Poiatica: “Vergognoso che i costi della chiusura debbano ricadere sui cittadini”

"Che i costi per la chiusura della discarica di Poiatica debbano ricadere sui cittadini è semplicemente vergognoso, oltre che inaccettabile. Iren, per l’ennesima volta, non può scaricare sulla collettività questa tipologia di spesa".

È questo il commento di Gianluca Sassi, capogruppo regionale del M5S, riguardo allo svolgimento dell’ultimo consiglio comunale di Carpineti e dove sarebbe emerso che i tecnici di Iren avrebbero escluso un loro coinvolgimento diretto nella gestione dei costi per il tombamento del buco autorizzato a nord della discarica nell’ambito del progetto di riqualificazione del sito.

“Affermare che il costo debba necessariamente ricadere sulla collettività e quindi sui cittadini è inaccettabile – spiega Gianluca Sassi – Chiederemo all’assessore Gazzolo cosa ne pensa di questa indicazione visto che, come ricordano le cronache dei giornali, era presente anche lei alla visita all’interno della discarica dove i tecnici di Iren avrebbero prospettato questa ipotesi. Non vorremmo che si trattasse di una sorta di vendetta da parte della multiutility dopo il polverone di polemiche che si è sollevato su un eventuale utilizzo dei Poiatica come sito di stoccaggio di rifiuti speciali. Un’ipotesi che ci ha visto fortemente contrari, così come ci troverà contrari l’eventualità di scaricare sui cittadini i costi di questo tombamento. Come al solito ci troviamo di fronte a una situazione in cui i profitti restano privati e i costi diventano socializzati. Succederà la stessa cosa con gli inceneritori e con le trivelle? Noi intanto siamo qui a fare da sentinelle".

 

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3 Commenti

  1. Se questo dovesse mai accadere sarebbe l’ennesima dimostrazione che ad amministrare non sono i politici ma Iren e conseguentemente si dovrà prendere atto dell’inutilità di una classe politica che va a braccetto con le multiutility lasciandosi guidare dove queste vogliono andare senza opporre nessuna resistenza.

    (AntonioManini)

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  2. L’area dove è sorta la discarica è una zona di ex cave di argilla.
    Se non ci fosse stata la discarica il recupero ambientale sarebbe stato a carico dei cavatori sull’intera Zona estrattiva. Sempre che gli enti pubblici avessero avuto l’accortezza di imporlo e avessero richiesto per tempo le adeguate garanzie finanziarie alle ditte.
    Altrimenti i costi ricadono in ogni caso sulla collettività.
    Ora nell’area, che è diventata di proprietà di Iren allo scopo di ospiatare i rifiuti urbani reggiani e in questo modo contribuire a colmare il buco della cava, non sarà più consentito l’accumulo di altri rifiuti e sarà richiesto ad Iren di chiudere la discarica. Per la chiusura della discarica ci sono le risorse accantonate e gli obblighi relativi. Ma l’area che resta non interessata dalla cumulo dei rifiuti non è assoggettabile ad obblighi di recupero particolari.
    Sarà dunque solo una scelta di Iren decidere la sistemazione in sicurezza di quelle porzioni in cui non vi è nessun obbligo legato alla presenza di rifiuti. Sistemazioni diverse, non preventivamente concordate, di aree private non possono che essere oggetto di imposizione ma al più vanno viste in forma di trattativa ed essere richieste peraltro gentilmente.
    Se poi la sistemazione dell’area privata è finalizzata a obiettivi pubblici non c’è niente di strano che la collettività si assuma le spese.

    (Maurizio Anceschi)

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  3. Che ingenui… ma non lo sappiamo che i nostri politici con le multiutilities ci vanno non solo a braccetto, ma anche a cena? Sarebbe proprio buffo se il nostro sindaco e tutta la sua bella compagnia non fosse in grado di “difenderci” da questa bella sorpresa. Poi, dico io, un contratto che prevede anche l’eventualità di un tombamento, non esiste? Se c’è cosa dice? I nostri amministratori sono stati così furbi da non prevedere anche questi costi?

    (M.B.)

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