organizzare un tavolo di confronto tra enti per vedere cosa fare. Occorre anche un minimo di promozione. Infatti non basta battere le piste, ma far in modo che funzionino.
    Faccio un esempio: l’anno scorso non ho trovato in internet nessuna informazione per sapere se Pianvallese era aperta o chiusa, stessa cosa per il Cerreto. Chiarisco perché avevo dato per messa peggio Pianvallese. Cerreto è intanto una località sciistica molto più grande di Febbio, quindi con più possibilità anche per il fondo. Pratizzano inoltre ha il vantaggio della facilità di essere raggiunto da due poli importanti come Castelnovo ne’ Monti o Cervarezza. Inoltre sia al Cerreto che Pratizzano hanno la partenza da rifugi raggiungibili in auto, mentre a Pianvallese per arrivare al rifugio occorre passare sulle piste, questo permette alle prime due di lavorare maggiormente sull’indotto, che è quello che può permettere la sopravvivenza delle gestioni.

    (Piansano)

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  22. Altra osservazione. Ma possibile che non esista nessuna capacità di fare promozione sugli sport invernali? La promozione conta almeno quanto gli impianti. Faccio un esempio. Se vado sulla pagina degli sport invernali del Parco (http://www.parcoappennino.it/pagina.php?id=67) trovo un testo scritto molto poco accattivante. Nessun link inoltre ai siti delle località sciistiche, nè da discesa nè di fondo. Insomma si spendono dei soldi per fare battere le piste, ma non si dà alcuna informazione per permettere a chi vuole sciare di sapere localizzazione e caratteristiche dei posti. Altro sito di promozione dovrebbe essere Appenninoeverde.it. Qui danno ancora Ospitaletto chiuso per problemi tecnici! In cambio a Febbio risulta in funzione la Pianelli, chiusa da 10 anni.
    Anche al Ventasso non si sono accorti che uno skilift è chiuso. Su diverse pagine delle località mancano i link ai gestori. C’è nella pagina di Febbio, ma ad un sito non in funzione, mentre al Cerreto si fa riferimento ad un sito vecchio. Unico sito aggiornato è http://www.appenninoreggiano.it. Insomma una discreta sciatteria per chi dovrebbe promuovere il turismo appenninico.

    (Piansano)

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  23. Mamma mia, Sig. Piansano, come concordo con Lei, non posso su Pianvallese perchè mi sono fermato a Febbio Rescadore e alle relative piste, ma presumo sia corretto quanto dice in merito, senz’altro è corretta la mancanza di una visione comune di marketing del nostro Appennino tosco-emiliano, a maggior ragione la promozione spezzatino e male aggiornata delle singole località. Conosco i vari portali, ultimamente meglio hanno fatto qui a Febbio (http://www.infofebbio.com) e qui a Cerreto Laghi (http://visitcerretolaghi.it/inverno), ma manca la comunicazione tra loro, manca una visione comune… Senza scomodare il Trentino, un po’ tutti l’hanno capito e ci stanno investendo sopra, speriamo anche sull’Appennino reggiano in particolare. A proposito dell’unico sito aggiornato, vada su quello di Appenninoreggiano, clicchi località Febbio e vedrà che invece del sito della gestione impianti c’è un vecchio sito obsoleto riferito a Febbio 2000, di qualche anno fa. Io di segnalazioni ne ho fatte, tempo fa anche al Comune di Villa Minozzo, che sul suo portale dopo mesi riportava ancora link vecchi senza riferimenti alla nuova gestione, certo dopo un po’ uno si stufa, se non interessa migliorarsi a loro…

    (Miriano Monnanni)

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  24. Alcune precisazioni… Prima di tutto la pista del Lago Pranda si sviluppa in terreni di uso civico… Precisamente quello di Cerreto Alpi! Come tale, l’organo amministrativo di gestione dei beni di uso civico è stato eletto dai cittadini, per questo motivo le decisioni sui loro terreni è loro, il Comune è organo di controllo e, a differenza della precedente amministrazione comunale, noi teniamo in considerazione le loro decisioni e per la pista da fondo non hanno ancora comunicato i loro intenti in quanto sono stati incaricati dai cittadini meno di un anno fa… Noi del Comune in questi tre anni nella zona del Pranda abbiamo cercato di terminare lavori fatti male o meglio non fatti… Progetti di diversi di migliaia di euro interrati dalla precedente amministrazione… Bagni mai aperti, ora gestiti e funzionanti, o ancora strada d’accesso fatta a macchia di leopardo… Strada ora totalmente recuperata al fine di fare meno polvere, oppure aree sosta attrezzate prima abbandonate e ora sistemate e finite… Sembrano banalità, ma tutto era abbandonato e nulla finito di progetti europei tutti capeggiati dal Parco nazionale è mai avallati dall’uso civico di Cerreto! In tempi di vacche molto magre, grazie a tagli fatti dal governo centrale, si sono fatto altre scelte, che possono essere condivise oppure no. Io credo che sia più importante aver chiuso contenziosi che il Comune aveva aperti con dei concittadini, esempio aver chiuso dopo 32 anni la sentenza con i Bertocchi per i terreni del Palaghiaccio, oppure acquisto dei terreni per fare il campo scuola!… Potrei dire altro ma torniamo al fondo. A tal proposito vorrei ricordare che la pista del Pranda è pista omologata Fisi per poter far competizioni. Che è gestita da un privato che a proprie spese ha comprato un battipista (a differenza di quello ai Pavoni) e la gestisce… L’unica gara ufficiale di fondo in provincia di Reggio l’ho organizzato io e mi sono sentito dire che dovevo farla a Pianvallese!… Sì, perché in quel momento andava di mota buttare risorse là!… Poi è venuto il momento di Pratizzano… Anche lì tutto… Poi il nulla!… Anzi, vi posso dire che grazie al mio impegno anche la pista di Pratizzano avrà un’omologazione Fisi… È così per informarvi, fino a ieri non esisteva la pista in nessuna mappa, sembra una barzelletta ma è così, forse sarà anche per questo che non hanno mai avuto finanziamenti le stazioni di fondo?! A voi la conclusione!… E voglio essere pacato ma il Parco non si lascia mai scappare l’occasione di ricordare che c’è “Neve natura” e io continuo a dire… Quanti numeri? Porta quanto ci costa? E perché qui interviene il Parco e per l’insegnamento di discesa nulla?…

