Il salotto letterario / “Scene da un matrimonio, anni 50”: racconto di Elena Paola Gazzotti

Foto di repertorio

Foto di repertorio

Da una settimana nella casa si erano radunate le donne.

La cuoca era stata fatta venire da Perbone, che era una frazione di là dal fiume, in provincia di Modena. Dicevano che fosse bravissima a cucinare per tante persone, come di solito ci sono ai matrimoni.

Le donne della famiglia, aiutate dalle parenti e amiche, avevano ammazzato e spennato galline per fare il brodo, polli per gli arrosti e pelato conigli. Impastato farina e uova per fare pasta per i cappelletti. Saccheggiato il prezzemolo che cresceva nell’orto per fare la salsa verde che accompagna la carne.

La padrona di casa era andata in prestito di stoviglie per apparecchiare per i numerosi invitati. Il pane, una fornata, era stato cotto il giorno prima, in modo che fosse pronto per il giorno delle nozze.

Poi c’era l’addetta ai dolci. Il più importante era il croccante fatto con le noci raccolte a settembre. Un pomeriggio intero per romperle, estrarre tutti i gherigli, passarli in padella con lo zucchero. Poi la fantasia si scatenava. Diventava un castello con torri, merli e ponti, decorato con confetti colorati. Un’opera d’arte.

I bambini facevano la spola dall’aia, dove giocavano nella polvere, alla cucina, antro di prelibatezze, per rubare qualche cucchiaiata di dolce, leccare qualche tegame. Un lavoro e una festa. Ma non sempre tutto andava per il verso giusto.

Al matrimonio di Virginia, la cuoca conosciuta solo di fama, sbagliò le dosi della torta nuziale e consumò zucchero e sciupò burro in quantità. Volle usare dei coloranti e la torta risultò immangiabile. Se ne accorsero prima di portarla in tavola. Due ragazzi che erano venuti a consegnare un telegramma di auguri, il mattino della festa, ai quali venne offerto un assaggio per premio, fecero finta di mangiarla, ma la gettarono nel pozzo dell’acqua dove rimase a galleggiare fino a che la padrona, la rezdora, andando ad attingere acqua non fece l’amara scoperta.

La cuoca finì una promettente carriera tra lo sconforto di chi era andato fino a Perbone, attraversando il fiume a piedi, per ingaggiarla.

La sposa non voleva più sposarsi per il brutto presagio, ma aspettava un bimbo e il matrimonio fu celebrato.

La torta bella e colorata… ai porci.

(Elena Paola Gazzotti)

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