Canossa, dove non poté Enrico IV potrà la… burocrazia. AGGIORNAMENTI

Enrico IV, avesse potuto, avrebbe definitivamente condannato all'oblio Canossa, chiudendo il celebre castello e altrettanto le gloriose sorti di Matilde e del Papa. Ma dove non è riuscito l'imperatore teutonico, potrebbe riuscire l'italica burocrazia. Questo perché è di ieri la notizia, per voce del sindaco di Canossa, Luca Bolondi, della cessata convenzione sottoscritta dalla Provincia di Reggio Emilia con la cooperativa Archeosistemi. Ad essa, dal 2001, competeva il ruolo di 'gestione' dello storico castello del Perdono, maniero che è di proprietà dello Stato.
Per quanto la convenzione, scaduta a dicembre, sia stata prorogata per altri due mesi, si è in attesa di capire cosa ne sarà di Canossa alla luce del trasferimento di competenze per il turismo dalle province alla Soprintendenza Regionale per i Beni artistici e architettonici (cui compete la gestione del Castello attraverso il “Polo museale regionale dell’Emilia Romagna”). Potrebbe, infatti, generarsi un pericoloso vuoto - dato che ovviamente mancano le risorse - che rischierebbe di lasciare a portone chiuso i numerosi turisti - 20.000 all'anno - che qui salgono.
 Il solito pasticcio all'italiana si paventa per il più celebre monumento storico dell'Appennino.
AGGIORNAMENTO: l'appello della Deputazione di Storia Patria
Il comunicato della Deputazione
La Sezione di Reggio Emilia della Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi esprime la più viva preoccupazione per la situazione in cui si trova il Castello di Canossa.
Infatti, la storica Rocca e la contessa Matilde sono sempre state oggetto di approfondite ricerche da parte dei soci della Deputazione, sin dalla sua istituzione avvenuta nel 1860; i loro contributi, spesso raccolti in importanti pubblicazioni, costituiscono ancora oggi preziosi punti di riferimento.
Va ricordato che si deve a don Gaetano Chierici – socio fondatore della Sezione Reggiana della Deputazione di Storia Patria e presidente della Sezione dell’Enza del Club Alpino Italiano - l’avvio degli scavi a Canossa con importanti ritrovamenti.
Canossa rappresenta dal punto di vista storico e architettonico un’emergenza di particolare rilevanza, come ha evidenziato il recente Convegno di studi “Canossa: segno simbolo storia” nel corso del quale gli interventi di qualificati esperti - raccolti in volume - hanno portato inediti e fondamentali contributi che ne hanno compiutamente illustrato le vicende inserendole nel quadro dell’incastellamento medievale.
La Sezione Reggiana della Deputazione di Storia Patria sollecita il competente Ministero e le istituzioni perché il Castello possa continuare ad essere meta di visitatori – italiani e stranieri – e di studiosi e dichiara la propria disponibilità a contribuire ulteriormente alla sua conoscenza e valorizzazione
Il Presidente
Giuseppe Adriano Rossi
ALTRO AGGIORNAMENTO

“Il caso di Canossa evidenzia che i proprietari dei Castelli, siano essi pubblici o privati, non vanno lasciati soli da parte dello Stato”.

Intervengono sul caso del Castello di Canossa (Reggio Emilia) il Presidente del Circuito dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza Conte Orazio Zanardi Landi ed il Vice Presidente Domenico Altieri Sindaco di Fontanellato (Pr): “Castelli del Ducato muove circa 500mila visitatori  all’anno e porta un indotto economico di respiro larghissimo a ricaduta dei comuni dove i castelli sorgono”. Tuttavia, i continui vincoli e balzelli economici posti in capo a enti pubblici (spesso privi di risorse economiche) e ai proprietari privati dei castelli non agevolano. Quanti casi come Canossa dobbiamo aspettare prima che ci si renda davvero conto che un Castello non è sinonimo di ricchezza per chi lo possiede ma un grande dono all’Italia tenerlo aperto? Fare in modo che un Castello non crolli è una ricchezza per tutti. Occorrono inoltre fondi e finanziamenti mirati per la promozione turistica-culturale per i Circuiti che già funzionano per essere competitivi in Italia e in Europa. I Circuiti, i Club di Prodotto e le reti d’arte non possono più fare tutto da soli o sperare che piovano sponsor di buon cuore dal cielo. Questo Paese e le istituzioni devono crederci di più nel Turismo Culturale: basta inventare nuovi format, valorizziamo davvero ciò che c’è”.

