Elezioni, eppure… che sorpresa (e senza donne)

"Eppur ci muoviamo" è lo slogan forse non perfettamente azzeccato della lista "Per Casina" che sostiene Gianfranco Rinaldi, sindaco uscente del comune appenninico chiamato a una possibile riconferma. Ma, proprio a Casina, a muoversi è, invece, un inaspettato pareggio che, sui grandi numeri, si verifica sì e no ogni 150 anni. “Casina Bene Comune” che sostiene Stefano Costi, porta a casa gli stessi voti dei pro Rinaldi: 1164, né uno di più né uno di meno. Quindi, occorrerà il ballottaggio a meno che - l'esperienza recente della Bonifica insegna - non si torni a contare i ricontare i voti. Ma essendoci di mezzo la Prefettura - che ha già ufficializzato i dati - e il precedente di Canossa (bocciato il ricorso di Gennari che auspicava, con esso, di vedere invalidate le elezioni comunali), si andrà al ballottaggio tra due settimane e, a Casina, ci si sentirà come a Roma o Torino, per una nuova tornata elettorale.

Alcune considerazioni, però, sono d'obbligo. Chi conosce Rinaldi sa che si parla di una persona mite, mediatore, a volte sognatore, onesto, generoso ed entusiasta. Poco consono a parlare di sé e, certamente, poco utile è stata la rincorsa a comunicare negli ultimi due mesi quanto, di buono, fatto in cinque anni. Pesa nella lista dei tanti giovani qualche assenza di spicco - uno tra tutti, l'inossidabile vicesindaco uscente Silvano Domenichini o qualcuno del suo “entourage” - e, forse, anche il maggiore apparentamento al partito, messo comunque in campo in questa lista civica. Quella che è fuori discussione, però, l'emorragia di voti: nel 2011 al primo mandato turno Rinaldi venne eletto con 2.181 voti (oltre il 78% delle preferenze). Va detto che si trattava in buona parte del "lascito" del sindaco comunicatore per eccellenza, Carlo Fornili, ma scendere al 46% qualche interrogativo serio lo pone. Specie se, ora, al ballottaggio si andrà con Stefano Costi di "Casina Bene Comune" che, in barba alla scissione del centro destra (Lega e Fratelli d'Italia sostenevano Alberto Bizzocchi, fermo al 6%, Forza Italia non pervenuta) si è dimostrato un pezzo da novanta. L'alternativa di Casina, infatti, ha imparato la lezione Fornili e ha candidato una delle persone più conosciute e impegnate nel mondo del volontariato del paese. Il risultato si vede.

Più in alto, a Ventasso, la sorpresa può dirsi quella della vittoria del sindaco Pd, Antonio Manari. In molti, infatti, si erano illusi che le 700 firme raccolte per richiedere le primarie - non concesse - potessero essere la campana a morto per la lista di "Ventasso Adesso". Invece, il primo cittadino del nuovo Comune sarà proprio Manari, forte di 1.307 voti (il 51,35%). Onore delle armi, però, a Paolo Bargiacchi che concluderà, quindi, a sua lunga e onorata carriera tra le fila dell'opposizione - non è dato sapere se, come in passato, subirà l'epurazione temporanea dal Pd per avere sfidato ancora una volta le alte sfere -. "Chi vince governa, chi perde dà una mano", disse il Paolo nazionale non troppo tempo fa: potrebbe succedere e, non stupirebbe, una soluzione di pacificazione tra un elettorato del crinale apparso molto spaccato. La lista civica Vivere Ventasso conterà a lungo la metà di quei 69 elettori (questo è lo scarto) che le sono mancate.

Un ultimo dato lo vogliamo rilevare: una competizione elettorale senza donne candidate al ruolo di primo cittadino - si noti di contro il successo della Raggi a Roma – e senza nuovi sindaci under 50 deve fare anche pensare alla vicinanza della politica al mondo dei giovani. E delle donne.

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8 Commenti

  1. Condivido in parte l’analisi: non è, a mio modo di vedere, l’assenza di Domenichini la breccia causa dell’emorragia. E’ la furbesca appartenenza al partitone senza però esplicitarla, qualche frase infelice di qualche candidato, un vice imposto dal partitone. La presenza di Fornili c’è comunque e anche per lui suona la campana. Costi si è presentato con più semplicità, senza la malizia dei navigati, e il messaggio è stato capito dalla gente. Rinaldi avrà i suoi limiti, ma non è tutta colpa sua.

