“La Regione s’attivi per salvaguardare l’attività industriale ex-Sadon”

Sadon“La Regione Emilia-Romagna si attivi al più presto in tutte le sedi possibili per salvaguardare l’attività industriale dello stabilimento ex-Sadon di Vetto d’Enza, con particolare attenzione al futuro occupazionale dei suoi attuali lavoratori”.

Lo chiede alla Giunta regionale una risoluzione della Lega nord, primo firmatario Gabriele Delmonte, sottoscritta anche dai consiglieri Rainieri e Bargi.

“La ceramica ex-Sadon, ubicata in località Buvolo di Vetto d’Enza – spiega Delmonte - è una fabbrica del gruppo Rondine S.p.A che produce battiscopa in varie tipologie e formati che, nel 2009, è stata al centro di una procedura fallimentare e successivamente data in affitto per tre anni al Gruppo Rondine di Rubiera. Nel 2014 il contratto di affitto è stato rinnovato per ulteriori tre anni, andando quindi a scadenza a giugno 2017”.

“Ad oggi – continua - nello stabilimento operano circa 90 lavoratori provenienti da tutto l’Appennino reggiano e dalla provincia di Parma mentre il gruppo Rondine comprende importanti stabilimenti nel reggiano (a Rubiera e Vetto) ma anche in provincia di Modena, con un complessivo di circa 300 occupati in tutte le unità operative industriali”.

“Il 20 luglio – conclude Delmonte - è stata convocata l’assemblea dei soci del gruppo Rondine con all’ordine del giorno il rinnovo del consiglio di amministrazione ma non si hanno notizie sul futuro dello stabilimento di Vetto d’Enza, con la preoccupazione che alla scadenza del contratto si crei un’importante crisi occupazionale. Per questo invito la Regione Emilia-Romagna ad attivarsi al più presto in tutte le sedi possibili per salvaguardare l’attività industriale dello stabilimento con particolare attenzione al futuro occupazionale dei suoi attuali lavoratori”.

 

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Un Commento

  1. La Regione, la Provincia, gli enti locali della montagna, i sindacati sono da tempo al lavoro con il gruppo Rondine per trovare una soluzione positiva ai due stabilimenti di Rubiera e Vetto.

    (Enrico Bini)

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