 “Come Presidente del Circuito dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza capisco molto bene la delicata fase che quella preziosa porzione di territorio reggiano sta attraversando per ragioni burocratiche, assenza di fondi, dialogo tutto da tessere tra pubblico e privato, tra associazioni e cooperative – spiega il Conte Orazio Zanardi Landi, Presidente Circuito Castelli del Ducato di Parma e Piacenza e proprietario del Castello di Rivalta (PC) - Lo comprendo perché, in modo forse differente ma con problematiche simili, sono temi che da vent’anni i Castelli del Ducato di Parma e Piacenza vivono e hanno vissuto: oggi di qua dall'Enza siamo 24 manieri, 14 Alloggi tra Antiche Mura per 385 posti letto ed una ricchissima rete di monumenti sostenitori che si muovono compatti in azioni corali per la promozione turistica, culturale e tutela paesaggistica del territorio. In seguito alla riforma che ha abolito le Province e chiamando fortemente in gioco la Regione, i nostri Castelli dell'Emilia Romagna sono per l'entroterra un vettore imprescindibile, un volano turistico, creano posti di lavoro e un moltiplicatore di contatti: solo tra Parma e Piacenza, Castelli del Ducato muove circa 500mila visitatori  all’anno e portano un indotto economico di respiro larghissimo a ricaduta dei comuni dove i castelli sorgono.

Va detto, tuttavia, che i continui vincoli e balzelli economici posti in capo a enti pubblici (spesso privi di risorse economiche) e ai proprietari privati dei castelli possono rendere difficoltosa anche la gestione di un circuito turistico anche dove l'andamento sta andando come da noi, tutto sommato, bene”.

Prosegue Domenico Altieri, Vice Presidente di Castelli del Ducato e Sindaco di Fontanellato (PR) dove spicca la Rocca Sanvitale sede del circuito: "In questi giorni fanno notizia le difficoltà che sta attraversando il Castello di Canossa: questa situazione ci consente di renderci conto di quanto valore porti un castello nella comunità, sia dal punto di vista culturale che sotto il profilo di indotto economico che si muove e cresce attorno al turismo culturale. Oggi diventa un momento di riflessione collettiva per i cittadini italiani e le istituzioni sulle azioni e sulle politiche da mettere in atto per la valorizzazione dei monumenti, in particolare quelli dei piccoli borghi come i Castelli del Ducato di Parma e Piacenza ed i Castelli Reggiani. Anche noi sindaci come proprietari di castelli aderenti ad un Circuito d’Arte sentiamo la responsabilità di dover tutelare e promuovere la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali sapendo che in questo modo facciamo un grande servizio alla comunità”.

Riprende toccando temi di grande attualità il Presidente Zanardi Landi: “Vorremmo migliorare, ma soprattutto vorremmo non peggiorare in un momento dove il mondo del turismo-culturale, tra aspettative ed esigenze di chi viaggia, è in rapida trasformazione. Occorre assolutamente riformulare i rapporti ai vari livelli per costruire un vero coordinamento che tenga in seria considerazione tutti i Castelli dell'Emilia-Romagna con il criterio di favorire visitatori, turisti che pernottano e soprattutto chi ogni giorno, come noi castellani pubblici e privati, si impegna per tenere aperti i castelli al pubblico e alle scuole, trovandosi a garantirne la manutenzione costante, la sicurezza, la stabilità: un Castello che crolla o che è a rischio chiusura, sia esso Canossa o un maniero in ogni altra parte di Italia, è un pezzetto prezioso di identità unica e non omologata che si perde, è un danno per l'immagine del nostro Paese in primis”.