    (Enrico Chicco Ferretti)

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  25. Grazie, Enrico, per la tua dettagliata risposta, mi ha fatto molto piacere leggerla anche quando dettagli di altro. Condivido l’importanza di uniformare la strada di accesso al Pranda per usufruirne senza alzare polvere a nuvole ad ogni passaggio di auto e quando parli di aver districato situazioni ferme da anni, il campo scuola a Cerreto Laghi è una priorità assoluta, le varie iniziative tipo “Neve e natura” fanno piacere che ci siano e sono da elogiare ma con tutto il rispetto non possono che rappresentare il contorno per il turismo invernale in montagna. Togli gli impianti a Cerreto Laghi d’inverno poi ci dirà il Parco di cosa vivono le attività presenti in zona: bisogna essere obiettivi, al di là degli interessi di parte.
    Per il fondo e poi a chiudere. Gli usi civici di Cerreto Alpi si sono dati una scadenza per la decisione da prendere in merito alla pista di fondo da gestire? Un anno non pare un tempo così esiguo. Il privato ha gestito e tenuto aperto la struttura in questi anni? Inutile avere una pista omologata Fisi se poi è sempre chiusa e non pubblicizzata correttamente, tutto qui ma onestamente non pare poco.
    Saluti e buona stagione invernale 2015-2016.

    (Miriano Monnanni)

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  26. Però Chicco ancora nessuno ci ha detto che fine hanno fatto i cannoni. Devo però dare merito al tuo impegno nel risolvere una questione complicata come quella di Pratizzano. Vorrei anche fare alcune precisazioni: la prima è che la mappatura del tracciato di Pratizzano c’era, passata dalle mie mani non più di un anno fa, così come l’omologazione, lasciata poi scadere. Altra precisazione è il gatto dei Pavoni, totalmente privato acquistato da volontari e di proprietà dello sci nordico Bismantova.

    (Fabio Pinelli)

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  27. Fabio non sono mai stati comprati!! Nelle valutazioni fatte dai passati amministratori si pensava di utilizzare quelli presenti sulle piste di discesa, assurdo per me, ma hanno fatto ciò! Resta il fatto che purtroppo per decisioni sbagliate ci rimette un intero movimento!! Sottolineo purtroppo!!.. E oggi soldi non ne abbiamo! Non bisogna vergognarsi a dirlo! Abbiamo pagato l’esproprio del Palaghiaccio per chiudere una sentenza iniziata nell’83… Beh, noi dobbiamo occuparci di robe di 30 anni fa?! Assurdo ma siamo in Itaglia! Spero che in un futuro con il nuovo comune ci sia la possibilità di spendere e fare effettivamente progetti veri, non teorici e buttare via soldi, vedi ecoclaster!!… Soprattutto che siano persone serie e non alzamano! Pratizzano: posso assicurarti che in comune non esisteva nulla, la vecchia pista era solo sulla carta!! E la vecchia omologazione aveva presupposti molto all’acqua di rose. Anni ’80!! Per il gatto conosco bene la storia compresa la drammatica divisione della storico sci club locale!! Ma sul privato non mi permetto di dire nulla!!… Spero che persone competenti e capaci come te siano tra i trascinatori dello sci nordico per il bene della nostra montagna. Grazie.

    (Chicco)

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  28. Buonasera a tutti. Sono Alessandro Sbrana da Sarzana, quello che ha cercato qualche settimana fa di mettere in evidenza i problemi della pista di sci nordico a Cerreto Laghi. Ho letto i Vostri commenti e Vi ringrazio per le tante partecipazioni al problema che ho sollevato. Purtroppo però dopo i primi giorni credo che un poco si stia perdendo l’oggetto dell’argomento in discussione. Mi spiego meglio. Conosco bene, nonostante non abiti nelle Vostre zone, le altre piste da fondo. Pratizzano a me piace tanto ma purtroppo negli ultimi anni hanno avuto problemi anche loro, ma il più grosso è stato il cambiamento climatico che porta neve a 900 metri, l’altezza di Pratizzano, sempre più raramente e che non permette alla neve stessa di mantenersi. La pista di Febbio, a parte il suo tracciato come avete detto non omologato, si trova lontano da molti. La pista del Cerreto porterebbe invece sciatori, quindi turisti, quindi gente, che può dare un contributo anche economico da tutte le tre regioni: Emilia, Liguria, Toscana. Ha una ottima viabilità anche quando nevica, dal punto di vista climatico assicura neve spesso e, cosa importante, vista la sua abitudine permette di mantenersi a lungo. Infine ha un ottimo tracciato: non per niente è l’unica che è stata omologata per le gare. Quindi parlare delle altre piste serve a poco, anzi facciamo il gioco di chi le cose non le vuole fare e risolvere. Purtroppo siamo in Italia, dove si parla sempre tanto di tutto e di tutti; basta vedere in tv, dove il palinsesto è oramai occupato da trasmissioni di chiacchiere dalla mattina alla notte, ma i fatti concreti dove sono? Però se ne parla, parla, parla…

    (Alessandro Sbrana)

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