    (MA)

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  2. Condivido in pieno l’analisi di “MA”. Solo una precisazione: invece che accettare senza protestare le audizioni di Afro Torri e Fornili, Rinaldi avrebbe dovuto imporre e richiedere in lista alcune personalità di valore e fiducia, che gli avrebbero consentito di continuare la sua opera amministrativa e avrebbero permesso un percorso elettorale meno rischioso. Il partitone ha dato prova di grande arroganza e presunzione, ma buona parte dell’elettorato casinese di centro sinistra si è rifiutato di ingoiare quello che gli veniva propinato.

    (Giuseppe Guidetti)

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  3. Giustamente chi ha scritto l’editoriale, si è posto alcuni quesiti, la disaffezione alle urne, la mancanza di giovani e di donne. Sunto preciso di quanto sta accadendo in Italia, chiedendosi se la politica ha capito il problema e se qualcuno vorrà porci rimedio. A mio modesto parere nessuno dei politici si è posto il problema e nessuno lo vorrà risolvere, anche perchè negli ultimi 25 anni la politica è stata solo per pochi, solo gli amici degli amici e chi rompeva le “sfere” vecchi o giovane doveva stare fuori da giochi, anzi molto lontano dai giochi, per non disturbare il conducente intento a governare per gli amici, per i costruttori, per tutti coloro che prima o poi avrebbero pagato “dazio”. Brutto da dirsi, ma è un dato oggettivo, se qualcuno vuol prendersi la briga di fare i raggi a quei cognomi che in montagna hanno arraffato a destra e manca non potrà far altro che dare ragione a colui che scrive. Per ultimo, una considerazione sul nuovo “Renzi” da ex iscritto al Pd e amante della libertà, mi troverà in grosse difficoltà a votare un partito totalitario che tutto decide tra 4 mura e tra pochi, basti guardare al comitato del sì per il referendum, che annovera “trombati” e “trombatori”, ma al peggio non c’è limite. Cordialmente.

    (Roberto Malvolti)

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  4. L’analisi è certamente opportuna e non priva di oggettivi fondamenti. A questo punto però viene obbligatoria un’osservazione: non sarà che Rinaldi abbia un po’ voluto adottare – forse per carenza di “personale” – un’idea politica vicino a quella grillina? Voglio dire, è ottima l’idea di presentare volti giovani e nuovi, ma questo non devo sostituirsi al fervore per fare politica. La politica non è uno scherzo: si può essere brave persone, oneste, preparate in matematica e persino in ingegneria nucleare, ma la politica non può diventare una sfida alla novità, un tentativo nel vuoto. La politica bisogna saperla fare, cosa che, volente o nolente, Fornili sapeva. Costi può essere una nuova sfida, e a questo punto allora perché non tentarla. I voti dei cittadini parlano chiaro, a Casina come a Roma ( se pur con connotati diversi ); il centro-sinistra non riesce a trovare un suo equilibrio a livello nazionale, e questo non può che ripercuotersi anche sulle piccole realtà. L’Amministrazione Rinaldi non ha soddisfatto la cittadinanza, di questo, se si è intellettualmente onesti, bisogna prendere atto, senza giustificare per forza il risultato con l’assenza di qualche personaggio noto.

    (Cristiano Lugli)

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  5. Condivido appieno le considerazioni del signor Malvolti.

    (Maria Bianchi)