Il caso di Canossa evidenzia che i "Castellani" siano essi pubblici o privati non vanno lasciati soli da parte dello Stato. I Comuni proprietari di manieri e i le reti d’arte come Castelli del Ducato fanno un lavoro straordinario quando sono messi nelle condizioni di operare bene: ciascuno per il suo ruolo, mantenere, gestire e promuovere questi beni d'eccellenza. Per i proprietari privati il peso del fisco è aumentato negli ultimi anni e questo penalizza le opportunità di conservazione e promozione. Castelli del Ducato di Parma e Piacenza già nel 2014 aveva aperto un dialogo aperto con il Governo per chiedere che tornino le agevolazioni cancellate. Quanti casi come Canossa dobbiamo aspettare prima che ci si renda davvero conto che un Castello non è sinonimo di ricchezza per chi lo possiede ma un grande dono all’Italia tenerlo aperto? Fare in modo che un Castello non crolli è una ricchezza per tutti. Occorrono inoltre fondi e finanziamenti mirati per la promozione turistica-culturale per i Circuiti che già funzionano per essere competitivi in Italia e in Europa. I Circuiti, i Club di Prodotto e le reti d’arte non possono più fare tutto da soli o sperare che piovano sponsor di buon cuore dal cielo. Questo Paese e le istituzioni devono crederci di più nel Turismo Culturale: basta inventare nuovi format, valorizziamo davvero ciò che c’è. Noi siamo pronti a collaborare, a dialogare, a condividere la nostra esperienza, ma chiedendo un forte sostegno da parte del Governo. Auguro, nell’occasione, una proficua e positiva soluzione in merito alla continuità dell’apertura e dei servizi rivolti ai visitatori nel Castello di Canossa” conclude il Presidente Zanardi Landi.

AGGIORNAMENTO: la Lega Nord Emilia-Romagna

Risoluzione presentata all'Assemblea legislativa del Gruppo Ln, primo firmatario Gabriele Delmonte, dopo lo stop ai contributi provinciali dovuti al riordino istituzionale: "Occorre sostenere le attività turistiche del castello e contrastare il dissesto idrogeologico che minaccia il sito. Essendo proprietà dello Stato, la Regione solleciti Governo e ministero ad agire"

Urgono interventi e fondi per la salvaguardia e la valorizzazione turistica del Castello di Canossa, nel reggiano. In una risoluzione presentata all'Assemblea legislativa, i consiglieri della Lega nord, primo firmatario Gabriele Delmonte, richiamano l'attenzione della Giunta sulla situazione del sito di grande importanza storica e turistica che, dall'inizio di quest'anno, a seguito del riordino istituzionale, ha perso il sostegno economico della Provincia di Reggio Emilia. "Se non si prenderanno provvedimenti al più presto non si riuscirà più, a causa dei fondi sempre decrescenti, a fornire un servizio degno ai turisti e ai visitatori", sostengono i consiglieri, ricordando che fino al 31 dicembre 2015 l'amministrazione provinciale forniva le risorse per la bigliettazione mentre il Comune sosteneva l'ufficio turistico. Gli esponenti Ln segnalano poi che il castello, risalente al 940 d.C., deve fare i conti con una serie di problemi dovuti all'erosione del suolo che si verifica a circa 300 metri dal sito. "Trattandosi di proprietà dello Stato, è il ministero per i Beni e le attività culturali - sottolineano- ad avere competenze per gli interventi di manutenzione sia strutturale che di contrasto al dissesto idrogeologico".

Nella risoluzione si impegna pertanto l'esecutivo regionale "ad attivarsi presso il Governo, e in particolare presso il ministero dei Beni e delle attività Culturali, per richiedere un apporto economico ed operativo alla gestione turistica del castello e per contrastare il dissesto idrogeologico che interessa la zona vicina". Nel documento, che i consiglieri della Ln chiedono venga trattato nella competente commissione assembleare (Cultura, Scuola, Formazione e Lavoro), si sollecita poi la Giunta ad assumere azioni per sostenere il Comune e la gestione del Castello di Canossa in modo da continuare a rendere un servizio importante per il comparto turistico locale e regionale.

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Un Commento

  1. Come sempre accade in Italia, la colpa non si sa bene di chi sia; un dato oggettivo però esiste: è scandaloso che la pubblica amministrazione non valorizzi ma, anzi, lasci andare a rotoli uno dei monumenti più significativi della storia d’Europa. Si parla tanto di valorizzazione turistica dei nostri territori e delle nostre eccellenze alimentari ma, tra Parmigiano Reggiano e Canossa, mi sembra si stia andando nella direzione opposta…

    (Ivano Pioppi)

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