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  6. Non penso che, essere donne, renda persone o sindaci migliori, detto questo mi auguro presto una valida candidata donna. Durante cinque anni di amministrazione Rinaldi ho avuto molteplici occasioni di confrontarmi e scontrarmi, anche in modo tosto, su molte cose. Non sempre abbiamo trovato un punto d’accordo, sulla scuola, per esempio, i nostri attriti sono stati accesi e ancora oggi penso che si poteva fare meglio e di più ma si dice che tutto è perfettibile, per questo ho riconfermato il mio voto a Rinaldi. Perché, ho visto una persona onesta, scrupolosa, che cerca di fare del suo meglio, una persona che di è messa al servizio dei concittadini. In un tempo di “esposizione”, di sfacciata esibizione, Rinaldi non si espone, non ama esibirsi nè esibire quello che ha fatto o che fa, è il suo limite, ma chi non ha limiti? Ho sentito dire in questi giorni che la politica si fa nei bar, di mio non vorrei si riducesse tutto a diventare poi una politica da bar, anche perché ai consigli comunali non ho mai visto molta partecipazione (si propone forse di fare i futuri consigli comunali direttamente nei bar?), diffido della politica fatta di rapporti amicali, di patti e promesse fatte davanti ad un prosecco o ad un lambrusco, già perché la politica non è un rapporto di amicizia, ma un impegno con i cittadini, e non sempre di possono accontentare tutti i cittadini, ci sono limiti di spesa, limiti burocratici, anche priorità a cui dare precedenza. Rinaldi poteva e doveva fare di più, ma gli devo riconoscere di aver fatto quello che riteneva il meglio per i cittadini e lo ha fatto con il massimo impegno. In questi giorni un villeggiante, mi ha detto l’amministrazione di Casina, ha lavorato benissimo sulla cultura, certo un frammento, non trascurabile a mio avviso. Rinaldi non è Fornili, Rinaldi non è stato un sindaco perfetto, ma tutta questa acredine e questo livore non hanno ragione di essere; da cittadina di Casina lo ringrazio per il lavoro svolto, gli chiedo un rinnovato impegno e una passione ancora maggiore per l’amministrazione del mio comune. Come cittadina mi impegno a seguire con ancora più attenzione il suo lavoro come sindaco e il lavoro della sua giunta, a non far mancare mai le mie feroci critiche, se occorrono. Consentitemi una piccola, ma non certo trascurabile stranezza, delle tre liste, sapevano di trovarci davanti ad una lista politica “Liberiamo Casina”, ad una lista civica con l’appoggio di Pd, Sel e Centro democratico ed un altra lista “Casina per il bene comune” apparentemente senza nessuna collocazione nè appoggio politico, almeno così fino a domenica sera. Ora viene fuori che l’appoggio di Forza Italia è più di un appoggio e che ci sono nomi legati al movimento 5 stelle, nuova dicitura: lista civica di centrodestra. Nulla di male, per fortuna democrazia vuol dire idee e voci a confronto, rimane il mio dubbio sul perché tanto mistero e fatica nel dire prima la propria collocazione politica, non capisco perché ci si deve presentare per quello che non si è. Ho molta più stima di un Bizzocchi, ideologicamente molto lontano da me, che si è presentato a viso aperto dicendo le sue idee e la sua connotazione politica chiaramente, di chi invece si è presentato come lista civica apartitica, slegata dai partiti, ma in realtà slegata da nulla. In attesa del prossimo confronto-scontro, in bocca al lupo Rinaldi!

    (Monja)

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    • Nessuno in campagna elettorale, che anche io ho seguito con passione, ha mai messo in discussione l’onestà personale e intellettuale di Rinaldi e non ho visto nessuna “acredine e livore” nei suoi confronti, tanto che lo stesso Rinaldi ha affermato che è stata una “campagna elettorale corretta e che, comunque andrà a finire, non lascerà molte tossine da smaltire”. Ho inoltre sentito esporre dai diversi candidati proposte alternative, ho sentito esprimere pareri differenti, ma sempre motivati, su tante cose fatte o non fatte dalle passate amministrazioni che a volte ho condiviso e a volte no. Questa si chiama dialettica, libertà di opinione e di espressione che può solo fare del bene alla nostra comunità. Penso che nessuno (come d’altronde anche io e te Monja) abbia votato “contro” ma “per” una proposta che ha liberamente ritenuto più vicina ai cittadini e più spendibile per un futuro, speriamo migliore, per la nostra Casina comune.

      (Gemma Spadacini)

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  7. Monja eccomi. La ritengo una persona molto seria, nonostante siamo in disaccordo su tutto. Quindi, con gusto le faccio osservare alcune cose: non mi risulta che qualcuno (leggi Costi) abbia fatto promesse davanti ad un prosecco. Se ha notizie certe, le esponga ma circostanziando con argomenti robusti. Rinaldi non è il “male assoluto”, certo. Ciò però non lo ripara dall’essersi reso complice alla presentazione di una lista allestita da altri (con quale scopo?), di aver accettato un vice esterno alla comunità ma con cariche ben precise, quando la sua “statica presenza” è stata evidenziata proprio dai suoi centurioni. In più, di non aver propriamente brillato su alcuni temi anche da lei ricordati. Le ricordo, infine, che non corrisponde al vero la sua impressione circa il mal celato legame della lista Costi ad un partito politico (no, di Filippi proprio nessuno ne sente la mancanza!). Tant’è che è da stabilire chi corteggia chi. Detto ciò, ogni cambiamento si accompagna ad incertezza e paura. Io non ho paura. In bocca al lupo a Costi e sono certo che riuscirà; vorrà dire che qualcun altro la prossima volta dovrà schierarsi apertamente, mettendo in mostra tutte le sue (lecite) capacità da politico navigato con tanto di corte e cortigiani. In bocca al lupo, Costi!

    (Serb)

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